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In Piemonte, fotovoltaico da record al posto di una centrale nucleare e una a gas

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fotovoltaico da record
Charxcontrol

Un impianto fotovoltaico da record, tra i più grandi del nord Italia, sul sito dove prima erano attive una centrale nucleare e una alimentata a gas naturale. Succede a Trino Vercellese, dove Enel Green Power ha aperto un parco solare da 87 megawatt. E’ stato “finanziato” anche dai cittadini residenti, che oltre all’energia verde parteciperanno agli utili

La transizione energetica? E’ già tra noi. Chi non ne fosse convinto può fare una gita a Trino Vercellese, in Piemonte. Enel Green Power, società delle rinnovabili dell’ex monopolista, ha appena inaugurato la un parco fotovoltaico da record, tra i più grandi del Nord Italia.

E cosa avrebbe di particolare, fra i tanti impianti solari del nostro Paese, a parte le dimensioni? E’ stato costruito sul sito che prima ospitava una centrale nucleare, la prima in assoluto costruita in Italia nei primi anni Sessanta e attiva fino al 1987, data del primo referendum sul nucleare.

L’impianto fotovoltaico da record di Trino Vercellese

I cittadini hanno partecipato al progetto e riceveranno una remunerazione

Non solo: nello stesso sito è stata attiva fino al 2013 una centrale a ciclo combinato, alimentata con gas naturale. Come si vede nella foto, che dall’alto riprende i 160mila pannelli bifacciali del nuovo impianti, sono ben visibili le torre di raffreddamento del vecchio “termoelettrico”. Da esempio di architettura archeologica a emblema della transizione energetica.

Il parco solare ha una potenza di circa 87 MW e produrrà circa 130 GWh ogni anno: in termini di impatto ambientale significa che il fabbisogno energetico di circa 47.000 famiglie, evitando l’emissione in atmosfera di 56mila tonnellate di CO2 e l’utilizzo di 29 milioni di metri cubi di gas.

Ma c’è di più. A spiegare come la transizione non riguardi solo fondi di investimenti e operatori energetica, al progetto di Trino partecipano anche i residenti del comune piemontese. Attraverso una campagna di crowdfunding hanno partecipato alla raccolta fondi per costruire l’impianto e ora riceveranno una remunerazione sul capitale investito.

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44 COMMENTI

  1. Quindi é un successo la produzione dell 8.4 per mille di energia pulita all’anno rispetto a quella che produceva il reattore nucleare che c’era prima?

    Se questi sono i successi della transizione energetica, allora gli insuccessi cosa sono?

    • Sia preciso, per favore: la capacità installata è di 87 MW e produrrà 120 GWh all’anno. La centrale nucleare Enrico Fermi funzionò per poco più di 10 anni. La capacità era di 260 MW e produsse in tutto circa 23 TWh

    • per me successi sono il costo molto più basso, pochi centesimi a kwh prodotto,
      e la semplicità, si può installare potenza più distribuita sul territorio invece che in un unico punto

  2. SMALTIMENTO PANNELLI FOTOVOLTAICI
    quanto smaltimento rifiuti produrranno i pannelli FT? tanto o poco?

    1 pannello TOPCon da 440 Watt pesa 22 kg,
    misura 1,7m x 1,1m, è il formato piccolo;
    la garanzia è lunga, rendimento 87% a 30 anni
    contando degrado e polvere, potenza media negli anni 410 Watt

    se non sostituiti per un up-grade, durerebbero anche fuori garanzia;
    c’è rischio grandine, ma per chicchi di dimensioni eccezionali, chicco tra “pallina da ping pong” e “pallina da tennis”; facciamo vita media 29 anni invece di 30 e stiamo sovrastimando i rischi (PS: ci sono anche con vetro rinforzato sino a grandine “pallina da tennis”)

    29 anni x 1300 ore annue x 410
    -> produrrà 15.500 Kwh -> 15 Mega.Watt.Ora

    qui sta un punto:
    >> non comporta la costruzione di edifici in cemento e metalli, al massimo agili pali di ferro zincati o di alluminio nel terreno ( durevoli e riciclabili 100%) o fissaggi per i tetti;
    >> la parte di elettronica di potenza è comune a ogni tipo di impianto di generazione di elettricità, per semplicità la do per scontata

    ecco che allora questi 22 kg forse sono un affare, specie perchè si riciclano;
    lo smaltimento avviene soprattutto con procedimenti meccanici, si recupera:
    – 15 kg vetro
    – 3 kg cornice alluminio
    – cablaggi rame + 0,1 kg scheda elettrica + 0,2 kg di metalli vari
    – 1 kg polvere di silicio
    – 2 kg su 3 di plastica

    – non è ambientalmente/economicamente conveniente riciclare un ultimo sfriso di 0,5 kg di plastica mista a tracce degli altri componenti, che viene bruciata o va in discarica

    0,5 kg di materiale plastico da smaltire o bruciare in impianti banali;
    è il quantitativo di plastica che buttiamo ogni 3-4 giorni a persona in imballaggi,
    pesa come la benzina che si usa per fare una sola volta 10 km (senza contare le perdite in raffineria)

    invece con il Fotovoltaico restituisce 15.500 KWh, che possono alimentare i consumi di 8 anni di un’auto elettrica; come impatto rifiuti a me sembra ottimo

    • Diciamo che non c’è storia, per questo secondo alcuni “devono essere osteggiati a tutti i costi”.

  3. Mi lascia perplesso solo l’utilizzo del suolo il rapporto kWh/m² mi sembra decisamente sproporzionato rispetto alla produzione di una energia non costante e derivata da materiali non sostenibili/rinnovabili (pannelli) e con efficienze misere.

    • non dovresti essere perplesso,visto che ogni litro di fossile bruciato
      scarica più di 2 kg di CO2 e altra m. invisibile ma puzzolente
      oltre alla co2 per portare a spasso il fossile in giro per il mondo
      oltre le perdite dei gasdotti che pure peggio

      io sono molto perplesso che oggi nel 2024 c’è ancora gente come te perplessa
      sulle rinnovabili

    • efficenza come la definisci? perchè il fotovoltaico è:

      ECONOMICO, senza parti mobili, modulare, trasportabile con un furgoncino, installabile da manodopera locale, fatto di materiali SICURI e RICICLABILI al 95%, utilizza la luce solare gratuita dal Sole, che ricordiamolo è un reattore a fusione già pronto

      la densità di potenza in realtà ad oggi è buona, e abbiamo disponibili le superfici, bastano 0,6% di terreni non utilizzati e altrettanti su coperture

      siamo invece limitati dai COSTI, che sono una misura concreta di “efficenza”

      il fotovoltaico utility costa 8 volte meno di altre tecnologie a bassa emissione ma ormai antiquate, ancheologia del secolo scorso, di cui immagino sei un patito visto che le pubblicizzano in modo disperato sul web con slogan simili

      nel mondo reale in cui contano i costi, il fotovoltaico e le rinnovabili permettono di decarbonizzare alla velocità massima, e anche di abbassare il costo dell’energia; le tecnologie non rinnovabili vanno nella direzione opposta

    • Il suo sembra un commento innocuo ma non lo è.
      Sui vantaggi del solare ormai il consenso è diffuso in ambito scientifico.
      Sulla costanza di produzione, occorre ricordare che la domanda non è costante e che anche con le fonti fossili si è costretti a sovradimensionare per soddisfare i picchi.
      Sui materiali, il grosso che si vede in estensione è ferramenta*, il resto impianti elettrici ed elettronici come ce ne sono tanti in ambito industriale senza che nessuno si faccia troppe domande sulla sostenibilità. Però quando si tratta di tecnologie che mettono a rischio la filiera fossile i seminatori di dubbi si prodigano subito per cercare di pilotare l’opinione pubblica in proprio favore.
      In pratica la storia del mondo riassunta in una transizione, forse la più importante per la storia dell’umanità dopo la scoperta del petrolio, che però inevitabilmente sta giungendo al suo termine.

      * I materiali semiconduttori sono una percentuale minima e sono in gran parte riciclabili (silicio) e altri materiali in quantità ancora minore in quanto usati come elementi di drogaggio del silicio.

      • No, non sono commenti innocui, sono pilotati.
        Lo schema è sempre quello oramai: utente mai visto, nickname formato dal solo nome, butta li il dubbio e sparisce. Il modo migliore per confermarlo è attendere, solitamente non tornano a ribattere, sono tutti mono-messaggio.
        Poi se Emanuele vorrà diventare un utente di questa comunità sono pronto a rimangiarmi tutto. Se.

    • questo è uno spazio inquinato di un sito ex-industriale; per lo stesso motivo potrebbero ampliarsi con pannelli anche sugli spazi circostanti, arrivando per es. a 300 MW o più di potenza, piuttosto che “coltivare” su quei terreni

      poi l’affermazione è senza senso in generale, la massimo è una battuta:

      per fare 200 TWh di energia fotovoltaica, tanti, il 70% dei consumi attuali italiani, bastano 90.000 ettari di terreni non coltivati + 90.000 ettari di coperture ( tetti parcheggi)

      sono tanti 90.000 ettari di terreni per fotovoltaico?
      non direi, perché secondo il censimento ISTAT

      30 milioni di ettari – superficie italia
      16 milioni di ettari – superfici accatastate come agricole

      di cui:
      9 milioni di ettari campi coltivati
      3 milioni di ettari prati e pascoli perenni
      4 milioni di ettari terreni non utilizzati di altro genere

      vedi che già solo nei prati perenni (non coltivati) o nei tereni non utilizzati è facile posizionare 0,09 milioni di ettari di fotovoltaico, anzi agrivoltaico;
      cioè su terreni altrimenti non utilizzati o persino in stato di abbandono e a rischio cementificazione edilizia per assenza di redditività

      perdiamo molto suolo agricolo ogni anno proprio a causa del cambio di utilizzo con cementificazione edilizia, l’agrivoltaico fornendo una redditività ai proprietari dei terreni sarebbe una difesa contro questo

      • Corretto, pero’ si dovrebbe aggiungere che, dalla stessa fonte:
        41,6% circa del terriotorio e’ collinare
        35% circa del terriotorio e’ montuoso
        Ora, siamo sempre su grandi numeri, pero’ dei 30 milioni di ettari sono 7 quelli pianeggianti, i restanti potrebbero o non potrebbero essere adatti ad installazioni, per morfologia, accessibilita’, altimetria etc.

        Quindi ‘facile posizionare’ e’ un’affermazione da contestualizzare meglio a mio parere.

        • colpa mia non ho scritto chiaro:

          30 milioni di ettari – superficie italia
          16 milioni di ettari – superfici accatastate come agricole

          —> 16 milioni agricoli di cui:
          9 milioni di ettari campi coltivati
          3 milioni di ettari prati e pascoli perenni
          4 milioni di ettari terreni non utilizzati di altro genere

      • Solo per completezza di informazione:
        30 milioni di ettari di cui 41,6% collinari, 35% montagna. Di pianura sono circa 7milioni.
        Dovremmo isolare i territori che per morfologia, altimetria e accessibilita’ sono compatibili, togliere quelli utilizzati e, sul rimanente, vedere che significa 90k ettari di pannelli. Sempre pochi forse, o forse no.

        • grazie AntonioR, osservazione corretta.. allora vediamo:

          > montagne sono in buona parte catalogate come “parchi nazionali”, cioè non sono nel computo dei 16 milioni di ettari di terreni agricoli

          > in collina (in zone accessibili senza esagerare con pendenze e funambolismi) si mettono i pannelli,
          in centro italia ho visto foto di grossi parchi nelle colline in centro italia, messi più verso il fondo valle, per nasconderli alla vista, per le regole paesaggistiche credo da noi non li puoi mettere visibili da lontano, cioè sulla cima della collina

          === abbiamo questi 3 milioni di ettari agricoli messi a pascoli o prati perenni,
          perché per qualche motivo non conviene o non si può coltivarli potrebbero essere i famosi terreni definiti economicamente “marginali”, oppure perchè vanno bene come pascoli;
          formalmente rimangono agricoli (forse anche per una questione di ricevere un minimo dai sussidi europei), ma magari sono non manutenzionati

          se ne metti qualcuno ad “agrivoltaico tipo 2”, avrai file di pannelli bassi spaziate in modo da non superare 40% di ombreggiatura e no creare uno stacco visivo e di colore con le aree agricole circostanti (sono le linee guida mase) e con l’obbligo (con verifiche ispettori) di fare anche un uso “agricolo” negli spazi tra le fila (e in parte sotto ai pannell stessi, le capre brucano), può essere sia la manuntezione minima a prato oppure il pascolo, in ogni caso diventa un terreno ben tenuto, e che da un buon reddito integrato all’azienza agricola, magari la aiuta ad affrancarsi dai prezzi della grande distribuzione

          la filiera di trasformazione, carburanti agricoli e trasporti, distribuzione alimentare in Italia è almeno al 70% in mano al gruppo Bonifiche Ferraresi – Eni – Coldiretti, che secondo me sono gli stessi che hanno spinto per il DL agricoltura ceh ha vietato l’agrivoltaico tipo 2; tengono gli agricoltori in pugno sia sulla filiera, che nella distribuzione dei sussidi europei

          === abbiamo anche i 4 milioni di ettari accatastati come agricoli “non utilizzati”, e spulciando nel censimento si vede che qui va fatta la tara, togliendo boschi, canali, aree di sfriso ai campi, capannoni, etc, alla fine se ricordo risultano 1 o 1,5 milioni di ettari ancora utilizzabili

          === abbiamo anche i 9 milioni di ettari con i campi veri
          qui mettere il fotovoltaico non è economico, bisogna fare strutture alte a pergolato, con incentivi statali; prr paradosso è l’unico agrovoltaico che il DL agricoltura ha lasciato ( proprio quello sopra campi) perchè essendo caro deve dipendere dagli incentivi, se ne farà poco alla volta (la prima tranche sono 1,4 GW) e fornira kwh a prezzi no cosi stracciati

          però anche qui saltera fuori un po alla vola qualche migliaio di ettari, perchè ci sono casi di sinergia in cui ha senso, ad esempio le serre per le coltivazioni di arbusti/frutta/etc

          • edit:
            si può ancora fare agrivoltaico su prati e pascoli, ma il decreto obbliga a fare strutture alte, più costose, rendendo meno scontato il rientro economico rapido senza incentivi,
            e obbliga a ripresentare da capo le pratiche dei progetti a chi non si fosse lasciato scoraggiare.. vediamo come si sviluppa

    • milioni di metri quadri in Italia vengono continuamente sottratti all’agricoltura o anche semplicemente a terreno libero e naturale, che previene surriscaldamenti e consente spazi di sicurezza durante le alluvioni.

      Alcuni terreni poi, una volta cementati o occupati ad uso produzioni restano inquinati per secoli ed il loro uso non è possibile per l’alimentazione né umana né animale.

      a quel punto renderli nuovamente “utili” con l’installazione dei F.E.R. e Accumuli non è uno spreco di territorio (le pertinenze degli insediamenti sono consentiti anche dalle ultime normative emanate).

      • Ma anche senza scomodare le industrie o il commercio, pensa al consumo di suolo per continuare a costruire abitazioni (per un Paese in calo demografico oltretutto) a scopo speculativo, invece di ristrutturare l’esistente.

        • Vero…tema costantemente riproposto…ma scontenta i “grandi elettori” di tutti gli schieramenti politici…e non se ne fa nulla…
          Al limite solo nei migliori piani di qualche amministrazione comunale… Altre fanno cassa con oneri urbanizzazione etc.

    • Ma per favore! E’ una scusa per ostacolare il fotovoltaico.
      Invece quando si usano terreni fertili per costruire mega logistiche, non è spazio rubato all’agricoltura?

  4. se si estendesse in tutti i comuni l’installazione in capannoni vuoti batterypack dentro e F.V. fuori … si stabilizza anche la rete in modo puntuale… ed occorrono molte meno centrali GAS/nuc a bilanciare i picchi (oltre alla corrente comprata di notte) col “dispacciamento”..

      • Tra l’altro potrebbero essere iniziative private. Con tutte le aziende di componentistica elettronica che magari hanno avanzi di magazzino (magari accumulati nel periodo bonus 110 e.poi crollati come richiesta) che potrebbero tentare un altro business…come quelle installazioni di ricarica di piccoli operatori. (L’ equivalente elettrico delle “pompe bianche “)

      • pannelli fotovoltaici del tipo TocCon type-n,
        resa minima 220 Watt/metro (22%),
        con garanzia 87% di potenza dopo 30 anni,
        in europa presi in pallets da 30 pannelli si comprano a 90e al KW potenza

        impianto completo utility di pannelli montati a terra costa circa 600-700 euro KW di potenza; 1 MW si intalla in 1 ettaro e si ripaga in 6-7 anni

  5. Ottimo! Qualcuno sa come forniranno energia in caso di cattivo tempo o nelle ore notturne? Sono previsti accumuli chimici o idraulici? O ci penseranno le centrali termiche?

      • Certo. Infatti mi chiedevo se a completamento dell’impianto fosse previsto anche un accumulo. Ma fa piacere vedere che siamo in sintonia.

        • ho visto oggi che la centrale ha un primo lotto di accumulatori per 100 MWh, ed è previsto che nei prossimi anni ne aggiungeranno altri

    • >> forse è ancora una fase acerba per gli accumuli:
      non abbiamo ancora molti picchi di satuazione da rinnovabili, l’energia generata viene consumata subito, non ne avanza ancora per essere stoccata;

      ad oggi è la quota ancora abbondante di metano a fare da integrazione, insieme all’idroelettrico e alle importazioni svizzere e francesi; al momento la priorità è erodere la quota del metano velocemnte cpon altre installazioni di rinnovabili

      nei prossimi 3 anni installeremo fotovoltaico (a coprire il picco diurno) e un po’ di altro eolico su terra; negli anni successivi inizieremo anche ad aggiungere eolico su mare (che lavora anche di notte e sono installazioni grandi, parchi ognuno anche da 200-700 MW)

      >> a occhio tra tre anni entriamo in una fase successiva (leggi governative masochiste permettendo):
      arriviamo a 50-60% rinnovabili (dipende dal mese considerato), e iniziano tanti picchi di energia in esubero, diventa utile e profittevole l’uso degli accumuli di rete

      == accumuli idroelettrici già presenti:
      circa 8 GW di potenza e 60 GWh di capacità; ancora non lavorano molto

      == nuovi impianti di accumulo in approvazione al Mase,
      i primi saranno attivi tra 3 anni e gli altri a seguire
      sono idroelettrici e a batterie (bess)
      potenza aggiuntiva 18 GW e capacità aggiuntiva circa 100 GWh

      • “arriviamo a 50-60% rinnovabili…”

        Beh, il 50% da rinnovabili è da marzo scorso che lo abbiamo toccato e leggermente superato, quindi siamo ottimisti: fra tre anni arriveremo al 60-70% da marzo a ottobre! 🤞💪😃

        • con un referendum per modificare il DL agricoltura forse si potrebbe fare

          con i vari benefici diretti e indiretti tornerenno un paese in prima fila in europa, come rinnobabili abbiamo più potenziale della Germania, se ci lavorassimo a testa bassa potremmo diventare esportatori..

      • Come in tanti paesi sicuramente verranno installati tanti TW di accumuli (sempre che non trovino nuove opposizioni..visto che a volte vogliono occupare aree agricole…minviene in mente un progetto di Fauglia -PI- con capitali arabi..)
        Bisogna considerare comunque che sono in fase di realizzazione le dorsali di trasferimento ..anche al sud Italia… (HVDC marini ad es ) per connettere i previsti impianti eolici con le aziende più a nord…il problema è anche avere le maggiori disponibilità di sole e vento al sud e le maggiori richieste energetiche al nord
        Occorre anche risolvere i casi tipo ILVA , Aferpi +JSW per essere competitivi con l’ acciaio “green” (che serve pure per la costruzione del ponte sullo stretto e le nuove ferrovie ad alta capacità in Sicilia

      • Porto l’esempio svizzero (cfr. anche post su LinkdIn di Bruno Storni): seppur la svizzzera non sia stata una campionessa in fatto di fotovoltaico (molti paese hanno fatto meglio), anche qui c’è stato un forte aumento di produzione da energia di FV, che ha permesso di “risparmiare” le dighe nei mesi caldi. L’accumulo di acqua è stata sfruttata in inverno, quando normalmente si importava energia elettrica, mentre gli ultimi due inverni la svizzera è stata esportatrice netta.

        P.s. trovo sempre molto interessanti i commenti di r.s.

        • grazie, siamo in tanti a stare piacevolmente su questo blog

          aggiungo che metà della nostra energia importata viene dalla Svizzera, che nel 2017, quando si è capito che le rinnovabili scendevano di costo (lo stesso dibattito c’è stato nel parlamento inglese nel 2018, fermando tutti i progetti di reattori non già inziati), con tempismo ha ratificato la dismissione lenta della sua quota di nucleare

          per sostituirla hanno pianificato di aggiungere altro fotovoltaico e idroelettrico, di cui gioveremo anche noi perchè fa da accumulatore condiviso con il nostro nord italia e i nostri impianti idrolettrici

          settimana scorsa hanno votato una apposita “legge dell’elettricità” a furor di popolo ( 69% favorevoli):
          https://www.bfe.admin.ch/bfe/it/home/versorgung/stromversorgung/bundesgesetz-erneuerbare-stromversorgung.html

          • Guarda caso la collaborazione porta a vantaggi per tutti (win-win)

            Chi ha idroelettrico abbondante .. chi nucleare (ma se vecchio e malandato ha tempo e modo di intervenire col refitting) …
            Il vantaggio delle fonti F.E.R. è che se messe in rete europea con sistemi intelligenti di gestione (bilanciamento e dispacciamento..ora anche con supporto I.A.) possono rendere tutto il continente più indipendente energeticamente e competitivo, visto che si possono insediare stabilimenti produttivi ove insistono le migliori sinergie locali (presenza porti, sub_fornitori, materie prime, assenza vincoli idrogeologici o sismici).
            Il guaio è che c’è sempre “chi rema contro” per interessi di parte…

          • Esatto, per fortuna la popolazione ha accettato la legge sull’approvvigionamento energetico, così da dare un accelerata alle FER. Tuttavia anche qui c’è ancora chi batte il chiodo sul nucleare e di abrogare la legge del 2017…

    • Accumuleranno i picchi di produzione nelle batterie delle auto elettriche. Io faccio così, tra tutte e due ho 70kWh di capacità, più 13 a casa. Non ho ancora ricevuto un euro dal GSE quest’anno perché trattengo tutta la produzione. Certo se lei campa sui combustibili fossili dovrà trovare ogni ombra di svantaggio da tutto ciò, altrimenti se si dovesse diffondere il passaparola della soddisfazione di noi autoproduttori di energia elettrica, sa quanti clienti rischia di perdere

      • Stesso nostro piano, 20 kwh di statico (potenzialmente espandibile avendo le batterie modulari di byd), 21 della twingo e a giorni altri 77 della seconda bev.
        Casa completamente elettrica e da metà maggio siamo in completa autosufficienza tranne un paio di giorni in cui ha diluviato senza sosta.
        Estendendo questo modello a scala utility si può diventare totalmente indipendenti usando solo fonti rinnovabili. Basta volerlo.

    • io invece credo al 100% rinnovabili
      in Italia non so quando sarà possibile
      ma so che ci sono PRIVATI di un certo peso , che si apprestano a risolvere questa sfida tecnologica

      Google intende farlo con le sue server Farm a Zero emissioni
      il suo mix coprende :
      eolico
      fotovoltaico
      un geotemico di sua proprietà intellettuale
      e ovviamente accumulo chimico

      perchè google investe miliardi di dollari nel geotermico ,sono pazzi ?
      una storia iniziata in Italia
      https://www.youtube.com/watch?v=AZcB6ME8VyI

      Per l’Italia io inoltre credo nell’accumulo idroelettrico ,gravitazionale,termico
      e nell’accumulo di biogas da bruciare nei durante i due mesi critici invernali
      magari con coogeneratori , riducendo i consumi per generare calore a livello di quartiere

      il mix Energetico delle rinnovabili è sicuramente più complesso da gestire dell’attuale
      ma è più sostenibile e
      E ..
      ECONOMICO DELL’ATTUALE !!!

      my 2 cent di stupidità vs intelligenza

      • Diciamo che noi possiamo anche andare oltre il 100% ed esportare, oggi mi pare che abbiamo un problema di connessioni, ad esempio in Sicilia ci sono momenti in cui i link sono saturi. Certo bisognerebbe mettere degli accumuli per poter usare le dorsali fino a saturazione.

      • https://www.quaise.energy/

        dal 2022 lavorano sul realizzare trivelle a microonde, per bucare in profondità in modo economicamente conveniente, in pratica la trivella sarebbe un tubo vuoto che guida l’energia elettromagnetica sino alla punta e vaporizza la roccia, assomiglia a uno degli utensili futuribili dei libri di Asimov; sono arrivati a fare un test di 2,5 metri; dovranno riuscire a realizzare segmenti giuntabili come le trivelle tradizionali

        tra un tot di anni contano di poter sfruttare molto di più il geotermico profondo, anche dove non è così vicino alla superficie (come a Larderello o in Islanda)

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