Un anno di ricariche: a voi com’è andata?

Un anno di ricariche, a tre settimane dall’addio al 2025 è già tempo di bilanci. Col vostro aiuto vorremmo fare il punto: funzionano? Sono nei posti giusti e con la potenza che serve? Hanno prezzi accettabili…? Scrivete le vostre impressioni a info@vaielettrico.it

un anno di ricaricheUn anno di ricariche: location e prezzi giusti? E la potenza?

Le statistiche non dicono tutto sulla qualità di un servizio. I numeri (fonte Motus-e) spiegano che in Italia a fine settembre c’erano 70.272 punti di ricarica a uso pubblico. Non pochi per un parco circolante tutto sommato modesto come il nostro. Ma il 14% risultava ancora in attesa dell’allaccio alla rete elettrica.  Quanto alle ricariche in autostrada, eravamo a 1.284 stazioni, coprendo il 48% delle aree di servizio. Un giudizio sommario sembrerebbe positivo (tranne che per il solito problema dei prezzi).

Ma in realtà è poi il giudizio di chi l’auto elettrica la usa tutti i giorni che conta. Anche perché il problema della ricarica (assieme al costo delle auto) resta il freno principale a una maggiore diffusione dell’auto elettrica in Italia. In Francia una ricognizione dello stato dell’arte è stato fatto da una giornalista del settore, Raphaelle Baut, per il sito Numerama. Con un giudizio netto: il problema sono le ricariche lente in AC, che rappresentano l’80% dei 180.000 punti di ricarica presenti nel Paese.

Un anno di ricariche
Il titolo dell’articolo pubblicato sul sito francese Numerama.

Un’inchiesta sulla situazione francese: “Il problema sono le colonnine in AC, vecchie e spesso troppo costose…”

Tariffe incomprensibili, o addirittura più costose di quelle delle ricariche ultraveloci in autostrada, problemi di affidabilità o di manutenzione… Queste colonnine di prossimità sono un anello essenziale per l’elettrificazione del parco auto francese. L’anello debole, in alcuni casi. Personalmente tendo a scappare da loro, preferendo i terminali veloci”, scrive Raphaelle.

Spesso si tratta di colonnine installate nella prima fase dell’elettrificazione. E la loro resa, secondo la collega francese, è oggi molto discutibile: “Questi vecchi terminali, in città come in campagna, sono un calvario. Quando non sono occupate dagli insetti, per mancanza di uso regolare, rapiscono il cavo T2 del conducente spericolato che ha osato tentare la fortuna. E per il pagamento, spesso è obbligatoria una carta RFID, punto. A livello di esperienza utente, tocchiamo il fondo. Abbastanza per disgustare chiunque dell’elettrico”.

E dalle vostre parti e nei vostri viaggi com’è statala situazione? Fatecelo sapere, preferibilmente con qualche immagine: la mail è info@vaielettrico.it

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Visualizza commenti (5)
  1. Ottima la performance dei Tesla Supercharger come colonnine veloci. Le colonnine lente ho visto che al loro rinnovo spesso tendono ad essere sostituite da equivalenti veloci.

  2. Nella mia zona , il veneto, comincia ad essere un problema serio la mancata attivazione di impianti hpc bloccati da mesi se non anni. Dalla ionity di peschiera alla tesla di mestre e noventa di piave , è un continuo aspettare ( non parliamo di chi ha preso i soldi del pnrr per installarle e lasciarle spente poi , ma di marchi che lavorano per aprire) . Ci sarebbe materiale per inchieste giornalistiche eppure non sembra interessare a nessuno. Ps. Parliamo di cortina che ospita le olimpiadi con due sole spine dc a 50 kw ? Zero impianti hpc e un paio di prese ac per migliaia di auto ev. Questa è la transizione alla veneta ..

  3. Trovo la situazione in peggioramento.
    Motivi molteplici, ma in generale le EnelX sono troppo spesso in manutenzione/ sostituzione, altri piccoli marchi con prezzi ancora più assurdi, fino a 0.80e per kWh, ed in centro delle grandi città, dove la comodità maggiore era poter parcheggiare in centro, inizia a farsi sentire il parco auto cresciuto negli ultimi tempi. In tutto questo, negli ultimi 12/18 mesi non ho visto aumenti visibili di colonnine.
    Salvo i supermercati che hanno o stanno mettendo le colonnine nei loro parcheggi. Aspetto e spero delle tariffe dedicate a chi ricarica durante la spesa, magari tramite tessere clienti, per ora invece tutto a prezzo pieno, e questo limita parecchio l’uso. (parlo di Coop ed Esselunga).

  4. Le colonnine AC sarebbero l’ideale per gite fuori porta di una giornata, perché mentre visiti la località prescelta la macchina si ricarica. Ho utilizzato il condizionale, in quanto la realtà è ben diversa. Se si ha la fortura di trovarsi nei pressi della località prescelta sono occupate o mal funzionanti. Diciamo è un terno a lotto e le possibilità di trovarla libera e funzionante nella mia esperienza è del 50%. Invece le colonnine fast in autostrada o leggermente fuori l’autostrada sono più sicure e affidabili, inoltre i tempi di ricarica decisamente più bassi fanno sì che anche se sono tutte occupate basta aspettare massimo 10/20 minuti. Infine anche i prezzi non sono così lontani tra i due tipi di colonnine grazie ad abbonamenti vedasi Tesla e Ionity oppure a promozioni di nuovi operatori entrati in attività di recente come Electra, Electrip e IPlanet.

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