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Turismo fluviale elettrico, più cura dei fiumi e sarà un boom

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In Italia la media di frequenza delle barche nei fiumi è di 1 ogni 10 Km. In Francia il rapporto è di 1 ogni Km. Quasi dieci volte tanto. Gli operatori del turismo fluviale che stanno investendo sulle barche elettriche chiedono  maggior cura dei nostri corsi d’acqua. 

La richiesta d’intervento per una migliore salute dei nostri corsi d’acqua  arriva da un operatore turistico specializzato nelle vacanze fluviali: Carlo Moretti, CEO di Houseboat.it. La società che recentemente ha presentato Minuetto (guarda) la loro prima houseboat ibrida e ha in progetto un villaggio galleggiante, una boat house  nel parco del Delta del Po.

Elettrico tra fiumi e laghi

Un’altra impresa che tende alle emissioni zero dei nostri corsi d’acqua interni come nel fiume Piave, come il birdwatching in barca elettrica a Ravenna, come con l’e-catamarano nel fiume Adda. Senza dimenticare i nostri laghi: Como, Garda, Pusiano, Mergozzo, Molveno.

Al lago Mergozzo si fa turismo con la barca elettrica

Fare turismo tra fiumi e laghi a emissioni zero si può, ma serve una maggiore manutenzione come chiede Moretti: “Le compagnie di charter devono impegnarsi a perseguire una mobilità che sia sempre più sostenibile”.

L’appello riguarda anche le amministrazioni pubbliche: “Devono fare la loro parte avendo cura del territorio e garantendo un buon livello di manutenzione, solo così potremo far crescere il turismo fluviale, lento ed integrato con il territorio”.

Più manutenzione, più lavoro 

Carlo Moretti, CEO di Houseboat.it

Il manager sottolinea: “Se la navigazione è sicura, se i canali hanno un fondale garantito, se le segnaletiche ci sono e sono funzionanti, se i ponti apribili aprono, invece di rimanere bloccati si può pensare ad un reale sviluppo”.

Si fa un confronto con la Francia: “La media di frequenza di barche nelle idrovie italiane è di appena 1 ogni 10 Km a causa della viabilità non garantita. Al contrario, nel Canal du Midi dove la cura del territorio è una delle preoccupazioni primarie, il rapporto è di 1 ogni Km”.

L’attenzione verso l’ecologia dei corsi interni è ben presente anche in  altri paesi come la Germania e l’Austria dove vi è una forte regolamentazione e la navigazione è soprattutto elettrica. Banditi i termici.

Un ricco giacimento di opportunità

Dal punto di vista economico in Italia vi è un ricco giacimento come confermano i tanti itinerari che abbiamo recensito nella nostra sezione dedicata al turismo elettrico. I numeri di Houseboat.it confermano:  ben 43 imbarcazioni e nel 2018 hanno fatto viaggiare 45.000 persone.

L’interno di Minuetto. E’ possibile fare anche crociere di più giorni a emissioni zero

“Sin dalla sua nascita Houseboat.it porta avanti una ricerca continua, con un capitale investito di circa  8 milioni di euro e una media di 250mila per ogni unità, al fine di trovare soluzioni sempre più vicine alle esigenze dei turisti ma anche a quelle dell’ambiente, un patrimonio universale che va tutelato e valorizzato”.

Eco barche per limitare il moto ondoso

Chiara l’esigenza di rendere sempre più sostenibile il servizio: “Le imbarcazioni devono cercare di ridurre il più possibile il proprio impatto ambientale, sia in termini di inquinamento, sia per il moto ondoso oggetto di contestazioni da parte di molte associazioni“.

Lodevole che la presa di coscienza arrivi da uno dei più importanti operatori di turismo fluviale italiano. Si stima che  ogni crociera fluviale: “Comporta un valore di indotto indiretto sul territorio (ristoranti, negozi, altri servizi) di circa  2.500 euro”. Quando si dice economia ed ecologia.

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