Un futuro a carbone: è questo che ci aspetta?


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Un futuro a carbone, è questo che ci aspetta? Un lettore è rimasto perplesso leggendo un articolo del sito La Verità

Un futuro a carbone, altro che transizione green

un futuro a carbone
Il titolo dell’articolo pubblicato da “La Verità”: previsione giusta?

Vi giro questo articolo de ‘La Verità’, dal titolo: “La transizione Green per l’energia ha trovato la fonte regina, il carbone“. Saranno  dati attendibili? Se così fosse, saremmo al disastro ambientale. Grazie della risposta e un saluto”. Alfredo Albertini 

Risposta. Fortunatamente no, non è un futuro a carbone che ci aspetta. Tanto meno in Italia: i consuntivi mensili di Terna confermano mese dopo mese che i consumi di energia prodotta da questa materia prima sono risibili. L’articolo citato, come da tradizione del sito in questione, è costruito per ridicolizzare l’apporto attuale e futuro delle rinnovabili. In realtà anche in luglio, con i condizionatori a manetta e i consumi cresciuti dell’8,3% al record di 32,5 TWh, le rinnovabili hanno coperto il 41,5%. Percentuale che potrebbe essere ben più alta se le procedure per installare nuovi impianti non fossero interminabili. E non si chiudessero in molti casi con un parere negativo. L’Italia, sulle orme di diversi Paesi europei, ha tutte le potenzialità per arrivare a un 60% di copertura dei consumi con energia Green. Non lo diciamo noi, lo dice l’Enel, che non è un covo di esrremisti green. E qualcosa si sta muovendo, visto che lo stesso governo Meloni, inizialmente freddo sulle rinnovabili, sta finalmente mostrando maggiore apertura. Quando La Verità scrive che “la transizione continua a costare moltissimo e a non produrre risultati”, dice una balla colossale. La transizione conviene, anche sul piano economico, e non a caso c’è la fila degli operatori in attesa di poter investire. E i risultati ci sono, con una copertura che si mantiene sopra il 40% nonostante il boom dei consumi.

Consumi di energia record

Visualizza commenti (14)
  1. Questo giornale fa parte della “macchina da guerra” dell’attuale esecutivo,che è risaputo che fiancheggia le lobby del petrolio,gas e carbone.
    Giornale vergognoso

  2. Il giornale la verità segue il sistema orwelliano dove la verità è bugia. Diciamo le cose come stanno l’Europa viveva bene con il mix energetico tra rinnovabili e gas ( tra i fossili e’ quello che inquina meno) fino a quando abbiamo avviato la guerra alla Russia e di conseguenza ai cittadini europei; da li l’altissimo mega direttore generale Draghi ha iniziato a parlare di ritorno al carbone! Questo non c’entra con l’auto elettrica ma con i consumi europei in generale, ma qualche giornalaccio da water e’ riuscito a legare le cose, e poi ci si chiede perché in Italia ( che siamo un popolo che legge i titoli dei giornali ma non capisce cosa c’è scritto = analfabetismo funzionale) risultiamo i più contrari all’auto elettrica con una massa di haters che commentano negativamente ogni volta che si parla di mobilità elettrica.

    1. Una piccola precisazione: abbiamo aiutato l’Ucraina a difendersi dall’invasione russa, non “abbiamo avviato la guerra alla Russia”.

  3. Sul fatto che il governo abbia “aperto” alle rinnovabili non ci giurerei: pochi giorni fa una nota società elettrica ha rinunciato ad un impianto solare perché i tre comuni interessati si erano fortemente opposti (a guida centrodestra, mascherata da liste civiche): ringraziamo quindi i soliti noti se in Lombardia l’inquinamento rimane alte e il prezzo dell’energia pure.

    Per quel che riguarda il giornalaccio citato, sono anni che scrive non balle colossali, di solito sono più furbi, scrivono “mezze verità”.

      1. No, non mezze. Se racconti mezza verità spesso rischi di dare una visione totalmente distorta e (qui sta la furbata), senza dire bugie.

  4. Salve Alfredo,
    il grafico principale presentato, un istogramma con le quote fonti di energia del mix elettricità mondiale dal 2019 al 2027
    https://images.jifo.co/117893461_1787249401871.png

    potrebbe essere formalmente corretto (ma trattandosi di IEA andrebbe verificato, risentono di pressioni politiche e hanno il vizietto di sovrastimare fossili e nucelare, mentre sottostimano rinnovabili, specie nelle loro “previsioni”); è però ingannevole la spiegazione che ci fatto intorno

    — va guardato il mix totale produzione energia (anche petrolio dei trasporti e metano riscaldamemnti e industria), non solo la quota di elettricità; al crescere della produzione di elettricità, calerà l’uso di petrolio e metano, questo già comporta riduzione del totale dei combustibili fossili

    — il grafico si ferma al 2027, ma in questi anni siamo proprio al punto massimo, di scavallamento, nei consumi di combustibili fossili; e il sabotaggio di Trump alle rinnovabili in US non ha aiutato

    su un periodo di tempo maggiore del 2027, lo scenario cambia, si stima rinnovabili e elettrificazione intaccheranno progressivamente i consumi di petrolio e metano, e poi taglieranno anche le quote rimaste di carbone e metano nel mix elettrico

    per vedere uno dei “punti di scavallamento”, propongo il grafico delle emissioni CO2 della Cina:
    https://www.carbonbrief.org/wp-content/uploads/2026/02/chinas-co2-emissions-now-flat-falling-21-months.png

    a far pensare per il meglio è il fatto che le rinnovabili sono arrivate a costare meno dei combustibili fossili.. cioè l’opposto della tesi di quel “giornale”

  5. BASTA FINANZIAMENTO PUBBLICO !! Non c’è da meravigliarsi se siamo leggermente in fondo come libertà di stampa

    1. con un “nome” così … già fa pensare al solical di Trump “Truth” 😂😂

      vero è che gli stati “abituati” a basarsi sul carbone (perché ben dotati di questa risorsa fossile) sicuramente continueranno ad utilizzarlo perché contestualmente alla crescita di economiche e pulite energie rinnovabili crescono ovunque le esigenze energetiche per nuove attività come gli ormai indispensabili data-center (per servizi cloud, A.I. , blockchain, servizi di intelligence/militari, ricerca scientifica etc) quindi quasi certamente non vedremo sparire questo vetustp e pericoloso carburante anche se in percentuale diventerà sempre più minoritario per esigenze ambientali ma soprattutto di scarsa competitività rispetto alle F.E.R.

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