Tre elettriche a fuoco in Francia, in una stazione di ricarica TotalEnergies di Montreuil, a sua volta distrutta dalle fiamme.
Tre elettriche a fuoco in una ricarica TotalEnergies

Il rogo risale a giovedì 7 maggio, intorno alle 18. Ma se ne continua a parlare sui media di mezza Europa perché le fiamme hanno riaperto il dibattito sulla sicurezza delle auto elettriche. Secondo i media francesi il fuoco è partito da uno dei tre veicoli, una Volkswagen ID. Buzz. I vigili del fuoco hanno spento l’incendio , che fortunatamente non ha provocato danni a persone. Mentre i danni materiali sono gravi. Ma quali possono essere le cause? Il sito francese Numerama fa notare che purtroppo non è la prima volta che questo modello si trova nel cuore di un incendio durante una ricarica rapida. “Nel luglio 2025, una ID. Buzz ha preso fuoco vicino a Saint-Brieuc mentre il veicolo stava ricaricando un Supercharger Tesla. L’incendio aveva poi mobilitato i vigili del fuoco per cinque ore. Da allora, una campagna di richiamo è stata lanciata nell’aprile 2026 dal costruttore per gli ID. Buzz, ma anche altri veicoli della gamma: ID.3, ID.4 e ID.5″.
Il motivo del richiamo, sempre secondo l’articolo, era: “I moduli cellulari della batteria ad alta tensione potrebbero surriscaldarsi durante la ricarica. Questo può portare al fuoco. La campagna riguardava i veicoli prodotti tra il 17 febbraio 2022 e il 23 agosto 2024. E non è dato sapere se il veicolo da cui sono partite le fiamme il 7 maggio è stato interessato da questa campagna di richiamo. Al momento i Vigili del fuoco, che stanno indagando sulle origini dell’incendio, non hanno fornito notizie sulle possibili cause. I media francesi ricordano però che le statistiche pubblicate raccolte anche in Francia dimostrano che i casi di incendio nelle auto elettriche sono molto più rari rispetto alle auto termiche. Dato confermato anche dalla video-intervista qui sotto. Il che non toglie che sarà molto importante capire che cosa è successo a Montreuil, per individuare i possibili rimedi.
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‘ moduli cellulari’ non si può vedere. Capisco fare le traduzioni dall’IA, ma fatele rileggere da qualcuno che capisce qualcosa di EV.
Credo che anche molti traduttori in carne ed ossa avrebbero tradotto cosí l’espressione “modules cellulaires”… che da quello che ho capito si puó rendere in italiano semplicemente con “moduli”. Rischia di confondere le idee l’uso di quel termine anche nel campo della telefonia cellulare.
Cinque ore di Vigili del fuoco, per spegnere tre auto, non si può sentire.
E quanti ettolitri di acqua, poi pesantemente inquinata, hanno versato sul suolo?
Se il danno ambientale ed economico è cento volte maggiore rispetto a una termica, ogni statistica di minor rischio di incendio, non ha alcun senso.
Perché invece olio e carburante persi mischiati all’acqua sono puliti?
…qui era coinvolta almeno una batteria NCM (vw id buzz), cioè quelle lunghe da spegnere; buona perte del mercato sta virando su celle LFP, sono più difficili da coinvolgere in un incendio e nel caso più facili da spegnere; e anche le nuove batterie NCM migliorano la resistenza al fuoco ogni anno
..e poi se il danno ambientale di un incendio fosse 2 volte quella di una termica (perché carburante e plastiche che bruciano ci sono anche sulle auto termiche, e anche la quantità di energoà liberata è simile, secondo uno studio antincendio dei paesi nordici), e il rischio statistico incendi 1/5, sarebbe ancora un miglioramento rispetto ad ora..
Preme ricordarle che a volte anche nei distributori per le termiche avvengono incidenti gravi: a Roma pochi mesi fa ci son stati 1-2 morti ed una cinquantina di feriti, oltre a distruzione e danni a strutture, auto, caseggiati e ad un asilo…come pure a Bologna 3 anni fa (alcuni feriti anche li). Senza dimenticare gli incidenti ai depositi (ad es Calenzano due anni fa, una trentina tra morti e feriti, oltre a danni ingentissimi), o quelli durante il trasporto dei combustibili (numerose le esplosioni di autocisterne, a volte solo con danni ingentissimi, spesso con anche morti e feriti: ricordo fra tutti quello sul raccordo dell’A1 vicino Bologna nel 2018, quasi 150 tra morti e feriti, autostrada distrutta e danni ingentissimi in tutto il circondario. E potrei continuare citando con i numerosissimi incidenti che coinvolgono e hanno coinvolto raffinerie, petroliere, oleodotti e pozzi petroliferi, dove, accanto a volte a morti e feriti, e ai danni alle strutture, si son registrati li si, innmerevoli volte danni ambientali giganteschi.
il rapporto tra BEV incendiate sul circolante è totalmente a favore rispetto al numero incendi delle ICE/ ibride etc
pertanto i litri impiegati e le ore di lavoro necessarie sono ancora molto a favore delle BEV
basta guardare le statistiche (su cui pure le compagnie assicurative si basano, non su antipatie o supposizioni).
Quanta acqua? Su una macchina elettrica? I vigili del fuoco userebbero su un dispositivo elettrico dell’acqua? 😯
Mah credo che i modelli ID lavorino a 400 V una semplice carica a 100 kW sono 250 Ampere. Una corrente non da poco. Qualsiasi imperfezione nel cablaggio elettrico a queste correnti puo’ portare a surriscaldamenti, archi voltaici che in corrente continua sono micidiali e come si e’ visto qui un runway termico inarrestabile. Questo non vuole dire niente se i cablaggi sono fatti bene ma nella loro complessita’ le auto elettriche secondo me sono potenzialmente piu’ delicate delle auto normali.
Il suo “secondo me” vale ben poco rispetto alle rilevazioni statistiche che *dimostrano* che le auto termiche sono decine di volte più a rischio incendio rispetto alle auto elettriche.
Tre modelli tutti grigio fumo di Londra 😁… Per quanto raro sia, la statistica parla di 25 su 100000 ê sempre un fastidio anche dato dal fatto c’è coinvolgono altri veicoli ed infrastrutture
e riguarda qualsiasi cosa innesca incendi, dalla sigaretta elettronica all’e-bike, smartphone/PC etc etc etc…