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Un sabato in autostrada con gli automobilisti elettrici

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Tre auto (tra cui una 500e)in ricarica nell'area di servizio in cui Ivone ha fatto il volontario.

Un sabato in autostrada, in Francia, come volontario per aiutare gli automobilisti elettrici a ricaricare. Il nostro amico Ivone ci racconta com’è andata.

                                      di Ivone 

un sabato in autostrada
Ivone con Fanny, Marketing & Customer Experience di VINCI.

“Per chi non mi conosce, sono di origine italiana e abito in Francia da qualche anno. Recentemente sono stati pubblicati alcuni articoli riguardanti esperienze infelici di ricarica durante viaggi in autostrada. Concordo che la rete delle colonnine presenta molte lacune. Ma, permettetemi di riferire un’esperienza personale che, pur con qualche problema tecnico e migliorie da implementare, nel complesso è stata positiva.

una sabato in autostrada
Il cartello coi prezzi della ricarica (calcolati a tempo).

Un sabato in autostrada, per fare assistenza in una ricarica Total fino a 175 kW

Durante i weekend di grande traffico estivo, Vinci, gestore di buona parte della rete autostradale francese, nelle aree di servizio attrezza spazi di relax,  con tanto di aree ricreative per i bambini. Quest’anno, hanno anche creato aree dedicate alla elettro-mobilità, in collaborazione con alcune associazioni di utilizzatori tra le quali la Federazione Francese FFAUVE.  Per curiosità, e fare qualcosa di utile per chi è in viaggio con un’elettrica, sabato 22 luglio mi sono offerto come volontario presso l’area di Lancon–Provence. Pensavo che i problemi maggiori sarebbero stati assistere gli elettromobilisti con difficoltà di attivazione della carica, lunghe code etc. Ma, alla fine, il problema più importante che ho dovuto risolvere è stato di tutt’altro tipo. L’area di servizio è equipaggiata con sei colonnine (di cui quattro  fino a 175 kW), prodotte da EVBox e gestite da TOTAL. La tariffa di ricarica è a tempo, con costi differenti a seconda della potenza erogata (vedi foto con tabella dei prezzi).

un sabato in autostrada
Un tecnico al lavoro per riparare le 4 colonnine fuori servizio.

Si parte male: quattro colonnine su sei fuori servizio, poi…

L’inizio del mio servizio di volontario non è stato di buon auspicio. La sera prima gli organizzatori mi mandano un email per informarmi che tutte e quattro le colonnine da 175 kW erano guaste. Mi scrivono anche di organizzarmi in modo da non dover ricaricare la mia auto elettrica e lasciare gli stalli disponibili a chi è in viaggio. Sabato mattina arrivo alle 10 e mi informano che un tecnico aveva già riparato due delle quattro colonnine che si erano guastate il giorno prima. Il problema era alla pompa di calore che produce il liquido refrigerante per il raffreddamento delle apparecchiature e del cavo di connessione all’auto. Ogni pompa di calore serve due colonnine. Se una si guasta, vanno furi servizio due colonnine. Non so se il guasto sia stato dovuto alle temperature dei giorni scorsi. Su un sito web ho letto che alcune stazioni Ionity in Francia hanno avuto guasti simili. Ma, dice lo stesso sito, quando le Ionity hanno problemi al raffreddamento, funzionano a potenza ridotta (max 35 kW per batterie a 400V, o max 70 kW per batterie a 800 V). In queste condizioni, servizio gratuito.

L’avviso di colonnina fuori servizio: guasto poi riparato.

Con la tarifa a tempo gli stalli si liberano subito

Intorno alle 11, due colonnine ad alta potenza sono ancora in riparazione e comincia a formarsi la coda con circa 2-3 auto. Gli utenti, prevalentemente francesi e olandesi, sono disciplinati e pazienti. Solo due utenti, vista la coda, proseguono il viaggio senza ricaricare. Riguardo al mio ruolo di assistere chi fosse in difficoltà con le operazioni di ricarica, non ho molto da fare. Tutti, ma proprio tutti, hanno una smart card per attivare la ricarica, che ha sempre funzionato al primo tentativo senza intoppi. Il mio intervento si è limitato a spiegare dove si trovano le aree ricreative per i bambini e per il relax. E di ricordare di tornare prima della fine-carica per non occupare inutilmente lo stallo. Avviso superfluo: la tariffa a tempo TOTAL ha il vantaggio di incentivare la liberazione dello stallo quando lo SoC supera l’80-90%. Inoltre la configurazione adottata, con 4 colonnine da 175 kW e due da 50 kW (con tariffa più bassa), incentiva a preferire lo stallo più adeguato alla potenza che l’auto può assorbire.

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Una schermata dell’app ChargeFinder.

Le app danno info giuste sulle stazioni di ricarica? Non tanto…

Intorno alle 13 e 30 il tecnico rimette in servizio le ultime due colonnine guaste. Dalle 14 non ci sono più code, ma fino alle 15 il tasso di occupazione è elevatissimo. Un utente stacca il connettore, quello successivo subentra. Alle 14 coda smaltita, ma il tasso di occupazione rimane alto. Mentre era in corso la riparazione, ho provato a verificare se le app che permettono di localizzare le colonnine segnalavano correttamente il loro stato. Nel mio smartphone ho installato 6 applicazioni ed il risultato è piuttosto deludente. Per un paio (esempio Enel X) l’area di servizio dove mi trovavo non è equipaggiata con colonnine di ricarica, forse perché non hanno l’accordo di roaming. Alcune app (esempio Chargemap e ChargeFinder) riportavano le colonnine guaste come funzionanti e libere. Altre app segnalavano le colonnine guaste come funzionanti, ma occupate. Quando tutte le colonnine sono state rimesse in servizio, tutte le app davano info corrette sullo stato di occupazione. ChargeFinder, che dovrebbe anche mostrate lo SoC per gli stalli occupati, non riportava (e continua a non riportare) questo valore. Indica 3 stalli 175 kW disponibili e uno occupato. In realtà, solo 1 è disponibile.

Il cartellone con cui Ionity, che ha sue olonnine nella stessa area di servizio, spiega come funziona la ricarica.

Un’auto italiana in crisi, ma per il rifornimento di benzina

Da ultimo, vi racconto ciò che non avrei mai immaginato di dover fare. Nell’area di servizio dove mi trovavo, le colonnine di ricarica per le auto elettriche si sono di fronte alle pompe di carburante. Intorno alle 13, vedo un’auto con targa italiana ferma pochi metri dopo le pompe e intuisco che hanno un problema. Pensavo si trattasse di un guasto all’auto e mi incammino verso di loro. Quando arrivo e capiscono che sono italiano, mi implorano di aiutarli. Erano in viaggio verso la Puglia e non erano riusciti a fare il rifornimento di carburante perché il terminale POS non autorizzava la carta di credito. Tutte le pompe erano in servizio self-service con pagamento con carta di credito e non era ben spiegato cosa fare per pagare in contati. In passato le aree di servizio avevano una guardiola dove qualcuno controllava la stazione e gestiva i contanti. Per ridurre i costi, al giorno d’oggi non c’è più nessuno e per pagare cash bisogna andare all’interno, dove si trovano il bar ed altri servizi.

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L’ingresso di una delle aree attrezzate per la sosta dei turisti.

Un sabato in autostrada: la coda c’è, ma per il distributore di carburante

L’app indica 3 stalli 175 kW disponibili e uno occupato. Nella realtà, solo uno è disponibile. Trattandosi di un’area di servizio molto grande, non era immediato capire dove andare. Alla richiesta di aiuto, spiego che sono lì per aiutare chi deve rifornirsi di energia elettrica.  Preparatissimo sui problemi delle colonnine, ma totalmente ignorante per le pompe di benzina. Ero disponibilissimo ad aiutarli, ma non riuscivo a vedere nessun cartello dove fosse scritto come pagare in contanti. Ho quindi proposto ai connazionali di rimettersi in coda, con l’accordo che avrei pagato il rifornimento con la mia carta di credito. E loro mi avrebbero rimborsato in contanti. Per fare il pieno di gasolio hanno dovuto fare due volte la coda, più il tempo fino al mio intervento: totale circa un’ora. Se tutto va bene, il riferimento di benzina si fa in 5-10 minuti e quello di energia elettrica in 20-40 minuti. Ma, se qualcosa va storto, o ci sono code, la situazione è simile per entrambi. Non vi dico le battute degli amici elettromobilisti quando ho raccontato che sono intervenuto per aiutare chi doveva fare gasolio…“.

un sabato in autostrada
Ivone con una Kia EV6, una delle auto elettriche in mostra nella zona EV dell’area di servizio autostradale di Lancon–Provence..

Un sabato in autostrada: con molte traffico colonnine insufficienti

Ho anche avuto l’opportunità di incontrare il Presidente della Federazione FFAUVE, Stéphane Semeria. Mi ha invitato a segnalare il suo interesse ad entrare in contatto con una simile associazione Italiana, per collaborare su iniziative transfrontaliere. Se qualcuno fosse interessato, può contattare la redazione per ottenere il mio indirizzo email. L’esperienza che ho descritto è limitata e non escludo che in altre aree di servizio sulle autostrade francesi ci possano essere situazioni critiche per le ricariche. Trattandosi di un sabato in autostrada, di luglio, con traffico intenso, il numero di colonnine era appena sufficiente. Oltre a prevedere gli ampliamenti per far fronte al maggior numero di future auto elettriche, a mio parere sono anche necessari:

  • 1) un pronto intervento per riparare tempestivamente le colonnine guaste,
  • 2) correggere gli errori nei sistemi che scambiano dati e trasmettono alle app lo stato delle colonnine,
  • 3) applicare tariffe che incentivino a terminare la ricarica quando lo SoC supera l’80-90%, ed il tasso di occupazione supera certi livelli (se non sbaglio, Tesla lo fa già).

Un sabato in autostrada: alcune delle foto pubblicate sono state gentilmente fornite da Stéphane Semeria.

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34 COMMENTI

  1. Nella mia esperienza in nord Europa a fine giugno ho trovato utile certe colonnine avevano vicino al tasto di avvio ricarica un’altro con l’indicazione 80% che ho trovato utile per non perdere tempo (l’ultimo 20% ti fa perdere quasi lo stesso tempo dell’intera ricarica)

  2. Nella lista delle cose da migliorare, ci metterei anche la possibilità per tutti di prenotare le colonnine libere, entro 15 minuti dall’arrivo, in modo da evitare attese prolungate.

    • Non è giá possibile prenotare le colonnine con un certo anticipo ? Credo che sará possibile diminuire questo anticipo quando gli attuali “bachi” sw verranno risolti.

        • In effetti ho ragionato con “mentalitá italiana” visto che nel nostro paese è praticamente obbligatorio essere abbonati almeno a un operatore per usufruire delle colonnine, mentre in altri paesi puó bastare la carta di credito. Se ho capito male qualcosa, come non detto.

  3. Cosa voleva racontare con questa storia. “Andate a comprare la macchina elettrica per non stare più in coda”. Fino che sono vivo andro sempre con la diesel. Io che dovrei sare per aspettare che si carica la batteria, al ristorante ho a dormire nel albergo, mai. Ma sono andato via per stare in girò ho per andare in un certo punto, in vacanza ho dai amici? Quando vado in ferie guido 1800 km con 2 al massimo 3 soste da 20 minuti per rifornire e basta. Non perdo tempo in girò. Ma stiamo scherzando.

    • /// quando vado in ferie guido 1800 km con 2 al massimo 3 soste da 20 minuti per rifornire e basta. Non perdo tempo in girò. Ma stiamo scherzando \\\ Non si tratta di perdere tempo o scherzare, non siamo tutti uguali e per viaggi di 1000 o 2000 km (ma anche solo 500) bisogna fare soste anche lunghe in base alla propria resistenza e salute. E poi anche se si sta bene i riflessi calano comunque e in caso di imprevisto durante la guida…

    • Magari in quel tempo avresti potuto imparare che 1800km se li fai in una tirata metti a rischio la tua vita, e soprattutto quella degli altri, complimenti. 👏👏👏👏

  4. /// alcune app (esempio Chargemap e ChargeFinder) riportavano le colonnine guaste come funzionanti e libere. Altre app segnalavano le colonnine guaste come funzionanti, ma occupate \\\ Una curiositá : il problema è causato da un “baco” del sw come ipotizzato da Ivone o da un semplice ritardo nell’aggiornamento dati (per il sotto dimensionamento del sistema) ?

    • Mentre le colonnine erano in riparazione, ho ripetuto a distanza di circa un’ora ed il risultato (stato della colonnina non corretta) era lo stesso. Circa 20-30 minuti dopo la riparazione le app davano lo stato corretto. Per questo motivo ho ipotizzato un “baco” nel protocollo di scambio dello stato di guasto, oppure di “nessun stato” quando la colonnina era in riparazione e probabilmente non comunicava nessuna informazione al sistema di supervisione. Ma queste sono solo me mie ipotesi. Non sono uno specialista di software e reti informatiche.

      Come Luca Dell’Oca ha scritto riguardo all’articolo https://www.vaielettrico.it/auto-elettrica-di-massa-litalia-non-e-pronta/#comments, sarebbe interessante conoscere il “dietro le quinte” di queste infrastrutture.

      • Quello che posso dire io è che Chargemap è totalmente inaffidabile riguardo la disponibilità anche delle colonnine Wiiiz che si trovano in Costa Azzurra. Sperimentato a Cannes ed a Juan-les-Pins, in diverse occasioni, le indicazioni sull’app erano praticamente random, a diverse ore, anche quando sapevo per certo lo stato della colonnina perché c’era la mia auto in carica. Poi trovo anche censimenti sbagliati, del tipo che in un posto ci sono indicate due stazioni con 8 prese (quattro Type2 e quattro schuko), mentre in realtà c’è un’unica stazione con due coppie di Type2+schuko, di cui una sola utilizzabile per coppia (per quindi massimo due macchine in carica contemporaneamente). Ho scritto anche all’assistenza: riguardo il primo problema (disponibilità aleatoria) mi dicono che non è colpa loro, che loro pubblicano i dati che ricevono da Wiiiz: ho risposto che sarà anche così, ma che è il caso che parlino con Wiiiz per risolvere, sennò tanto vale che tolgano l’indicazione della disponibilità, che è solo ingannevole. Riguardo il censimento della colonnina mi hanno risposto che passano le segnalazione al reparto competente (perché io dall’app non posso correggere). Certo è che, se c’è un problema così macroscopici sul censimento delle colonnine, mi chiedo come potrebbero mai funzionare gli indicatori di disponibilità…

        In Francia ho trovato ottima l’area di servizio di Vidauban Sud, sulla A8, con 10 stalli Tesla più altri 8 o 10 Ionity. Per quanto riguarda le colonnine su territorio urbano invece una delusione: lente, poche, talvolta occupate da macchine termiche (della serie: tutto il mondo è paese), spessissimo da lente auto plug-in. Da un paese che ha sempre cavalcato l’onda dell’energia elettrica grazie al nucleare mi sarei aspettato molto di più. E da buoni sciovinisti, devi usare l’app francese (Chargemap) per usarle (ad esempio su NextCharge ce ne sono pochissime).
        La tariffa a tempo può essere conveniente in talune situazioni (esempio: ricarica notturna a forfait, dove volendo ti fai un pieno a pochi euro), ma durante il giorno è una fregatura per chi non può caricare veloce (es.: molte auto anche importanti in AC non vanno oltre gli 11 kW).

  5. Gente che con calma attende il proprio turno. Tariffe chiare. RIparazioni dei guasti in tempi rapidi. Assistenti alla ricarica. Tariffe orarie “anti furbi”… Ma è possibile che per avere cose così elementari uno debba sempre andare all’estero?

    • Anche all’estero ci sono cose che non funzionano (parlo in generale) oppure non funzionavano fino a poco tempo fa.

      Gli assistenti alla ricarica, è stata un’iziativa di VINCI Autostrade per questa estate e dove ho prestato servizio eravamo tutti volontari. Non so se sia proibito, ma qualcuno dei lettori di Vailelettrico potrebbe lanciare la stessa iniziativa in Italia. Poi vi dico in quali date e quali aree di servizio transiterò durante le mie vacanze estive così potete aiutarmi se ne avessi bisogno…

      Fino allo scorso anno, anche in Francia le aree di servizio autostradali equipaggiate con colonnine ultrafast erano pochissime. C’è stato anche il caso delle colonnine di EDF che ad un certo punto sono state tutte staccate perché erano soggette a guasti che potevano provocare danni seri.

      Da quest’anno la situazione sta cambiando e per la fine del 2023 tutte le aree di servizio autostradali dovrebbero avere almeno 4 colonnine da almeno 150 kW. Ci sono circa 5 o 6 operatori che si stanno “mescolando” sul territorio e Tesla ha aperto alcuni dei sui superchargers a tutti. Tutto questo dovrebbe stimolare la concorrenza sulla qualità dei servizi. Esempio le riparazioni rapide, altrimenti l’utente va all’area successiva. Per i prezzi, per il momento le tariffe sono molto simili tra i diversi operatori.

      Cosa abbia provocato “la scossa” di quest’anno, potrebbe essere stata una legge dello stato, che obbliga tutti i gestori delle aree di servizio delle autostrade in concessione ad installare entro la fine di quest’anno (ma stanno procedendo in ritardo di 6-8 mesi) almeno 4 colonnine ultrafast per ogni area. Ma, sicuramente ha anche contribuito il maggior numero di auto elettriche in circolazione (compresi i turisti da Belgio, Olanda e Germania) che ha indotto i fornitori di carburanti ad entrarre nel business della fornitura di elettricità.

    • Al di là delle tariffe esposte per queste colonnine sull’autostrada (tra l’altro mi chiedo che valenza abbiano nel momento in cui io usi una tessera di altro operatore “in roaming”), ti assicuro che nelle colonnine urbane disponibilità, tariffe e manutenzione non sono messi tanto meglio che in Italia. La tariffa a tempo poi può essere vantaggiosa come no, dipende da colonnina, auto, tariffa e da quanto effettivamente devi caricare.
      A Valensole poi ho trovato la chicca all’italiana: unica colonnina del paese bloccata dal camion pizza, poiché ubicata nel parcheggio dove erano state collocate tutte le bancarelle per la Festa della Lavanda…
      Insomma, non mi pare siano poi così più avanti di noi.

  6. E li c”era casino… Ma se devo aspettare un ora per far gasolio riparto…. Figuratevi se ho la pazienza di aspettare che le pile della ma chianina elettrica si carichino

    • Caro Jack, per non dilungarmi, nell’articolo non ho scritto tutti i dettagli. I nostri connazionali che ho aiutato a fare il pieno di gasolio, avevano già provato a fare rifornimento all’area di servizio precedente e avevano avuto lo stesso problema. Non erano sicuri di avere abbastanza carburante per arrivare all’area di servizo successiva.

      Riguardo agli elettromobilisti, io non mi sono mai annoiato durante i 20-40 minuti per il rabbocco. Durante lunghi viagggi, il pieno dell’auto lo faccio mentre sono al ristorante, apero-cena in buona compagnia, o mentre dormo (hotel, B&B, camping).

  7. Comunque non è chiaro perchè le colonnine in autostrada che sono nelle aree di servizio non sono gestite direttamente dai gestori delle pompe di benzina…

    Soprattutto con le nuove tecnologie non tutti sono pratici del “self-service”, mio padre che guida da 50 anni non ha mai messo la benzina da solo e si rifiuta di “imparare”, non immagino cosa possa fare quando un giorno acquisterà un’auto elettrica….

    • Purtroppo è così, mio padre è uguale o c’è il benzinaio o non si ferma, ma a 68 anni è un suo problema, mio suocero che ha passato gli 80 fa solo Self-service , non gli piace la coda.
      Basta aggiornarsi, se si vuole esser indipendenti.

    • Credo per motivi sindacali/contrattuali. In teoria dovresti (ri)formarli …
      E c’è anche una voce di costo: lo stipendio dell’addetto alla pompa lo paga l’automobilista che non fa self service e infatti si paga di più. Davvero chi ha un’auto elettrica sarebbe disposta a pagare di più per l’omino che attacca la spina al posto suo?

      Forse gli autogrill vogliono abituare gli automobilisti a fare da sé così un domani si liberano del costo di questi impiegati, se oggi chi acquista l’auto elettrica si abitua a far ricaricare l’auto da altri poi i sindacati piazzano un pistolotto e costringono le stazioni di servizio a non licenziare questi lavoratori.

      • Da questo punto di vista, fossi stato un addetto alle pompe, vedere Ivano lì non mi avrebbe fatto felice. L’avrei visto come un crumiro, uno disposto a fare addirittura gratis ciò che invece andrebbe fatto da loro a pagamento … Quelli vedono Ivano lì e si chiedono se arriveranno mai alla pensione, si può essere cinici quanto si vuole ma non è proprio il massimo della vita …

      • Caro Enzo, credo sia solo per motivi economici. Ridurre i costi del personale permette di essere più competitivi. In molte aree di servizio Francesi gli addetti alle pompe non esistono da parecchio tempo. Quindi non credo di essere stato visto come un crumiro. Se le dovesse capitare di viaggiare in Francia, si assicuri di avere la carta di credito (non il bancomat) abilitata anche per l’estero e limite di spesa sufficiente per tutto il viaggio…

        Non ho attaccato nessuna spina. Nessun automobilista si aspettava questo servizio. Come ho scritto nel mio articolo, tutti, ma proprio tutti, si sono aarrangiati senza intoppi. Il mio intervento si è limitato a spiegare dove si trovano le aree ricreative per i bambini e per il relax. È un servizio temporaneo (LungLio e Agosto) e solo in alcune aree di servizio.

    • Non è un commento particolarmente brillante. Anche se vanno a gasolio, sono persone che avevano difficoltà. E, sottolineo, non erano in difficoltà per il tipo di auto.
      Possibile che si sia sempre ad empatia zero? Se si chiede rispetto, bisogna anche saperlo dare.

      • Esattamente Ivano.
        La difficoltà era nel pagare, non nel “cosa” pagare.
        E rallegrarsi di una difficolta “degli altri” (mal comune mezzo gaudio) significa sperare che facciano tutti fatica, anzichè sperare che sia facile per tutti, l’esatto opposto di quello che sarebbe auspicabile.
        Anche a me è capitato di leggere in autostrada “la stazione di servizio XXX non eroga carburante”, dovrei esserne contento?

        • Purtroppo, Guido, hai ragione. C’è chi ragiona sempre con la logica del “mal comune mezzo gaudio”. Come sottolinei tu, è l’esatto opposto di quel che dovrebbe essere un pensiero corretto. Insicurezza di sé e dei propri mezzi? Non lo so. Quel che so è che a me, leggendo l’articolo di Ivone (come quelli pubblicati in precedenza di altri che hanno manifestato difficoltà di qualche tipo), la prima cosa che mi viene in mente è: “pensa a trovarsi in quella situazione che preoccupazione”. Perché come fai a non immedesimarti, indipendentemente da cosa guidano e da che errori hanno fatto, con quello che hanno vissuto? Invece, evidentemente, c’è chi si rallegra per i guai degli altri. Mah!?

        • Sempre più pompe non erogano benzina e diesel, e non per disservizi. Senza disperazione, bisogna migliorare la produzione di elettricita.

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