Tutti cantano vittoria sul 2035, ma chi vince veramente?

Tutti cantano vittoria sul 2035, ma chi vince veramente? Il partito dell’elettrico o chi vuole salvare l’auto tradizionale? Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it

Tutti cantano vittoria: è un compromesso che scontenterà tutti?

punto interrogativo“Caro Tedeschini, la seguo fin dai tempi di Quattroruote  e le ho sempre riconosciuto un certo equilibrio. Ora dopo gli aggiustamenti dell’Unione Europea sul 2035 ho le idee piuttosto confuse: tutti cantano vittoria e non capisco chi ha veramente prevalso. Vincono i costruttori, spalleggiati da numerosi governi ora gaudenti (tra cui il nostro)? O vincono i sostenitori dell’elettrico, che pure si dichiarano più che soddisfatti (vedi il presidente dell’Unrae)? O è un compromesso che finirà per scontentare tutti?”. Giorgio Roncalli

tutti cantano vittoriaLa Renault per ogni Clio ibrida dovrà vendere otto R5 elettriche, dunque…

Risponde Mauro Tedeschini. Ho trovato una sintesi molto efficace della situazione su un sito francese, Les Echos, a firma Lionel Steinmann. “La fine del 100% elettrico nel 2035: è davvero un punto di svolta? Dietro la fine di un simbolo, i produttori automobilistici si trovano di fronte a un margine di manovra limitato. Il nuovo obiettivo teoricamente permetterà loro di continuare a vendere auto a combustione o ibride plug-in.

Tuttavia, i volumi annunciati dovrebbero essere bassi, poiché le emissioni medie delle auto nuove non devono superare gli 11 grammi di CO2 per km. Da Renault, ad esempio, la nuovissima Clio 6 ibrida emette 89 grammi di CO2. Nel 2035, il produttore dovrebbe quindi registrare otto R5 elettriche (a zero grammi, quindi) per vendere una Clio...”.

Conclusione, citando un noto professore universitario:Il margine lasciato al motore a combustione permetterà soprattutto di smaltire quel che le Case avranno in magazzino”. Costringendole, per avere qualche margine di manovra in più, a produrre soprattutto citycar elettriche. Ottima cosa anche questa.

P.S. Temo che alla nostra presidente del Consiglio non l’abbiano spiegata bene…

Visualizza commenti (6)
  1. In realtà, stante il fatto che probabilmente a lungo termine le BEV prevarranno, a mio parere il cedimento apre scenari di progressivo annacquamento delle regole se esse non fossero in linea con il mercato fra 4/7 anni. Infinitamente più facile passare da 90 a 60 che da zero a 90…

  2. Guido Baccarini

    Non mi importa chi vince, mi importa chi perde: tutta l’Europa, comunque.
    La Cina ci farà a pezzi: glielo abbiamo servito su di un piatto d’argento.
    Raggiungeranno l’autarchia energetica in pochi decenni. Le loro rinnovabili sono già in grado di alimentare tutti gli USA e l’inquinamento urbano delle metropoli è sceso sotto ai livelli europei.
    Gli abbiamo messo i dazi sulle BEV e nulla sulle ibride: ci invaderanno con ottime auto a basso prezzo (e non c’è la scusa degli aiuti di stato, le ibride non li hanno mai avuti).
    Mala tempora currunt.

  3. Daniele Sacilotto

    Quando ho letto la notizia ho pensato subito che dal punto di vista delle vendite cambia niente o quasi. Anche perché va considerato che da quel 10% di termico ancora vendibile andranno considerate quelle categorie di veicoli difficili da elettrificare e che presumibilmente avranno una sorta di diritto di prelazione. Mi riferisco a mezzi di soccorso, ambulanze, camionetta dei vigili del fuoco, mezzi fuoristrada del soccorso alpino e protezione civile, etc…
    Aggiungici le auto blu dei politici che sia mai vogliano dare l’esempio e continueranno a viaggiare a gasolio, non mi sembra rimanga molto spazio per la Panda della Signora Maria…

  4. I distributori già oggi faticano a restare aperti dovendosi inventare di tutto. Con il progressivo calo dei consumi trovarne uno diventerà sempre più un’impresa.

    1. Basterebbe aggiungere qualche piattaforma di battery swap e potrebbero mantenere lo stesso business, con bar, lavaggio etc.
      Per non parlare del fatto che sarebbe a tutti gli effetti un BESS con tutti i relativi servizi da vendere alla rete elettrica, anche quella locale di distribuzione.
      La prima a capirlo è stata Shell collaborando con NIO

  5. Mauro Testoni

    Finalmente qualcuno che usa quel minimo di matematica che ci hanno insegnato alle elementari e che tutti dovremmo capire.
    Non penso sia comunque il caso del nostro attuale governo 😜
    Oppure arriveranno motori a combustione che rispettano quei limiti tra 10 anni, forse anno fatto credere questo al nostro governo di mirabile intelligenza!

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