Troppi fumi dai traghetti: elettrificare subito le rotte per le isole minori

Troppi fumi nei traghetti



Troppi morti per inquinamento atmosferico. Cittadini per l’Aria e Facciamo Respirare il Mediterraneo chiedono all’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) nuovi contratti di continuità territoriale che impongano di ridurre di almeno il 30% le emissioni nocive. Vuol dire imporre clausole ambientali agli operatori che si occupano dei collegamenti con le isole minori. 

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Cittadini per l’Aria e Facciamo Respirare il Mediterraneo richiamano l’attenzione sul primato negativo dell’Italia, che risulta prima in Europa per emissioni di CO₂ generate dai collegamenti marittimi, come evidenziato dall’ultimo studio di Transport & Environment (T&E).

Troppi fumi nei traghetti
I fumi dei traghetti sono molto pericolosi

 

Le associazioni ricordano inoltre che nel nostro Paese l’inquinamento atmosferico provoca oltre 70.000 morti premature all’anno, il dato più alto dell’Unione Europea per decessi attribuibili a PM2,5, NO₂ e O₃.

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A questo quadro si aggiunge il richiamo formale dell’Unione Europea: all’inizio del 2026 Bruxelles ha intimato all’Italia di aggiornare il Piano Nazionale di Controllo dell’Inquinamento Atmosferico, come previsto dalla Direttiva 2016/2284, concedendo due mesi di tempo per adeguarsi, con il rischio di un nuovo deferimento alla Corte di Giustizia in caso di inadempienza.

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«Si prenda almeno questa occasione – l’aggiornamento del Piano Nazionale di Controllo dell’Inquinamento Atmosferico   – per pianificare e implementare l’elettrificazione di quante più tratte possibili e per migliorare le prestazioni ambientali delle navi passeggeri e Ro-Ro (adibite al trasporto di auto/camion) che servono le isole per la continuità territoriale, garantendo agli isolani libertà di accesso alla terraferma senza avvelenare acque e aria». Parole di Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’aria.

Troppi fumi nei traghetti
Il comitato cittadini Genova Traghetti protesta contro l’inquinamento

Nei collegamenti brevi è possibile elettrificare parte della flotta. «L’appello è di sfruttare le imminenti gare per le tratte di collegamento tra isole per favorire società meno inquinanti. Il cambiamento è estremamente necessario, mentre anche a livello regionale si lavora all’assegnazione di contratti di servizio per le isole minori».

Pochi controlli sui traghetti. E all’Elba “sono vetusti”

L’Associazione denuncia anche  che i controlli sulle emissioni dei traghetti sono pochi, seguono uno schema che ne facilita l’evasione e non usano – come invece fanno gli altri porti europei – sistemi di monitoraggio da remoto che permettono l’intercettazione delle navi con emissioni fuori norma. L’elettrificazione delle banchine per le navi tradizionali è ancora lontana, così come lo è l’adeguamento delle navi per l’allaccio.

emissioni traghetti
 La colonnina che ricarica i due traghetti elettrici in servizio nel Lago di Iseo

Ad oggi, i bandi per le rotte di continuità sono quasi del tutto privi di criteri ambientali premianti, o escludenti, che possano effettivamente spingere gli armatori a investire su nuovi traghetti con prestazioni ambientali migliori. «Citiamo solamente l’esempio dell’isola d’Elba, una rotta facilmente elettrificabile, dove il bando per la continuità territoriale marittima, dal valore stimato di circa 789 milioni di euro per 12 anni, si è appena concluso con la partecipazione di un unico soggetto: la Toremar, attuale gestore di proprietà del Gruppo Onorato (Moby), con mezzi vetusti che vanno da un minimo di 20 a un massimo di 46 anni di servizio».

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Il peso enorme delle emissioni navali in Italia si evince anche dai dati del registro CEIP tenuto dall’EMEP (European Monitoring and Evaluation Programme) che, per il 2023,  evidenzia come al trasporto marittimo in Italia sia riconducibile rispettivamente oltre la metà delle emissioni di black carbon, poco meno della metà delle emissioni di PM 2.5 e circa un terzo degli ossidi di azoto (NOx)  di tutte le emissioni a livello europeo da questa fonte.

Quali rotte elettrificare? Parlano i comitati

«Elettrificare le tratte dei traghetti è una delle soluzioni più efficaci, potenziando le fonti da energie rinnovabili per evitare di trasferire altrove le emissioni tossiche e climalteranti. A Livorno potrebbe essere gestito con questa metodologia il collegamento giornaliero con l’Isola di Capraia, inferiore alle 3 ore», sostiene Luca Ribechini, Presidente Livorno Porto Pulito.

Inquinamento dalle navi? A Genova lo misurano i cittadini

«I porti sono soffocati dai NOx. Uno studio ISDE (Medici per l’ambiente) con dati ARPA ha mostrato che le città peggiori sono Napoli, Palermo e Genova. Recenti studi stimano l’eccesso di mortalità imputabile a NOx e PM2.5 come derivanti dalle navi. La completa elettrificazione di tutte le tratte per le quali è possibile può contribuire a ridurre gli inquinanti atmosferici in porto e anche i rumori dei motori diesel delle navi, anch’essi causa di malattie importanti». Parole di Enzo Tortello, presidente Comitato Tutela Ambientale Genova Centro-Ovest.

«Il Porto di Napoli ospita navi da crociera e traghetti per le isole di Capri, Ischia e Procida. Non può sopportare la mancata adozione di misure volte alla riduzione degli inquinanti provenienti dal traffico navale. Occorre adottare immediatamente politiche che siano volte all’ammodernamento dei natanti e alla drastica riduzione delle emissioni”.  Gennaro Esposito, Comitato Vivibilità Cittadina Napoli.

  • LEGGI anche: Non tutte full electric, ma tutte elettrificate e guarda il VIDEO

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