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Un Chinagate per l’auto elettrica, il timore di Salvini

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Il vice-premier Matteo Salvini (foto: Ministero delle infrastrutture e dei trasporti).

Un Chinagate per l’auto elettrica? Il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini non si stupirebbe. Il vice-premier sempre più contrario al solo-elettrico dal 2035.

un Chinagate
Una fabbrica cinese di auto elettriche.

Un Chinagate per l’auto elettrica? “Non mi stupirei…”

Il divieto europeo di mettere in vendita auto e mezzi commerciali leggeri a combustione interna dal 2035? “È un suicidio che avvantaggia l’industria cinese a danno di quella europea“. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, al convegno Conftrasporto-Concommercio sul futuro dei trasporti e della logistica in corso a Roma. “Non mi stupirei – ha rincarato il ministro – che dopo il Qatargate venisse fuori anche un Chinagate”. Il riferimento è allo scandalo che sta travolgendo diversi personaggi politici che ruotano attorno al Parlamento europeo. Non è la prima volta che, con l’avvento dell’elettrico, Salvini evoca il rischio di distruzione della nostra industria dell’auto a tutto favore della Cina. A settembre parlando a Rivoli (Torino) di fronte a una platea zeppa di tue blu dell’ex Fiat, il leader della Lega non aveva usato mezze misure: «I geni dell’Europa hanno approvato una norma che è una follia. Significa distruggere il settore dell’auto in Italia, significa licenziare a Torino per dare lavoro a Pechino».

un Chinagate
La BYD Atto 3, l’atteso Suv elettrico della marca cinese, in trattative con Ford.

E intanto BYD tratta una fabbrica tedesca di Ford

Ma la lunga marcia dell’industria dell’industria cinese dell’elettrico verso l’Europa continua. La Ford sta negoziando con BYD una potenziale vendita del suo stabilimento di Saarlouis, in Germania. Una delegazione Ford si recherà presto in Cina per portare avanti i colloqui, ancora in una fase iniziale, secondo il Wall Street Journal. L’interesse di BYD non è stato né confermato né smentito dal colosso cinese, ma un’acquisizione dello stabilimento Ford si adatterebbe perfettamente alla sua strategia. Il sito tedesco Electrive ricorda che  BYD da tempo pianifica almeno un impianto di produzione di auto elettriche in Europa. A dicembre la top manager Stella Li aveva dichiarato a Bloomberg che se ne sta valutando la localizzazione migliore, “per supportare la rapida accelerazione di BYD“. Senza precisare se si pensasse a un nuovo impianto o una fabbrica già esistente come quella di Ford.

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31 COMMENTI

  1. Beh, in Europa il 90% delle auto vendute è a combustione. Il restante è EV solo grazie agli incentivi, no di certo per scelte di mercato. Direi che conviene ascoltare il 90% del mercato. l’Europa in bancarotta non ha soldi da buttare in incentivi ed i costi esagerati delle EV e dell’energia elettrica selezionano da soli un mercato ristretto di consumatori le MG4 costa ben oltre 34mila euro per un veicolo patetico. Una Dacia Duster costa la metà ed è un signor di veicolo economico e pratico. In quanto al bluff BYD, siamo chiaro, non regge. BYD non è capace di vendere EV costruite fuori dalla Cina perché solo in Cina può usare la manodopera dei campi di lavoro, produrre senza rispettare alcuna legge ambientale, usare il carbone per alimentare le linee produttive e sfruttare la manodopera minorile africana per approvvigionarsi dei materiali . Tali condizioni non sono clonabili in Germania e in nessun posto occidentale per cui niente fabbriche BYD fuori dalla Cina.

  2. Il nord Italia ha scelto, come la Svizzera, la fonte energetica appropriata. Riguardo il meridione si può arrivare ad aiutare con un po’ di alta tensione.

  3. L’Italia avrebbe la possibilità di diventare un centro di energia rinnovabile grazie a sole e vento capace di vendere al resto dell’Europa energia verde, invece dobbiamo bloccare i progetti di eolico off shore (dovremmo avere pale eoliche in ogni km di costa), di fotovoltaico,…
    Purtroppo siamo mentalmente bloccati alle vecchie strategie. Temiamo di diventare schiavi della Cina… E ci siamo resi dipendenti dalla Russia prima ed ora da Libia, Egitto,… Tutte nazioni con governi democratici e sicuri. Permettere la carica bidirezionale alle macchine elettriche e spingere su quella tecnologia garantirebbe un incredibile stoccaccio di energia (a spese oltretutto dei privati) sempre visto come il principale problema delle rinnovabili.
    I nostri lungimiranti politici nel 2023 pensano di dare dell’Italia il polo del gas europeo… Attenzione non nel 1995 ma nel 2023. Siamo sempre in ritardo di 20 anni!
    Continuare a pensare a benzina e diesel lo potrei capire se la nostra nazione avesse importanti giacimenti di petrolio come i paesi del medio oriente…. Ma le uniche fonti energetiche in cui l’Italia può fare record su record…. Sono unicamente Sole, Vento e Idroelettrico… Che piaccia ai politici o no….
    Attenzione che invece di Chinagate…. Tra qualche anno non escano le notizie di tangenti e sovvenzioni fatte dalle multinazionali degli idrocarburi a chi avrebbe dovuto scegliere contro di loro… E non l’ha fatto.

  4. Bhe ovvio,meglio cercare di spaventare le persone con la drammatica perdita di industrie nel comparto auto (e non solo) con ipotetici affari sotto banco con Cina,piuttosto della triste e desolante verità…che sono dagli anni 90 che non c’è un piano industriale italiano…che non si investe in ricerca pur avendo ingegneri richiesti all’estero…che abbiamo infrastrutture civili e di rete datati che non ci rende competitivi…che abbiamo a Bruxelles gente non preparata ,se non altro, a proteggere e rivendicare il nostro lavoro….ricordo quando i colleghi del vicepremier incitavano a non pagare le multe delle quote latte..hanno contribuito a decimare il comparto agricolo padano…dovrebbero solo avere il buon gusto di spararle così grosse ai comizi tra simpatizzanti….se sospetta un chinagate,facesse un esposto con documenti e nomi…altrimenti cercasse di limitare i danni parlando il meno possibile…vedi dichiarazione sui benzinai e sciopero relativo…ora smetto sennò mi scoppia la vena🖖

  5. La miopia e demagogia della nostra classe politica ci porterà alla rovina. L’elettrico è il futuro, le aziende europee che non si adeguano vanno sanzionate, non aiutate.

    • Da non scordare anche la miopia anche della nostra imprenditoria.
      Perchè non è che per loro sia legittimo pensare solo all’odierno interesse, come non esistesse un domani.
      Anzi contribuendo fortemente perchè il domani non esista veramente.

  6. Non c’è niente da fare, sembra che alcuni politici non riescano a collegare il cervello prima di aprire la bocca, quindi sorge spontanea la domanda: non sarà che il cervello è proprio assente?

    • Non raccontiamoci che lo facciano per stupidita’, queste posizioni sono frutto di calcoli politici e elettorali. Se va nella sede della Fiat, va a pescare elettori fra chi ha la (ragionevole) ansia di rischiare di perdere il lavoro.

      Poi, che il lavoro andra’ comunque in paesi con “costi competitivi”, e che qui non si fa nulla veramente per rendere i costi competitivi, quello non lo dice…

  7. Se lo dicesse da ubriaco al bar non sarebbe un problema. Il fatto è che lo dice dal ministero (e nel caso non saprei se un eventuale ubriacatura sarebbe una giustificazione od un’aggravante).

    • Effettivamente dalle mie parti molti esponenti della Lega sono abitué dei circoloni tant’è che io lo chiamo il partito degli avvinazzati.

      Alcuni per non farsi beccare dalla moglie espatriano pure nei paesi vicini.

  8. Rinunciare a competere è perdere in partenza !

    Tipico atteggiamento conservatore , in un mondo tecnologico in cui chi non è al passo con i tempi ..
    diventa OBSOLETO e DIMENTICATO in pochi anni !

    Completa mancanza di visione , non solo sul lungo periodo
    oggi siamo a meno del medio periodo ..
    presto verremo sommersi da uno tsunami di innovazione , chiamata “elettrificazione”
    e per chi non sarà attrezzato , non sarà un’opportunità ,ma una motagna di m..elma

    meno filosofi della supercazzola mediatica con i loro spin doctor ,esperti di glamour e di politically effect ..

    più pragmatismo da ingegneri
    e per ingegneri non intendo i quarantenni italiani
    bastano gli engineer anglosassoni , che lo sono a 21 !!
    con il loro “on the job training !”

    -_-

    • ESATTO.
      Cone eolico e FV capaci di produrre grandi quantità di energia a 50/70€megawattora avere uno stoccaggio sarà importante per via della discontinuità della fonte.

      Chi meglio di milioni di auto elettriche (pagate dai privati) per stoccare l’energia?
      Soprattutto nel momento in cui le macchine avranno le funzionalità V2H/V2G. Saranno dei veri e propri accumuli con le ruote.

  9. Io non so se ci sarà o no un Chinagate, ma viste le ultime mosse di Tesla e l’inizio della produzione di Fisker, direi che ad oggi la minaccia più grossa per l’Europa arriva da Ovest e non da Est. Insomma gli USA stanno facendo bene e fanno più paura perché minacciano i brand premium europei ma Salvini si guarda bene dal puntare il dito verso l’alleato americano. Io credo che la Tesla Model Q quando arriverà farà molta più presa della BYD Atto 2.

    Concordo sul fatto che il divieto esclusivamente europeo di mettere in vendita auto e mezzi commerciali leggeri a combustione interna dal 2035 è un suicidio. Anziché guidare le nostre aziende e studiare step-by-step le mosse per promuovere la viabilità sostenibile, le leveremo ossigeno nella culla e non consentiremo loro di investire ed essere competitivi sul settore dei motori a combustione interna che nel resto del mondo continuerà a rifornire i mercati.

    • Purtroppo Enzo l’ossigeno se lo stanno levando da sole. Basta guardare I listini.

      Io devo cambiare un TD MG4 base 350Km, guida tipo 2, 0-100 in 8s, 361l di bagagliaio, 4,25×1,70.
      Prendi una macchina termica simile e vedi quanto risparmi ossia poche migliaia di euro.
      12000 Km/anno ossia 2000 KWh a pagarli tutti 600€ col FV 400€.
      Tagliandi da 100€ VS 300.

      E siamo all’alba se arriva una Model 2 fra i 30 ed i 350€ con caratteristiche simili alla MG4 non c’é manco più la cosa che é cinese.

      SBANCANO, ma proprio che sbancano in Tesla.

      Io pensavo che le case europee prendessero i guadagni delle ICE e le investissero nelle BEV invece hanno alzato i listini e poco altro.

      Ripeto parlo da uno che sta cercando macchina per cambiare la sua vecchia TD, quindi da potenziale cliente, non da mero appassionato.

    • Il divieto deriva dall’obiettivo di decarbonizzare entro il 2050. Dato tale vincolo, il 2035 e’ la data obbligata.

      Pero’ mi infastidisce che ci si scagli verso questo vincolo, quando, a vedere i segnali, l’offerta (e soprattutto la domanda) di auto elettriche crescera’ molto velocemente. Personalmente ho dei dubbi che al 2035 ci sara’ ancora abbastanza domanda di auto a motore termico da garantirne la produzione. Per lo meno in Europa.

      Mi verrebbe da dire che e’ colpa dei produttori perche’ non si sono accorti che il mercato e’ cambiato, ma in fondo sarebbe come prendersela con Nokia per non essersi accorta dall’avvento degli smartphone.

      • Abelardo non tutti si scagliano contro il vincolo del 2035, io però lo faccio. Domanda: tu sai già tra 12 anni come ricaricheranno coloro che non possono ricaricare a casa o a lavoro? Io no, non ho visto uno straccio di progetto da parte dell’UE se non incentivare a casaccio la costruzione di colonnine e imporre una colonnina di ricarica HPC almeno ogni 60 km (cavolo … ma non saranno troppe?) tranne casi complicati che sono esonerati (… pure!). Tra l’altro le colonnine non sono accessibili né c’è l’omino che ti aiuta a fare il pieno, io qualche disabile un po’ agitato l’ho già iniziato a sentire. Come ricaricheranno coloro che non possono caricare a casa o a lavoro? Caricheremo tutti al supermercato? Io vorrei delle risposte chiare e un piano chiaro da chi ci governa. In bocca al lupo a tutti noi …

        • “Io vorrei delle risposte chiare e un piano chiaro da chi ci governa”.

          Non funziona così nè ha mai funzionato così… Speriamo che nel futuro qualcosa cambi, ma non mi fascio la testa prima di romperla.

        • guarda che il piano chiaro e le risposte chiare ci sono. leggiti i documenti UE.
          solo che troverai piani e risposte
          che nella loro chiarezza

          non ti piacciono.

        • Domanda: tu sai già tra 12 anni come ricaricheranno coloro che non possono ricaricare a casa o a lavoro?
          ———
          la domanda che dovrebbe farsi è piuttosto ‘il primo distributore di benzina eo diesel sarà a meno di 100 km da casa mia ?’
          sa, perché noi avevamo 40.000 distributori, ora siamo a 27.000 e siamo quelli con più distributori in Europa, con l’inevitabile boom delle elettriche tra 12 anni forse ce ne saranno 100 in totale

    • Ma quale minaccia?

      Ringraziamo Elon Musk è Tesla, se non era per loro eravamo ancora a farci prendere per i fondelli da petrolieri e costruttori di auto che neppure da morti ci avrebbero ridotto i listini a seguito di un efficientamento dei processi produttivi.

      Ogni Tesla venduta è un’auto a combustione interna in meno che circola, dobbiamo essere felici ogni momento che se ne vende una.

      Qui dimentichiamo sempre la crisi climatica e le malattie, tumori e morte che la filiera degli idrocarburi causa da quando è nata, parlo di vite umane distrutte dagli ingranaggi del profitto dei petrolieri e dei politici loro protettori.

  10. Io ci spero che BYD, compri lo stabilimento FORD in Germania.
    Vorrebbe dire che l’azienda entrerà in Europa con la produzione.

    Per cui ci sarebbe da pensare ad un impegno convinto e duraturo oltre al fatto che avresti ricambi, assistenza ecc direttamente nel continente.

    Speriamo portino la Seagull in Italia a me interesserebbe un SegB elettrico ed economico

    • Dimenticavo, inerentemente all’articolo il vero rischio per l’industria autotive europea e soprattutto italiana é perdere questo treno.
      Non sarà un mercatino da 1,31 mln auto all’anno a poter, nemmeno lontanamente, a poter pensare di sostenere il mercato del termico.
      É la Cina il privilegio mercato mondiale dell’auto qui di di certo dirà la sua.

      Purtroppo l’EU non ha petrolio e legarsi ad una tecnologia dipendente da una materia energetica che non possediamo non é stata un’idea felice.

      Benzina 1,75 €/L, gasolio 1,85€/L ricordiamocelo.
      Ma mentre per la benzina ed il gasolio serve il petrolio la corrente si fa in tanti modi.

    • Sono d’accordo.
      Senza coinvolgere lei in polemiche politiche, ma non volendo inoltrare un altro commento, aggiungo che dei pareri del nostro beneamato ministro personalmente non condivido nulla.

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