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Un viaggio di 3mila km, tra app e ricariche

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La Hyundai Kona Ev di Piero in ricarica in una EV Station.

Un viaggio di 3mila km con la Kona. Ce lo racconta Piero, alla prima esperienza all’estero con un’auto elettrica (e relative apprensioni per la ricarica). Se volete condividere il vostro diario di viaggio, scrivete alla mail info@vaielettrico.it 

                                            di Piero Pallotti

“Vorrei raccontarvi la mia esperienza riguardo il mio primo viaggio all’estero con la mia Kona 64kWh. Premesso che forse per la prima esperienza di viaggio un po’ lungo, poco più di 3.000km in 15 giorni, sarebbe stato preferibile non uscire dai confini nazionali. Anche per l’apprensione da ricarica di mia moglie…“.

un viaggio di 3 mila km
Una stazione di ricarica Free to X in autostrada.

Un viaggio di 3mila km / In Austria via Verona, ma a Modena…

Le mie tappe sono state Verona, Vienna, Carinzia e Ravenna. Già alla partenza abbiamo avuto il primo inconveniente. Prendendo la macchina al mattino, ho notato che l’interruttore generale della mia Wall-box era scattato e quindi invece che con il 100% di ricarica siamo partiti con il 56%. Questa anomalia ci ha obbligato ad effettuare una doppia sosta, con la riprogrammazione del viaggio tramite l’app ABRP per Verona. Prima ricarica a Fabro senza problemi. La seconda a Secchia Ovest: la mia Rfid NextCharge non mi veniva riconosciuta e dall’app non riuscivo a sbloccare la ricarica. Dopo varie mail (purtroppo NextCharge non prevede un contatto telefonico), ho dovuto attivare l’app BeCharge e ricaricare. Tempo perso sotto un sole asfissiante: circa 1h!!!“.

un viaggio di 3mila km
Una stazione di ricarica Smatrics.

In Austria ho dovuto scaricare Smatrics, con l’aiuto di una persona del posto

Verona è organizzatissima per le ricariche, oltre che splendida. Colonnine ovunque, per il 90 % con ricarica gratuita semplicemente scaricando l’app Verona SmartApp. Servizio ottimo, consiglio però la prenotazione della Palina. Dopo pochi giorni, ripartenza per Vienna. Tappa per rifornimento a Tavagnacco senza problemi, anche se purtroppo non esistono pensiline per ripararsi dal sole, e questo in tutte quelle che ho usato. Alla seconda sosta in Austria altri problemi. Mio errore: la colonnina non faceva pare del circuito NextCharge. Morale della favola: nuova registrazione ad un sito austriaco con relativa app, Smatrics che però è solo in tedesco. E per attivare la registrazione il link nella mail non era evidenziata dalla sottolineatura e colore blu. Grazie ad un santo cittadino austriaco che si è prodigato al telefono con l’assistenza sono riuscito a ricaricare. Ma per disconnettere ho dovuto richiamare l’assistenza, non si staccava!!“.

Un viaggio di 3mila km / E alla fine ho aiutato io altri a ricaricare

A Vienna grande delusione: un cantiere a cielo aperto in gran parte della città, con colonnine quasi assenti. Una non sono riuscito a farla funzionare, malgrado l’aiuto di una signora gentilissima che aveva appena ricaricato. Mentre quelle funzionanti erano solo all’interno di parcheggi in garage pubblici a pagamento, quindi ti costringono a pagare anche la sosta. E, si sa, l’Austria non è proprio economica. Viceversa a Graz, a Bad Kleinkirchheim, a Klagenfurt e a St. Veit an der Glan, colonnine ovunque per strada, tutte con circuito NextCharge. Infine a Ravenna ho trovato una ricarica vicino al B&B dove risiedevo. E, udite udite, sono riuscito a ricaricare utilizzando PayPal su una colonnina Pubblica Utilità Heral!! Nel viaggio di ritorno vicino Venezia, presso l’hotel Hilton (non ricordo precisamente la località) ho ricaricato ricanbiamdo il favore. Ho aiutato una coppia di svizzeri a ricaricare, non essendo registrati a NextCharge

un viaggio di 3mila km

In conclusione. Almeno nella fase iniziale ho trovato qualche difficoltà, anche dovuta alla mia inesperienza. Ma posso affermare che, vista la tranquillità di guida, e fortunatamente come a Verona le ricariche gratuite, non tornerei mai più ad un auto termica. Anche se ora sto combattendo con l’assistenza della mia Wall-box a casa che risulta essere guasta e che mi dovrebbero cambiare. Buon viaggio a tutti“.

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45 COMMENTI

  1. Onestamente, un viaggio del genere è sostenibile da chi ha fretta, ha famiglia, ha un appuntamento di lavoro o semplicemente non ha voglia di sbattersi? è accettabile installare varie app per un viaggio, che se uno ha il telefono con poco spazio e magari non se ne era accorto rimane bloccato?
    NO.
    E ostinarsi a dire che in fondo il problema non esiste fa il male dell’auto elettrica.
    Ci vogliono più colonnine e soprattutto ci vuole un normalissimo rifornimento con contanti e/o bancomat, come un self service convenzionale.

    • A quanto pare fra non molto tempo si potrá pagare con bancomat almeno in alcuni punti di ricarica (sono giá partite le sperimentazioni) Sembra peró che con questa modalità di pagamento non si potrá usufruire delle tariffe piú vantaggiose di chi usa la colonnina con card o app..

  2. Colonnine assenti o mal funzionanti, App e vari tipi di abbonammento, il tutto si somma ai tempi di attesa per la ricarica….. indubbiamente stressante.
    Dovrebbero fare le colonnine di ricarica con carta di credito e basta, tipo autostrada o distributore di benzina, inserisci la carta e paghi senza App o quant’altro.
    Non tutti hanno la pazienza e padronanza nello smattettare con lo smartphone e i vari processi per un abbonamento che in quel momento ti richiede per quel tipo di ricarica, Italia o Australia che sia.
    Tutto questo influisce sulle vendite. Il mercato dell’elettrico è ancora immaturo e va semplificato a tutti i livelli. Non basta pensare solo alla batteria e ai tempi di ricarica se prima non si pensa alle infrastrutture.

      • Se lei considera un grande vantaggio inserire ad ogni ricarica nome, cognome e codice fiscale, si accomodi pure. Personalmete preferisco farlo una volta sola, sottoscrivendo un contratto e poi andare di App o RFID card.

        • sì e poi come l’utente RFID non andavano, nessuno risponde, e i problemi delle App che non basta una ma bisogna averne di varie, e 1 ora piantato sotto sole o in altri posti sperando esser “salvato” da qlc1.
          No no sono d’accordo con lei, per funzionare la cosa deve essere capillare e semplice, inserire la carta credito e basta come pagare al casello o la benzina e ben venga finalmente (!) la soluzione di Free To X che inizia ad aggiungere il POS alle colonnine in autostrada.

          • Chi le assicura che il collegamento per la carta di credito o per il bancomat funzionino?
            Se la colonnina è senza rete, non funziona nulla.

        • Scusa Massimo ma non capisco questa risposta piccata. Chissenefrega se devo inserire nome cognome e cf, li so a memoria e non mi serve altro che carta/bancomat non l’app specifica o comunque compatibile. Questa è, a tutti gli effetti, una grandissima semplificazione, che nulla toglie alle app o tessere (a pagamento, almeno 2 su 3 di quelle che ho). Cosa vuoi che sia minuto più o meno quando se annegati comunque in qualche decina di minuti di ricarica?

          • Piccata dove? Trovo molto più comodo inserire questi dati una volta sola, piuttosto che tutte le volte che ricarico. Trovo molto più comodo utilizzare un’app che mi permette di localizzare le colonnine, sapere se sono lente o veloci, prenotarle, raggiungerle con Google Maps, attivarle con un tocco, monitorare da remoto il livello di carica raggiunto, disconnettermi al momento giusto, ricevere immediamente la fattura sulla mail. E non sono certo un nativo digitale

        • A me non sembra che ad ogni pagamento con CC debba inserire i miei dati personali…..ma anche se fosse? Oggi il tuo CF lo conoscono anche i sassi.

          • Massimo…. nessuno nega che le App per monitorare il tutto siano comode, si parla solo di semplificare il modo di pagamento almeno a livello europeo, in modo che chiunque possa pagare con semplicità soprattutto all’estero. Varie tipologie tra colonnine, prese, abbonamenti, carte ecc.. creano solo uno stato di confusione e scoraggiano gli indecisi. Tutto qui

  3. Dove attacco la spina se abito in città? Tutti continuano a ripetere questa cosa, sembra quasi una provocazione, come per dire: “io carico a casa a quattro soldi con il mio FV , poi per gli altri….. arrangiatevi”.

    • Dove parcheggia la macchina? In strada? Se la risposta è sì, purtroppo occorrerà aspettare i lampioni con ricarica (che non sono fantascienza, Londra due anni fa ne aveva già più di 1000, https://www.vaielettrico.it/come-ricaricano-a-londra-on-the-road/)
      L’elettrico non è per tutti, qui si continua a ripeterlo, in certe città (Venezia, Siena, Firenze solo per citarne a caso qualcuno) dove il problema è il parcheggio di qualsiasi veicolo dato che per miopia non ci si è pensato 50 anni fa urbanisticamente parlando, rimane davvero un problema.
      A Modena sono decenni che se ristrutturi o costruisci un appartamento il Comune pretende DUE posti macchina al chiuso (cioè in area privata, non in strada) per ogni unità abitativa.
      Se invece la risposta è no, non parcheggia in strada ma in area privata anche condominiale, allora il problema non è insormontabile: certo non è facile, in un condominio. Ma non è impossibile. Ci sono 10/20 anni di tempo per affrontarlo.
      Torniamo sempre lì: ogni anno si vendono (VENDEVANO) 1,8 milioni di auto su un parco circolante di 36 milioni di auto private. Se da oggi si vendesse 100% elettrico, ci vorranno 20 anni per sostituirle tutte.

      • Guido…. concordo perfettamente con lei 🙂

        Per il nostro Bel Paese sarà un’ardua sfida…ricordiamoci urbanisticamente parlando che il nostro è un Paese vecchio dove in molti Comuni è quasi impossibile trovare parcheggio e a partire dal dopoguerra la cementificazione selvaggia l’ha fatta da padrona. Nelle grandi città tra vie e viuzze dove si parcheggia sui marciapiedi già intasati dai bidoni per la spazzatura, trovare posto per le ricariche sarà un’impresa non da poco, anche se fossero solo i lampioni. Già lo scrissi…..la soluzione potrebbe essere con l’avvento delle nuove tecnologie con pacchi batterie più piccole e leggere, l’intercambiabilità, vai da “benzinaio” attrezzato a dovere e te la fai sostituire al bisogno e magari anche scegliendo la potenza a te necessaria.

        • /// nuove tecnologie con pacchi batterie più piccole e leggere, l’intercambiabilità, vai da “benzinaio” attrezzato a dovere e te la fai sostituire al bisogno e magari anche scegliendo la potenza a te necessaria \\\ Se si riferisce al battery swap, sembra che sará riservato al massimo ai quadricicli “da cittá”, soprattutto se a noleggio.. Se invece intendeva batteria modulare con moduli da aggiungere o togliere a seconda della necessitá, esistono progetti in tal senso ma non credo che diventerá la norma.

      • Guido, la ringrazio per le risposte sempre cordiali ed educate, ma soprattutto ricche di argomentazioni. Tuttavia mi permetto di ricordare che prestissimo l’auto elettrica DOVRÀ essere per TUTTI, visto che qualcuno ha deciso che non ci possano essere alternative. La gente che parcheggia in strada costituisce un numero non indifferente ed anche costoro dovranno avere la possibilità di ricaricare. I lampioni? Mi permetta di essere dubbioso, essi sono progettati, o meglio, dotati di infrastruttura utile per accendere una lampadina, al sodio o a led che sia, ma sempre una lampadina. Capisco che sia stato applicato un C.S. il cui valore mi è sconosciuto, ma sicuramente non tale da permettere di alimentare contemporaneamente le automobili degli abitanti di un quartiere. Si può fare? Probabilmente si, ma bisogna iniziare sin da subito a scavare per adattare gli impianti alla nuova realtà. Ma non si muove nulla in questo senso

  4. Da possesore di veicolo diesel del 2010 io ringrazio sinceramente tutti i pioneri dell’elettrico per i sacrifici che soffrono, nella speranza che la tecnologia e l’infrastruttura migliorerà.

    Io sono certo che il mio prossimo veicolo sarà a 0 emissioni di C02 (sono per la neutralità tecnologica).

    Ad oggi un veicolo BEV, per il mio utilizzo e per la mia capacità di spesa, è del tutto al di fuori delle mie possibilità (sinceramente anche un nuovo veicolo ICE ad oggi è fuori portata, spero che la mia Seat Ibiza 1.6 TDI non mi abbandoni a breve, ma comunque per l’ICE il mercato dell’usato è più sviluppato).

    Quindi spero che questi anni servano a mettere a punto la tecnologia e l’infrastruttura grazie ai “sacrifici dei pioneri” e al più presto migrerò alla neutralità di CO2.

    • Apprezzo il ringraziamento sincero. Prego.
      Due anni fà ho cambiato un’auto ICE con una BEV. Non mi considero un parziale pioniere perché i veri pionieri iniziarono più di 10 anni fa.
      Comunque, le assicuro che da quando sono passato alla BEV non soffro e non faccio sacrifici. Anzi, mi diverto più di prima.

    • Io ho un’elettrica è non sto facendo nessun sacrificio. Mi sto solo ripagando quasi per intero l’acquisto con incentivi + risparmi di carburante, manutenzione e bollo. Un grazie sincero a tutti, Bruno compreso.

      • Sottoscrivo, se questo per noi utenti elettrici si chiama sacrificio non so se riuscirei a sopravvivere alla vera goduria!!!

        All’autore del post direi che capisco che noi con la Kona siamo tentati a strafare, ma per viaggi così lunghi c’è sempre il treno.

        • “C’e’ sempre il treno”. Dipende: Lei ha mai provato ad andare in vacanza in treno con 2-3 figli? Magari in un luogo privo di stazione ferroviaria? Io si’, e preferisco di gran lunga attendere un’ora per la ricarica.

    • Detto bene “pionieri dell’elettrico” sono loro che stanno aprendo la strada all’elettrico tra mille problematiche e incertezze ed è grazie a loro che si possono riscontrare i limiti attuali…..carenze di infrastrutture, attese di ricarica, chilometraggio, costi, manutenzione/riparazione, abbonamenti, App e chi ne ha più ne metta.

      Tra nuove tecnologie in arrivo e governi obbligati a dare risposte alle tante richieste necessarie per un ecosistema più sostenibile, ancora una volta si potrà dire grazie a questi pionieri dell’elettrico.

  5. All’autore Piero Pallotti un suggerimento per futuri viaggi qualora si ripetesse il caso avvenuto nella seconda ricarica austriaca, quando scrive: “Ma per disconnettere ho dovuto richiamare l’assistenza, non si staccava!!”

    Sulla Kona è possibile *lato auto* forzare lo sblocco del cavo di ricarica in due modi alternativi:
    1) impostando nel software di bordo una % di carica massima inferiore a quella raggiunta in quel momento (es: se sono arrivato al 73%, va impostata la carica massima al 70%);
    2) tirando leggermente l’apposito cavo di emergenza posto nel cofano anteriore. Questa seconda modalità è descritta nel manuale (alla voce “Sblocco connettore di carica in emergenza”) solo per ricarica AC, da verificare se sia utilizzabile anche per ricariche in DC.

  6. Che sbattimento infinito con le app e che perdita di tempo… Ma ad oggi come fa a piacervi l’elettrico? Troppo immaturo..

    • Per cortesia, scrivi al politico che voterai a settembre perché sburocratizzi la vendita di elettroni, perché vuoi delle colonnine-prolunga dove ti basta inserire una moneta da 2 euro per avere 4 kWh senza bisogno di passaporto, app, timbro papale in ceralacca e due capponi già spelati.

      Grazie!

    • Basta usare le card anziché le app e il problema è risolto. O, se puoi, ti prendi un auto con la funzione Plug & Charge.

        • Sul sito internet di Fastned ho letto che offrono il servisio Autocharge, che dovrebbe essere una sorta di Plug&Charge. Dal sito ho copiato il testo seguente:

          To use Autocharge, every vehicle needs a unique code. Some vehicle have shared codes and for that can not use Autocharge.

          Audi e-tron (model 2018, cannot be guaranteed for model 2019) & Q4 e-tron
          Cupra Born
          Maxus eDeliver
          Mazda MX-30
          Volkswagen e-Up!, e-Golf, ID.3, ID.4 & ID.5
          Seat Mii electric
          Skoda Citigo e-iV & Enyaq iV

    • Perché immaturo, l’elettico è maturo, ci vuole solo un po’ di spirito d’avventura, quando fai viaggi lunghi o oltre autonomi, per il resto casa lavoro e tempo libero nel raggio di copertura km è perfetta, ma ovviamente a chi piace pappa pronta non ha senso.

    • Va bene a chi piace perdere tempo . Allucinante soste colazioni sole programmare sembra il viaggio di Ulisse dai non c’è nulla di straordinario.

  7. Non capisco perchè non prevedono pensiline anche minime per i punti di ricarica.. Servirebbero a riparare non solamente gli utenti dal solleone ma anche la stessa struttura dalle intemperie in generale.

    • Fosse solo il solleone il problema! Io sto in Norvegia e la situazione e la stessa: zero pensiline! Eppure “qualche” mm di precipitazioni ce l’abbiamo!

  8. Ma perchè mai si è deciso di portare avanti l’installazione spot di colonnine in giro per il mondo e non si vuole aggregare in stazioni di ricarica a mo di “stazione di rifornimento” cosi ci sarebbe un “gestore” li sul posto che si occuperebbe anche della manutenzione e del corretto funzionamento di tutto l’impianto, oltre a fare lui rifornimento cosi da togliere dall’impaccio tante persone che non sanno neanche cambiare una lampadina a casa, figuriamoci ricaricare un’auto elettrica scaricando 3000 app e card varie…

    • Perchè uno degli aspetti belli dell’elettrico è proprio che puoi caricare mentre sei al Bar, a fare la spesa, al cinema, a dormire….carichi mentre fai altro. Poi hai ragione sulle App: bisogna pagare con carta di credito, bancomat e Paypal.

    • La “colonnina” è una “prolunga”. Smart quanto vuoi, ma una prolunga.

      Quindi se mia nonna sa accendere l’aspirapolvere con il filo, dovrebbe riuscire a caricare la sua nuova Model S Plaid…

      Il resto è burocrazia, quindi è colpa nostra. Quindi mia nonna non caricherà mai la sua BEV per colpa dei burocrati, non per colpa della colonnina-prolunga.

    • Finora quelli che stanno installando le colonnine ANCHE nelle stazioni di servizio (ENI) sono quelli di BeCharge che ora appartiene ad ENI , in alcuni distributori sono state installate le colonnine FAST ed ULTRAFAST, così come nei parcheggi di alcuni supermercati Carrefour.

    • All’estero le stazioni di rifornimento con il gestore che ti fa il pieno sono più rare di un elefante rosa a pois verdi.
      Eppure fanno tutti rifornimento.
      Si chiama “togliersi la paglia dal deretano”.

  9. Mi permetto di “dispensare” un paio di consigli basati sulle mie esperienze passate:
    1)Quando ricarichi (in casa o furi NON importa) dai SEMPRE una occhiata ogni tanto alla App dell’auto : ti avvisa se la ricarica si interrompe prematuramente .
    2) Oltre alla App NextCharge ti consiglio di scaricare anche una App (ad esempio EnelX o BeCharge) che ti permetta di comprare pacchetti di kWh da usare nel mese, cosi:
    +paghi meno della metà il kWh,
    +hai una modalità alternativa per avviare le ricariche
    +hai un servizio clienti con un numero di telefono .

    • Comunque dal racconto in meno di 3000km ha imparato e aiutato altri.
      Quindi non è così impossibile fare il passo, ovviamente se si può ricaricare a casa o al lavoro.

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