Home Tecnologia & Industria Il primo treno solare è australiano. E Hyperloop TT detta le regole

Il primo treno solare è australiano. E Hyperloop TT detta le regole

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Un treno a energia solare al 100 per cento. E’ entrato in servizio in Australia per fare la spola tra la città di Byron Bay e la spiaggia dei surfisti. Un vecchio convoglio “pensionato” diventa pioniere della mobilità green

Un progetto costato 4 milioni di dollari e nato dall’idea di un uomo d’affari proprietario di un resort nella Byron Bay. Parliamo di una zona turistica dell’Australia, molto conosciuta nella comunità dei surfisti. Prendere un vecchio treno e trasformarlo nel primo convoglio spinto esclusivamente dall’energia solare. 

Il treno solare dei surfisti

A occuparsi della realizzazione del progetto è stata la Byron Bay Railroad Company. Il treno ha iniziato a viaggiare lo scorso dicembre, in tempo per la stagione estiva. Infatti fa la spola fra il centro cittadino di Byron Bay, cittadina balneare del Nuovo Galles del Sud, in Australia, alla zona turistica ricca di resort. Un percorso di tre chilometri da fare avanti e indietro diverse volte al giorno senza emettere gas di scarico o pesare sulla linea elettrica cittadina.

«Con i suoi cento posti a sedere e la sua anima green – commentano dall’azienda di trasporti – è la risposta all’esigenza di promuovere la mobilità su ferro a zero emissioni. E alle richieste degli stessi cittadini stufi del diesel».

I pannelli solari sono stati montati su tutto il treno, ma pure sul tetto della piccola stazione di Byron Bay. A occuparsene è stato Tim Elderton, del Lithgow Railway Workshop, incaricato di costruire pannelli solari curvi e un sistema di batterie per alimentare il treno.

«Anche nei giorni nuvolosi riusciamo a immagazzinare fino a 30 kilowatt con i pannelli solari nel tetto». Ma in un giorno di sole il treno riesce a fare «cinque viaggi prima di doversi fermare alla stazione e collegarsi». 

Caratteristiche del treno solare

I pannelli solari integrati alla locomotiva e sulle carrozze sono di 6,5 chilowatt, mentre il generatore solare installato a bordo è alimentato da una batteria da 77 chilowattora. Il sistema di ricarica a frenata permette di recuperare fino a un quarto dell’energia elettrica. Il consumo energetico per ogni viaggio è di quattro chilowattora. Tutti i sistemi meccanici e i congegni della locomotiva e delle carrozze – circuiti di controllo, illuminazione, freni, compressori – sono alimentati dall’energia elettrica generata dai pannelli solari del treno.

Il caso italiano Hyperloop

Qualcosa di molto simile, anche se molto più futuristico, è quanto inventato da HyperloopTT.  Una startup creata dall’italiano Bibop G. Gresta, tra i fondatori di Digital Magics. Controllata dalla società di crowdsourcing Jumpstarter, che fa parte del portfolio dell’incubatore quotato su AIM di Borsa Italiana. Si tratta di treni supersonici spinti dall’aria compressa, ma l’energia è ricavata da pannelli solari. Recentemente si è giunti alla creazione del primo set di requisiti di sicurezza e linee guida certificati insieme alla prima normativa assicurativa per i sistemi HyperloopTT in tutto il mondo. 

In questo modo Hyperloop aggiunge uno step al proprio sviluppo. Molto importante perché a sottoscrivere gli accordi c’erano anche rappresentanti dei Governi dell’Ucraina, Cina, Francia e USA – con cui sono già attivi degli accordi per la realizzazione di Hyperloop. Inoltre è stata discussa una tabella di marcia per la creazione e l’adozione congiunta di una norma giuridica definitiva per regolamentare la costruzione e il funzionamento sicuro dei sistemi Hyperloop.

Cosa succede in Europa

A seguire la pratica di Byron Bay ci potrebbe essere la Gran Bretagna, che dal 2020 sembra intenzionata ad aprire il proprio trasporto pubblico al solare. Così facendo potrebbe generare un risparmio fino a 5 milioni di sterline all’anno. La strada della mobilità senza emissioni è tracciata.

C’è un treno a Berlino che va a batterie. La canadese (di Montreal) Bombardier ha presentato nei giorni scorsi un treno a batterie elettriche: «Il primo nel suo genere a vedersi in Europa da 60 anni». Bombardier è una multinazionale che si occupa di mezzi aerospaziali e ferroviari.

Questo tipo di treno monta un motore Mitrac che si può adattare a diversi tipi di batteria elettrica. Allo stato attuale ha una autonomia di 40 km. L’azienda ha in previsione di introdurre un sistema batterie che consentirà di arrivare fino a 100 km. Un buon espediente per quelle linee non elettrificate che ancora usano i motori diesel.

Già nel 2017, le ferrovie olandesi NS hanno raggiunto l’ambizioso obiettivo di alimentare al 100 per cento i convogli con l’energia prodotta dal vento dei campi eolici installati sia a terra che in mare.