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Ultimatum dell’Onu: “La catastrofe del clima è alle porte, fermatevi!”

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Dopo l’ultimatum dell’Onu ai Grandi del Pianeta sul clima  (“Immediato stop alle emissioni di CO2 o sarà catastrofe climatica”) nessuno potrà più dire: “Non lo sapevo”.

Finalmente stavolta l’urlo del Palazzo di Vetro è finito in prima pagina su tutti i giornali del mondo e ignorarlo sarà impossibile. Chi ancora ci proverà, potrà solo essere in malafede. E come tale sarà trattato da Vaielettrico, per quel che conta. Ciò significa che non perderemo più tempo a controbattere, dimostrare, argomentare con dati e autorevoli pareri. Al primo squallido luogo comune, tipo “gretini”, verrà cancellato da queste pagine.

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Alarme dell’Onu sul clima: i ghiacci artici si sciolgono sempre più velocemente

Venendo al nostro orticello, quello dei trasporti e della mobilità,  speriamo vivamente di non leggere più appassionati interventi degli irriducibili del motore a scoppio. A sua difesa, essi invocano  un presunto minor costo chilometrico, il piacere di guida, il gusto del rombo, il grande hatout di percorrenze da 700 chilometri e più senza necessità di una sosta.

Per lo più si tratta di sbruffonate. Ma anche se alcuni di questi vantaggi avessero un fondamento, e riconosciamo che alcune ce l’hanno, deve essere chiaro che bruciare petrolio o gas non è più un’opzione. Da oggi il motore termico non può più essere un’alternativa. Diamo dunque una data di scadenza ai vecchi e gloriosi pistoni, consentiamo all’industria di convertirsi e a tutti noi di metabolizzare il lutto e cambiare abitudini. Ma lasciamo perdere i rimpianti, che non servono a nulla:  rimbocchiamoci le maniche per costruire il nuostro futuro sostenibile.

Non si parli più di se, ma solo di come. 

Onu e clima: cosa dice la scienza

Tutti i media del mondo hanno dato ampio risalto alle drammatiche conclusioni del Rapporto 2021 dell’IPCC (International Panel on Climate Change, organismo intergoverantivo dell’Onu che monitora il clima del Pianeta).

Tuttavia per chi avesse ascoltato distrattamente i resoconti televisivi o letto sommariamente gli articoli dei giornali, ecco una sintesi dei contenuti.

Onu e clima: il responsabile è l’uomo

Tutti i più importanti indicatori delle componenti del sistema climatico (atmosfera, oceani, ghiacci), scrive l’IPCC, stanno cambiando ad una velocità mai osservata negli ultimi secoli e millenni. Mai così veloce l’innalzamento del livello del mare; mai così elevata la concentrazione dei principali gas serra e nel corso degli ultimi 50 anni la temperatura del nostro Pianeta è cresciuta a una velocità che non ha uguali negli ultimi 2.000 anni. E’ ormai è accertato che la causa è dell’uomo. E’ antropogenica, come si dice in termini scientifici. Le concentrazioni di gas serra in atmosfera, principalmente CO2 e metano,  hanno raggiunto livelli  mai riscontrati negli ultimi 800mila anni.

Onu e clima: temperatura a +1,09 gradi

La temperatura media globale del pianeta nel decennio 2011-2020 è stata di 1,09 °C superiore a quella del periodo 1850-1900, con un riscaldamento più accentuato sulle terre emerse rispetto all’oceano.

L’estensione dei ghiacci dell’Artico ha raggiunto oggi il suo minimo rispetto agli ultimi mille anni. Quella degli altri ghiacciaio terrestri è al minimo degli ultimi 2.000 anni.

Onu e clima: meno ghiacci sale il mare

E la frequenza e intensità di eventi estremi sono cresciute rapidamente negli ultimi decenni in ogni regione del globo.

Lo scioglimento dei ghiacci ha causato un aumento del livello medio del mare fra il 1901 e il 2020 di 20 cm, con una crescita media di 1,35 mm/anno dal 1901 al 1990 e una crescita accelerata di 3,7 mm/anno fra il 2006 e il 2018. E l’acidificazione delle acque dei mari sta procedendo a una velocità mai vista in precedenza, almeno negli ultimi 26.000 anni.

Le emissioni antropiche dei principali gas serra sono ulteriormente cresciute, raggiungendo nel 2019 concentrazioni di 410 parti per milione (ppm) per la CO2 e 1866 parti per miliardo (ppb) per il metano. La concentrazione dei principali gas serra è oggi la più elevata degli ultimi 800.000 anni.

Onu e clima: roghi, siccità e tempeste

Alcune conseguenze dei cambiamenti climatici in atto sono irreversibili su scale temporali dell’ordine di centinaia di anni. In particolare il ghiaccio marino artico continuerà a sciogliersi e il livello del mare continuerà a salire nel corso del 21esimo secolo.

 

La temperatura superficiale globale del Pianeta intorno al 2050 sarà superiore a quella attuale in tutti gli scenari di emissione considerati. I livelli di riscaldamento globale di 1,5-2 °C al di sopra dei livelli pre-industriali saranno superati entro la fine del XXI secolo in tutti gli scenari di emissioni.

Onu e clima: catastrofe irreversibile?

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A meno che le emissioni non siano nulle per tutta la seconda metà del secolo. In sostanza la data ultima per la decarbonizzazione totale è il 2050, come già stabilito dei Piani dell’Unione europea.

Ogni mezzo grado di riscaldamento globale provoca aumenti statisticamente significativi nella frequenza e nella durata di estremi di temperatura, ovvero ondate di calore, siccità, precipitazione intense. Quello che stiamo vedendo in tutto il bacino mediterraneo proprio in questi giorni, insomma, diventerà presto la norma.

Onu e clima: la lezione del Covid 19

La pandemia da Covid-19 ha permesso di condurre un esperimento altrimenti impensabile. La riduzione in tempi brevissimi delle emissioni di inquinanti atmosferici e gas serra dovuta ai lockdown estesi praticamente in tutto il mondo ha ridotto le emissioni globali del 7%, una dato enorme mai sperimentato nei decenni passati. Ciò ha prodotto un tangibile miglioramento della qualità dell’aria, ma nessun effetto di diminuzione sulla concentrazione di CO2 in atmosfera e, conseguentemente,  sulla temperatura del pianeta.

 Questo, secondo l’oganismo dell’Onu, conferma che per contrastare il riscaldamento del clima sono necessarie riduzioni delle emissioni molto maggiori e mantenute nel tempo fino a una totale decarbonizzazione.

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28 COMMENTI

  1. Ma ti fai o ci sei, i ghiacci stanno sparendo e non serve andare distante, basta guardare quelli che abbiamo, tutti i casini climatici che ci sono, tempeste temporali con inondazioni, venti forti da scoperchiare le case, temperature altissime mai registrate in oltre 200 anni, se non sono un monito questo cosa dobbiamo aspettare ??? per te questo è tutto normale 😱😱😱 a me come a molti non sembra minimamente, che poi nessuno o pochi ascoltano l’ONU e non ci sono solo loro che lo dicono.
    Il problema di fondo è gente come te che non interessa nulla, e magari ha anche dei figli o addirittura dei nipoti, allora se a te non interessa fallo per loro, ricordati che abbiamo una sola casa.
    Scusate lo sfogo ma a certe risposte non mi trattengo.

  2. Purtroppo non credo che l’essere umano sia capace di invertire questa rotta. Siamo inevitabilmente destinati ad auto estinguerci. Francamente non sarà l’elettrico a salvare il mondo e dubito ancora dei benefici per l’ambiente, soprattutto in fase di produzione, smaltimento e necessità di approvvigionamento elettrico ben superiore all’attuale e con fonti energetiche ancora troppo legate ai combustibili fossili, per non parlare dei paesi in via di sviluppo…. Ci siamo accorti troppo tardi del problema, spiace per le nuove generazioni, alle quali lasciamo un pianeta in decadenza…

  3. Grazie per questo articolo appassionato e veemente. Questo è il modo giusto di fare informazione sulla crisi climatica e sulla strada per uscirne o quantomeno contenere al minimo i danni. Cittadini politici e imprenditori devono tutti mettersi a testa bassa per fronteggiare la situazione più in fretta possibile. Elettrificazione e rinnovabili sono la strada maestra ma un grande supporto può venire dal ridisegno delle città e dalle scelte individuali di sobrietà nei consumi. E chi lavora palesemente contro il pianeta va isolato e fermato.

  4. L’unico modo che ci è rimasto per provare a salvare questo bellissimo pianeta oramai è prendere decisioni drastiche da applicare alla collettività. Non possiamo lasciarlo fare al “popolo” inteso come noi tutti comuni cittadini. Deve essere chi ci governa a prendere decisioni drastiche impopolari e inevitabilmente dolorose. Non è più efficace dire votiamo solo lui o compriamo solo quello. È tardi. Quando vedo date tirate li tanto per darci una scadenza, capisco che è solo marketing. Quegli obbiettivi sono irrealizzabili soprattutto perchè senza conseguenze per chi non li raggiunge. Credo che solo il buonsenso e lungimiranza dei nostri governanti potrà farci sperare in un futuro migliore ma le decisioni vanno prese adesso.

  5. Purtroppo io discuto spesso e la maggior parte delle ola risposta è: chi ci governa non frega nulla del pianeta perché non fanno nulla.
    Io rispondo: Si è vero che non fanno nulla o quasi ma noi cosa stiamo facendo ?
    Di solito il battibecco finisce noi non possiamo fare la differenza perché siamo troppo piccoli, e io continuo a dire che ognuno di noi può fare la differenza , siamo piccoli ma se Uniti siamo in molti e i molti fanno la differenza, non importa il colore che abbiamo l’importante è partire il prima possibile, tutti noi nel nostro piccolo poco o tanto qualcosa dobbiamo fare, lo so che molti di noi non vedono oltre la loro data di scadenza, ma DOBBIAMO FARE per i nostri figli, nipoti, pronipoti, abbiamo un unica casa e dobbiamo assolutamente fare qualcosa.

    • Ha perfettamente ragione Fabio. Quanto al luogo comune “tutti i politici non fanno niente”: provi a chiedere ai suoi interlocutori cosa ne pensano del Green Deal europeo, dell’obiettivo europeo di azzerare le emissioni entro il 2050, e del Recovery fund che dedica alla tutela dell’ambiente un terzo dell’intero importo. Forse una cosa che tutti potremmo fare è votare per chi ha adottato queste misure, no? O almeno non votare per chi le contrasta, e vorrebbe cancellarle (vedi messa al bando dei motori termici entro il 2035)

      • È già capitato di chiedere, ma non ne sono convinti, sono invece convinti che sicuramente alla scadenza sposteranno la data come sposteranno quella del 2035.
        Io spero che venga rispettato il termine massimo ma mi auspico che la collettività lo anticipi senza aspettare l’ultimo giorno.
        Premetto che non sono un fanatico, ma vedo cosa pochi gradi stiano facendo al ambiente, grandine, alluvioni, e temperature insopportabili, se già questo non è un monito cosa dobbiamo aspettare ??

        • Bisognerà che riconoscano i meriti dell’Unione Europea, che ha rispettato perfino gli impegni 2020 assunti con il protocollo di Kyoto. Ecco perchè dico che bisogna distinguere fra politici e politici.

          • Io dico sempre che se non ci fosse bisognerebbe crearla, ma purtroppo molti sono fermamente contrari, il problema di fondo sono che gli stati sono troppo autonomi.
            Certe leggi devono venire dal intera comunità europea, non si può più correre da soli.

  6. Macchine elettriche ed energivore per me sono una follia, dato che il rinnovabile è ancora insufficiente e la fusione nucleare troppo lontana.
    Efficienza, leggerezza, ottimo cx e pannelli solari, così da ricaricare il meno possibile.
    Lo so che sembra lo spot dell’Aptera, ma quella è la strada, IMHO.

    • Perché dici questo, ora sono i mezzi di trasporto ad essere energivori ma hai mai guardato, quanta energia divorano i social network, le mega webfarm, la moneta elettronica, e tutta la posta elettronica che ci scambiamo, secondo me non hai minimamente idea di che mole di energia si stia parlando, le auto sono la minima parte, che se poi uno si installa un impianto fotovoltaico nulla inquina.

      • La minima parte no. Tutto il trasporto su terra produce circa un quarto delle emissioni totali. Per più della metà a causa del trasorto privato leggero (auto e furgoni). Siamo insomma attorno al 14% del totale, che non è proprio pochissimo

        • Massimo era inteso per energia elettrica, i combustibili stanno distruggendo la nostra casa/pianeta, imputava che le auto elettriche sono energivore, ma tutto il resto lo dimentichiamo !!!

          • Però tutti gli altri settori (generazione elettrica, consumi residenziali e industria) hanno fatto progressi notevoli nei paesi più evoluti. L’Europa, per esempio, ha ridotto le sue emissioni totali del 22% rispetto agli anni 90. Quello dei trasporti no

  7. Col lockdown alcune attività sono state chiuse, è vero, come ristoranti, palestre, hotel. Ma tante altre sono rimaste aperte, avvalendosi del telelavoro. Perché il telelavoro non è nell’agenda politica mondiale, se non in forma molto ma molto residuale? Eppure col telelavoro molte famiglie potrebbe accontentarsi di una sola macchina e molti pendolari potrebbero passare all’elettrico, prendendo l’auto solo per tragitti brevi.
    Dopotutto quasi nessuno fa 50 km per andare in palestra o al ristorante, ma solo per andare a lavoro. Meno traffico, meno incidenti, meno stress, più tempo per la famiglia, per se stessi e per le attività salutari: alcune aziende stanno promuovendo il cambiamento, altre, come Apple, lo stanno osteggiando. E i politici restano alla finestra a guardare …

    • Se le aziende sono divise fra pro e contro, qualche problema ci sarà. Magari non per te, ma per tanti lavoratori che abitano in bilocali con due figli. E non parliamo nemmeno dei 12 milioni di operai, di due milioni di colf e badandi, quasi un milione di insegnanti, dei medici, dei camerieri e dei commessi. Insomma, dei due terzi almeno degli italiani che non possono tele azionare un tornio o tele badare un anziano. La faccenda è complessa. Forse stare alla finestra, per ora, è saggio.

      • Le aziende sono divise perché ancora non siamo in grado di misurare l’efficienza e l’efficacia del telelavoro. Inoltre, non bisogna obbligare a stare a casa, ma dare degli incentivi (flessibilità di orario, ad esempio). Ho un’amica che lavora per una filiale di una multinazionale di bevande alcoliche, vicinanze Alba: da quando c’è stato il primo lockdown non è mai rientrata in ufficio eppure lavora e continua a farlo da casa. Non parliamo poi degli enti pubblici… bisogna pregare per poter avere un servizio in presenza altrimenti sono tutti a casa.
        Vogliamo sostenere che un 40% del lavoro impiegatizio si può svolgere da casa o parzialmente da casa? Bene, che lo si sostenga.

      • Massimo è semplicissimo: basterebbe che l’azienda lasciasse scegliere il lavoratore, basterebbe dargli la possibilità di farlo lo smart working. Guarda dentro Apple le proteste dei lavoratori che non vogliono rinunciare allo smart working. Così sarebbero invece tutti contenti: una buona percentuale sta a casa, un’altra va presso la sede fisica. Oggi con le connessioni veloci che abbiamo, le riunioni via Teams / Zoom / Meet sono la regola.

        In Italia anche un colosso come Autostrade per l’Italia ha assunto e sta assumendo con contratto di smart working. Ma è una eccezione, non la regola.

        • Su qualsiasi cosa basterebbe questo e basterebbe quest’altro. Chissà come mai ci sono tanti problemi nel mondo, quando basterebbe nominarti imperatore dell’Universo?

  8. Per salvare il pianeta dobbiamo drasticamente ridurre i consumi ed accettare l’idea per molti scomoda che non è possibile più condurre lo stile di vita attuale, non è più tollerabile un sistema in cui una sparuta minoranza detiene e consuma la maggior parte delle risorse e la stragrande maggioranza delle persone non ha di che vivere, siamo pronti? O deve valere sempre e solo l’idea del profitto, dello sfruttamento delle persone e delle risorse?

  9. Peccato che un articolo così a livello planetario dovevano averlo fatto ancora vent’anni fa, ora il punto dolente è rendere partecipi tutti, dalla più alta carica in giù fino ad entrare con forza nelle scuole, in modo da portare conoscenza a tutti i livelli.

    • Il protocollo di Kyoto risale agli anni 90. Era già tutto scritto lì. Se è stato ignorato non è colpa di chi l’ha firmato, ma, ammettiamolo, di tutti noi che abbiamo continuato a votare gente come Trump o a leggere giornali che ci definiscono “gretini”.

      • Io non ho votato quei quattro debosciati che abbiamo al governo, comunque non è tutta colpa loro, noi tutti abbiamo fatto la nostra parte, o meglio non abbiamo fatto nulla o quasi per l’ambiente

        • Nel “fare la nostra parte”, Fabio, ci sta anche evitare le beceraggini tipo “quei quattro debosciati”. Giudicare chi governa con un po’ più di discernimento consente di distinguere gli uni dagli altri e votare i migliori.

          • Massimo hai ragione, ma purtroppo il dio denaro fa da padrone e tiene sotto scacco chi dovrebbe tutelarci, la mia voleva essere un monito, forse ho usato parole forti nei loro riguardi, ma se guardiamo hanno sempre e solo dato spazio a chi ha un grosso portafoglio, o meglio a chi ha il potere di decidere sulla vita del popolo.
            Detto questo resto sempre del idea che le cose devono partire dal basso e a gran voce.

          • Hai pienamente ragione Massimo, ma qua la situazione non è delle migliori, perché da un paio di anni a questa parte quando uno va a votare pare di vedere la classica frase “ti devo picconare la testa, preferisci il male o il peggio”. I nostri politici mi sembrano molte parole e pochi fatti, e di gente che ha fatto veramenti i fatti purtroppo se ne contano su una mano. Scusate l’off-topic.

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