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Un elettricista spiega le riserve sull’auto elettrica

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L'installazione di una wall-box (immagine tratta da un tutoria Scame-Parre).

Un elettricista, Roberto di Fossano (Cuneo), spiega il punto di vista di chi fa il suo mestiere nei confronti dell’auto elettrica. Questo dopo la mail di un lettore che raccontava come come il suo installatore di fiducia l’avesse sconsigliato di  dotarsi di una wall-box per la ricarica. E anche di acquistare una EV.

                                        di Roberto Arese

“Sono un elettricista installatore, ho letto di quel vostro lettore a cui gli elettricisti sconsigliavano la colonnina di ricarica. E ho letto purtroppo i tanti commenti sotto a sfavore degli impiantisti elettrici, che sono arretrati con le idee e che ne capiscono poco!!…Beh magari qualche piccola minoranza ti questo tipo esiste, ma vorrei spiegare altri concetti ed altri perché di una possibile risposta del genere!!…

un elettricista spiegaUn elettricista spiega / C’è chi pensa che con 3kW possa fare di tutto…

Innanzitutto in Italia le infrastrutture elettriche per produzione, trasformazione e trasporto dell energia sono vecchie. E sottodimensionate rispetto ai consumi che ad oggi siamo arrivati ad avere nelle nostre case: figuriamoci sostenere anche milioni di auto elettriche. Poi la maggior parte degli impianti privati sono vecchi e pochissimo performanti per le esigenze attuali e l’italiano medio è molto poco informato sulle questioni elettriche. Normalmente è fermo a contratti energetici di contatore minimi, pensano che 3kW vadano ancora bene per attaccare di tutto!!… Inoltre nessuno racconta mai gli svantaggi dell’avere tutto elettrico, specialmente in casa. Quando hai riscaldamento elettrico, piastra induzione, climatizzatore, boiler in pompa di calore e svariati elettrodomestici, hai bisogno di molta energia. L’Enel al massimo arriva a 6kW in monofase, poi passi al trifase (ma i costi dell’impianto non sono una passeggiata!)“.

un elettricista spiegaNon facciamoci troppe illusioni sul fotovoltaico…

Inoltre la gente pensa che se installi un fotovoltaico azzeri la bolletta e ricarichi l’auto  gratis!!…E invece non è proprio poi così, a causa di svariati fattori!!!…Per cui se sei un elettricista serio e competente e non vuoi solo fare il business-man, a volte ti trovi nella complicata situazione di tirare avanti la ditta prendendo i lavori. Oppure istruire e consigliare bene i clienti, e magari a volte di sconsigliare delle installazioni!!…Mi è già capitato più volte di clienti che hanno fatto lavori molto onerosi, installando impianti che sulla carta dovevano essere avveniristici. E poi adesso si stanno lamentando che arriva la bolletta salata!!!...Per cui non fate di tutta l’erba un fascio ed informatevi, prima di fare qualcosa, da più ditte elettriche/idrauliche, su internet e soprattutto da chi ha già avuto esperienze simili. Un saluto a tutti voi di Vaielettrico, vi seguo sempre! .

Un gruppo di lavoro per scambiarci esperienze

Risposta. Il tema dell’installazione, su luogo pubblico o privato, ci sta molto a cuore, tanto che abbiamo appena creato un gruppo su Linkedin per discutere proprio di questo. Il gruppo si chiama “La mobilità elettrica per i professionisti del settore elettrico” ed ha già 175 iscritti, tra operatori e persone interessate comunque a documentarsi. Il nostro fine ultimo è creare una consapevolezza di base nell’affrontare le scelte che riguardano la mobilità elettrica, senza pregiudizi. Evitando così di fare le scelte sbagliate di cui parla Roberto, certo, ma anche collaborando insieme a risolvere i problemi che ci sono.

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58 COMMENTI

  1. So che la discussione è un po’ vecchia (sono in arretrato con la lettura), ma qui non posso esimermi dal commentare questa affermazione “Inoltre nessuno racconta mai gli svantaggi dell’avere tutto elettrico, specialmente in casa”, e vorrei farlo brutalmente: Ma quali svantaggi!!!!
    Quando abbiamo costruito la casa dove viviamo attualmente (10 anni fa) abbiamo fatto la scelta del tutto elettrico: pompa di calore, piastra ad induzione, più tutti i classici elettrodomestici (ai quali si è aggiunta da 4 anni una vettura elettrica), il tutto corredato da impianto fotovoltaico (senza accumulo)
    Certo che la bolletta elettrica è aumentata, ma non abbiamo più la bolletta del gas: giusto per fare un paragone, prima vivevamo in un appartamento di 70mq, adesso in una villetta di 240mq con giardino, e il costo complessivo delle utenze domestiche è rimasto identico (e non sto esagerando).
    Come detto negli anni si è aggiunta l’auto elettrica e il costo della bolletta è aumentato ancora… però non spendiamo più in benzina (e qui siamo decisamente in vantaggio).
    Personalmente la scelta ha portato solo a dei vantaggi e non a svantaggi, in più c’è da considerare che un impianto elettrico è potenzialmente isolabile (certo bisogna essere in grado di produrre tanta energia e di accumulare gli eccessi per usarli quando servono), mentre con il gas non potrai mai isolarti.

  2. Ho letto con interesse e attenzione il contributo dell’elettricista esperto. Devo dire che non ho però letto niente di specifico se non che l’infrastruttura nazionale elettrica è vecchia. Allora le possibilità sono due: ammoderniamo la rete a partire da decisione governative oppure lasciamo tutto come è e avviamoci alla stregua del terzo mondo. Siamo in 60 milioni di utenti in Italia,non vedo perché la rete non possa in un futuro prossimo gestire alcuni milioni di auto in carica.

  3. E poi ci sono io che con un contatore a 6kW e un FV anch’esso da poco meno di 6kWp, se carico di notte, vedo scendere la tensione sotto i 200V e se di giorno non consumo, la tensione schizza oltre i 250V (con l’inverter che giustamente si sgancia se non riesce a regolare).
    Purtroppo l’Italia, come per le connessioni internet, non è tutta uguale.

  4. Quando un elettricista scrive che in monofase al massimo si arriva a 6kW si capisce il grado di aggiornamento… e che forse è meglio rivolgersi altrove… in monofase (anche se non in tutte le zone) ora si arriva a 10kW.

    • Quando un non elettricista fa’il saputello senza capire nulla di impianti è meglio bannarlo e neanche leggerlo, fa solo disinformazione!!!

      • Disinformazione è quando si parla senza essere informati. In questo caso parlo con cognizione di causa e quello che dico è verificabile chiamando il proprio fornitore di energia. In presenza di contatore elettronico e se la zona lo prevede è possibile arrivare a 10kw in monofase. Non solo… si possono scegliere tagli intermedi tra i 6 e i 10kw pagando un fisso una tantum per ogni kW di aumento.

  5. Ma non ha motivato nessuna affermazione!
    Ragazzi ma che lettera è? Che contributo è??

    Cosa non andava negli impianti FTV? Cosa faceva spendere più del dovuto?

    Il mio elettricista si è preoccupato solo di consigliarmi un rilevatore di fumo in garage giusto per paranoia.
    E ha dimensionato l’impianto in base alle mie esigenze. Che è quel che doveva fare.
    Anzi. Io per maggior paranoia l’ho voluto più sezionato di lui.
    Quindi se vi capita un elettricista che ha paura di fare impianti a + di 3 kW .. cambiate elettricista! Che è rimasto ancorato al passato. O non ha studiato il suo mestiere.

  6. Ho comprato l’elettrica a fine 2020 fortunatamente con tutti gli incentivi previsti in quel periodo.
    Ho caricato regolarmente l’auto con una potenza contrattuale da tre kW per i primi 15milla km.
    Avendo in casa due lavatrici una asciugatrice un piano induzione e l’aspirazione centralizzata e un microonde.
    Ovvio che l’utilizzo non poteva essere simultaneo ,ora ho un 4 kW perché era evidente che le esigenze erano un tantino sproporzionate.
    L’auto elettrica caricata con l’adattatore domestico è poco più di un forno.
    Quadro installerò la wallbox dovrò adeguare la linea della presa .

      • Perché dovrebbe servire un impianto da 6 mm???
        O meglio perchè dovrebbe essere condizione essenziale per poter ricaricare un auto elettrica???

        Fino a qualche mese fa lavoravo per una ditta che produce forni industriali ad alta temperatura (dai 900 ai 1400 gradi) sia a gas che elettrici e mi occupavo della progettazione e realizzazione della parte elettrica e di software….
        L’ho fatto per 23 anni e mai 1 solo forno si è fermato perché un cavo ha sofferto il carico…
        E parlo di applicazioni dove un ciclo di cottura può durare anche 36 ore e dove servono potenze alte, spesso nell’ordine delle centinaia di kWh ed i cavi arrivano fino alla parete del forno che di sicuro qualche grado in più della temperatura ambiente lo raggiungono quando il forno è sopra i 1000 gradi….
        Perciò penso di reputarmi decentemente competente riguardo il dimensionamento dei cavi sottoposto ad un carico “gravoso”….
        Il nostro fattore di sicurezza è sempre stato di 4 (cioè caricare il cavo fino a 4 A ogni mm quadrato di sezione)… quindi un filo da 2,5 mm (che è il minimo utilizzabile su di una qualsiasi linea di prese, quella dedicata esclusivamente all,illuminazione puo avere fili da 1,5 ma se ci sono prsse no… quindi se hai l’impianto a norma devi per forza averli…), se integro ovviamente, non ha problemi a fornirti fino a 10 A anche in modo continuativo (infatti il limite delle prese domestiche, che non sono fstte per uso continuativo è di 16 A e di norma hanno fili da 2,5 mm)…. E 10 A corrispondono ad una potenza di 2300 W che moltiplicati per 8 ore di ricarica notturna fanno una possibilità di ricaricare 18,4 kWh a notte…. considerando anche un pò di dispersione almeno 16 kWh “netti” in batteria ci entrano, cioè 100 km di autonomia ripristinabile ogni santo giorno che è almeno 3 volte la percorrenza giornaliera media italiana….
        Smettiamo di dare per necessario avere 5-6 kW di potenza per poter ricaricare un auto elettrica, per alcuni può essere vero (che percorre 150-200 km ogni santo giorno) ma è una ristrettissima minoranza e non rappresenta di certo l’utilizzatore medio… per la stragrande maggioranza un normalissimo impianto fatto a norma ha già una potenzialità più che sufficiente per caricare un auto elettrica è non andare mai in sofferenza…

        Poi siamo d’accordo che se l’impianto lo fai con. fili più grandi è ancora meglio perché ti permette di abbattere la dispersione (alzando la potenza di ricarica se se ne ha la possibilità in modo da disperdere per meno tempo… ma anche se non si alza la potenza perché a parità di carico un filo più grande si “scalda” di meno) ma è un plus non una necessità che se non soddisfatta ti impedisce di ricaricare a sufficienza….

        • da quello che scrivi si capisce che non hai mai messo a norma un impianto civile di una vecchia casa: tubi grossi un mignolo o poco più dove passavano 2 fili da 1.5 e in cui ora ne devi fare passare MINIMO 3 da 2.5 (corrente) e 3 da 1.5 (luce). e sono tutti impianti murati..
          hai mai tolto fili vecchi (casa) stracotti e a volte quasi bruciati?
          di cosa stiamo parlando?
          a leggere qui TUTTI hanno impianti nuovi in case nuove, ma siamo lontani dalla realtà, fatto di case di almeno 30/40 anni.
          un elettricista consiglia ANCHE in base a cosa il cliente può/vuole spendere, concordi?

          • No non concordo… Il compito dell’elettricista non è quello di decidere quanto puoi/vuoi spendere ma di dirti quanto costa fare un determinato lavoro…
            Quindi non è il suo compito quello di consigliarti o non consigliarti di fare un lavoro ma di informarti di quanto ti costerà poi sta al proprietario decidere se gli conviene o meno…
            Non è ammissibile che un elettricista ti sconsigli di ricaricare un auto elettrica in casa tua. Ripeto, non è il suo compito. Se lo fa è perché ha da nascondere cose che non vuole che tu scopri perché altrimenti non ha alcun motivo di non dirti semplicemente quanto ti costa il lavoro fatto a norma…. ovvio che se tu pensi di avere già l’impianto a norma (perchè in un lrecedente lavoro così ti ha detto lui) ed invece non è vero non può presentarti il preventivo di quanto ti costa mettere a posto un qualcosa che ti ha detto in precedenza essere già a posto.

          • moreno: l’elettricista si presenta a casa tua così o sei tu che lo chiami?
            essendo ovvio che sei tu a chiamarlo, gli dirai cosa vuoi fare, o decide lui? in base al tipo di lavoro, ti farà un preventivo: se tu NON puoi/vuoi spendere tot, ecco che ti consiglierà in tal senso..
            poi, puoi pensarla come vuoi, ma dire che ha cose da nascondere.. 🤦‍♂️

          • Ernesto eppure a me sembra che stiamo scrivendo in italiano…..
            In Italiano consigliare non vuol dire informare del costo di un determinato lavoro ma tutt’altro….
            Magari tu chiami l’elettricista e gli chiedi: “secondo te mi conviene fare questo lavoro o meno?” E perciò ti metti nelle sue mani ma secondo me non si fa così….
            Io quando chiamo l’elettricista gli chiedo quanto mi costa fare un certo lavoro e quello voglio sapere….
            Ribadisco che in questi articoli si parla di elettricisti che SCONSIGLIANO l’istallazione e non di clienti che dopo aver SAPUTO IL COSTO di un impianto decidono di non farlo. Questo era me fa tutta la differenza, se per te è lo stesso vuol dire che siamo fatti diversamente….

          • moreno: “Ernesto eppure a me sembra che stiamo scrivendo in italiano…..”
            esatto.
            quindi riporto: “essendo ovvio che sei tu a chiamarlo, gli dirai cosa vuoi fare” e ancora “se tu NON puoi/vuoi spendere tot, ecco che ti consiglierà in tal senso..”
            io ho detto una cosa e tu ne hai capita un’altra.
            in PARTE diciamo la stessa cosa.

    • Il mio impianto (ristrutturazione del 2011) ha le “dorsali” (dal contatore al quadro di casa e verso il quadro del garage) da 6mm, i cavi che partono verso la prima presa di ogni stanza sono da 4mm e tutti gli altri diretti a prese sono da 2,5mm, solo quelli destinati alle luci sono da 1,5. E non l’ho chiesto io: è stato l’elettricista stesso a propormelo, dicendo che avrei speso leggermente di più ma sarei stato infinitamente più tranquillo nel caso avessi deciso di portare la potenza a 6kW, nel qual caso sarebbero stati comunque sovradimensionati anche per carichi continuati, qualsiasi presa.
      Questo è quello che io chiamo “fare il proprio mestiere”.

      • ti ha fatto la normalità, niente di più.
        ma è possibile, secondo te, che buona parte dei commentatori, pur facendo altro nella vita, ne sappia sempre di più di chi lo fa di mestiere?
        io, ho aiutato per un anno mio cognato elettricista (perito elettrico) nella sua attività: niente è così semplice come lo si vuol far passare o come si pensa.
        un conto è fare un impianto nuovo da cima a fondo, un altro adeguarne uno vecchio

  7. Se la struttura pubblica non è adeguata non è un problema di mia competenza, lo Stato o chi per esso provvederà, ma avrebbe dovuto farlo almeno 10 anni fa, ad adeguarlo.
    In casa ho portato la potenza a 6 kW, più che adeguata alle necessità del momento.

  8. Ciao a tutti io da elettricista (e perché no anche gestore di rete) vi dico.
    Stiamo sereni.
    Le auto elettriche al momento (ma azzardo anche in futuro) fanno solo bene
    1) all’ambiente
    2) al portafogli di chi le ha
    alla rete elettrica non danno fastidio perché chi le carica lo fa la notte quindi no problem.
    Poi pian piano che si diffondono chi gestisce la rete di MT ma soprattutto di BT mica dorme quindi stiamo sereni!!

  9. Sono d’accordo con Roberto. Ho un’auto elettrica da poco più di un anno e tutte le perplessità che avevo, leggendo le varie problematiche della ricarica, sono svanite con l’utilizzo. Ricarico, di solito all’80%, con non più di 2 kw nelle ore serali o di notte senza problemi , percorro mediamente dai 20 ai 60 km al giorno, saltuariamente raggiungo i 150km. Se un installatore serio, se vuole fare un buon lavoro dovrebbe chiedere le abitudini del cliente. La ricarica notturna, a bassa potenza, basta ed avanza per tutti coloro che hanno un utilizzo normale dell’auto circa 12.000 km/anno. Per chi superavi 20.000 km/anno o effettua viaggi molto lunghi, può chiedere un aumento di Potenza. È compito del gestore della rete elettrica verificare l’adeguatezza delle infrastrutture, come e compito dell’elettricista installare un impianto adeguato, ed eventualmente consigliare una wallbox che verifichi gli assorbimenti domestici adeguando di conseguenza la ricarica, non certo di sconsigliarlo.

  10. Io sarò malizioso ma mi viene sempre da pensare male…
    Se a sconfinare l’auto elettrica è un elettricista che ti ha fatto altri lavori in precedenza la prima domanda che mi farei è : “come ha fatto i lavori precedenti?”
    Perché un impianto fatto a norma (cioè con cavi di sezikne adeguata e apparati quali prese altrettanto adeguate) non ha problemi ne per l’istallazione di un impianto fotovoltaico ne per ricaricarsi un auto elettrica…
    Quindi se il tuo elettricista ti sconsiglia vuol dire che sa che c’è bisogno di adeguate l’impianto perché non è a norma… è se non fosse a norma non per colpa sua ti direbbe: “guarda che per poterlo fare c’è da aggiustare questo o quello” e non te lo sconsiglierebbe perché per lui è tutto lavoro retribuito…
    Se invece arriva a sconsigliartelo e non ad illustrarti cosa serve fare è perché ha interesse che tu non sappia cosa non va nel tuo impianto….

    • Salve Moreno, a volte a pensare male si fa’ colpo è vero e può succedere che l’installatore abbia la coda di paglia perché sa che il lavoro non è stato fatto troppo bene! , ma non sono d’accordo su tutto il suo discorso ed è per questo che esprimevo il concetto di impianto elettrico “questo sconosciuto!”…per farle un esempio se io faccio una linea nuova per delle prese posso farla di sezione 2,5 mmq o se voglio esagerare di 4mmq e devo proteggerla con un magnetotermico da 16A , facendo così sono perfettamente a norma! Ma su questa linea non è possibile attaccare una colonnina o comunque non è consigliabile perché gli porteresti al massimo 3kw !..e non è neanche possibile mettere a questa linea un cavo da 6mmq e un magnetotermico da 32A se ci sono delle prese perché non sarebbe più a norma perché il 32A non protegge le prese normali!…

      • Verissimo ma l’auto elettrica viene fornita di un adattatore per permettere la carica intorno ai 13A quindi perfettamente in linea con i dispositivi di protezione istallati .

        • Sì questo è verissimo, l unico dubbio sarebbe sulla durata della ricarica, che se come è presumibile molto lunga (cioè parecchie ore) e la si fa’ abitualmente molte volte in un mese, la presa domestica potrebbe scaldare comunque perché non è progettata per un consumo duraturo per la sua potenza nominale …in ogni caso è consigliabile una linea apposta dedicata con una protezione adeguata!

          • vedo che concordiamo non solo sul nome 🙂
            Ti ho risposto più sotto… e d’ora in poi mi firmerò Roberto 2
            😀

      • Se la necessità è quella di una ricarica ad alta potenza è inutile parlare di linea condivisa con prese domestiche, serve una linea dedicata con dimensionamento dei cavi idoneo e magnetotermico ad hoc, non ci si scappa. La realtà è che molti i 16 ampere non li vedono neanche col binocolo e fanno ricariche molto più lente. Il mio impianto era recente, la sezione adeguata ai 16 ampere e l’elettricista si è limitato ad aggiungere un magnetotermico “esclusivo” per il garage con presa industriale al quale attacco il carichino. L’unico vero stress per l’impianto è il carico prolungato, per questo la presa industriale

      • E perché non si può pensare di mettere una colonnina e fornirgli “solo” 3 kW se questa potenza ti è sufficiente per il tuo consumo quotidiano???
        L’errore è sempre lo stesso e cioè non fare il cambio di mentalità per capire come si utilizza un auto elettrica… è se questo cambio di mentalità l’ettricosta non lo da ecco che da indicazioni sbagliate….
        Se non si fa questo cambio si è portati a ragionare come si è sempre fatto per il termico e cioè a guardare che potenza serve per ricaricare da 0 a 100% l’auto nel tempo “utile” di una notte (diciamo 8 ore…).
        Ragionando in questi termini certo che 3 kWh sono pochi ma l’auto elettrica non la si ricarica in questo modo…
        Con l’auto elettrica ogni sera reintegrare solo ciò che hai consumato in giornata (puoi se consumi poco puoi fare anche ogni 2 o 3 giorni…) quindi il limite per capire se ti bastano le 8 ore (e di co sequenza che potenza minima ti serve dedicare alla ricarica) non è il 0-100% dea batteria ma è quanti kWh Consumi al giorno…
        Ora proviamo a guardare quanti kWh si mettono in batteria in 8 ore con una potenza di 3 kW… considerando anche un 10% di dispersioni siamo a 21,8 kWh che garantiscono tranquillamente una percorrenza giornaliera di 100-150 km (dipende da che tipo di strade si fanno, se autostrada o urbano)….
        Ecco che chi non supera questa percorrenza (e ricordo che la media italiana è meno della metà di questo valore quindi se ne deduce che la maggiorparte degli italiani non lo raggiungono) non può avere problemi di approvvigionamento anche con “soli” 3 kW portati alla colonnina….

  11. In base al ragionamento espresso nell’articolo gli elettricisti dovrebbero sconsigliare anche l’apertura di nuovi uffici e aziende, l’installazione di nuovi climatizzatori e piastre induzione ecc. ecc.
    Cmq 4,5 kw son sufficienti per ricaricare l’auto, usare la piastra a induzione e il climatizzatore, se poi consideriamo che le auto elettriche vengono ricaricate durante la notte quando l’infrastruttura di trasporto dell’energia ha un carico decisamente inferiore non si capisce dove stà il problema.
    La realtà è che spesso si parla senza un’adeguata conoscenza dell’argomento e per molti elettricisti l’auto elettrica è un oggetto misterioso di cui conoscono poco o nulla e si immaginano che per caricarla siano indispensabili decine di kwh per 24 ore al giorno quando la quasi totalità ricarica con potenze decisamente inferiori (molti con carichini che manco arrivano ai 3,5 kw)
    All’elettricista va chiesto di installare una linea adeguata a sopportare un carico X per TOT ore al giorno con le opportune protezioni. Le restanti considerazioni restano a carico di chi commissiona il lavoro

  12. Non facciamo disinformazione, ma di “svantaggi ad avere tutto elettrico a casa” non ne vedo.
    Abito, da più di 2 anni, felicemente in un appartamento tutto elettrico e ho notato solo vantaggi e comfort. Se i sistemi e gli impianti sono adeguatamente progettati e dimensionati non avrai problemi. Io ho aumentato la potenza del contatore a 6kW ma effettivamente non li ho mai raggiunti nonostante gli elettrodomestici funzionino contemporaneamente.

    • L’unico vero svantaggio è il blackout, non ti scaldi e non ti fai da mangiare, avere il gas per acqua calda almeno ti fai una doccia rovente per riscaldarti le ossa hehe infatti credo un fornello da campeggio in casa sia da avere se hai tutto elettrico.
      Una volta se andava via la luce avevi cmq anche il telefono hehe

      • Niente doccia mi spiace se manca corrente si ferma anche la caldaia a gas.
        E anche la caldaia a legna, a meno che non ci sia un UPS esterno che ne garantisca un minimo di autonomia

      • Forse con un caldaia di più di 30 anni. Da quando sono a tiraggio forzato, senza corrente non funzionano. Per cui niente riscaldamento e niente acqua calda, esaurito l’eventuale accumulo di ACS.

      • Perdonami ma se non c’è corrente la caldaia non riscalda l’acqua, almeno io ho 300 litri di acqua calda. L’unico problema come dici è per la cottura dei cibi, che si risolve con un fornelletto da campeggio. Ma i blackout che durano giorni sono estremamente rari. Non è il mio caso ma se hai il fotovoltaico con accumulo con l’anti blackout non te ne accorgi nemmeno.

  13. Purtroppo Linkedin è un sistema professionale quanto volete, ma chiuso. Non è possibile nemmeno leggere quello che vi dite. Peccato.

    In alternativa, io avrei consigliato Matrix, che non è di nessuno e, pur consentendo tutto il controllo che avete sul gruppo, avrebbe permesso a noi mortali di seguire da uditori la discussione in corso.

  14. Roberto, tu affermi:
    -“le infrastrutture elettriche … dell’energia sono vecchie. E sottodimensionate”
    Come al solito:
    In alcune zone d’Italia NON ci sono assolutamente problemi, mentre in altre si. Personalmente penso che 75 % della popolazione italiana viva in una zona ove NON ci sono problemi o arretratezze.
    “figuriamoci sostenere anche milioni di auto elettriche”
    Tranquillo : il primo milione di auto elettriche (pure) in Italia si avrà prima di 6-8 anni: intanto Terna sta lavorando per potenziare la rete .
    -“massimo arriva a 6kW in monofase, poi passi al trifase”
    NON è obbligatorio portare il trifase in casa: spesso mi capita di progettare impianti di ricarica in cui SOLO la WallBox è collegata in trifase mentre l’impianto casa è in monofase .

    • -spesso mi capita di progettare impianti di ricarica in cui SOLO la WallBox è collegata in trifase mentre l’impianto casa è in monofase .-

      Ma infatti.

      Poi, mi corregga se sbaglio, nel caso si parli di un’abitazione su più piani (caso scuola: taverna/seminterrato + piano giorno a terra e piano notte al primo livello) si può sempre portare una fase delle tre per ogni piano.

      Ma ammetto di andare un po’ a orecchio… me lo conferma?

      • Alessandro: io, mediamente nei miei progetti, alimento in trifase: WallBox, piano ad induzione e CDZ-PDC .
        Per il resto si valuta; considera che oltre i 6 kW DISPONIBILI è necessario il progetto firmato da professionista abilitato.

  15. Sei un elettricitsa, limitati a fare il tuolavoro, e non parlare di cose di cui non ne capisci nulla, quali le politiche energetiche nazionali

    • Beh, no, Klaus, le politiche energetiche nazionali lui le conosce per via del suo lavoro, certo più del primo che passa per strada. E’ come se volessi proibire a un medico di parlare delle politiche sanitarie nazionali o a un avvocato di parlare delle politiche forensi nazionali … anche perché fino ad oggi non è che abbiamo avuto questo fior fiore di santoni alla transizione energetica …

      • Ma x favore….delle politiche elettriche nazionale ne sa come noi.
        Alla fine del discorso non ha detto niente in più rispetto al primo elettricista.

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