Un messaggio ai furbetti della ricarica: qualche volta arriva il carro attrezzi…

furbetti della ricarica



Dobbiamo rassegnarci a vedere impuniti i furbetti della ricarica che parcheggiano negli stalli riservati alle auto elettriche? No: Gianni ci manda due foto che alimentano qualche speranza. Le ha scattate  a Bologna, in via Albertoni, dove si è imbattuto in un carro attrezzi mentre rimuoveva l’auto termica abusiva. Paolo, invece, documenta l’infrazione di un furgone che gli ha rovinato il ritorno da una vacanza in Liguria. Per scriverci: info@veielettrico.it

Cosa ci fa quel furgone che blocca l’accesso alla colonnina?

Oggi, al ritorno da alcuni giorni di vacanza in Liguria, ho deciso di visitare l’entroterra ligure-piemontese e fare una ricarica in AC in Piazza Don Pietro Milermo ad Acqui Terme. Al mio arrivo ho trovato la colonnina: uno stallo occupato da una Tesla in ricarica e l’altro non accessibile perché occupato da un furgone e transennato. La piazza dispone di circa 150–200 stalli gratuiti, ma è evidente che è stato occupato proprio l’unico dove è presente la colonnina; per questo ho preferito non parcheggiare e ripartire senza ricaricare.
Sono quindi passato al parcheggio di Strada Moirano 2, dove è presente una Ewiva da 100 kW. Il parcheggio è ampio e dotato di pensiline fotovoltaiche che riparano le auto, tuttavia la colonnina e lo stallo di ricarica sono gli unici non coperti dalle pensiline. Dopo vari tentativi con le app/e-wallet EvDC ed Electroverse la ricarica non è partita a causa di problemi di comunicazione tra colonnina e veicolo.
furbetti della ricarica
Nella foto di Paolo il furgone che impedisce la ricarica alla colonnina di Aqui Terme
Rimasto con il dubbio che il problema potesse dipendere dalla mia ID.3, mi sono fermato alla Ewiva di Isola d’Asti: lì la ricarica è partita al primo tentativo, quindi sembra confermato che non fosse un problema della mia auto. Vorrei però segnalare che le quattro stazioni presenti a Isola d’Asti sono completamente prive di riparo o ombreggiamento e nei dintorni non c’è nulla che permetta di proteggersi dal sole; ciò rende l’esperienza particolarmente scomoda nelle ore calde. Paolo

Mai rassegnarsi a subire gli abusifurbetti della ricarica

Risposta – Abbiamo abbinato la denuncia di Paolo alla segnalazione di Gianni per un motivo preciso: tutti sappiamo che l’inaffidabilità della ricarica pubblica è il buco nero della mobilità elettrica, ma quasi sempre l’accettiamo come un dato di fatto ineludibile.

Quanti di noi automobilisti elettrici, per esempio, trovando una colonnina inaccessibile, dedica tre minuti a contattare la polizia locale? Pochissimi, crediamo. Ci limitiamo a qualche imprecazione e tiriamo avanti, convinti che chiedere un intervento sia inutile.

Ecco: le due foto di Gianni sono la migliore smentita. Vero è che via Albertoni, costeggiando il grande complesso ospedaliero del Sant’Orsola (uno dei più grandi d’Europa) è una zona particolarmente attenzionata. Ma preferiamo pensare che qualcosa stia cambiando: solo una sistematica repressione degli abusi può liberarci dei furbetti.

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