Umberto Palermo alla Ferrari: “Il nome Luce per un’auto l’ho scelto per primo io nel 2016, non vorrei che ora mi si proibisse di usarlo….”. Luce è il nome scelto dal Cavallino per la sua prima auto elettrica, che verrà presentata a Roma il 25 maggio.
Umberto Palermo alla Ferrari: “La mia Luce elettrica è del 2016…”
Palermo è un noto designer e imprenditore torinese che ora si sta dedicando anima e corpo a una famiglia di piccoli veicoli elettrici denominati Mole Urbana. Ma in passato ha diversi progetti al suo attivo, tra cui appunto un’auto chiamata Luce, come racconta lui stesso con le foto riprodotte in questa pagina: “Nel 2016 ho creato un’automobile di nome Luce, una sportiva elettrica che, per me, rappresenta non soltanto un progetto di design. Ma anche una visione molto precisa del mio modo di intendere l’automobile. Quel nome non è nato per caso: è nato anche come dedica a mia figlia, che proprio in quell’anno veniva al mondo. Per me, Luce ha un valore affettivo, creativo e professionale”. Palermo non vuole impedire alla Ferrari di usare questo nome, ma vuole che sia lui a sua volta a poterlo usare. “Nulla in contrario al fatto che altre aziende possano utilizzarlo. Anzi, sotto certi aspetti, ne sono persino orgoglioso… Il punto è un altro: non vorrei che questo si trasformasse in un impedimento nei miei confronti”.
“Non voglio impedirvi di usarlo, a patto che anch’io possa”

La storia dell’auto è piena di controversie sui nomi. Tutti ricordano, per esempio, la disputa tra Fiat e Renault per il nome della citycar che il marchio italiano aveva chiamato inizialmente Gingo. E che il marchio francese riteneva troppo simile a Twingo. In queste dispute c’è sempre qualcuno che cede: in quel caso fu Fiat, che (fortunatamente) decise di rispolverare il nome Panda. Qui invece Palermo invoca una convivenza: “Vorrei che non mi venisse negata la possibilità di continuare a chiamare Luce un prodotto che ho ideato, nominato e presentato nel 2016. E, soprattutto, vorrei che quel progetto non venisse confinato in una dimensione soltanto museale o di memoria: non è mai nato per essere soltanto guardato. Bensì per essere sviluppato, prodotto e, un giorno, visto in strada”. La palla adesso passa nel campo della Ferrari, che dovrà decidere con i suoi legali che cosa rispondere. Difficile che possa accordare una convivenza sul nome di una sua auto, ma presto sapremo

