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Tritium Automotive, supercar finlandese che sa di Lambo

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No, non è una Lamborghini, è una Tritium, nuova supercar elettrica finlandese

Tritium Automotive: la nouvelle vague dell’elettrico porta con sé l’ennesima supercar. Questa arriva addirittura dalla Finlandia, dichiara 500 kW di potenza e un’autonomia fino a 300 km (qui il sito ufficiale).

Tritium Automotive: solo11 esemplari, prezzo 1,1 milioni

tritiumÈ evidente che il designer dev’essere un fan della Lamborghini, tanto sono chiari i richiami stilistici a modelli dalla Casa del Toro come l’Aventador. Solo che qui i prezzi sono ancora meno “popolari”: ognuno degli 11 esemplari che verranno costruiti costerà 1,1 milioni di euro. Non solo per il valore intrinseco della vettura, ma perché ogni esemplare verrà costruito secondo i dettami del cliente. Di fisso ci sono il telaio tubolare, la batteria, il motore e i due schermi-touch all’interno, con cui gestire le varie impostazioni. Tutto il resto sarà customizzato, con il cliente ad affiancare il designer di Tritium Automotive. tritiumIn pratica: le foto che vedete sono un rendering di come l’auto potrebbe essere, ma alla fine ognuno degli 11 esemplari sarà diverso dall’altro. E questo non solo alla consegna: anche in seguito la vettura potrà essere aggiornata, sia nel software sia nell’hardware, in modo personalizzato. Se ne sarebbe dovuto sapere di più al Top Marques di Monaco, dal 14 giugno, ma l’evento è stato cancellato e rinviato al 2021.

Altra supercar: la Lotus Evija di milioni ne costa 2,29

TritiumAltra supercar in arrivo, altro prezzo folle causa tiratura limitata (qui gli esemplari saranno 30). Qui parliamo non di una Casa sconosciuta, ma della mitica Lotus, che da tempo lavora alla supercar Evija, un gingillo da 1972 CV di potenza.erogati dai suoi motori elettrici, offerta al modico prezzo di 2,29 milioni di euro. Ora, dopo una prima presentazione nel luglio scorso, la Casa inglese ha postato su YouTube un video su dove spiega come funziona il configuratore online dedicato alla Evija, che ovviamente sarà altamente personalizzabile. Sono 45 secondi, un soffio, ma sufficienti per dare un’idea di questo costosissimo giocattolo.

SECONDO NOI. Come avrete capito, non siamo dei fans di queste vetture estreme. Certo, i motori elettrici possono dare prestazioni incredibili, soprattutto in accelerazione, e si prestano a mille soluzioni tecniche. Ma a noi appassiona di più un’altra sfida: fare auto che, in meno di 3 metri racchiudano lo spazio interno delle citycar di oggi, ma con ancora maggior sicurezza, consumi di energia ridottissimi e grande piacevolezza di guida. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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1 COMMENTO

  1. D’accordo con Voi, ma solo in parte, veder impiegata la tecnologia elettrica per realizzare queste hypercar finalizzate a collezionisti non è come impiegarla nelle corse.

    Sono le corse il vero campo di collaudo delle tecnologie elettriche che distingueranno la mobilità del futuro.

    Al momento abbiamo una sola vettura elettrica in grado di superare il miglior progetto endotermico. Mi riferisco al record della Pikes Peak siglato da Volkswagen con la ID.R il cui telaio è stato telaio progettato con la francese Norma.

    Poi sarà la volta di portare le corse in città non con la solita Formula E, ma con le WRX Rallycross elettriche, allestendo circuiti cittadini tracciati per gare spettacolari su asfalto e sterrato con salti e variante con incrocio di pista. WRX Elettriche come il dimostratore Projekt E di Manfred Stohl di STARD.

    I circuiti WRX per elettriche negli scenari più suggestivi delle città europee diventerebbero la miglior promozione della tecnologia elettrica applicata alle corse.

    Molto più tecnologicamente interessanti delle hypercar elettriche con aerodinamica delle carrozzerie sposate alle due solite piattaforme, motori elettrici e batterie Rimac o Williams Advanced Engineering sono i dimostratori tecnologici di cui l’ID.R fa parte con la Nissan LEAF NISMO RC e prim’ancora le Toyota TMG EV P001 e P002 su telaio e aerodinamica Radical e la Mitsubishi MiEV Evolution III. Questi dimostratori sviluppano la tecnologia elettrica nelle corse per applicarla alle vetture elettriche di serie.

    Ricerca, funzionalità e competizioni, non mera spettacolarizzazione figurativa per collezionisti delle hypercar e purtroppo devo aggiungere al mazzo anche Pininfarina che sarebbe ora si dedicasse a sviluppare progetti elettrici di citycar di assoluti contenuti funzionali come faceva un tempo con la Nido e il Metrocubo con progetti ad elevata integrazione tecnica che prevedano la progettazione di piattaforme elettriche e di sospensioni inedite, oltre a carrozzerie funzionali e resistenti alla guerra metropolitana ed al car sharing.

    L’elettrico deve evolvere con le corse e le citycar. Queste sono le sfide più grandi.

    Cosa aspettiamo?

    La Volkswagen ID.1 e ID.2 e la solita Centoventi a 20.000 euro con almeno 350 km di autonomia e la possibilità di sostituire le batterie aggiornandole nel tempo sulla base dell’evoluzione tecnologica.

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