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Trasportare 1 milione e mezzo di turisti in elettrico? Si può con gli italo-croati di Tema

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Battelli elettrici che trasportano milioni di passeggeri l’anno, yacht di lusso da 12 metri che si muovono senza vibrazioni, ma pure motori per grandi navi, per auto e mezzi anti sminamento in ogni parte del mondo. E’ la storia di Tema, azienda di professori universitari croati, presente anche in Italia.

Un milione e mezzo di passeggeri trasportati completamente in elettrico. Non è il futuro, ma il presente. Siamo in Croazia, nel Parco Naturale dei Laghi di Plitvice, patrimonio Unesco dal 1979, dove operano battelli da 100 posti che fanno salire a bordo migliaia di turisti al giorno. Il merito tecnico di questo risparmio di emissioni è di Tema. Azienda croata dove scorre linfa imprenditoriale padovana grazie alla collaborazione, dal 1999, con l’ateneo veneto e l’acquisizione nel 2009 della compagnia di automazione ed elettronica Fortec. C’è tanto tricolore in questa azienda specializzata nella motorizzazione elettrica di barche da 10 fino a 60 metri, usando l’ibrido per quelle più grandi, e con motori da 10 a 1000 kW. Il cuore produttivo è  posizionato sulla nautica, ma questi elettro-imprenditori hanno creato anche motori per auto elettriche croate e mezzi militari – in particolare anti sminamento – usati nelle zone più estreme e inospitali del pianeta.

Nati nel cantiere navale Uljanik

“Abbiamo iniziato 30 anni fa con la tecnologia elettronica all’interno del cantiere navale di Uljanik  il più grande dell’Adriatico e qui si è affinata la nostra esperienza nei motori marini – spiega a VaiElettrico il professor Branimir Ružojčić dall’ufficio di Padova -. Eravamo e siamo un gruppo di docenti universitari che volevamo fare cose concrete oltre a pubblicare articoli e ricerche nelle riviste scientifiche; dunque abbiamo deciso di fare calcoli e realizzare prototipi con le nuove tecnologie, in particolare usando quella a magneti permanenti in motori sincroni“.

Una tecnologia applicata su yacht mentre negli ultimi anni Tema ha prodotto una trentina di battelli alimentati a batterie come quello che abbiamo visto in video. “In questo caso è possibile utilizzare un gran numero di batterie perché c’è spazio, questo è un elemento importante per garantire l’alimentazione del motore e quindi l’autonomia dell’imbarcazione che si ricarica di notte e lavora di giorno anche perché ha un’andatura lenta, massimo 4 nodi, che diminuisce il consumo di energia – spiega il professore -. Quello delle batterie è il problema dei problemi, anche per il loro costo elevato. I treni si muovono con i motori elettrici perché si ha il contatto con le sorgenti di energia, noi possiamo usare solo le batterie ma sono ad una fase di sviluppo datata XX secolo. Per i motori siamo invece nel XXI. Vi è, per esempio, una minima dispersione di energia rispetto al motore a scoppio”.

Yacht di lusso senza vibrazioni 

 

Branimir Ružojčić

Sulla nautica il professore fotografa il quadro attuale: “Per le navi grandi si usano i sistemi ibridi con la combinazione tra motori elettrici e a scoppio. Ci sono diverse famiglie di ibridi, si deve far lavorare il motore diesel nei punti ottimali dove ci sono rendimenti più alti così da risparmiare il combustibile”.

Le motorizzazioni di Tema si vedono in gioielli come quello del video,  uno yacht costruito a Viareggio da 53 metri, motore da 2640 Hp che naviga a 17,2 nodi. Sono completamente elettrici,invece, i WIA345 che si vedono nel video  che portano 12 persone, quattro posti letto e sono dotati di due motori TEMA SPM132 che forniscono ciascuno 12KW, la velocità arriva agli 8 nodi mentre l’autonomia arriva a 14 ore (con velocità a 5 nodi). E’ prodotto in Ungheria, vicino al lago Balaton.

Il know how di Tema è richiesto in tutto il mondo. A iniziare dall’Italia: “Tra qualche mese dobbiamo consegnare un battello elettrico per l’Idroscalo di Milano, lavoriamo con la Rolls-Royce e abbiamo un contratto per un catamarano da 35 metri negli Stati Uniti”. I motori Tema si utilizzano anche nelle auto, ma il core business del gruppo italo-croato è sull’acqua e non in strada.

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