Home E-Agricoltura Basta Diesel nei campi. Le eccellenze si tutelano con l’EV

Basta Diesel nei campi. Le eccellenze si tutelano con l’EV

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Un vveicolo elettrico Alke in un vigneto

Nuvole di fumo nero e puzzolente tra filari e campi dove crescono le nostre eccellenze alimentari. Non si può, c’è un capitale da preservare. Con i mezzi agricoli elettrici. Qualcosa si muove, ma serve una svolta. 

In Francia le cantine  più prestigiose dedicate allo Champagne e marchi di lusso come Moet & Chandon utilizzano mezzi elettrici, con tecnologia italiana della Bonfiglioli  Group di Bologna che ha fornito i  sistemi  di trasmissione di potenza, per la raccolta delle uve. La qualità, quindi il valore del prodotto, cresce con i sistemi eco-sostenibili. Lo sanno bene anche in Italia dove si registrano le prime esperienze in questa direzione. Non è un caso che la regione dove più si è investito in mobilità elettrica tra i filari sia la Toscana, il Chiantishire, il territorio a più alto valore aggiunto della terra dedicata alla vite. Un capitale tutto da preservare.

In questi luoghi si ragiona di Carbon Footprint  (impronta di carbonio) e si pensa a ridurre le emissioni nei vigneti, le cantine diventano “off-grid” ovvero con la massima attenzione al risparmio energetico. Un movimento di agricoltori attenti all’ambiente come conferma Lamberto Salvan, il manager di Alkè , azienda padovana specializzata in veicoli elettrici per i vigneti: “Abbiamo diverse tenute biologiche in Toscana che utilizzano i nostri mezzi che vanno anche su strada. Naturalmente si modifica la gommatura con pneumatici off road e si ha un kit ausiliario di raffreddamento necessario quando si lavora sulle pendenze“.  In altri termini per la conquista elettrica dei vigneti non basta la riduzione delle emissioni, serve sviluppare il prodotto secondo le esigenze dell’utilizzatore.

Un veicolo elettrico per vigneti di Alkè

In questo caso il veicolo elettrico Alkè ha avuto successo grazie alla potenza necessaria per poter lavorare in collina, compito molto impegnativo per un mezzo elettrico. Lo sviluppo tecnologico dell’azienda padovana, da 30 anni in trincea nella ricerca elettrica, ha permesso di mettere in pista veicoli che sono sono in grado di affrontare salite fino al 30/40% di pendenza. Quando la tecnologia aiuta a tutelare l’ambiente e le nostre eccellenze alimentari.

Carta del vino sostenibile con i mezzi elettrici?

I consumatori sono sempre più attenti sia alla qualità del vino sia alla sostenibilità della sua produzione. Un esempio in Italia è la cantina Salcheto, vigneti a Montepulciano, dove si sperimenta la gestione energetica dell’azienda per arrivare ad un vino ad emissioni limitate. Un impegno che ha portato il titolare Michele Manelli a rivoluzionare l’azienda fino a misurare, nel sito internet aziendale vi è un calcolatore, la quantità di anidride carbonica per ogni bottiglia prodotta. Impegno nei suoi terreni e nella società Equalitas dove siede nel consiglio d’amministrazione nata su iniziativa di Federdoc  e Unione Italiana Vini con l’obiettivo di “promuovere la sostenibilità delle filiere agroalimentari e del vino in primis, attraverso una visione ed un approccio che unisca le istanze delle imprese, della società e del mercato“. In altri termini una norma che garantisce al cliente che nel vigneto si sono adottate pratiche eco sostenibili.

Un vigneto della cantina Salcheto a Montepulciano

Finora l’idea dell’utilizzo di mezzi elettrici non è stato inserito come requisito e indicatore, ma è sicuramente un tema di attualità da prendere in considerazione. Dobbiamo capire come si inserisce in maniera efficiente nella gestione energetica aziendale. Mi impegno a mettere sul tavolo di Equalitas l’argomento“. Questa l’assicurazione di Manelli.

Non solo vino. Zero emissioni anche per la frutta

Il vino è il prodotto agricolo a più alto valore aggiunto, ma in uno scenario di riscoperta del rurale e dell’agricolo tutta la frutta, pensiamo ai disciplinari  Dop e Igp per  numerose varietà, si confronta con una maggiore richiesta di qualità anche ecologica da parte dei consumatori. Serve un’agricoltura di qualità.

Carro elettrico nel pereto dell’azienda Pastorelli a Campogalliano nel modenese

La nostra azienda è stata inserita all’interno di una ricerca del programma Climate Change della Regione Emilia Romagna dove si sono studiati gli impatti dei mezzi con motore a scoppio e quelli elettrici. Nel nostro pereto utilizziamo carri elettrici al posto di quelli  diesel – spiega Franca Pastorelli, dell’azienda Pastorelli di Campogalliano nel modenese – in questo modo lavoriamo totalmente in silenzio, in assenza di rumori, vibrazioni ed emissioni. Un bel passo avanti nella qualità del lavoro. Per fortuna noi abbiamo i terreni concentrati, si tratta di 5 ettari, e questo facilita l’uso e la ricarica dei carri. L’autonomia in fase di raccolta è di quasi tre giorni di lavoro, quasi 25 ore, mentre durante le operazioni di chiusura e apertura delle reti si ferma a  circa 8 ore. Il bilancio dopo sei anni dalla loro introduzione è decisamente positivo“.

CONTINUA CON: Basta Diesel nei campi. Le eccellenze si tutelano con l’EV/2 Le proposte

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