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Trieste vince EV-charging challenge ABB: ricariche nei comprensori sciistici

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Mobilità elettrica
Lo schema del progetto dedicato alla mobilità elettrica in un comprensorio sciistico

Il comprensorio sciistico come distretto a mobilità sostenibile. Questa l’idea premiata dall’ EV-charging challenge ABB. Sul podio Enrico Cervi, Andrea Alessia Tavagnutti, Alice Alessandra Berna, Cristian Bulzich e Gianluca Greatti. Gli studenti del team IEUTS dell’Università di Trieste.

La mobilità per gli sciatori è già elettrica grazie agli impianti di risalita, ma si può completare l’offerta con un sistema di ricarica diffusa e la conversione del trasporto locale. Un obiettivo che risponde alla domanda di sostenibilità per i Giochi olimpici invernali 2026 che si svolgeranno a Cortina (qui  il sito). Come nelle Olimpiadi a emissioni zero di Parigi e Los Angeles.

Progetto sviluppato al D-ETEF di Trieste 

Trieste
I vincitori

Il lavoro sulla mobilità elettrica in ambito alpino nasce grazie al EV-charging challenge di ABB che il docente Giorgio Sulligoi diffonde tra i suoi studenti. Il professore di Sistemi Elettrici per l’Energia e responsabile del D-ETEF (Digital Energy Transformation & Electrification Facility) ha seguito il team: “Il lavoro è dei ragazzi a cui ho consegnato le chiavi virtuali, vista l’emergenza da COVID 19, di un laboratorio universitario“.

Dalle seggiovie alla strada con i veicoli elettrici

Studenti elettrici
Enrico Cervi il team leader del gruppo

Il team leader del gruppo degli studenti triestini è Enrico Cervi che aveva fatto una tesi sul microgrid alpino. “Ho studiato la rete con i carichi e le esigenze di produzione che in questo caso alimentano gli impianti funiviari e di innevamento”. E c’è già la mobilità elettrica: “Quella legata a seggiovie e skilift, io ho analizzato tutta la rete elettrica e proposto delle soluzioni migliorative”.

Lo studio tra San Vito di Cadore e Cortina

Montagna

Uno scorcio di San Vito di CadoreCome  racconta  a Vaielettrico.it il docente Giorgio Sulligoi: “Gli studenti sono partiti dal lavoro di tesi fatto a San Vito di Cadore dove è presente una rete di media tensione gestita e attualmente amministrata da una società controllata dal Comune”. Ci sono le condizioni/dotazioni di partenza che permettono di attivare un sistema di stazioni di ricarica elettrica diffuso sul territorio.

Pullmini elettrici per le società sportive

C’ è da declinare le risorse locali per attivare il sistema. Sono tante le idee ad iniziare dall’offerta di punti di ricarica nei parcheggi destinati ai turisti. Un’altra interessante declinazione riguarda la mobilità degli atleti verso i campi di allenamento: “I giovani si spostano con dei pullmini delle società sportive che attraversano i paesi. I collegamenti sono predefiniti e c’è un rigoroso rispetto degli orari. Se interessati può essere una soluzione”. Si tratta almeno di tre ore a disposizione, un buon tempo per la ricarica.

Convertire la mobilità locale ma pure quella turistica attrezzando degli stalli che possono essere utilizzati anche nella stagione estiva. In particolare vicino alle aree picnic. Poi c’è tutto il trasporto locale, siamo ad una manciata di chilometri da Cortina, che si può convertire con degli autobus elettrici. “Il Ministero questi collegamenti li equipara ai sistemi di trasporto pubblico di massa – sottolinea il professor Sulligoi – quindi c’è la possibilità di un finanziamento”.

Una vetrina per l’ e-mobility in montagna

Il lavoro degli studenti era finalizzato alla partecipazione all’ EV-charging challenge, ma sarebbe interessante la sua adozione nel territorio per far diventare i siti dei giochi olimpici dei laboratori di mobilità sostenibile attraverso i mezzi più ecologici ovvero quelli elettrici. Per gli studenti e l’ateneo grande soddisfazione, peccato per il premio: l’invito ad assistere alla prossima tappa italiana del campionato di Formula-E. Causa pandemia è stata rinviata.

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2 COMMENTI

    • Gentile Giuseppe, ma ha letto l’articolo o guardato le immagini? Scusi la franchezza ma ho parlato con chi si occupa della comnunicazione all’Università di Trieste, con il docente di Trieste che ha seguito i ragazzi (1 ora al telefono visto che abbiamo spaziato su diversi fronti elettrici), ma non è finita qui: ho intervistato anche il team leader del gruppo e scambiato una mail con un altro componente del team. Insomma dovrei aver esaurito completamente la mia materia grigia per prendere un abbaglio così grande. In ogni caso grazie per il commento.

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