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Un nuovo studio: “In 53 Paesi su 59 elettrico è meglio”

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Un nuovo studio pubblicato ieri dalla rivista Naure Sustainability torna sul tormentone del confronto fra le emissioni clima alteranti delle auto elettriche e quelle delle auto termiche. E conferma ciò che abbiamo scritto e documentato più volte. Qualsiasi raffronto metodologicamente corretto dimostra che nel 95% dei Paesi del mondo, inclusi quelli come Australia e Cina ancora dominati dalle centrali elettriche a carbone, la transizione agli EV comporterebbe una riduzione delle emissioni di gas serra.

Il nuovo studio arriva a queste conclusioni prendendo in considerazione l’intero ciclo di vita delle vetture elettriche. Quindi anche le emissioni legate alla produzione, oltre a quelle prodotte dall’alimentazione e dallo smaltimento a fine vita. L’occasione per pubblicarlo è stata l’ennesimo intervento della lobby negazionista, firmato dal professore di economia danese Bjorn Lomborg. Sul personaggio torneremo in seguito.

Ev più sostenibili anche se l’elettricità è “sporca”

Tutti ricorderanno però i numerosi precedenti. Per esempio, lo studio dell’istituto CESifo di Monaco di Baviera (Vedi) pubblicato la scorsa primavera e ripreso in più ondate dai giornali italiani fino alla fine dell’anno. Oppure l’intervento dell’economista tedesco Hans-Werner Sinn. Entrambi cercavano di dimostrare che le auto elettriche sono peggio dei nuovi diesel Euro 6. Entrambi sono stati smentiti e pubblicamente sbugiardati da tutti gli organismi internazionali che si occupano di clima e tecnologia automobilistica. Il secondo pure da Volkswagen che diffuse i dati sulle emissione di tutti i veicoli della propria gamma sull’intero ciclo di vita.

Di fronte al nuovo attacco di Bjorn Lomborg si sono mobilitati i ricercatori dell’Università di Radboud nei Paesi Bassi, in collaborazione con le università di Exeter e Cambridge. Il risultato più importante è che i vantaggi dell’auto elettrica si confermano  anche in gran parte dei Paesi in cui la generazione elettrica è  dominata da fonti fossili. Questo ad esclusione di Estonia e Polonia in Europa, dell’India in Asia. Anche l‘Australia genera il grosso della sua elettricità dal carbone. Ma tenendo conto dell’effettivo parco auto circolante, dominato da veicoli di grossa cilindrata, il passaggio all’elettrico produrrebbe ugualmente una riduzione delle emissioni.

Il 30% di emissioni in meno al chilometro

Una Audi A7 con la strumentazione per rilevare le emissioni.

Ovviamente la questione nemmeno si pone in Paesi in cui vengono utilizzate grandi quote di energie rinnovabili. In Svezia, che ottiene la maggior parte della sua elettricità da fonti rinnovabili e in Francia, che è in gran parte alimentata dal nucleare, i risparmi di CO 2 derivanti dall’uso di auto elettriche raggiungono il 70% rispetto alle loro controparti convenzionali. Nel Regno Unito, i risparmi sono circa del 30%. Nel complesso delle aree prese in esame, il passaggio agli Ev ridurrebbe le emissioni in 53 regioni su 59, con un beneficio globale per l’ambiente del 30% per ogni chilometro percorso Si prevede poi che la riduzione delle emissioni sarà molto maggiore man mano che i veicoli elettrici diventeranno ancora più efficienti e la generazione elettrica diventerà più green.

Auto elettriche & pompe di calore

Lo studio affronta anche il passaggio a sistemi di pompe di calore ad alimentazione elettrica per il riscaldamento e il raffreddamento, che a sua volta contribuirebbero  a ridurre le emissioni di gas serra.

«La risposta è chiara: per ridurre le emissioni di carbonio, dovremmo scegliere auto elettriche e pompe di calore domestiche piuttosto che alternative ai combustibili fossili», ha affermato Florian Knobloch, autore principale e scienziato ambientale dell’Università di Radboud. «In altre parole, l’idea che i veicoli elettrici o le pompe di calore elettriche possano aumentare le emissioni è essenzialmente un mito. Abbiamo visto molte discussioni su questo, con molta disinformazione in giro».

Lo studio ha previsto che, sulla base delle attuali traiettorie, la metà di tutte le auto sulla strada potrebbe essere elettrica entro il 2050, risparmiando fino a 1.500 milioni di tonnellate di emissioni equivalenti di biossido di carbonio ogni anno e entro il 2040, i veicoli elettrici saranno l’opzione migliore per l’ambiente praticamente in ogni regione del mondo.

«Tenendo conto delle emissioni prodotte dalla produzione e dall’uso continuo di energia, è chiaro che dovremmo incoraggiare il passaggio alle auto elettriche e alle pompe di calore domestiche senza rimpianti», ha aggiunto Knobloch.

In tutto il mondo, i veicoli stradali per passeggeri e il riscaldamento domestico generano circa un quarto di tutte le emissioni derivanti dalla combustione di combustibili fossili. equivalente delle emissioni tedesche di oggi.

Chi è Bjorn Lomborg, pupillo di Trump e Murdoch

2 COMMENTI

  1. Buongiorno,

    Transporti e riscaldamento devono andare a braccetto per traslare il piu rapidamente i lori consumi rispetivi sul mix energetico elettrico della rete nazionale

    E solo a livello macroeconomico e sul miglioramento del mix di produzione elettrica che si potra monitorare l’impronta carbonio di queste due attivita

    Trazione elettrica e Riscaldamento termodinamica sono i due temi da portare in parralelo : machina elettrica & pompa di calore

    Da notare che L’aplicazione del motore termodinamico rimane centrale ma passa
    • dal settore dei trasporti a quello redidenzisle e industriale
    • dal produre energia meccanica ricevendo calore a quella di produre calore ricevendo energia meccanica

  2. Quando avevo una decina di anni (ora ne ho 60) un giorno misi sui parabrezza di alcune auto un messaggio di protesta teso a stimolare una maggiore consapevolezza al riguardo dell’inquinamento. Nella mia ingenuità c’era già scolpita un idea. Purtroppo poi si impara che il mestiere del mistificatore è ben remunerato e che non tutti se la sentono di abbracciare la strada della coerenza. Questi fanno parte di quella schiera di persone che vedono dall’oggi al domani ma generano problemi a tutti e nel futuro. Credo che fortunatamente si siano formati scienziati e persone di buon senso che con ragioni ponderate da dati possono opporsi e condannare queste mistificazioni. Non posso pensare che l’intellighenzia di questo ometto sia inferiore ai miei dieci anni.

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