Home E-Agricoltura Ultima frontiera, il trattore green. Antonio Carraro ci prova

Ultima frontiera, il trattore green. Antonio Carraro ci prova

0
CONDIVIDI
Un trattore della Antonio Carraro tra i filari di un vigneto

Un’agricoltura pulita grazie all’impiego dei motori elettrici tra i filari e i campi non è solo un’ipotesi o un auspicio: le grandi industrie delle macchine agricole stanno lavorando da tempo alla conversione dei motori con investimenti e risorse. Oggi parliamo del gruppo Antonio Carraro.

C’è voglia di motori green alla storica azienda Antonio Carraro S.p.A, le origini risalgono al 1910 grazie al fabbro Giovanni Carraro che a soli 19 anni realizzò una macchina agricola multifunzionale, come racconta a VaiElettrico Liliana Carraro, responsabile delle relazioni esterne del gruppo : “I motori elettrici sono sicuramente una risposta alle necessità di tutela e sicurezza ambientale, sempre più necessarie per il nostro pianeta. Che il futuro debba essere sempre più “verde” è sicuramente una certezza e una priorità“. Dichiarazione d’intenti e convinzioni etiche; ma ci sono anche questioni di attualità da affrontare per via “delle sempre più restrittive norme sulle emissione dei motori diesel attualmente adottati per i trattori, di anno in anno sottoposti all’introduzione di nuovi filtri antiparticolato“. C’è da combattere il surriscaldamento del pianeta e le aziende devono adeguarsi.

Le soluzioni da trovare

Le intenzioni sono lodevoli, ma l’applicazione pratica non è semplice come conferma la responsabile aziendale: “Per quanto riguarda i motori elettrici, il nostro reparto R&D è in fase di studio. Tuttavia, per i trattori, il grande problema da risolvere è l’ingombro delle batterie perché per realizzare un trattore elettrico di 100hp di potenza il mezzo necessiterebbe di batterie enormi che deformerebbero e ingigantirebbero a dismisura il layout del trattore stesso. Soluzione attualmente proibitiva  soprattutto per noi che produciamo trattori compatti per l’agricoltura specializzata ovvero per vigneti, frutteti, coltivazione a filare“.

Studiare i precursori

Ma i problemi non fermano la volontà di conversione della tecnologia: “In questo momento i nostri ricercatori si stanno documentando sui veicoli elettrici già in circolazione, come avete documentato nel vostro articolo, che svolgono attività collaterali all’agricoltura come i cart, macchine municipali per la pulizia, rasaerba a batterie e che sono stati realizzati grazie alle loro potenze contenute – spiega la manager -. Questi veicoli “precursori” sono quindi la base di studio per tutta una serie di futuri mezzi elettrici tra cui ci saranno sicuramente anche i trattori, dopo che – come è stato per le automobili elettriche, per le quali tuttavia molte problematiche sono ancora oggetto di studio… – saranno stati risolti tutti gli inconvenienti del caso“.

L’elenco dei problemi da risolvere per il costruttore riguarda: “Le dimensioni delle batterie, l’autonomia di esercizio, la determinazione dei luoghi e dei tempi di ricarica“. Problematiche al centro dell’attenzione degli ingegneri della Carraro che punta ad un futuro elettrico: “Con i motori elettrici, certamente, le emissioni sarebbero abbattute al 100%. Magari poi potremo avere problemi sullo smaltimento delle batterie usurate…“. C”è tanto lavoro da fare.

Il dato significativo anche per le macchine agricole, in questo caso specifico i trattori, è che industrie del peso di Carraro stanno investendo risorse umane e finanziarie sulla conversione dei motori tradizionali. Ricordiamo che Carraro è presente in 85 Paesi con circa 650 punti vendita tra importatori e concessionari. Una potenza nel campo agricolo.

CONTINUA CON: Ultima frontiera, il trattore geen. Antonio Carraro ci prova/2

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome