Un disabile contro Tesla: “A rischio la mia sicurezza…”

“Sintesi delle accuse, per un’auto in pronta consegna”
1) Negazione diritti. Dopo aver pagato la caparra per un0auto in pronta consegna, Tesla mi ha imposto di rinunciare alla libertà di scelta sull’installatore degli adattamenti per la guida. Subordinando l’applicazione dell’IVA al 4% all’utilizzo di un loro fornitore convenzionato, con prezzi fuori mercato. 2) Pericolo per la sicurezza. Ho scoperto, tramite perizia tecnica di Handytech, che i dispositivi che Tesla voleva impormi sono non conformi alla mia disabilità e non idonei al veicolo. L’azienda ha tentato di indurmi a ritirare l’auto con un acceleratore “provvisorio” non a norma, che avrei dovuto sostituire successivamente risalendo dalla Sicilia a Roma a mie spese. 3) Muro di gomma. Nonostante l’intervento dell’ANGLAT e l’invio di molteplici PEC di messa in mora, i referenti Tesla rifiutano di rispondere e di passarmi un superiore. Trattenendo l’acconto e lasciandomi senza l’auto necessaria alla mia mobilità. 4) Danni subiti. Oltre al danno morale, sto subendo il rincaro dei prezzi dei voli per recarmi a ritirare il veicolo. Ritardo dovuto solo al loro ostruzionismo”.
Risposta.Purtroppo Tesla, per politica aziendale, non risponde alle domande dei media. E non siamo quindi in grado di fornire le spiegazioni del costruttore. Pubblichiamo comunque la lettera di Mario per verificare se tra chi ci segue c’è chi può dare qualche suggerimento utile a risolvere al meglio la controversia.
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