L’Italia non è ancora un Paese di e‑driver, siamo ultimi tra i Paesi europei, ma nella nautica a emissioni zero si muove qualcosa. Qui la ricerca, l’innovazione e l’attenzione alla decarbonizzazione stanno producendo esperienze di grande interesse. Anche quest’anno, infatti, al Monaco Energy Boat Challenge, i team italiani hanno confermato una presenza di vertice in più categorie. Nella Energy Class, la vittoria è andata al team Argonauts dell’Università di Bologna, podio già conquistato nelle precedenti edizioni. In vetta anche le Università di Genova e Milano. Altro ottimo risultato anche per i milanesi del Politecnico di Milano, protagonisti da anni ai massimi livelli, che si sono aggiudicati l’Innovation Prize con il progetto Physis Polimi Energy, dedicato allo sviluppo di soluzioni energetiche ad alta efficienza. A completare il quadro, la vittoria italiana nella SeaLab Class con il team Red Wave. Molto importante il terzo posto della barca Arcistratega sul filo dei 30 nodi nella gara di velocità, grande soddisfazione per il cantiere AS Labruna sempre in prima fila nella sperimentazione. Non si tratta solo di risultati sportivi, ma legati all’efficienza dell’uso dell’energia. Infine la Svizzera ha conquistato il primo posto nella classifica generale con Swiss Solar Boat (École Polytechnique Fédérale de Lausanne).
Frauscher x Porsche – 790 Spectre ha stabilito un nuovo record: media di 51,05 nodi
L’evento di Monaco è dedicato soprattutto alla ricerca, ma non sono mancati momenti di rilievo sul fronte delle prestazioni. Il Frauscher x Porsche – 790 Spectre ha stabilito un nuovo record di velocità: una media di 51,05 nodi. Anche con l’elettrico si può volare sull’acqua.

E anche qui l’Italia non manca. Il cantiere AS Labruna con la sua nuova barca Arcistratega – un’imbarcazione 100% elettrica ma dotata di una doppia propulsione elettrica per una potenza totale di 600 HP e l’uso del metanolo – che ha quasi raggiunto i 30 nodi e si è piazzata al terzo posto, preceduta dal gommone olandese XNRG.tech – XNRG8.3,e da Taiga Motor ma si tratta di una moto d’acqua.

A Vaielettrico l’imprenditore Massimo Labruna mostra soddisfazione: «Sono molto soddisfatto e contento, siamo tra le tre barche più veloci e abbiamo sfiorato i 30 nodi. E’ minore di quella di punta perchè misurata sul mezzo miglio e noi abbiamo bisogno di un po’ di distanza in più per raggiungere la velocità massima. La nostra è una barca dalle dimensioni importanti. Anche con mare agitato la barca si è comportata molto bene, abbiamo testato l’autonomia e sono soddisfatto e trovato degli spunti interessanti per il miglioramento delle strategie di ricarica della batteria a 110 kW, un ottimizzazione del BMS e della gestione delel temperature». Un partecipazione proficua.
Bene anche la Svizzera con Swiss Solar Boat
Quest’anno la Svizzera ha conquistato il primo posto nella classifica generale con Swiss Solar Boat (École Polytechnique Fédérale de Lausanne). Il team svizzero si è distinto per tutta la settimana, salendo regolarmente sul podio nelle prove sportive e nell’E‑Championship, aggiudicandosi inoltre due Tech Talk Prizes (il Design Prize e l’Eco‑Design Prize).
Un premio che non sorprende visto che nel Paese sono numerose le soluzioni elettriche anche per il trasporto passeggeri. Ricordiamo anche il team Red Wave dell’Università di Bologna che ha vinto la SeaLab Class. questa categoria funge da vero e proprio laboratorio galleggiante globale, dove gli studenti universitari testano tecnologie marine emergenti, aprendo la strada a una mobilità sull’acqua pulita e sostenibile prima della loro adozione da parte dell’industria. Un esempio concreto è Competr, innovativo fuoribordo elettrico frutto del lavoro di studenti, ricercatori e docenti dell’università bolognese.
Nautica elettrica: migliora l’efficienza
Il dato interessante della manifestazione è il progresso continuo dei prototipi e delle soluzioni presentate a Monaco. Jérémie Lagarrigue, presidente della Giuria Internazionale, sottolinea: «La riduzione autoimposta di quasi il 30% della potenza consentita quest’anno non ha portato a un calo delle prestazioni. Al contrario, le velocità medie sono aumentate di circa l’8%, segnalando un miglioramento generale dell’efficienza energetica delle imbarcazioni. Durante la Championship Race, solo 30 centimetri hanno separato le prime due squadre al traguardo, prova del livello ormai raggiunto dai concorrenti».

Anche questo un grande risultato per l’evento giunto alla 13esima edizione, organizzato dallo Yacht Club de Monaco con il supporto della Fondazione Principe Alberto II di Monaco, UBS, BMW, SBM Offshore, il Comune di Monaco, NatPower H ed ESA NanoTech, che ha riunito 54 team provenienti da 21 nazioni, per un totale di oltre 500 studenti, ricercatori, professionisti del settore e cantieri navali (tra cui Safe Harbor, Oceanco, Ferretti Group, Azimut | Benetti Group e Lürssen).
L’e‑metanolo fa il suo debutto e c’è anche AS Labruna
Quest’anno spazio all’e‑metanolo, utilizzato a bordo dell’imbarcazione SURGE Methanol Foiling Team Twente (Università di Twente). Anche qui interviene Jérémie Lagarrigue, residente della Giuria Internazionale del Challenge, l’e‑metanolo è diverso: «L’e‑metanolo è un carburante prodotto utilizzando idrogeno e CO₂ catturata, il che permette di ottenere un’impronta carbonica neutrale».
Via a Monaco Energy Boat Challenge, debutta metanolo anche con AS Labruna
Ma come funziona? «A bordo, l’e‑metanolo viene riconvertito in idrogeno per alimentare una cella a combustibile e la sua densità energetica è circa tre volte superiore a quella dell’idrogeno gassoso a parità di volume». Può essere una soluzione, ma serve ancora tanta ricerca, soprattutto nelle imbarcazioni più grandi che affrontano lunghe rotte. In questa sperimentazione importante c’è anche l’Italia con As Labruna e la sua ultima creazione: Arcistratega.
C’è un po’ di Luce a bordo di Hypersail, la barca a vela (elettrica) della Ferrari
Bernard d’Alessandri, Direttore e Segretario Generale dello YCM ha valutato positivamente quest’ultima edizione. «È un luogo dove studenti, ricercatori, professionisti del settore e istituzioni si incontrano per scambiarsi idee, testare tecnologie e accelerare la transizione del settore marittimo. I progetti presentati qui evolvono, e nascono collaborazioni e partnership strategiche. Ancora una volta, il Challenge dimostra che le innovazioni destinate a trasformare il settore marittimo spesso prendono slancio proprio a Monaco».

