Un nuovo modello elettrico come nasce? E come si collauda? Ci sono differenze rispetti alle auto tradizionali, a benzina o diesel? È la domanda di un lettore. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it
In un nuovo modello elettrico verifichi batteria, autonomia…
“Avrei una curiosità da sottoporvi: come avvengono sviluppo e collaudo di un modello elettrico di prossima uscita? Ho letto più volte di come avviene il collaudo dei modelli tradizionali, a benzina o a gasolio. Con i soliti test nel Nord Europa nelle peggiori condizioni atmosferiche e analoghe prove nel caldp estivo estremo del sud della Spagna. Ma un’auto elettrica ha peculiarità tutte sue, immagino. Soprattutto per testare l’autonomia reale nelle condizioni più estreme, oltre alla tenuta della batteria. I costruttori danno informazioni in materia? Grazie“. Federico Bondi
C’è chi, come la cinese Xpeng, usa l’intelligenza artificiale…

Risposta. Ci sono modelli, come la XPENG P7+, che sono stati sviluppati con l’intelligenza artificiale. Questo sostiene la marca cinese, che con questa auto porta su strada l’architettura intelligente di nuova generazione basata sul chip proprietario AI Turing. In grado di raggiungere una potenza di calcolo di 750 TOPS (tera operazioni al secondo). Questa infrastruttura hardware ad alta velocità, fa sapere Xpeng, “supporta le attuali necessità di marcia e le future evoluzioni del software”. Tutti i nuovi modelli, comunque, integrano i tradizionali test fisici con avanzati metodi di sviluppo virtuale. È stato così anche per la Skoda Peaq, il nuovo Suv sviluppato sulla piattaforma MEB+ del Gruppo Volkswagen. In questo caso si parla di prototipi hanno coperto più di 1,5 milioni di km in zone climatiche estreme di 3 continenti.
…e tutti integrano prove fisiche con sofisticati test virtuali

“Abbiamo testato la Peaq in modo approfondito tanto in laboratorio, incluse camere climatiche e gallerie del vento, quanto in condizioni reali”, spiega Johannes Neft, capo dello Sviluppo Tecnico di Skoda. “Dal caldo del deserto agli ambienti gelidi a 200 km a nord del Circolo Polare Artico, dove le temperature possono scendere fino a −40 °C. L’obiettivo era verificare che tutto funzionasse in modo affidabile anche in situazioni estreme”. Particolare attenzione è stata prestata alla trazione su neve e ghiaccio. E in ambienti desertici, la Peaq è stato esposta alla luce solare intensa per valutare qualità della verniciatura e durabilità delle componenti interne. “Le temperature estreme hanno messo sotto stress freni, telaio e sistema di raffreddamento batterie”, spiega Skoda. E freddo e caldo estremi hanno consentito di verificare affidabilità (e consumi) del sistema di condizionamento.
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