Un lusso inutile, così è vista l’auto elettrica in un Paese allergico ai cambiamenti come l’Italia. È la diagnosi di un lettore per lo scarso successo di vendite delle EV. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it
Un lusso inutile, secondo una disinformazione da bar

“La stagnazione dell’auto elettrica in Italia si spiega molto facilmente. In un Paese con i salari reali tra i più bassi d’Europa, un’età media avanzata e un’impermeabilità cronica al cambio di abitudini, l’EV viene visto come un lusso inutile. Poco importa che l’italiano medio percorra appena 10–12.000 km all’anno (30 km al giorno, la condizione ideale per caricare a casa). La macchina si continua a comprare per quell’unico viaggio estivo da 700 km, ignorando del tutto la logica dell’uso quotidiano. A completare l’opera ci pensa la disinformazione da bar che spopola in rete. Da chi pretende che un’elettrica debba superare lo stress test al Nürburgring prima di andare a fare la spesa. Fino ai “guru” scappati all’estero con vicende giudiziarie al seguito che urlano alla demenza dell’elettrico.
In compenso ci sono i paladini dell’idrogeno…
Per non parlare dei paladini dell’idrogeno. Una filiera geniale che richiede di produrre il vettore tramite elettrolisi, comprimerlo a 700-800 bar (operazione da nulla, basta una pompetta!), stoccarlo in serbatoi spaziali, farlo passare in una fuel cell dall’efficienza strabiliante e infine alimentare… un motore elettrico. Un capolavoro di complicazione termodinamica. Nel frattempo ci si dimentica della fisica elementare: la superiorità di un propulsore capace di erogare coppia a velocità angolare nulla. Senza bisogno di frizioni o cambi complessi, con una resa energetica e una risposta dinamica imbattibili. Ma contro la pigrizia culturale e le favole del web, la termodinamica purtroppo non ha ancora diritto di voto“. Ing. Giuseppe Sala
Risposta. La sintesi è: troppe balle (malevole) in circolazione tengono l’Italia dal resto d’Europa, come abbiamo scritto pochi giorni fa. Complimenti comunque al lettore che, meglio di noi, ha riassunto in poche righe l’immagine che ancora accompagna l’auto elettrica solo da noi. Ovvero: un lusso inutile, in un Paese che sembra imbambolato dalle scemenze che circolano sui social.

ignoranza sempre più diffusa, senso di inquietudine che porta ad ascoltare pure le tesi più farlocche a giustificare situazioni personali e nazionali sfavorevoli…. ed una abitudine oramai strutturale a considerare i livelli di stipendio italiani “normali” (sempre imputati a “bassa produttività” come fosse colpa dei lavoratori e non della pessima organizzazione aziendale o l’auto-impiccagione a fonti energetiche fossili a prezzi folli anziché economiche F.E.R. proprie).
Negli ultimi anni la top-ten nazionale “fotografa” l’arretramento del sistema-paese e del reddito familiare disponibile: una perenne lista di auto economiche e utilitarie con la progressiva scomparsa di modelli segmenti superiori C/D/E oramai acquistati solo da quella quota benestante che può tranquillamente ignorare l’inflazione, il caro-carburanti, e pure la necessità di partecipare alla propria riduzione inquinanti e clima-alteranti.
Siamo un paese da “cine-panettone” con improbabili personaggi oramai indicati come modello da seguire.
Troppo pochi provano a migliorare la propria condizione e quella collettiva che oramai non è un “valore” riconosciuto.
Tristezza e rassegnazione…