Troppi kWh erogati dalla colonnina non finiscono nella batteria: un lettore ci scrive indignato per le perdite con la sua Renault. Vaielettrico risponde. Per scriverci: info@vaielettrico.it
Troppo kWh erogati e mai caricati,perché non se ne parla?

“Salvo errore non ho trovato notizie riguardo alla differenza tra i kWh erogati da colonnine di ricarica o wallbox e quanto effettivamente immagazzinato dalla batteria dell’auto. Nello specifico parlo di un confronto che ho fatto con la mia Renault Captur hybrid. Da più riscontri ho constatato che la differenza può arrivare in certe condizioni climatiche anche al 25%. Perché non se ne parla in maniera chiara? Se questo fosse confermato anche per le altre Marche, i consumi effettivi dovrebbero essere rivalutati. Non credete? In allegato vi invio dettaglio di due ricariche. A disposizione per ulteriori chiarimenti“. Fabrizio Spina
È un fenomeno noto, ecco che cosa succede

Risposta. È un tema di cui ci siamo occupati più volte per le auto elettriche, in risposta ad altre lettere di protesta. Chi le wall-box le fa, come Daze, spiega che “il problema è che lo schermo registra l’energia che entra nella linea di ricarica e viene erogata verso il veicolo. La misurazione avviene prima che l’energia raggiunga la batteria... I kWh letti sul contatore comprendono anche l’energia che verrà: 1) dissipata nei conduttori 2) utilizzata dalla wallbox o dalla colonnina 3) persa durante la conversione 4) assorbita dalle centraline dell’auto 5) impiegata per la gestione termica 6) trasformata in calore all’interno delle celle. Il contatore della colonnina non sa quale parte dell’energia finirà nella batteria. Si limita a misurare ciò che viene prelevato”. La perdita è più consistente nelle ricariche in AC, in cui l’energia dalla rete va convertita in corrente continua dal caricabatterie del veicolo. L’Automobile Cleb tedesco, ADAC, ha svolto diversi test, (qui l’ultimo). Concludendo con i consigli riprodotti qui sotto.

– Leggi anche: quanto spendete di ricarica veramente?


Caro Fabrizio, concordo che perdite del 25% sarebbero decisamente tante. Con tutto il rispetto, però, è sicuro di aver confrontato correttamente i dati? Le due schermate pubblicate nell’articolo si riferiscono a due sessioni di ricarica diverse. Quella di sinistra (app dell’auto) è del 3 aprile, dura 1 h 54 min e riporta 4,3 kWh immagazzinati. Quella di destra (app dell’operatore) è del 18 maggio, dura 2 h 43 min e riporta 8,18 kWh erogati. Date, durate ed energie sono diverse, quindi i due valori non si possono confrontare. Per stimare le perdite bisognerebbe mettere a confronto l’energia erogata dalla colonnina e quella registrata dall’auto nella stessa sessione, tenendo anche conto che il dato “immagazzinato” mostrato dall’auto è una stima del sistema di gestione della batteria, non una misura di precisione.
Inoltre, riguardo ai dati dichiarati dalle case automobilistiche, tenga presente che il consumo elettrico omologato secondo la procedura WLTP (che usa il ciclo di guida WLTC) viene ricavato da una prova sperimentale. In questa prova si misura l’energia effettivamente assorbita dalla rete durante la ricarica in AC. Le perdite di ricarica sono quindi già comprese nel dato di efficienza (kWh per 100 km) pubblicato dalle case automobilistiche e non c’è bisogno di “rivalutare” i consumi per tenerne conto.
Confermo la scarsa efficienza in ricarica della Captur, molto inferiore a quella della Model 3. La differenza dipende, oltre che dall’inverter installato a bordo, anche dalla velocità di ricarica: a bassa potenza (quella della Captur) la quota necessaria ad alimentare il sistema di raffreddamento pesa molto di più. Se, ad esempio, il raffreddamento assorbe 200W, rappresenta il 10% a 2 kW, il 5% a 4kW e 1,8% a 11kW.
Confermo le perdite esose in ricarica ac e spesso anche in dc. Le case dovrebbero dare il dato delle perdite del proprio convertitore e gli enti dare quello delle colonnine. Poi mi chiedo perché non esistono wallbox in dc, oppure meglio ancora un sistema da collegare al fotovoltaico per evitare la doppia conversione!
Le wallbox in AC alla fine sono solo dei grossi teleruttori con il minimo di elettronica per fornire i segnali necessari e la comunicazione. Una wallbox in DC dovrebbe invece avere all’interno un caricabatterie simile a quello presente nell’auto, quindi, a parte il prezzo e la dimensione molto più alte che avrebbe, sposterebbe solo il problema dal caricabatterie dall’auto al caricabatterie interno a questa eventuale wallbox in DC. La carica diretta da fotovoltaico richiederebbe comunque un grosso DC/DC converter per adattare la tensione del fotovoltaico a quella della batteria dell’auto e non permetterebbe di caricare in assenza di sole, quindi sarebbe utile solo per pochi utenti.
A quanto mi risulta, l’energia fornita dalle colonnine viene misurata a monte del cavo in uscita, sia per quelle in corrente alternata come per quelle in corrente continua. Pertanto si tratta di energia effettivamente erogata al netto delle perdite all’interno della colonnina. Le perdite lungo il cavo di collegamento all’auto sono molto basse e praticamente trascurabili.