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Tutte queste batterie (e questi costi) non servono, dice l’Audi

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Spaccato tecnico dell'Audi e-tron: sul pianale il pacco-batterie da 95 kWh.

Tutte queste batterie (con relativi pesi e costi) non servono, presto l’ansia da ricarica finirà. Parola di Markus Duesmann, numero uno dell’Audi.

Tutte queste batterie, frutto di un’ansia che passerà

Tutte queste batterie
Markus Dussmann, numero uno dell’Audi

Duesmann è un uomo che non usa giri di parole. Si esprime in modo diretto su temi sui quali molti suoi colleghi CEO preferiscono stare cauti. Sull’idrogeno per le auto ha già detto un no secco e anche sulla guida autonoma si è detto al momento contrario: ” “Se un modello Audi commettesse errori gravi perché il pilota automatico non funzionava bene, metteremmo in pericolo l’intera azienda con quasi 90.000 dipendenti”, ha detto. E ora, in un’intervista a CNET.com, ha preso posizione su un tema dibattuto come l’ansia da ricarica, che ancora frena chi guarda all’auto elettrica. Duesmann va controcorrente: è convinto che i veicoli elettrici del futuro offriranno meno autonomia. E finirà la corsa a range sempre più estesi “Ormai si mettono batterie per mille km, ma non sono affatto sicuro che questa tendenza andrà avanti … Si tornerà indietro, perché l’infrastruttura di ricarica sarà sempre più capillare e anche l’esperienza dei clienti indurrà a cambiare“.

Porti a spasso inutilmente tanto peso

I proprietari di auto Audi, secondo Duesmann, avranno bisogno di un po’ di tempo per adattarsi al nuovo paradigma: “Oggi vai alla stazione di servizio e metti carburante, è tutto molto naturale. Con le auto elettriche non è altrettanto naturale, devi aggiustare un po’ il tuo comportamento. Ma una volta che ti sarai abituato, io penso che le dimensioni della batteria diminuiranno di nuovo, perché rendono le auto inutilmente pesanti e  costose. E anche inutilmente grandi“. tutte queste batterieIn realtà sono in molti a pensarla come Duesmann: l’ansia da ricarica è un fenomeno transitorio, che passerà una volta che all’auto elettrica avremo preso le misure. Un mese fa Paolo Mariano esprimeva concetti analoghi in un articolo  e in un video su Vaielettrico.it:  “Non sogno auto con pacco batteria da 200 kWh, ma piuttosto con batterie da 50 kWh che pesino la metà e occupino un terzo dello spazio. Non immagino un futuro in cui sarà possibile ricaricare l’auto in pochi minuti. Ma piuttosto uno in cui non dovrò occuparmi di farlo, perché un software intelligente e un’opportuna infrastruttura, in qualsiasi parcheggio, lo faranno per me”.

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158 COMMENTI

  1. Secondo me ha, volutamente, sottovaluato l’unica variabile importante, a parte la capillarità delle strutture, cioè la velocità di ricarica. Forse Audi non avrà accesso alle Storedot.

    • … o in alternativa, alla capacità di produrre sufficienti batterie. Di conseguenza, batterie più piccole, ma per più vetture.
      Non dico che sia un male. Di certo, parere mio, la cosa non potrà che far bene all’aumento della capillarità dei punti di ricarica, sia a bassa che alta potenza.

        • Si , hai ragione da vendere , il problema è che hanno voluto appositamente eliminare l’unico modo di produrre energia libera senza effetto Ferrante.
          Come un diapason , la bobina di tesla è capace di emettere energia radiante , vettor è, è cancellando il campo h , con i circuiti risonanti lc collegati a terra o massa si ottiene la benedetta free energy, però a qualcuno non conviene .
          Più circuiti risonanti collegati a terra , alla stessa frequenza della fonte , non consumano dalla fonte .
          Nessuno ci prova a rippetterlo, è viviamo nella cecità energetica …

          • Ad uso e consumo dei nostri lettori: le teorie esposte da lei e da Peter non trovano nessun riscontro scientifico. La free energy, per la comunità scientifica, è come la pietra filosofale o il moto perpetuo. E la citata auto a energia eterea senza batteria di Nikola Tesla è una leggenda riportata da un autista che sostenne di averla guidata. Nulla più.

      • Parto per un viaggio di 600km cambio le mia abitudini perché l’auto è intelligente e si carica quando è posteggiata
        Pranzo – mi fermo a un outlet – pausa cinema – ceno e confido di aver caricato abbastanza batteria per trovare l’hotel il città? Non mi sembra una grande scelta

    • D’altra parte non bisogna neppure sopravvalutare la velocità di ricarica, funzione che è/sarà necessaria ad un numero molto limitato di persone (quelle che il tempo è denaro). Per la gente comune è normalmente più importante la ricarica “quando parcheggiata” oppure quella più economica “quando in viaggio” rispetto a quella più veloce.

      Secondo me ha ragione da vendere, pensiamo a quanto diventano potenzialmente economiche le auto elettriche una volta ridotto dimensioni e costo delle batterie, dei rifornimenti (lenti) e della manutenzione.

  2. Si infatti, la penso come te, e poi si deve mettere in conto che una batteria piccola la ricarichi più spesso… Quindi avrà una vita più corta rispetto a una batteria grande che farà meno cicli di ricarica.

    • Buongiorno basterebbe un pannello solare incorporato sul tetto per i servizi, quattro alternatori per la ricarica sulle ruote a ciclo continuo e vedrai che non servono grandi batterie , e la macchina non avrà bisogno di essere ricaricata……,…..purtroppo ci sono altri interessi dietro!!!!!!!!!!! Ragazzi questa realtà non arriverà fino a quando non finisce prima il petrolio.

      • Scusa ma se non ho capito male, sei convinto che 4 altrenatori sulle ruote possano caricare e batterie mentre si corre? Non esiste. In effetti l’energia prodotta va a discapito della potenza in più fornita dalle batterie per contrastare l’azione frenante degli altrenatori. Funziona solo in frenata infatti è così che viene utilizzata ma senza aggiungere altrenatori. È il motore elettrico stesso che provvede a fornire questa energia in decelerazione

  3. Capisco e condivido le considerazioni, come l’inutile trasporto di peso. Aggiungo il mio punto di vista. Non abbiamo una elettrica. Abbiamo una metano con 9 l benzina e 290 km di gas, e due distributori di metano nei paraggi. Ho già soccorso l’autista una volta, rimasto a piedi. Certo, colpa sua. Ora gira con tanica vuota nel portapacchi. Qualunque gita richiede un rifornimento. Bisogna sempre pensare a come si lascia il serbatoio al ritorno, in funzione di dove si va il giorno dopo e a che ora si parte. Mindset da cambiare? Daccordo, però 400 km di autonomia li vorrei. Meno di così è stressante. Mi sentirei io al servizio dell’auto e non viceversa

    • Però bisogna anche pensare un poco con la propria testa.
      Se è vero che grosse e pesanti = inefficienti, mi si spieghi perché una Tesla Model 3 con 75kWh di batterie e 2 motori consuma meno di una Peugeot e208 con 50kWh di batteria, che si traduce in 1\3 di peso in meno.

      • Concordo pienamente!
        Batterie efficienti e destination charger anche lenti ovunque (se poi fossero a induzione che basta parcheggiare e parte sarebbe il top!).
        Se in ufficio potessi caricare tutto il giorno non avrei bisogno nemmeno del garage a casa. Idem in tutti i centri commerciali, i supermercati e i luoghi turistici.
        Basta le colonnine in mezzo al nulla… Servono in centro, sui lungomare e lungolaghi, ai parchi giochi, ecc. E devono essere tante, uno arriva imposta il tempo previsto di parcheggio e la colonnina calibra la velocità di ricarica minima per trovarla pronta.
        Per tutte le seconde auto basterebbero i 270km di autonomia della Citigo e per le prime auto almeno un 400-500km di autonomia reale a 110km/h per andare in vacanza (o avere un noleggio conveniente per andare in vacanza e avere una utilitaria anche come prima auto).

        • Un piccolo centro commerciale anche e solo di una piccola città di provincia ha qualcosa come dai 500 ai 1000 posti auto. Dotare ogni singolo spazio di una colonna di ricarica comporta una spesa enorme ed é irrealizzabile sul piano pratico.
          Figurarsi un grosso agglomerato capoluogo.

          • Gli investimenti vanno sempre considerati sul ritorno sullinvestimento. Nel caso colonnine in parcheggi pubblici e supermercati, ne metterebbero un numero proporzionale ai mezzi in uso. Quindi poche all’inizio e via via di più.
            Nessuno si aspetta di avere domani milioni di EV e di colonnine: è un processo lungo e l’investimento va spalmato nel tempo. Il ritorno sullinvestimento altrettanto. Dal lato pratico di per sé non è difficile installarle. Più difficile è di certo adeguare le linee di distruzione locale (me quello é la rete a occuparsene)

    • La differenza è che l’elettrica non devi pensare a come la lasci quando torni a casa, perché il rifornimento proprio lì lo fai. Quindi se devi partire il giorno dopo, puoi farlo (a meno che ti scordi di collegarla, li ti tocca andare alla colonnina).

  4. Anche le navi hanno motori elettrici.
    Ma per farli funzionare e ricaricare batterie e altro hanno bisogno dei vecchi motori endotermici, non ho mai visto una nave attraccata e con la prolunga di corrente sulla colonnina.
    E poi basta, solo le auto inquinano ed è tutta colpa solo di noi automobilisti?
    Che inizino con gli autobus, camion, da noi in Italia neanvche i treni funzionano e si che vanno a corrente.

  5. Non sarebbe male avere una ricarica wireless nei parcheggi o addirittura in movimento in alcune strade, o magari un pacco batterie abbastanza piccolo da poterlo sostituire, le stazioni di servizio potrebbero occuparsi della sostituzione e ricarica.

  6. Credo si parli troppo poco della vera soluzione al tempo di ricarica: le batterie estraibili ed intercambiabili. Sarebbe sufficiente aggiornare la rete già presente dei benzinai installando pannelli fotovoltaici e caricatori. Il tempo del cambio batterie sarebbe perfino inferiore a quello attuale del rifornimento di benzina.

    • Ha idea di cosa sia una batteria auto? Pesa da 3 a 5 quintali, è grande come un armadio, spesso è integrata al telaio. Le sembra roba da benzinai?

      • Ma guardi che le batterie delle auto elettriche nn sono quelle che ha lei nella sua auto con motore termico . Sono batterie di ultima generazione e Pessano la metà di quella che è sulla sua con motore termico . Ha capito o fa finta di nn capire .?

        • Le batterie Tesla, per esempio, hanno una densità energetica di circa 250 Wh/kg. Una batteria da 75 kWh come quella della Model 3 pesa quindi 300 kg di sole celle. Più cablaggi e struttura di contenimento. Siamo attorno ai 400 kg.

    • Anche potessero farlo dovrebbero compartimentare la batteria in modo da sostituire blocchi da 10 kWh (troppo peso altrimenti). E tra smontare e rimontare un quarto d’ora sicuramente passerebbe (mica avranno le batterie all’aperto, alle intemperie, pronte a essere inserite sulla tua auto).

      Con una ricarica a 50 kW in 10 minuti prendi 8 kWh…con 100 kW di potenza 16 kWh (ovvio poi potenza diminuisce ma mica devi arrivare al 100%, fai diverse brevi soste).

      Io tutto questo risparmio di tempo nella fantasiosa ipotesi di cambiare le batterie al volo non lo vedo…. senza contare che a furia di mettere e togliere una cosa che comunque pesa 80 kg almeno (10 kWh) alla lunga qualcosa secondo me si spacca.

  7. Scusate , è stato detto che qualche grossa nave commerciale , forse cinque o sei inquinino più di tutto il parco auto europeo ; è vero ? Tutto il parco mondiale di navi quanto inquina ? Tutte le fabbriche e le case quanto inquinano ? Tutti i veicoli commerciali , bus , camion ? Tutti gli aerei ? Sono un ecologista convinto fin dall’ adolescenza ma non mi torna questo accanimento o interesse verso l’ incidenza dell’ inquinamento delle auto .
    Inoltre , produrre e smaltire le batterie ? Con quale propellente funzionano le centrali elettriche che alimentano le nostre auto ?
    Allora benvenga l’ elettrico e alternative non inquinanti ma tutto il mondo dev’ essere accompagnato ad una transizione ecologica efficace , senza guardare in faccia a nessuno .
    Si parla sempre più frequentemente dei cambiamenti climatici ma ricordiamo che è l’ inquinamento chimico e plastico del pianeta la madre di tutti i mali e tutte le coltivazioni intensive inondate di pesticidi e gli allevamenti intensivi , bacini di ogni virus e gas serra . Dunque viva l’ elettrico ma facciamo e preoccupiamoci di tutto non solo delle nostre comode macchine ….

    • Se lei è un fervente ecologista, avrà letto l’Accordo di Parigi, il Green Deal europeo, gli obiettivi 2050 dell’Unione europea. Lì si parla di tutto, non solo delle nostre comode macchine. Ma anche di quelle. E trova anche le risposte alle sue non troppo originali domande.

    • Incentivi in Italia:
      1) 50% per installazione impianti FV
      2) 65% cambio caldaia installando una PdC
      3) 65% per efficientemente energetico deifici
      4) 110% per Cappotto e/o PdC, con impianti FV, accumuli ed infissi
      5) 10000€ per acquisto auto elettriche

      Non ti basta?

        • Certo.
          Volevo sottolineare che a livello nazionale è ben incentivato il passaggio dal fossile al rinnovabile ed al risparmio energetico anche su edifici, non solo sulle auto. Poi, se uno non si informa…

  8. Niente ragazzi, dico la mia; penso che sia piuttosto semplice risolvere il problema aspettando il paradisiaco mondo ipotizzato nel servizio, bastano ibride ricaricabili con autonomia solo a elettrico di 50, 100 km e almeno il 70% degli automobilisti si muoverebbero quotidianamente ad elettrico, poi per le grandi distanze c’è l’endotermico. Fatico a pensare che chi di dovere non lo sappia, penso che ci siano come in tutte le scelte riferite all’automobile, interessi considerazioni e interessi decisamente più complessi.

    • I fatti dimostrano il contrario, purtroppo le plug-in richiedono una certa disciplina e senza una rete di ricarica capillare troppo spesso finiscono per essere utilizzate come semplici full Hybrid.
      Alcune case hanno invece puntato molto sulle ibride plug-in, con risultati in chiaroscuro.

      • A mio parere la scarsa e spesso errata informazione che troviamo in merito alle plug-in deriva dal fatto che probabilmente non c’è grande interesse per i produttori a vendere un’auto con doppia tecnologia.
        Vengono talvolta prodotte più che altro per far rientrare nelle emissioni alcuni modelli inquinanti, ad esempio i grossi suv (questo”sulla carta”, perché se poi vengono usati solo a benzina senza ricaricare la batterie sono comunque inquinanti), e quindi non c’è “formazione” verso l’utente, che è un fattore essenziale, ma solo “pubblicità”, in punta di piedi e a volte anche forviante.
        Concordo con Massimo quando dice che con “ibride ricaricabili con autonomia solo a elettrico di 50, 100 km almeno il 70% degli automobilisti si muoverebbero quotidianamente ad elettrico, poi per le grandi distanze c’è l’endotermico”.
        A patto però di essere informati sulla tecnologia “plug-in” che ancora oggi in tanti chiedono “che cos’è?” o confondono con l’ibrido classico, mentre in pratica rappresenta la tecnologia di transizione più accessibile ed educativa in attesa dell’elettrico puro per tutti, che non penso diventerà di massa in breve tempo.
        Cominciamo a migliorare l’aria in città e aree vicine e ad abituarci gradatamnte all’elettrico. Tutti i risultati si ottengono un passo alla volta

  9. Pur essendo molto attratto dall’elettrico mi resta un grosso dubbio..
    Penso ai viaggi ad agosto, quando milioni di macchine si muovono contemporaneamente e gli autogrill sono pieni giorno e notte di auto.
    La ricarica di parecchi minuti creerebbe chilometri di coda lungo l’autostrada e anche la sostituzione dei pacchi batteria non sarebbe fattibile con un numero così grande di auto.
    Come si potrebbe risolvere?
    Non possiamo tutti noleggiare un’auto a benzina solo per le vacanze, né pensare di rinunciare alle vacanze lontano da casa o ancora di metterci una settimana per arrivare dove di solito si arriva in due giorni..
    Ed è ovvio che se ci siamo sempre mossi “in branco” non è per scelta personale, ma per obblighi lavorativi.
    Come si potrebbe risolvere?
    Se non si arriva alla ricarica “ulrarapida”, il pacco batteria da 1000 km sarebbe forse l’unica soluzione..

  10. LA MIA IDEA E DI UNIFICARE TUTTE LE BATTERIE UGUALI PER TUTTI LA MACCHINE AL MONDO E ANCHE LE COLONNE PER RICARICA PER TUTTI UGUALI. AVERE LE STAZIONI CON LE BATTERIE CARICHE. ARRIVI E TI PRENDI I MODULI CHE TI SERVONO. CAMBIO IN POCHISSIMO TEMPO. PIÙ IMPORTANTE E PER ICAMION.

  11. Cara Audi apprendi dalla tesla e occhio alla NIO con celle allo stato solido, presto cambierà il mondo delle auto elettriche. Cmq riguardo alle ricariche per rassicurare chi acquista il mezzonon dovrebbe fermarsi, bisognerebbe passare dei cavi a pochi centimetri sotto il manto stradale e accedere dall’ auto tramite Wi-Fi alla ricarica anche mentre si viaggia,solo così potrete vende molto più velocemente auto elettriche.

    • Se vado elettrico, voglio anche risparmiare nella ricarica, e non svenarmi nelle colonnine sparse per strada, altrimenti ci sono ancora valide alternative. Vabbè che ne va dell’ambiente, appunto si deve incentivare la ricarica con prezzi non esagerati, se poi vedono l’occasione per fare soldi anche con le ricariche, allora vadano a cag…..eeee.

    • In Italia ricarica wireless lungo la strada ?? Saremo tutti morti !! Ancora incentivano le auto a combustibile, figuriamoci alla ricarica senza filo.

  12. Per chi ha passato i quarant’anni, sarebbe il caso di fare ricorso alla memoria, al ricordo dell’infanzia e dei balocchi a batteria.
    Si…non bastava mai!
    Un ragionamento serio dovrebbe considerare anche il decadimento capacitivo delle batterie.
    All’ottavo o decimo anno, scadenza della garanzia per la maggior parte dei costruttori, chi sarà arbitro e chi procederà con la sostituzione del pacco batterie perché al di sotto dell’80%?
    Sicurissimi che andrà tutto liscio?!
    Sapete chi decide del ciclo di vita di un bene di consumo?!?
    Non mi sono mai lasciato ingannare da chi propone l’automobile endotermica come un fronte dell’innovazione tecnologica, sappiamo tutti che è lo stesso prodotto da almeno quarant’anni a questa parte, arricchito il più delle volte da paillettes e non contenuti.
    Batterie che in meno di un decennio impongano la sostituzione dell’auto perché inutilizzabile?!?
    Ancora una volta..
    Audi? No, grazie.

    • Ma dove ha letto queste baggianate? Forse su Lercio o sul Vernacoliere, ma dee capire che sono giornali satirici.
      Si informi meglio, vedrà che le si aprirà un mondo molto vasto

  13. I materiali del futuro ridurranno la grandezza e il peso delle batterie cercando di aumentare in una media sufficientemente ragionevole l’autonomia per certi ceti di persone. Dietro al commento del manager Audi forse c’è un’idea collegata alle batterie con l”aumento considerevole di colonnine di cui il gruppo Audi sarà interessato a gestire. Se oggi per un rifornimento a carburante bastano 5 min anche con ricarica elettrica domani dovranno bastare più o meno questi tempi. Diversamente sarebbe necessario aumentare notevolmente le colonnine per evitare grandi code di auto in orari caldi della giornata.

  14. Vi prego basta con queste discussioni stile virologi: oggi dicono una cosa domani l’esatto contrario… la verità è che come ogni tecnologia, nel tempo, evolverà notevolmente e non è lontano uno scenario in cui le auto elettriche avranno autonomie triplicate rispetto a quelle odierne con tempi di ricarica più che dimezzati, il resto sono chiacchiere da bar. Vedere Tesla, il primo modello aveva una autonomia di 400 km scarsi oggi più di 800 con tempi di ricarica dimezzati.

    • Esatto, le grandi case automobilistiche sono partite da poco e solo nell’ ultimo anno hanno iniziato ad investire seriamente sull’ elettrico.
      Pochi anni e saranno tutte allo stesso livello.

  15. Ora con le nuove batterie che di ricaricano in 5 minuti, tutti questi discorsi diventano inutili. Ogni distributore di benzina avrà il caricatore e se la macchina ti fa 300km..5 minuti di pieno e riparti…

  16. E le batterie ai Nanodiamanti.
    Non ne parla nessuno, ma ho letto che erogano potenze alte e caricate durano anche decenni, con ingombri ridotti.
    Se è vero. Ti vendono prima la tecnologia obsoleta, per il profitto.

  17. Si potrebbe pensare ad un mondo dove le auto non sono di proprietà e con un continuo scambio dove in vari parcheggi di ricarica con una card lasci la macchina quasi scarica e ne prendi una carica, un po come funziona con le bici nelle città

  18. infatti stesse discussioni, stesse previsioni, stesse speranze da almeno 10 anni! Intanto la Hyunday e Kia cambiano migliaia di batterie che scoppiano!! Che evoluzione!

      • Correzione doverosa, dovuta più che altro ad una cattiva interpretazione che hanno dato le testate giornalistiche al comunicato. Ford produrrà solo auto elettriche dal 2030 IN EUROPA, non in tutto il mondo; questo perché il vecchio continente lascia fondamentalmente due scelte alle case costruttrici: o ev o lasciare il mercato e viste le vendite misere di Ford in Europa rispetto al mercato americano io avrei percorso questa strada.

  19. Nessuno conosce le normative Atex ,normative che le aziende hanno avuto a che fare per il rischio d’incendio delle batterie in fase di ricarica con tanto di avere ed impianti compartimentati…io in casa una batteria così non la ricarico….e tutto solo marketing

  20. Io vedo l elettrico un ottimo prodotto ma con l abbinamento di un pannello solare.
    Con il motore termico fino all ultimo litro di gasolio/benzina posso avere le stesse prestazioni… Con l elettrico no.
    A batteria carica ho un tipo di efficienza a batt scarica o quasi la performance del mezzo cambia.
    Questa è una pecca da evitare.
    In oltre ci vorrebbe una seconda batteria piccola a scambio automatico. Una sorta di riserva.

  21. Secondo me ci si sta focalizzando troppo solo sull’auto. Il problema riguarda anche la produzione di energia elettrica: le fonti rinnovabili sono ancora una piccola percentuale delle tecnologie usate per produrre elettricità. Passare immediatamente alle auto elettriche è inutile, perché servirebbe molta energia elettrica in più che otterremmo in gran parte da fonti tradizionali. Credo bisogni partire dalle basi: prima si rendono sostenibili le fonti e poi gli utilizzatori.

  22. Viene dimenticato un piccolo particolare: dietro il mondo auto e dei mezzi in generale vi sono tanti operatori del settore che lavorano, producono e che quindi fanno girare l’economia. L’auto elettrica viene vista da tanta gente come un modo per risparmiare soldi sulla manutenzione/riparazione auto ( che poi non si rompano è ancora tutto da dimostrare). Io sono del parere che non faranno mai qualcosa che vada veramente a vantaggio degli acquirenti ed utilizzatori finali rinunciando a tutto il guadagno che vi è dietro al mondo auto! Senza parlare poi di quanta gente rimarrebbe senza un lavoro

  23. Perché non produrre auto che si ricarichino autonomamente quando camminano?
    Sarebbere la fine per lo lo capisco!!!
    Ma risolverebbe il problema ricariche
    Ricordiamoci che questo sistema non è volutamente accettato da nessuna casa automobilistica ma che è potenzialmente possibile in quanto c’è un sistema tipo la dinamo che ricarica le batterie quando l’auto circola

    • Giuseppe, non è che le case auto ci tengono all’oscuro di chissaà che. E’ che il moto perpetuo non l’hanno ancora inventato.

  24. Massimo Degli esposti , non mi frega niente di fare domande originali ne di essere un “fervente ecologista” quindi niente sofismi o ironia perché quello che conta è salvare l’ ambiente , un dovere per tutti non solo degli ecologisti militanti . Quello che è stato scritto negli innumerevoli accordi e tavoli di lavoro non è completo e rimane sulla carta invece noi per le future generazioni e per noi stessi dobbiamo preservare questo mondo e bonificarlo invece di pensare a conquistare nuovi pianeti da sfruttare e inquinare . Quindi il fine è fare concretamente tutti qualcosa nel nostro piccolo , per esempio orientando con la domanda la produzione sostenibile dell’ industria e beni di consumo .

  25. A tutti i maestri del bla bla, ingenieri nucleari,onnipotenti e ridicoli, col SUV da 3 tonnellate e 30 mila euro al Mq. per andare all’asilo a prendere i figli o a comperare le sigarette (che poi getterete per terra) e parcheggiate ovunque vi capita..in nome della vostra ” virilità” , civiltà , fame di ecologia moderna e dispensatori di paroloni che non conoscete nemmeno.. Date l’esempio..
    Cominciate a usare meno il vostro ” Camion” attirasguardi e a sgonfiarvi un pò il petto estrogenato che avete.. cominciate a usare qualche volta i mezzi pubblici, a inforcare la bicicletta o usare le vostre gambine e farvi qualche bella passeggiata invece di fare i finti ecologisti con il prossimo. E avere magari un po’ di rispetto per le regoline stradali di base e anche per gli altri veicoli, ma sopratutto per gli altri automobilisti che forse hanno auto, idee e sopratutto atteggiamenti dversi dai vostri.

  26. Vaielettrico si occupa prevalentemente di auto in un contesto più possibile ecocompatibile, ma ci sono considerazioni da fare.
    L’esistenza stessa dell’uomo ha un impatto sull’ecosistema ed è inevitabile, com’è inevitabile che qualsiasi attività produttiva abbia un impatto ambientale.
    Detto questo l’impatto zero non esiste e non esisterà mai.
    Vista l’emergenza climatica siamo però costretti ognuno di noi a fare la sua parte per quanto sia nelle sue possibilità.
    Da qui l’impegno nel orientare le nostre scelte verso il minore impatto rispetto a prima…….
    Dall’auto euro 0 a quella euro 6 ibrida fino all’elettrica.
    Dalle lampadine ad incandescenza fino a quelle a led.
    Dal riscaldamento a gasolio fino alla Pompa di calore con il fotovoltaico.
    È un impegno economico spesso gravoso che grazie agli incentivi diventa sempre più accessibile alla grande massa.
    Rimane un grande ostacolo, la differenza al nuovo e diverso perché ciò che conosciamo ci dà sicurezza il nuovo……..chissa.
    La tecnologia ha cambiato il mondo e continuerà a farlo che ci piaccia o no.

    • Siamo persone curiose e non abbiamo fondato Vaielettrico.it per fare l’ennesimo sito di auto. Ci interessa il mondo delle rinnovabili, in generale dei sistemi per ottimizzare la produzione e i consumi di di energia, senza fermare il mondo come qualcuno vorrebbe. Però è vero che questi temi sono talmente vasti da costringerci a restringere il focus e occuparci soprattutto di mobilità. Per fortuna abbiamo lettori competenti che in questi forum ci allargano la visuale con excursus molto stimolanti su tutto quello che sta attorno al mondo delle quattro e delle due ruote (e di tutto il resto). Ed è una delle cose di cui andiamo più orgogliosi: il fatto che a Vaielettrico contribuisca non solo un manipolo di fondatori e collaboratori, ma tanti amici saliti a bordo per strada. Poi ogni tanto si aggiunge qualcuno che esagera, offende e altro. Ma purtroppo di questi tempi è inevitabile.

  27. La macchina totalmente elettrica avrà senso se le ricariche sono veloci come un rifornimento benzina/gasolio/GPL/metano che sia.
    Le auto elettriche le vedo come degli Smartphone che se si scaricano rimangono spenti.
    Lo smartphone lo carico a casa, la macchina elettrica ha senso se hai il tuo posto auto con la tua colonnina di ricarica.
    Siamo ancora mto lontani dall’obiettivo.

    • Siamo piuttosto lontani per avere la ricarica completa in cinque minuti, perché servono infrastruttre adeguate. Per averla in 20-30 minuti, per come l’ho capita io, no.

  28. Sono d’accordo con quanto detto, tuttavia ho una riflessione su chi lo abbia detto.

    Audi parla di futuro di piccole batterie da ricaricare velocemente in una rete di ricarica capillare (d’accordissimo). Tuttavia produce un mostro (in termini di dimensioni) di auto con un accumulatore enorme e una autonomia molto bassa (per via dei consumi)….

    In pratica professa una filosofia ma ne segue una opposta?

    • Le ragioni IMHO sono sostanzialmente due:

      – Bisogna fare i conti con il mercato e cosa chiedono i clienti

      – Fare un’auto elettrica può sembrare semplice ma farla efficiente non lo è affatto. Sono sicuro che dall’esperienza anche Audi migliorerà con i prossimi modelli.

  29. ho un figlio di 9 anni e neanche lui avrà la possibilità di vedere o di riuscire a provare a cambiare mondo. che non è cambiarlo la vera sfida. ma cambiare il pensiero di come muoversi per lavoro o sport e divertimento, e il pensiero di come viaggiare…Perché fare 1000 km in auto, on città l’elettrico la bike oppure, il mezzo pubblico? (speriamo presto tutti elettrici) e poi vogliamo andare in vacanza in auto? ma i treni? spedire i bagagli,? sviluppare linee obsolete per fare davvero ripartire un’economia ormai sdraiata e addormentata?. cambiare la mentalita dei bambino dargli l’esempio Solo cosicambieremo. cambieranno. mi sono autocrostruito la barca, non mho motore termico, fotovoltaico eolico e altre diavolerie di ricarica. mai avuto problemi, vado in ufficio in bicicletta da oltre 10 anni con fatica e pericolosità…da Roma Nord All’EUR…non è proprio agevole o una passeggiata. ma si può. Faccio fatica ,tanta, è pericoloso, tanto. poi se devo fare un viaggio impiego ancora troppo tempo, troppo spreco di energie inutili, troppa pazienza e troppa fatica…per il nord si riesce, per il sud è quasi impossibile….sono arrivato in Olanda in bicicletta..ho impiegato lo stesso tempo da Padova al confine olandese che da Roma Padova…..volontà mentalità visione della vita tempi della vita ritmo della vita…non sappiamo cambiare così rapidamente….solo.la Pandemia ce lo ha imposto…

  30. Io credo che ci sia un approccio all’auto elettrica ancora troppo legato a quello della auto ice. Ció fa sí che si perdano di vista tutta una serie di potenzialità che l’auto elettrica possiede intrinsecamente.
    L’auto elettrica va considerata come parte di un sistema che comprende la casa e la rete: nel prossimo futuro ci abitueremo a scollegare l’auto dalla rete domestica o da quella nazionale solamente per il periodo di guida.
    Avere energia immagazzinata nella batteria e non usarla (per cederla alla casa oppure alla rete) sarà considerato un comportamento “poco virtuoso”.
    Io mi auguro che nelle città le amministrazioni comincino a vedere questo futuro, e che si smetta di fare la guerra alle auto, ma le si percepisca come parte fondamentale di un sistema decentralizzato di capacità energetica.
    Temo però che questa decentralizzazione dia fastidio a quanti sperano di poter mantenere il monopolio della produzione e della gestione dell’energia. E la forte spinta verso l’idrogeno ne é la prova: un vettore energetico svantaggioso in tutte le fasi (costi ed efficienza di produzione, sicurezza di trasporto e stoccaggio, inefficienza nella riconversione in energia elettrica) che viene invece indicato come la soluzione per il futuro. Ma che nasconde solamente la volontà di mantenere un monopolio.
    Vi va di parlare un po’ di questo?

  31. elettrico possiamo dire inquina meno del fossile ma idrogeno riossigena il pianeta anche se dobbiamo sostenere un costo maggiore credo sia l’unica vera transazione

    • “elettrico possiamo dire inquina meno del fossile” solo se proviene da fonti rinnovabili. L’idrogeno è molto meno efficiente delle batterie e potenzialmente più inquinante. Che poi “riossigeni l’ambiente” penso sia irrilevante per la quantità di O2 immessa. Molto meglio deforestare meno.

  32. Aspetto solo la diffusione di vetturette come la Citroen AMI nelle città, che faranno diventare la scelta irreversibile. Mi immagino Dakar, da cui sono scappato per il traffico allucinante composto da chi fa si e no 20 km giorno ma ci mette 6 ore, un domani popolato di silenziose ed economiche vetturette

  33. chi ha detto che le batterie saranno sempre pesanti? la tecnica in 10 anni ha fatto passi da gigante, aspettiamoci ulteriori miglioramenti. Anche le stazioni di ricarica saranno veloci. In passato fare il pieno di metano richiedeva molto tempo adesso non più.

  34. Secondo me (sottolineato “secondo me”), è la dimostrazione che la tecnologia delle batterie è un cadavere che si vuole fare camminare per forza, come la salma di Lenin alle parate dell’unione sovietica. Se non si inventa un sistema più decente per immagazzinare e trasferire l’energia, l’auto elettrica resterà confinata al commuting urbano. Che è già qualcosa, ma sul medio raggio, o comunque qualsiasi impiego che comporti ricariche on the go, assolutamente non va. IMHO.

    • Non comprendo tanto pessimismo. La tecnologia ev sta procedendo più veloce del previsto e non vedo motivo per darla per defunta. Molte case si stanno convertendo velocemente per recuperare il tempo perso.

    • paddy, il MOTORE elettrico è superiore all’endotermico sotto tutti i punti di vista, su questo non c’è dubbio. Anche la PRODUZIONE di energia elettrica rinnovabile è tecnologicamente fattibile su larga scala, è solo questione di investimenti (e al riguardo, mi piacerebbe tanto sapere che fine ha fatto il solare termodinamico di Rubbia….). L’anello debole, anzi debolissimo della catena è costituito dalla distribuzione e dall’accumulo. A parte i problemi sociali e ambientali legati all’estrazione delle materie prime per la produzione, su cui si può lavorare, anche se domani arrivasse sul mercato una batteria da 800 km di autonomia piccola e leggera come una scatola da scarpe e che potesse essere ricaricata in cinque minuti, il fatto che per fare un watt servono un volt e un ampere impone che per sfruttare quella potenzialità di ricarica rapida servono potenze installate tali che per alimentare una sola stazione di ricarica con otto postazioni (equivalente a un normale distributore di benzina lungo una strada statale) serve in pratica una centrale elettrica dedicata. Fattibile finchè parliamo di qualche centinaio di migliaia di mezzi, non più fattibile se ragioniamo su decine di milioni di auto. Non è questione di tempo perso, è un problema di fisica e ingegneria elettrica. Ci sono modi più efficienti per immagazzinare e distribuire energia elettrica, io sostengo da sempre gli e-fuel anche se su questo sito non ci crede nessuno, ma gente come Porsche e Audi ha già realizzato impianti funzionanti con impatto ambientale esattamente uguale all’elettrico tradizionale. La tecnologia esiste già, io credo che il futuro possa essere più fattibile in quella direzione che forzando la tecnologia delle batterie. E’ una MIA opinione, ma è anche quella di molti esperti, solo che non hanno molta voce. Ma la letteratura scientifica c’è, e io che faccio il ricercatore credo a quella.

  35. Un mio collega ha acquistato una focus ibrida, mi dice che il motore elettrico funziona solo in fase di partenza, subito dopo entra in funzione il benzina a tre cilindri mille di cilindrata, come costi di esercizio sono gli stessi del diesel 1600 che aveva prima. Allora io dico quale e il vantaggio di avere unibrida.

  36. A parer mio bisognerebbe puntare su una soluzione che elimini le batterie, o in alternativa qualcosa che ne riduca al minimo l’utilizzo in modo tale da buttare giù nettamente i costi di produzione e dato che stiamo parlando di ecologico anche i livelli di inquinamento.

        • Quella di Armaroli è un’opinione legittima, ma non è l’unica (tra l’altro è un chimico, non un ingegnere). Ci sono grandi realtà industriali che ci stanno lavorando, la tecnologia è collaudata e l’ostacolo principale è l’integrazione dell’energia rinnovabile nel processo, ma non è affatto un problema insormontabile. Io sarò pure fissato, ma ci vedo molta più fattibilità su grandi numeri rispetto all’accumulo elettrochimico.

          • Armaroli è uno dei massimi esperti italiani, direttore di ricerca del Cnr proprio sui temi energetici, autore di un best seller che le consiglio di leggere (si intitola “Energia per l’astronave Terra”) e coordina un progetto europeo sulla fotosintesi artificiale. Nessuno ha la verità in tasca ma le sue opinioni non possono essere liquidate perchè non è un ingegnere. E perchè poi un ingegnere? Tutti gli e-fuel sono frutto di processi chimici.

          • Massimo, proprio perchè le opinioni di Armaroli non possono essere liquidate (e infatti, se leggi il mio post, NON le ho liquidate, ho solo sottolineato che non sono le uniche), allo stesso modo non possono esserlo le opinioni di altri esperti che ne sanno quanto lui e magari vedono la tematica sotto un altro punto di vista. Io non sono ingegnere, sono agronomo ma faccio ricerca da venticinque anni nel settore della meccanica e meccanizzazione, quindi qualche cognizione di causa penso di averla. Perchè un ingegnere? Per il semplicissimo motivo che i processi chimici non vanno da nessuna parte senza gli impianti che li realizzano, e gli impianti li fanno gli ingegneri. Quindi, hanno come minimo pari dignità nelle valutazioni.

          • Con gli impianti fatti dagli ingegneri l’idrogeno verde costa tre volte quello grigio e due volte quello blu, assorbendo per l’elettrolizzazione tre volte l’energia che riesce a stoccare. L’inovazione può venire solo dalla chimica; ma come dice Armaroli (e anche i sostenitori dell’idrgeno) il salto tecnologico non è imminente. Vale la pena di studiarci su? L’Europa pensa di sì e infatti finanzia la ricerca dello stesso Armaroli. Il punto è: non illudiamoci di avere in tasca la soluzione finale.

        • “Con gli impianti fatti dagli ingegneri” mi sempra un tantino sprezzante verso la categoria, ma forse ho inteso male…. comunque, non esistono pasti gratis. Anche la normale distribuzione tramite rete elettrica ha un rendimento non certo ottimale, e non dimentichiamo che un 15-25% dell’energia che esce dalle stazioni di ricarica non entra nelle batterie, ma va dispersa in calore. E comunque, se l’energia di partenza è totalmente “pulita”, anche un costo energetico per la conversione potrebbe essere sostenibile a fronte di altri vantaggi operativi. Quindi, come già scritto altre volte, io non mi illudo di avere in tasca la ricetta magica (scusa, ma “soluzione finale” mi richiama un brutto ricordo….), ma come non ce l’ho io, credo che non ce l’abbiano neanche gli altri…..

  37. Perché non fare batterie tutte uguali così alle stazioni di servizio basta sostituirle come le ” macchine giocattolo”? Ho ci sono troppi interessi “dietro”?

    • Perchè le auto elettriche non sono giocattoli, e le batterie non sono pile. Pesano fra 300 e 500 kg e non si vendono in tabaccheria.

  38. La discussione vedo che è stata molto accesa, ho letto tutti i commenti e trovo che nessuno abbia ribadito una cosa tanto banale quanto sottovalutata. Capisco la necessità di ridurre il peso delle batterie, c’è chi crede che ci riusciremo a breve, anche se non sono di quel pensiero teniamolo per buono. Un peso ridotto delle batterie permetterebbe dunque di guadagnare autonomia preziosa, il che renderebbe l’auto elettrica perfettamente equiparabile all’utilizzo dell’auto termica. Audi invece prevede di ridurre gradualmente non solo il peso, ma anche l’autonomia. Io capisco che nella stragrande maggioranza delle volte si torna a casa e si attacca l’auto come se nulla fosse, ma visto che chi acquista l’auto elettrica è spesso pure taccagno, non penso che farebbe schifo avere un’auto da caricare il sabato sera e poi non attaccarla più fino al sabato dopo. Minori cicli di ricarica significa minor degrado ma anche minori costi, dover caricare il 50% ogni sera costerà sicuramente più che farlo una volta sola fino al 100%. A questo si aggiunge la libertà di non doversi fermare a caricare alle fast durante un viaggio che comunque rappresentano un costo molto maggiore rispetto alla ricarica casalinga. Ultima considerazione, leggo spesso e sorrido ogni volta che qualcuno lo scrive, che caricare la batteria è un processo del tutto naturale che non comporta disagi e che l’ansia da autonomia non esiste. Mi spiegate cortesemente allora perché vedo ad ogni colonnina auto elettriche collegate, quando con la solita ricarica notturna dovreste poter percorrere tutti i km giornalieri che volete? (e non parlo degli olandesi in vacanza, ma di gente che esce di casa, va alla Lidl a 4 km e attacca l’auto, alla faccia di non avere l’ansia!). Per i disagi invece voglio farvi un altro paragone, quanti di noi fanno caso alla ricarica obbligatoria del nostro Smartphone ogni giorno, come se fosse assolutamente normale, rimanendo piacevolmente colpiti quando si compra un telefono che invece richiede una carica ogni due giorni? Oppure quanti in periodo di covid Indossano la mascherina senza neanche più accorgersi di averla addosso, ma che quando potranno toglierla si renderanno conto di quanto era fastidiosa?
    Essere abituati non significa che quella determinata azione è la migliore; se le auto elettriche facessero 1000km con una ricarica nessuno se ne lamenterebbe e sareste contentt anche voi di non dover attaccare la spina ogni sera, anche se adesso lo fate senza più pensarci.

    • Quando (molto presto, visto che già esistono sul mercato) collegherai l’auto elettrica alla wallbox bidirezionale e l’auto diventerà la fonte di energia primaria della tua abitazione, vedrai che non sarà neanche più una questione di abitudine, ma sarà una scelta individuale ben precisa: casa e auto un sistema unico, un’isola energetica indipendente, che consentirà un risparmio economico sia alla casa, sia alla mobilità quotidiana.

    • Sig, G.R. a differenza di lei io guido un’auto elettrica da oltre 4 anni. Vivo in un appartamento e ricarico ogni volta che vado a fare la spesa o a fare una passeggiata con la mia famiglia. Il perché é semplice, a differenza di una auto a benzina non devo andare in una stazione di servizio per caricare, posso caricare l’auto (quasi sempre in modo gratuito) mentre l’auto e parcheggiata. Quindi la ragione non é l’ansia ma in realtá é il contrario. Avere l’auto elettrica (anche se da 5000 sterline come la mia) é una comoditá e non uno stress.
      Riguardo all’Audi, la prego di leggere il mio commento in questo editoriale.
      Non esiti a fare domande, se lo desidera

      • Se non ha un box a casa allora è giustificato, lo è meno nel caso in cui la ricarica avviene regolarmente ogni sera, per quale motivo dovrebbe caricare l’auto ogni qualvolta trova una colonnina, sebbene ha ancora autonomia sufficiente e sa già di caricare durante la notte? O per risparmiare, come già dicevo nel commento sopra l’auto elettrica è una nuova frontiera del parrassatismo, o perché si ha paura di rimanere a piedi; non vi sono altri validi motivi (sempre solo se la carica avviene giornalmente a casa e ci si trova in un raggio compreso nell’autonomia della vettura, beninteso).
        Per quanto concerne Audi, secondo me se tutti si stanno muovendo nella direzione di maggiore densità energetica per garantire autonomie più lunghe e pesi minori, ci sarà un motivo. Una volta raggiunto un buon equilibrio tra peso/autonomia/prezzo sarebbe alquanto inutile non sfruttare le potenzialità della tecnologia, limitandosi a fare auto con batterie piccole e autonomie basse.

        • Piú che parassitismo é comoditá, qualcosa che l’auto a combustione non offre. Immagini solo se lei potesse rifornirsi di benzina ogni volta che lascia l’auto parcheggiata invece di andar a cercare un rifornimento quando si accende la spia o quando lei crede sia piú sicuro far benzina. E’ solo una comoditá, se non riesco a spiegarmi é una mia mancanza. Un’auto sta in sosta, in media, per circa l’80% della sua esistenza, perché non sfruttare questo tempo? il chairman dell’Audi, come molti altri, non ha idea di quello che sta avvenendo nel settore delle auto elettriche e delle abitudine e necessitá di chi le guida. Nonostante sia, senza dubbio, una persona molto intelligente e capace, Mr. Duesmann parla senza cognizione di causa di un mercato che non conosce. Un altro esempio lampante, dopo quello delle batterie, é la sua frase riguardante la guida autonoma (self driving). In un prossimo futuro (circa dieci anni) molte persone sceglieranno il servizio di “robot taxi” invece di possedere un’auto e durante questo periodo di latenza, chi vende auto che guidano da sole conquisterá grandi fette di mercato che marche come l’Audi perderanno. E giá successo con l’avvento della Model S e della Model 3 e continuerá finché questi managers non inizieranno a guidare auto elettriche

          • Faccio fatica a vederne l’utilità unità alla comodità. In auto così come sulla scrivania ho due piastre ad induzione per la carica wireless del telefono ma nonostante sopratutto durante la guida in non lo usi, lo appoggio raramente sulla base di ricarica se la percentuale rimanente è alta. Vorrei capire perché si ha questa “mania” di caricare ogni qual volta si può nonostante non sia strettamente necessario, se le colonnine alla quale si collega fossero a pagamento (poniamo una tariffa standard di 0.35€) o venisse applicata una tassa per lo stazionamento anche finita la carica, collegerebbe comunque la sua vettura?
            Cerco di capire se la comodità è dovuta principalmente al rabbocco gratuito oppure alla necessità di caricare veramente l’auto che può essere soddisfatta senza grandi patemi d’animo.

          • Un’auto parcheggiata é un’auto che non fa nulla, inutilizzata. Se dove parcheggio ci sono colonnine, anche a pagamento, io la ricarico. E’ comodo, semplice e funzionale. Faccio/Facciamo del parcheggio un utile momento invece che un momento statico. Mi scusi, io faccio difficoltá a non capire la semplicitá di questo concetto. Se ha domande non esiti a chiedere.

  39. Diamo al Sig. Markus Duesmann Il beneficio dell’ignoranza. oh aspetta, ma questo é il Chairman of the Board of Management di AUDI AG. Dovrebbe conoscere il mercato di cui parla, dovrebbe avere un’attenzione particolare nelle cose che dice pubblicamente, dovrebbe essere in grado di vedere dove le tecnologie si stanno muovendo e cosa ci avverrá nei prossimi due o cinque anni nel settore automobilistico di cui parla. Per fortuna che Audi é sotto il gruppo VW altrimenti questo direttore porterebbe Audi giú con sé. Spiego il mio commento. Le tecnologie legate alla produzione di batterie si stanno evolvendo velocemente. Le batterie che vengono utilizzate oggi saranno obsolete, per l’industria automobilistica/transporto, tra due anni. Tesla ha giá dimostrato l’efficienza e la riduzione dei costi delle 4860 durante il “battery day”, il gruppo Volkswagen AG e QuantumScape hanno invece confermato la loro collaborazione nella produzione di nuove batterie. queste batterie avranno un elettrolita solido e anodi di litio metallico. Il risultato sará una autonomia (range) molto più elevata, una ricarica più rapida, una vita delle batterie maggiore e piú sicurezza in caso di incidente. In conclusione, ció affermato dal Sig. Duesmann potrebbe aver avuto senso un paio di anni, in realtá i clienti attuali si troveranno presto con auto elettriche meno costose, batterie piú piccole ma con piú autonomia (range) ed una velocitá di carica molto piú rapida #tesla #vw #quantumscape #battery hashtag#technology #bliss #solid

  40. L’ansia da ricarica c’è anche per lo smartphone. Mai provato a cercare disperatamente una presa in un aeroporto? Dunque la domanda giusta è comprendere le motivazioni della mobilità. Andare in ufficio, visite a clienti … ma chi avrebbe mai pensato di abituarsi così rapidamente a home working e webcall? Guida autonoma? Scomparirebbe l’85% delle auto ferme al parcheggio. Strade libere, condomini con spazi comuni invece di box per auto….. qualche milione di morti in meno all’anno. Sicuri non ci sia richiesta? A volte mi chiedo come l’uomo si sia potuto abituare a rumore e fumi puzzolenti. Sicuri che non basti la loro riduzione per spingere l’uso di auto elettriche? Cambieranno le ragioni per muoverci e quindi cambierà il modo di farlo. Gli adolescenti non vogliono più il motorino, la fidanzatina la cercano su Instagram. Avremo più scelta, più tecnologie disponibili, più attenzione all’ambiente. Le dichiarazioni dei CEO dell’automotive sono già vecchie e poco originali il giorno in cui vengono pubblicate.

    • Abituarsi a home working e webcall? Io spero solo che entrambe queste maledizioni scompaiano insieme al dannato virus che le ha provocate….

        • L’home working è una sciagura, così come la didattica a distanza. Questa almeno è l’impressione da me ricavata dopo averlo provato durante il primo lockdown, per fortuna adesso solo un giorno a settimana (ed è anche troppo), e come me la pensano molti (praticamente tutti….) i miei colleghi.

    • Concordo al 100%
      Grazie per il suo commento.
      Ricaricare mentre l’auto é parcheggiata é una comoditá, non qualcosa dovuto a “range anxiety” o “taccagneria”.
      Con milioni di veicoli autonomi sulle strade si elimina il fattore piú pericoloso dalla guida, l’essere umano e come specificato da lei, si guadagna spazio nelle nostre cittá che potrá essere utilizzato in altri modi.
      Dopo circa un mese che guidavo la mia obsoleta auto elettrica, soffrivo i fumi che ci sono all’interno dell’abitacolo dell’auto di mia moglie, anche se una Lexus CT200H (ibrida). Purtroppo, non ci rendiamo conto che parte dei fumi di scarico dei veicoli a combustione finiscono nell’abitacolo, a soffrirne di piú sono i bambini.
      E come da lei menzionato, i CEO di Toyota o il chairman di Audi fanno discorsi che potevano essere comprensibili nel 2010 e non adesso.

  41. io non capisco questa mossa.
    io avrei molta paura di rimanere a piedi e se poi mi metti una batteria molto più piccola con poca automia mi blocco a comprarla per questo fatto

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