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Un principiante elettrico in 500e da Roma in Sicilia

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Il primo viaggio lungo fino alla Sicilia in 500e: un divertente racconto auto-ironico.

un principiante elettricoUn principiante elettrico in 500e da Roma alla Sicilia: Pier Franco racconta la sua “avventura” da neofita della ricarica. Con qualche consiglio finale. È la 7° puntata della serie “Ricarica in vacanza”: in basso i link alle puntate precedenti.

                              di Pier Franco Batzella

“Da giugno sono il soddisfatto proprietario di una FIAT 500e Icon+. Quest’estate, un po’ per sfidare i detrattori dell’elettrico che mi circondano e un po’ per gioco, decido di partire per le vacanze in Sicilia con la mia piccola utilitaria. Sono alle prime esperienze, ho appena percorso un migliaio di km in elettrico solo in città. E non ho mai usato stazioni di ricarica, avendo sempre usato la presa casalinga: un totale inesperto.

un principiante elettricoUn principiante elettrico: parto predisposto al peggio

Comincio a studiare per capire se in effetti posso avventurarmi in una prova del genere senza ritrovarmi con la macchina ferma sulla Salerno-Reggio Calabria. E decido che i 42 kWh di capacità della batteria in dotazione e la velocità di ricarica fast in DC a 75 kW mi consentono di tentare la sfida. Come in tutte le cose, è necessaria una fase di studio e comincio a valutare tutte le app in circolazione. Fino a scegliere le 2 che mi convincono di più: ABRP per la pianificazione del viaggio e Nextcharge per l’individuazione delle colonnine e la gestione delle ricariche. Ad onor del vero, anche Nextcharge consente la pianificazione del viaggio ma c’è molta più manualità nell’individuazione delle tappe. Certamente conseguenza del mio approccio poco ottimistico, non posso fare a meno di predispormi al peggio e cercare di cautelarmi il più possibile. Scaricando comunque tutte le app dei principali gestori elettrici: non si sa mai!“.un principiante elettrico

Prima fermata a Frosinone: la ricarica non parte, poi…

Prima della partenza, un passaggio fondamentale: un test di utilizzo di una colonnina elettrica, non avendone mai usata una. Ne individuo una cittadina che possa fare al caso e, in un caldo pomeriggio domenicale, organizzo l’operazione ricarica. La prima esperienza non è delle migliori: con l’app generica con riesco ad avviare la ricarica. Ma la via di fuga della app proprietaria di Enel-X mi salva e riesco a ricaricare l’auto decretando che si può partire. A questo punto, in un venerdì da bollino nero, alle 17,30 con la batteria carica al 100%, con mia moglie partiamo come 2 pionieri in diligenza verso la prima stazione di posta. Il viaggio comincia lentamente nel traffico dei romani in partenza verso il sud. La velocità media è bassa ma comunque, giunto a Frosinone, seguo le dettagliate istruzioni di ABRP per un mini ricarica da 10 minuti. La stazione Powerstop, indicata dalla app, non offre alcun servizio ma è comunque pulita e sembra funzionare.

Colonnina Enel X: ho problemi con Nextcharge, mi salva ancora  JuicePass

Tuttavia dopo aver armeggiato con la app di Nextcharge, anche questa volta non riesco ad avviare la ricarica. Cominciamo male e in questa circostanza non ho a disposizione l’app del gestore della colonnina come back-up e devo individuare un’altra soluzione. Con Nextcharge seleziono un’altra fast charge nei pressi: è una colonnina Enel X in un centro commerciale vicino ad un distributore ENI. Devo spingermi verso la città allontanandomi dall’autostrada e perdendo un po’ di tempo. Purtroppo le difficoltà con Nextcharge continuano: il telefonino non legge il QR Code a causa delle condizioni di luce e l’app non parte. Questa volta mi salva la Juice Pass di Enel-X: riesco finalmente a ricaricare i 7,7 KWh suggeriti ad una potenza media di 33 kW e riprendiamo il viaggio. Il traffico, nel frattempo è un po’ migliorato e mi consente di impostare il cruise control a 120 km orari per proseguire tranquillamente verso sud.

La stazione Free to X di Teano (foto: ChargeMap).

Ora le app funzionano, ma la ricarica è sempre più cara

All’area di servizio di Teano, dopo circa 190 km dalla partenza, la seconda sosta: 6 postazioni Free-to-X efficienti e moderne. Finalmente riesco ad usare Nextcharge senza problemi. Ci fermiamo all’autogrill per una sosta: il tempo della fila al bagno per caricare, in 20 minuti, ad una potenza media di 48 kW, i circa 16 kWh che mi consentiranno altri 100 km di autonomia. Le cose cominciano ad andare come previsto è l’unico neo è il prezzo di ricarica che cresce in maniera esosa: 0,69 € per kWh! Riprendiamo il viaggio, ormai sono le 21 e il traffico è sempre meno intenso: altri 120 km e siamo a Battipaglia dove usciamo dall’autostrada per usufruire delle bellissime stazioni di ricarica di Ionity. Ormai la app non da più problemi, o forse ho imparato ad usarla, e l’avvio della ricarica è immediato. La potenza media di carica è di circa 48 kW per i 25 minuti, carichiamo circa 20 kWh. Approfittiamo della sosta per una rapido spuntino in pizzeria, davanti alla stazione di ricarica. Dopo la sosta ci rimettiamo in auto, ma costatando che i costi sono sempre più elevati: 0,70 € per kWh teorici, che nei fatti diventano 0,89 €.

un principiante elettricoBella sorpresa a Lagonegro: in albergo c’è la ricarica a 0,40 euro/kWh

Dopo circa 110 km verso le 23,30 arriviamo a Lagonegro. Decidiamo di spezzare il viaggio verso la Sicilia in un albergo all’uscita dell’autostrada. Al check-in scopro con piacere che, a disposizione degli ospiti, ci sono 2 colonnine che possono essere utilizzate al costo di 0,40 € per kWh. La ricarica notturna mi consente di risparmiare il tempo della sosta al mattino seguente: alle 9.15 siamo in viaggio per la prossima tappa, nell’Area di Servizio nei pressi di Cosenza. Qui c’è un banale problema di denominazione tra le app e la cartellonistica autostradale: lo stesso sito è indicato come Quattromiglia A2, Rende Ovest e Cosenza Ovest, creando qualche indecisione nella scelta della fermata. Ma alla fine ci ritroviamo alla colonnina Enel-X desiderata. Purtroppo ho nuovamente problemi con l’uso di Nextcharge, ma ancora una volta la Juice Pass di Enel-X mi viene in aiuto. Noto, con un po’ di malcelata soddisfazione, che anche gli utenti di benzina e gasolio sono costretti a lunghe code a causa del traffico intenso. Dopo 27 minuti ho ricaricato 14,48 kWh ad una potenza media di circa 32 kWh ed un costo di 0,55 € per kWh.

Subentra l’ansia da autonomia, con una fermata inutile

Ci rimettiamo in marcia verso la prossima tappa indicata dal planner ABRP, la stazione Ionity di Gioia Tauro, dove dovremmo arrivare con il 10% della batteria. Questa situazione crea un po’ di “ansia da autonomia” nell’automobilista elettrico ai primi passi che è in me. “E se un incidente mi blocca per ore in autostrada con il condizionatore acceso?” oppure “se la colonnina non funziona?”.  O ancora “se il telefonino non prende?”. Decido allora di introdurre una ulteriore sosta tranquillizzante all’Area di Servizio di Lamezia Terme per una breve ricarica. Ma gli dei dell’elettrico non gradiscono e vengo punito. Entrambe le app di cui dispongo si predispongono all’erogazione con il messaggio “Corrente erogata: 0 kWh”, per poi emettere un minaccioso messaggio rosso: “Operazione non autorizzata”. A questo punto, pur non capendo il motivo del disservizio, non mi resta che proseguire verso Gioia Tauro dove arrivo alle 12,35 con circa il 33% di batteria. La velocità ridotta per il traffico mi ha aiutato.

un principiante della ricaricaUn principiante elettrico impara: mai ricaricare oltre l’80-90% al massimo

Le stazioni Ionity sono le più efficienti che ho incontrato finora. La potenza di carica iniziale è di 78 kW ed in soli 2 minuti ricarica fino al 41% per arrivare al 77% in 20 minuti. A Gioia Tauro abbiamo un appuntamento con degli amici che sono in ritardo e decido, nell’attesa, di completare la carica al 100%. Con questa scelta avrò modo di verificare di persona il degrado della curva di carica e la conseguente inefficienza oltre l’80/90% massimo. Infatti, se la carica dei primi 18,5 kWh aveva richiesto solo 20 minuti i rimanenti 10 kWh necessari per arrivare al 100% di carica della batteria hanno richiesto ben 46 minuti. Incidendo anche sul costo reale per kWh pagato, che è arrivato, completo di tempo di carica, a 0,98 € per kWh rispetto agli 0,7 €. Ricongiunti con i nostri amici riprendiamo il viaggio. E, dopo il traghettamento dello Stretto di Messina, ci dirigiamo verso la prossima tappa: una colonnina di Enel-X a Sant’Agata di Militello.

L’app mi dà la colonnina libera, arrivo e trovo due Tesla

La colonnina è nei pressi dell’Ospedale, bisogna uscire dall’autostrada addentrandosi nella cittadina non senza problemi con il navigatore per individuare la posizione esatta. Comunque arriviamo sul posto e avviamo la carica senza problemi. Sfruttiamo i 30 minuti necessari per caricare 20,8 kWh ad una potenza media di circa 42 kW per gustare un’ottima brioche con gelato, sull’altro lato della strada. Alla fine il costo per kWh sarà di 0,62 €. Alle 17,15 siamo di nuovo in marcia verso quella che sarà l’ultima sosta necessaria: la Ionity di via Basile a Palermo. Vi arriviamo verso le 18,30 e, nonostante Nextcharge segnali la stazione  completamente disponibile, entrambe le colonnine sono occupate da due Tesla in ricarica (una con targa greca!). Mi avvicino ai display e vedo che una delle due è ormai al 90%: decidiamo di aspettare. Infatti in pochi minuti lascia lo stallo libero e posso avviare la ricarica: in 29 minuti 23,5 kWh ad una potenza media di oltre 52 kW, ad un costo di 0,85 € per kWh.

un principiante elettricoArrivo a Scopello: 1.055 km con re ore e mezza di ricariche

Riprendiamo la nostra marcia e dopo aver attraversato il traffico della città di Palermo, alle 20,15 siamo a destinazione nello splendido borgo di Scopello. La sfida è vinta: la piccola 500 ha percorso i 1.055 km in tempi leggermente superiori a quelli necessari per un viaggio del genere in un fine settimana da bollino nero. Il tempo complessivo di ricarica è stato di circa 3 ore e mezza, più una ricarica notturna. Il giudizio finale sulla infrastruttura di ricarica è certamente positivo anche per un principiante elettrico. Sicuramente c’è molto spazio di miglioramento. A cominciare dall’incremento della capacità di ricarica della rete autostradale, passando per una piattaforma di gestione integrata che consenta una visibilità più precisa dello stato delle colonnine. Oltre alla disponibilità di carte RFID unificate che possano semplificare di molto la gestione di situazioni d’emergenza.

Un principiante elettrico ora vi dà i suoi consigli

Consigli finali da un principiante elettrico. Un viaggio lungo necessita di una pianificazione attenta, è bene lasciare poco spazio all’improvvisazione: l’uso di app efficienti è fondamentale. A proposito: ricordo che ABRP, consente la visualizzazione del suo navigatore sullo schermo Android Auto, ma purtroppo senza la versione Premium. Questa funzionalità ha un time-out, dopo il quale viene visualizzato soltanto sullo schermo del telefonino. Peccato che la politica di vendita della Premium non preveda il suo acquisto, ma solo un canone mensile, che per uso saltuario ritengo troppo elevato. L’ultimo accorgimento che suggerisco è sul costo delle ricariche. Valutare bene la curva, per ottimizzare tempi e costi, senza spingersi oltre l’85/90%, inutilmente “time consuming”. E quindi diseconomiche. L’ultimissimo consiglio: verificate la possibilità di acquistare tessere in abbonamento o a consumo a prezzi più convenienti di quelli delle colonnine. Buon viaggio da un principiante diventato quasi esperto!“.

un principiante elettrico— Le puntate precedenti a “Un principiante elettrico“: qui le colonnine “imprigionate. Qui le disavventure con una Leaf 64 kWh. Qui Umbria-Capo Rizzuto in Volkswagen ID.4 (foto). Qui in Francia con la Zoe. Qui: Stefano e le troppe colonnine fuori uso. E qui: se trovare la colonnina è una caccia al tesoro. E se vuoi seguirci con continuità, iscriviti gratuitamente alla Newsletter e al canale YouTube di Vaielettrico.it

TAG: Un principiante elettrico

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48 COMMENTI

  1. La cosa che più mi è piaciuta del racconto di Franco è il sorriso che traspare dalle righe. Sempre, anche quando ha incontrato qualche intoppo, allo stato attuale della “mappa” di stazioni di ricarica, pressochè inevitabile. La macchietta, vera, dell’automobilista inc…to come una bestia lascia il posto a un atteggiamento sereno, che vede il viaggio elettrico come una piccola avventura con imprevisti dietro l’angolo, che ci stanno e vanno accettati con la consapevolezza di fare un piccolo gesto per l’ambiente. Senza la frenesia del cronometro da casello a casello, dei “140 che sono in realtà 132 km/h e quindi frego il multavelox”. Si va a 110-120 e si arriva lo stesso, magari più riposati e meno inc….ti.

      • Si ride. Ma nel mio caso, con la vecchia ICE (del 2007) che doveva essere affidabilissima ho speso 5000 euro di manutenzione e riparazione in 4 anni, con la nuova BEV 20 euro in 2 anni. Sarà un caso…il tempo mi dirà.

        • Luigi ci hai corso un demolition derby con la tua ICE? Come hai fatto a spendere 5000 euro tra manutenzione e riparazione !?!?!?!?!?!?
          Nella mia vita ho cambiato motori, cambi, etc. ma a quelle somme proprio mai mi ci sono avvicinato. La spesa più grossa 3000 euro per un motore 3500 V6 completo di tutto fatto venire dal Giappone (incluso trasporto, dogana e montaggio) …

          • E ci hanno messo 4 anni a fare quella riparazione?

            5.000€ in 4 anni, non in una singola riparazione 😜

  2. Domanda perl’autore. E la moglie? Come ha preso questo tipo di viaggio?
    Perchè se siete entrambi giovani o comunque predisposti per l’elettrico e sapete come funziona, siete preparati e l’esperienza può essere stata una simpatica avventura!!

    Alla faccia di tutti i denigratori che commentano il viaggio come una triste odissea.

    Mi associo al consiglio di procurarsi l’rfid e valutare le flat anche solo per il ritorno. 🙂

  3. Beh I t’ando bravo, meno pippe mentali e via con la pratica… Anzi dovrebbe essere una cosa che insegnano, la ricarica alla colonnina e le varie colonnine ac e dc, da ora in poi, nelle autoscuole…

    Il discorso tra costo. Reale e costo presunto è dovuto sia alle dispersioni interne all’auto (una parte dell’energia diventa calore, ma in genere il 90% del pagato finisce in batteria), sia al fatto che sempre più stanno mettendo anche la tariffa al minuto, per convincere la gente a stare lo stretto indispensabile e portare via la macchina quando non è più necessario (l’hai scoperto pure tu che oltre l’80% in una fast perdi solo tempo) per dare di nuovo il servizio ad altri.

    • “ma in genere il 90% del pagato finisce in batteria” Beh, non è così. Una recente prova ha dimostrato come su alcune vetture venga dispersa addirittura il 20% dell’energia. Ho anche avuto un simpatico confronto con il sig. Degli Esposti (che saluto caramente) al riguardo.

        • Finchè non avrete una BEV sotto mano e non ci farete le vostre misure, difficile convincervi. L’energia consumata ve la dà la colonnina o la WallBox o il carichino. L’energia immessa la potete approssimare con la % di carica e la capacità nominale delle batteria, se i valori iniziali e finali sono distanti dall 0% e 100%. Ma questo è un conto mooolto approssimato. Meglio usare l’OBD e leggere il dato dal BMS dell’auto con un qualche programma specifico, io uso CanZE. E stare attenti alla temperatura che col caldo la batteria “tiene di più”.
          Se volete il “lordo” misurate i kWh consumati (non “da pieno a pieno” ma “dal 90% al 90% ad esempio) e i km percorsi (almeno qualche centinaio) e guardate la differenza col dato del CdB.
          Inutile riportarvi tutti i nostri dati, non ci credereste manco morti.

          Confermo Rovert, la tessera usata per la maggiore dall’autore è NextCharge che ha la “quota tempo”, da 0,01€/min ai 0,03€/min, da subito e non dalla “fine carica”.

          • Guardi che non mi deve convincere di nulla. E’ così, sono state fatte delle misure da tecnici capaci. Tutto qua.

          • @L’Astuto, infatti purtroppo ho perso la presunzione di poter convincere chicchessia. Si leggono articoli, di qua e di là e si pretende di “sapere” le cose.
            Ma di continuo si fanno conti su dati effimeri e si tirano in ballo “tecnici capaci”.
            Ho la presunzione di saper fare delle misure, riconoscere gli errori casuali da quelli sistematici, saper cosa è un misura diretta e indiretta e le misure, se le posso fare, me le faccio da solo, compresa la potenza che ci vuole per far avanzare ai 90 e 100km/h la mia auto (fatto con ZOE ZE40 e ZE50 e in passato con la Regata per confronto con il dato di 4ruote).
            Ho misurato la dispersione a varie potenze di ricarica (ma non in DC) e la precisione del CdB nel consumo kWh/100km. In tratte da 400km ho riscontrato una differenza che si attesta al decimale.
            vedi l’ultimo foglio di
            https://docs.google.com/spreadsheets/d/1A-1ebcH7eYDNv2FOKGtg4OrrdF5H2C5xqMbzqoYcptc/edit#gid=241375429
            E l’efficienza di ricarica a varie potenze e soprattutto a 22kW che è quella usata per le ricariche a pagamento, qualche punto meno del 100% (vedi ricarica del 05.02.2021 e quella del 20.03.2022).
            I sacri “tecnici capaci” tengono conto della temperatura? Chi ha una BEV si sarà accorto di tornare a casa con la batteria al 60% (ad esempio) e di prenderla la mattina al 61-62%. In estate, meno spesso mi è successo il contrario.

            A meno di 2kW il caricatore della mia ZOE ha un’efficienza anche meno dell’80% ma sopra i 2,5kW monofase è attorno al 90% e ripeto, a 22kW trifase è prossima al 100% (vogliamo mettere un 97%, ok).
            Se volete venire a prendere un caffè da me e perdere qualche ora (almeno 12kWh di ricarica) o pagarmi una ricarica ad una colonnina a 22kW, sarei contento di fargli vedere che è così. I “tecnici capaci” possono dire quello che vogliono.

        • Daniele CL
          Io con la Model 3 caricando a 3kW con caricatore in dotazione ho una dispersione media inferiore al 5% (misurata su 2500kWh caricati): ho un amperometro sulla presa e ho la telemetria. E ho anche il cronometro: se carico a 3kW e dopo 10 ore la batteria si è caricata di 29kWh è il 3%.
          Non so delle altre macchine, ovviamente. Con temperature intorno ai 25° ho avuto anche il 2%.
          Alle colonnine Tesla, il fatturato e il caricato al massimo divergono per il 4% spesso dovuto semplicemente al condizionamento batteria (abitacolo no, visto che approfitto per pausa pipì.

          • Ehhh Guido, cose che ci siamo già dette e ridette. Ma è dura. Valgono più i “tecnici capaci” che poi possono fare le misure uguali alle nostre (sulla energia accumulata in batteria si devono fidare del BMS così come la tua telemetria e il mio CanZe). Ma la matematica è un’opinione 😜
            pensa a un numero
            somma 2
            moltiplicalo per 2
            aggiungi 6
            dividilo per 2
            togli il numero che hai pensato….
            ….
            ti viene 5

  4. Faccio anch’io i complimenti per l’ottimo articolo, da utilizzatore di un’auto elettrica (entry level) mi permetto solo di suggerirti 2 cose, la prima richiedi la carta di Nextcharge, perchè anche a me è capitato di non riuscire a far partire la ricarica con telefonino e la carta mi ha risolto il problema.
    Il secondo è quello di acquistare il kit power check (lo trovi su Amazon) che permette di utilizzare un applicazione che si interfaccia con la porta ODB della tua auto in modo da avere sempre l’esatta situazione della percentuale di carica della batteria e della sua efficienza (SOC/SOH).
    Ciao

    • Più che la rfid nextcharge mi permetto di consigliare una tra becharge ed Enel X.
      Nextcharge ha il pregio di essere un aggregatore (non ha colonnine di proprietà ma sfrutta quelle altrui) e ha anche un buon navigatore, ma è più caro, proprio perché nonostante il roaming deve poi pagare il provider di turno… E questo solo per la tariffa a consumo, visibile guardando i prezzi nelle rispettive App.
      Se poi si valutano le tariffe flat, beh non c’è proprio storia.
      Tra l’altro sono attivabili per le vacanze per poi essere disdette per il resto dell’anno (per chi fa pochi km fuori casa e carica sempre a domicilio)

  5. Un ringraziamento a Pier Francesco per l’emozionante racconto. E al voto aggiungo anche “la lode” che solo in pochissimi qui hanno meritato e sempre per lo stesso motivo: da automobilista onesto qual è, ci ha riportato sia il costo teorico sia il costo effettivo, ovvero quello che si ottiene vedendo i kWh pagati che sono di più rispetto a quelli effettivamente caricati. “0,70 € per kWh teorici, che nei fatti diventano 0,89 €”: nel suo caso, la differenza tra teoria e pratica ovvero tra kWh caricati e quelli pagati è superiore al 27% nonostante la ricarica in DC che dovrebbe avere una minore “dispersione” (chissà che ruolo hanno avuto le alte temperature estive per produrre questo incremento), un dato quasi sempre sottostimato o sottaciuto anche nelle recensioni dei veicoli elettrici da quasi tutti i media di settore.

    • La ringrazio per l’esperienza riportata in modo dettagliato e specifico.
      Osservazioni che non vogliono assolutamente essere offensive.
      1) Si parla di partire per le VACANZE….. MAH!!!
      Al bollino nero tipico del periodo… si aggiunge un concetto reiterato:
      2) ” partiamo alla volta della prossima colonnina”…. (Sic!!!)
      3) S. & O. è uscito 2 volte dall’autostrada (da bollino nero) … per andare a cercare “non senza difficoltà” due stazioni di ricarica…
      4) salve rettifiche deve aggiungere alle spese di viaggio (per almeno una delle due uscite dall’autostrada) 4.20 euro di casello che diventano euro 8:40 nel caso di uscita ed entrata da Battipaglia ( zona che conosco benissimo e trafficatissima.. Quindi non oso immaginare lo sbattimento per andare a caricare salvo che non lha trovata subito all’uscita prima delle lunghe colonne di traffico in direzione Paestum).
      5) spese e costi reali di ricarica ( ci vediamo ad ottobre per i rincari) m rimetto a quanto osservato poc’ anzi nei commenti da Enzo
      Mie OSSERVAZIONI che ripeto non vogliono essere offensive ma solo riflessive.
      A) Masochismo allo stato pure che ci può stare nel caso specifico in quanto coinvolto con la sola coniuge (senza prole)…
      B) 3 ore e passa ( ricarica notturna esclusa) da aggiungere al tempo necessario per il viaggio
      C) il tutto in nome…..?!
      D) qualcuno dirà : ” bhe’ ha affrontato il viaggio con una 500″.
      Ma perché con la 500 termica avrebbe dovuto aggiungerci tutti sti sbattimenti? Ah si 30-40euro in più…. non so ma se devo evitarmi i3 ore di perdita di tempo perche di questo si tratta.
      E) Con BEV ben più blasonate e vi ricordo sempre il TEST effettuato da Auto. It sulla EQA 250.
      413 km di autonomia dichiarati su carta prezzo BASE 52.000,00 euro
      Con cerchio da 19 ed il solo conducente a bordo l’autovettura in questione in pieno INVERNO a 120km/costanti copre, con un Pieno BEV, SOLI 210km
      Ora se la EQA affrontasse lo stesso test in piena estate con la moglie a bordo ed almeno due valige….ed aria condizionata ?!
      A voi le riflessioni..

      • @Vincenzo, ti devi chiedere come mai un utente con una 500 elettrica che sarà sicuramente la sua seconda auto ritenga preferibile beccarsi tutti quegli “sbattimenti” al limite del puro “masochismo” piuttosto che prendere l’amata termica.
        Non ci crederete mai fino a che non proverete. Molti di noi abbiamo preso la BEV come seconda auto e magicamente è diventata la prima.
        C) il tutto in nome……?!
        Autoipnotismo????

      • Vincenzo tutto giusto ma le tue riflessioni le ha già fatte l’autore. Ovvero i “limiti”/”compromessi” di un viaggio in elettrico con una auto da 30.000 euro sono stati ampiamente descritti. Lui li ha presi con un sorriso, io e te saremmo usciti con i nervi a fior di pelle e il giorno dopo avremmo venduto l’auto all’asta su ebay senza prezzo di riserva.
        Io però nel racconto ci vedo uno spirito di “avventura” che non va sottovalutato: l’autore è talmente amante del suo veicolo (non condivido ma lo capisco) che, pur riconoscendone le difficoltà e i limiti, li sopporta e viaggia lo stesso. E, ti dirò, ci sta tutto questo atteggiamento. Di viaggi “assurdi” nella mia vita ne ho fatti, con l’auto rotta in autostrada (che è morta poco dopo aver lasciato l’autostrada per pura fortuna), viaggi impossibili con 50 e 125 2 tempi, viaggi con la Twingo ai confini del mondo senza un navigatore, viaggi con auto con serbatoio minuscolo (autonomia risicatissima!), viaggi con cambio rotto e altri viaggi che non sono riuscito a fare, come montare una roulotte mastodontica ad una 147 benzina da 105 cv. Quindi capisco lo spirito e il senso dell’impresa e lo rispetto, anche perché l’autore ha evitato quei commenti insopportabili del tipo “avete visto? Si può fare! quindi da domani non avete più scuse”.

        In sintesi diciamo tutti e 3 (tu, io e l’autore dell’articolo) le stesse cose, solo che tu ed io non saremmo disposti a sopportare questo tipo di viaggio dopo aver pagato 30000 euro per un veicolo nuovo. E lo stesso dicasi anche se lo avessimo pagato la metà.

      • Ciao Vincenzo, quoto tutto ciò che hai scritto.
        Il solo fatto di dover pianificare tutte queste ricariche e vivere l’incubo continuo di rimanere a piedi mi fa passare la voglia di vacanza. È un incubo!

      • Buonasera Vincenzo,
        raccolgo tutte le sue osservazioni ma ripeto quanto ho scritto velatamente all’inizio del mio racconto: il tutto è nato un po’ per gioco e un po’ per sfida.
        Pur essendo assolutamente soddisfatto della mia mia vettura sono altrettanto cosciente che non nasce per affrontare un viaggio del genere. Tuttavia averlo portato a termine senza grossi problemi ritengo che sia la dimostrazione che la strada è segnata e la via dell’elettrico è senza ritorno.
        Se avessi avuto un auto con un po’ di capacità in più probabilmente non avrei neanche notato tutta questa differenza.
        La saluto cordialmente

    • @Enzo: ho riletto ma non ho trovato nulla che mi permetta di rilevare le “dispersioni” di ricarica. Non è mai stato fatto cenno ai kWh effettivamente caricati e neanche alla percentuale di ricarica batteria con cui (mooolto aprossimativamente, kWh caricati = delta% x kWhBatteria) pot6er ricavare i kWh caricati.
      Ha usato Nextcharge che fattura i kWh da colonnina + tempo di occupazione colonnina.
      Mio figlio proprio stamattina (e inspiegabilmente finchè non me lo dice), a Faenza, ha caricato 11,78kWha 0,69€/kWh ma ha speso 8,66€ che sarebbe 8,66/11,78 = 0,735€/kWh.
      Secondo il tuo ragionamento il rendimento sarebbe stato il 93%?
      Non lo so, non ho la %iniziale ne la % finale, non ha usato CanZe e non ha la carica iniziale ne la carica finale.
      La differenza tra i 0,69€/kWh teorici e i 0,735€/kWh reali sta negli 0,03€/min di occupazione colonnina. Il tempo è stato 17minuti (un po’ di più).
      Compratela ‘sta benedetta BEV (non quella nuova eccezionale che deve ancora uscire che quando esce ce ne è un’altra ancor più meglio e aspettiamo quell’altra), poi ci fai le prove che vuoi e ce le vieni a snocciolare qua.

      • @Enzo, hai Nextcharge? Vai nel sito e nella sezione Network, vai nella stazione Ionity di via Camporesi Forlì, 0,7€/kWh + 0,12 €/min. Supponi di fare una ricarica di 20kWh a 40kW ovvero 1/2 ora (30 minuti).
        costo = (0,7 x 20) + (0,12 x 30) = 17,6€ che al kWh diventano 17,6/20 = 0,88€/kWh.
        Nessuna dispersione, solo aggravio costo sul tempo di occupazione.
        I torni contano…(o i conti tornano???)

  6. La mia domanda è (retorica naturalmente): perche devo flagellarmi in questo modo? Uno deve propio essere masochista per fare una cosa del genere 😅

    • Forse perché loro giustamente pensano al futuro dei propri futuri figli, e anche ai tuoi.
      E anche per fare un viaggio alternativo, visto che da A a B son capaci tutti e sinceramente è noioso si fa già tutto l’anno per andare al lavoro, io già lo facevo con endotermico ci mettevo 3 giorni ma visitavo zone che se no non avrei mai visto e l’Italia è da visitare tutta in lungo e in largo, perché merita.
      Per me le ferie partono quando esco da casa, non quando arrivo a destinazione, e finiscono quando rientro a casa.

        • Da qualche parte, e con urgenza è da partire , sicuramente non per mio figlio che ha superato il quarto di secolo, e neanche per i suoi figli, visto che mi ha detto che con l’eredità mondiale che abbiamo lasciato i figli non ha intenzione di farli ( come dargli torto )
          Quindi per figlio e nipoti di tutti e per salvare il pianeta, l’inversione degli eventi c’è la possiamo fare se non continuiamo ad aspettare fissandoci nella confort zone

          • Stamattina in bici sono andato a Lido di Classe (da Forlì 41km) e ho avuto la malaugurata idea di tornare dalla stessa strada, quella di Mirabilandia. 2 km di coda sull’Adriatica/Romea e 2 km su via Standiana. Tranne l’ultimo km che tirava vento in faccia/laterale (l’unica volta che ho apprezzato il vento contro) mi son beccato tutti gli scarichi delle auto che procedevano a passo d’uomo.
            Per i miei figli (29 e 32 anni) e futuri nipoti (spero)??? Anche sì, ma se si riuscisse un pochino anche per me, sarei contento.

          • Daniele CL 26 Agosto 2022 at 16:57
            Ti posso dire bravo, io la bici per problemi miei non posso usarla, però pensiamo comunque alle generazioni future contratto elettrico 100% green e auto elettrica, acquistiamo a quasi km zero, ho ettari di bosco che purificano l’aria, ho rottamato una euro 3 e dopo 6 mesi di inutilizzo una euro4 ora abbiamo una piccolina come auto principale, e facciamo tetris per usarla, ma va bene così.

  7. Bel racconto un contratto con abbonamento sarebbe stato meno caro, ma anche telepass ti avrebbe fatto comodo visto che è interpolabile con più gestori, e soprattutto in autostrada, per quanto riguarda il traffico potevi non menzionarlo perché chi usa il carburante si è sentito preso per i fondelli, anche se si sa che se si parte con bollino nero è scontato.

  8. Amico principiante elettrico si vede proprio che sei un principiante altrimenti avresti speso dalla metà fino ad 1/3 senza cambiare di uba vilgora il tuo piano di viaggio (cioè ricaricando esattamente nelle colonnine che hai utilizzato per i kwh che hai prelevato) dato che dal racconto si capisce che hai ricaricato in tutte stazioni facente parte del circuito Enel X (o direttamente o in rooming come Ionity…).
    Facendo le somme delle ricariche (escludendo quella notturna in albergo di cui fra l’altro non hai comunicato i kWh immessi) risulta che in tutto il viaggio hai ricaricato 131 kWh (e poi c’è tutto il ritorno da fare)….
    Quindi bastava aprire una flat con Enel X (che non ha alcun costo né di attivazione né di successiva disattivazione) da 45€ per ricaricare tutto e ti avanzavano anche 14 kWh. Quindi la tua spesa per tutto il viaggio la tua spesa sarebbe stata di 45 € precisi come una spesa al kWh di 0,31 €.

    • Moreno, una domanda anche la mia da principiante, l’apertura di una Fiat può convenire nel caso si sappia già che nel corso di un lungo viaggio si ricarichera quasi tutto da un solo gestore. Ma questa sicurezza come la si può avere? Soprattutto se principianti. Diversamente andrebbero sprecati dei soldi, soprattutto nel caso di utenti che come me e l’autore dell’articolo, ricaricano sempre a casa ad eccezione di isolati lunghi viaggi. È una mia idea e mi domando se sia sbagliata o no, proprio perché a breve anche io intraprendero un viaggio di 1200 km a/r e oltre ad installare 4 diverse app ed essendomi procurato le relative tessere, altro non ho fatto.

      • Per capire se ci sono colonnine compatibile con la flat lungo il percorso del il tuo viaggio basta istallare l’app Juecepass (quella di enel x) che è completamente gratuita…. tutte le colonnine presenti in questa app si possono usare Co la flat a prescindere da chi sia il proprietario perché la flat lavora anche in rooming con altri gestori (Ionity per esempio ma anche le colonnine negli autogrill delle autostrade che stanno venendo istallato una dietro l’altra….).
        Io in questo mese di ferie ho fatto 2500 km ricaricando sempre e solo in colonnine fast ed ultrafast compatibili con la flat ed ho speso in tutto 90 € (aperta la flat ad inizio e finiti i primi 145 kWh, dopo una decina di giorni, sono passato per 1 solo giorno, in cui non avevo bisogno di ricaricare, al contratto a consumo in modo poi da riaprire subito dopo la flat che, anche se non era passato 1 mese dalla prima apertura, riparte da nuovo quindi per altre 45 € ho acquistato i secondi 145 kWh con scadenza ad 1 mese dalla seconda apertura)

        P.S. ricordo che i contratti Flat hanno scadenza 1 mese e con 145 kWh si fanno indicativamente sui 1K km…. Quindi in periodo di ferie mi sembra abbastanza facile riuscire a sfruttarla tutta perché basta poco per fare 1K km in un mese dove dentro ci sono anche le ferie…
        P.S. 2 0,31 €/kWh al giorno d’oggi sono un costo che, se non si ha impianto fotovoltaico, può risultare facilmente inferiore anche alla ricarica domestica quindi anche se per sfruttarli tutti serve qualche ricarica anche post-viaggio (cioè da colonnina nei pressi di casa) non credo che sia un grosso problema, ripeto l’importante è ripassare a consumo prima che scada il mese dall’attivazione della flat per essere certi di spendere solo ed esclusivamente i 45 €.

        • Grazie Moreno,
          le tue spiegazioni sono dettagliate e chiare e, per il futuro, seguirò certamente il tuo consiglio per risolvere il problema della durata dei contratti

      • Esiste il roaming, come con gli operatori di telefonia mobile, ossia interoperabilità. Con un abbonamento Becharge posso ricaricare i kWh flat, anche usando una colonnina EnelX, Neogy… dall’ App si vedono le colonnine che puoi usare.

      • Danilo, non scherzare:
        Se prendi la flat di Enel carichi praticamente dappertutto, al massimo vai in roaming !
        Se ti avanzano dei kWh: li usi per ricercare al posto di farlo a casa: se non hai il FV mi sa che ti costa di meno la flat.

      • Buongiorno Danilo,
        per fortuna il problema generalmente non si pone: la sottoscrizione di una flat con un provider solitamente *non* vincola a ricaricare solo presso le colonnine gestite direttamente dal quel provider, ma -grazie agli accordi di roaming- potrà servirsi liberamente delle colonnine di altri provider.
        A questo punto è importante verificare prima della sottoscrizione che il fornitore individuato abbia accordi di roaming con i principali network e che non ponga vincoli nel consumo della flat (ma appunto sarebbero davvero insoliti).

        Dopo aver sottoscritto x kWh con il fornitore A, potrà quindi prelevarli tutti da colonnine dei provider B, C, D ecc.

      • Grazie mille a tutti, vedete ho fatto bene a scrivere! Io ho già le Rfid di Becharge (Enel Plenotude) e Nextcharge, quindi potrei stipulare un un’abbonamento Flat con uno di questi due?

  9. “Tutto è bene quel che finisce bene” diceva William!

    Ma questa frase, seppure istintiva, magari era meglio non metterla:

    “Noto, con un po’ di malcelata soddisfazione, che anche gli utenti di benzina e gasolio sono costretti a lunghe code a causa del traffico intenso”

    perché altrimenti autorizza i proprietari di auto termiche, magari non amanti dell’elettrico, a rammentarle che dopo quel disagio, loro, per 800/1.000 Km, non devono più fare nulla, né devono pianificare nulla, né prima, né dopo.
    Lasci perdere, anche perché non è mai carino provare soddisfazione, per quanto celata bene o male, per i guai degli altri.
    Sia felice di aver fatto ciò che si proponeva, soprattutto ad emissioni zero. Lasci stare gli altri in difficoltà. E’ meglio!

  10. Complimenti per l’intraprendenza Pier Franco, ma da quello che ho potuto capire i compiti a casa li hai fatti e quindi non ti sei fatto trovare impreparato quando hai dovuto affrontare la strada. Come hai detto nelle tue conclusioni, ti mancava una tariffa flat per poter accedere con prezzi più equi alle colonnine elettriche. Certo, la prova del fuoco l’hai fatta sul percorso meno adatto per un neofita, ma te le sei cavata alla grande, complimenti ancora. Il racconto è leggero e divertente, ci racconterai anche il ritorno?

    • Ciao Marco,
      non ho mai amato le seconde serie dei film perchè spesso forzate e ripetitive per cui il racconto del ritorno non ci sarà … 🙂
      Comunque ti posso dire che è avvenuto nella stessa tranquillità dell’andata anche facilitato dal fatto che alcune ricariche sono state fatte nello stesso posto quindi con maggior semplicità nell’individuazione della colonnina.
      In definitiva grossa soddisfazione nella scelta fatta e l’unica cosa che cambierei per una futura ripetizione è lo studio e l’utilizzo di tariffe flat come molti di voi hanno consigliato.

  11. Se ho capito bene, durante il viaggio Pier Franco non ha utilizzato tessere per ricaricare pur conoscendone l’esistenza.. Decisione personale o resistenza a rilasciarle da parte dei gestori ? Ho sempre letto che in genere le card sono piú comode delle app.

    • Anche a me piacerebbe sapere come mai non ha usato le carte. Se il motivo fosse il costo per l’invio della carta (circa 15 Euro), ho scoperto che ShellRecharge e ChargePoint inviano la carta gratuitamente. O meglio, per esser più precisi, in Francia (dove abito) le ho ricevute gratuitamente. Da verifcare se per l’Italia offrono lo stesso servizio.

      • Si Ivone, anche in Italia le due card sono gratuite, il problema è che ShellRecharge impone di appoggiare l’account su un IBAN. È vero che molte carte di credito hanno anche l’IBAN, ma spesso invece non l’anno e quindi bisogna appoggiarsi sul proprio conto corrente. ChargePoint la uso nel caso con funzioni con altri metodi perché è meno economica di altre.

    • Buonasera Luigi,
      sebbene abbia perso un po’ di tempo ad organizzare i dettagli del viaggio, mi sono ridotto all’ultimo momento e non ho avuto il tempo nè di approfondire le tariffe nè di richiedere le carte sottovalutando il problema del costo che non sentivo, avendo sempre caricato a casa su impianto servito da fotovoltaico.
      Del resto ero un principiante che ha imparato la lezione … 🙂

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