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Transizione energetica e auto elettrica: la versione di Nicola Armaroli

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La transizione energetic secondo Nicola Armaroli. «Siamo di fronte a una sfida terribile», ci dice. Possiamo farcela, ma il tempo per affrontare la crisi climatica sta per scadere: dobbiamo agire immediatamente, o ci troveremo i torrenti in cucina e l’acqua del mare alla gola. Usiamo perciò tutte le tecnologie che già abbiamo per abbattere le emissioni di CO2 e smettiamola di inseguire i sogni su un futuro che non arriverà fra dieci anni e forse nemmeno 30 o 40.

nicola armaroli

E’ una lunga riflessione quella che il direttore di ricerca del Cnr e membro dell’Accademia nazionale delle Scienze Nicola Armaroli regala a Vaielettrico nel video che mettiamo in copertina.

La trazione elettrica consuma meno energia

Sollecitato da questa tabella sull’energia utilizzata dalla nostra Renault Zoe per percorrere 712 km da Roma a Reggio Calabria raffrontatia a una equivalente termica, Armaroli esordisce dando le cifre della maggior efficienza della trazione elettrica.

Quindi, dice Nicola Armaroli, la mobilità elettrica è una delle soluzioni per abbattere i consumi di energia primaria come ci chiede l’Europa nel Green Deal.  Meno energia consumata, significa meno CO2 emessa. E «comunque le si calcoliino, le emissioni di un’auto elettrica nell’intero ciclo di vita sono circa la metà di una equivalente termica, qualunque sia il mix di produzione elettrica».

Energia 100% green? Impresa colossale, ma possibile

In Italia, ricorda, il 40% circa è già da fonti rinnovabili. Ma l’obiettivo di salire al 72% entro il 2030 è «una cosa enorme: dobbiamo installare fotovoltaico ed eolico sette volte più velocemente di come abbiamo fatto negli ultimi 20 anni».

E’ tecnicamente possibile produrre tutta l’energia elettrica che ci serve solo da fonti rinnovabili? «Non parliamone nemmeno: in un’ora il sole manda sulla terra l’energia che l’umanità consuma in un anno _ risponde lo scienziato _. Ora sappiamo anche come catturarla a costi competitivi, quindi…».

Un impianto di stoccaggio realizzato da Engie Eps

Ma la manda in modo intermittente, troppa in certi momenti e troppo poca in altri. Sappiamo anche come stoccarla e distribuirla?

«I pompaggi nei bacini idroelettrici sono la forma di stoccaggio più antica, più efficiente e più flsssibile. In Italia abbiamo ancora tanta capacità di stoccaggio non utilizzata. Le batterie, con varie tecnologie, sono un’altra soluzione, in fortissima espansione in Australia e negli Stati Uniti».

L’idrogeno? Riparliamone dopo il 2030

Poi ci sarebbe l’idrogeno (leggi)…«Certo, non lo demonizzo assolutamente. Offre molti vantaggi, come la rapidità di impiego in caso di necessità e la possibilità di conservare energia per lunghi periodi. Però è inefficiente: fatta cento l’energia utilizzata per produrlo, ne può restituire solo il 30%. Voglio dire che potremo pensare all’idrogeno solo quando avremo un consistente surplus di energia rinnovabile. Allora ne varrà la pena, ma questo accadrà solo dopo il 2030. Ripeto, oggi l’urgenza è installare rinnovabili a tutto spiano e elettrificare tutto ciò che si può elettrificare».

Trasporto merci: riportiamo più vicine le fabbriche

nicola armaroli

Non tutto ciò che produce CO2 si può elettrificare; alcuni processi industriali, per esempio, o il trasporto merci su camion e navi. Contiuare a bruciare gas e petrolio, però, secondo Nicola Armaroli è pura follia. Un giorno, forse, avremo idrogeno a sufficienza per sostituirlo, ma oggi? «Sto pensando seriamente che non ci sia alternativa: dobbiamo riportare le produzioni industriali là dove i prodotti vengono acquistati e consumati. Per oltre 30 anni abbiamo continuato a delocalizzare, facendo fare alle merci due o tre volte il giro del mondo. Questo era possibile perchè il petrolio non costava nulla e sprecarlo non era un problema. Oggi non possiamo più permettercelo».

quelli che "l'auto elettrica...

Il trasporto privato leggero, invece, va inevitabilmente verso l’elettrificazione totale. Perchè è vero che un’auto elettrica con 500 km di autonomia  ha bisogno di 400 chili di batterie, mentre una termica li percorre con 25 kg di benzina. «Però, le batterie sono sempre le stesse per almeno 8 anni, mentre nel frattempo una termica brucia sette volte il suo peso in carburante ed emette 20 volte il suo peso in CO2. Vi sembra possibile?».

La cattura della CO2 è una falsa speranza

Ma se il problema sono le emissioni di CO2, con le conseguenze climatiche che esse provocano, qualcuno propone di sequestrarle e stoccarle a pressione nel sottosuolo. Armaroli non è fra questi. Pensa che si tratti di una tecnologia costosa, improbabile e energicamente dispendiosa.

Su venti progetti di sequestro attivati nel mondo, 19 sono già falliti e uno sopravvive in quanto finalizzato all’estrazione forzata del petrolio; un controsenso. Improbabile, perchè sarebbe necessario sequestrarne almeno da 2 a 20 miliardi di tonnellate sui 36 miliardi emessi annulamante, mentre ad oggi siamo in grado di catturarne solo 40 milioni di tonnellate. Energicamente dispendiosa, perchè la cattura delle emissioni di una centrale termoelettrica richiederebbe l’utilizzo del 30% circa dell’elettricità prodotta.

La morale della favole è quella che abbiamo detto all’inizio: muoviamoci immediatamente con il meglio delle tecnologie che già possediamo.

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75 COMMENTI

  1. Le considerazioni del prof. Armaroli sono assolutamente condivisibili nel senso che sono basate su numeri assolutamente indiscutibili che mi permetto di riepilogare:
    1) fatto pari a 1 il consumo energetico mondiale in tutte le sue forme, il sole invia sulla terra, in un anno, un quantitativo di energia pari a quasi 9.000. Quindi in un’ora il sole manda sulla terra tutta l’energia che consumiamo sul pianeta in un anno in tutte le sue forme.
    2) Allora perchè basiamo il nostro consumo energetico sul petrolio o simili? perchè costa poco!! ma solo perchè ci scordiamo di mettere nel conteggio i danni provocati da tutto ciò che viene prodotto bruciando petrolio per produrre energia.
    3) abbiamo tecnologie che ci permettono di affrontare oggi il problema oggi, ma facciamo due conti: se anche usassimo petrolio per produrre l’energia elettrica consumata dai veicoli elettrici, la maggiore efficienza dei veicoli elettrici farebbe diminuire il consumo del petrolio destinato alla produzione di combustibili, del 50% . Lo traduco: le sette sorelle (ENI compresa) perderebbero il 50% del fatturato derivante dalla vendita di carburanti…
    4) quindi la politica fa ciò che deve: da trenta anni dice che bisogna mettere le infrastrutture di ricarica e non lo fa, da trenta anni dice che bisogna fare ricerca sulla mobilità alternativa e i soldi si spendono per l’idrogeno (che farebbe aumentare il consumo di petrolio) e poi ecco il nostro primo ministro che, parlando di cose che non sa, a Glasgow ci dice che: la CO2 non si può produrre, l’energia elettrica ci serve, LE RINNOVABILI NON CE LA FANNO (!!!???) quindi? mi sa che resta solo il nucleare
    Meno male che c’è gente come Armaroli che dice come stanno le cose, però c’è molto da lavorare a livello divulgativo. Il problema sembra tecnico, ma è di comunicazione

  2. Spiace farlo presente ma non ci siamo, finché si escludono dall’equazione parte delle soluzioni e sovrastimando effetto di altre non se ne esce.
    Le rinnovabili hanno un potenziale troppo limitato senza una soluzione per lo stoccaggio e/o una tecnologia di appoggio per un baseload energetico. Punto. Occorrerebbero nuove tecnologie di stoccaggio ( batteria o altro ) o di trasmissione che sono purtroppo lontanissime. Ovviamente lo stoccaggio idroelettrico non può essere per sua natura una soluzione massiva.
    Non menzionare energia nucleare è inaccettabile. Chiudere superficialmente a CCS idem.
    La situazione è urgente, c’è bisogno di una presa di consapevolezza di una parte del mondo ambientalista su questo punto. Per la cronaca ho due macchine elettriche, pannelli solari, una batteria di accumulo, sono pure diventato vegetariano tanto per rendere manifesto quanto sia franca e non interessata la mia posizione.

    Spero proprio che possiate prendere in considerazione di riaprire certe posizioni non delegandole ad un singolo esperto che per quanto autorevole e capace da una visione parziale del tema complessivo.
    O almeno evitate di parlarne, basta e avanza ottimo lavoro informativo a supporto della transizione verso veicoli elettrici.
    Grazie per attenzione

    • Con questo suo commento, Alessandro, lei si pone un gradino al di sopra del professor Nicola Armaroli e della comunità scientifica che ha validato il Green Deal europeo. Non ci permettiamo di dire che ha torto, ma dovrebbe dimostrarcelo con qualche elemento in più, oltre al “punto”.

      • Non mi pongo sopra. Mi attengo anche se noto qualche incertezza causata dall’inevitabilità del piglio politico della decisione.
        Sul nucleare la commissione di esperti convocata ha dato parere favorevole. E’ un fatto.
        Sul piatto c’è inclusione dell’energia nucleare a patto che si faccia altrettanto con gas naturale. Ovviamente questo rispecchia le posizioni di Francia e Germania.
        La forza con cui spinge la Germania sul gas naturale da la dimensione della fragilità sui cui poggiano le rinnovabili allo stato attuale.

        https://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/energia/2021/07/06/dombrovskis-ue-verso-regolamento-su-gas-e-nucleare-verdi_81e56538-991d-40d4-9cdd-63546a0c58da.html

        • Un conto è parlare di come gestire la transizione, che ovviamente avrà una sua progressività soprattutto per chi deve rimpiazzare il carbone; un altro è ipotizzare lo scenario di neutralità assoluta del carbonio. In quello scenario (2050) il nucleare mantiene una quota sostanzialmente identica all’esistente, che è inferiore al 10%. Le rinnovabili dovranno coprire circa il 90% del fabbisogno energetico europeo. Con tutto quello che ciò comporta anche in termini di capacità di stoccaggio. Nessuno nega la fragilità delle rinnovabili allo stato attuale, ma non per immaturità delle tecnologie bensì per insufficienza degli investimenti. Questo, mi pare, è il messaggio del professor Armaroli.

          • “Nessuno nega la fragilità delle rinnovabili allo stato attuale, ma non per immaturità delle tecnologie bensì per insufficienza degli investimenti.”

            Purtroppo ad oggi non esiste una tecnologia di stoccaggio che permetta di liberare a pieno il potenziale delle rinnovabili. Possiamo arrivare al 60% di rinnovabile, oltre è oggi tecnicamente improponibile.
            Cerchiamo di non immaginare un mondo in cui possiamo permetterci di pagare la bolletta 10x o simili perché non può esistere, non nel modo che lo conosciamo.

            Il modello californiano nonostante forte economia, investimenti imponenti ( non certo applicabili al mondo intero) procede a scatti e con più di qualche incertezza.
            Ci si augura di arrivarci presto ma siamo davvero lontani. Invito quindi ad essere cauti e realisti e guardare con occhi diversi le soluzioni che già ora ci sono e consentono alla Francia di avere i costi di energia e ambientali più bassi di tutti. Pare un risultato da poco ?
            Trovo incredibile che non si percepisca o si sminuisca questo fatto.

            Ricordo poi che il fabbisogno energetico crescerà con il virare verso trazione elettrica.
            Non bisogna essere troppi ottimisti circa una tecnologia ma mettere in campo le strategia più efficaci. E farlo alla svelta anche.

            Soluzione che escludono il nucleare e che fanno passare il gas naturale dalla finestra mi lasciano un po’ interdetto. Il punto è che allo stato attuale se dici no al nucleare quella è una scelta quasi obbligata.

            Dubito che sia quella giusta, di certo quella più semplice, sappiamo tutti che il nucleare ha costi iniziali elevati e un problema di accettazione sociale/politica ( lo scrivi dritto IPCC ) più complicato da gestire.

            Grazie ancora per attenzione, il mio intervento non vuole essere polemico, spero si noti.

        • Purtroppo il nucleare conviene economicamente solo a chi produce l’impianto, dopo di che è un costo sociale e non solo per noi ma per me generazioni future, basti guardare cosa stiamo spendendo per le scorie delle centrali dismesse, io ho votato no come la maggior parte dei italiani, poi non ditemi che non è pericolosa una tecnologia che con i propri scatti può uccidere milioni di persone per migliaia di anni.

    • continuate a pensare che le batterie stazionarie per le rinnovabili sono e saranno sempre al litio con i costi che ne deriverebbero ..
      le litio verranno senzaltro usate in impianti medio piccoli tra 10 anni come seconda vita delle batterie automotive
      MA per la prodizione IMPONENTE delle rinnovabili verranno usate altri tipi di chimiche
      sono in fase di test le ferro-aria e ioni di sodio
      le batterie stazionarie , che non hanno vincoli di volume o peso , bestialità che ho sentito dire da Chicco Testa , ex dirigente enel (meno male)

      In Australia stanno realizzando un impianto di rinnovabili che ESPORTERA’ ENERGIA
      in Nuova Zelanda a 5000 cinquemila km dalla sorgente entro il 2027

      provi a immaginare , se non muoveremo il cu..ore noi , chi ci fornirà l’energia tra qualche decennio ?

      chi ha detto nord africa
      ha vinto un biscottino

    • Nucleare? Da fissione, magari?
      Ma sul serio, siamo ancora a questo punto?
      Davvero qualcuno crede ancora che la fissione nucleare risolverà i problemi energetici?
      Ci vogliono almeno 15 anni tra progettazione e realizzazione, sempre che tutto vada bene, e la centrale di Olkiluoto insegna che non è così. Doveva essere pronta nel 2009 forse riusciranno ad accenderla nella primavera del 2022.
      Il fiore all’occhiello dei francesi di EDF.
      Ma per favore, Dio ce ne scampi

      • Ancora con questo storia, l’unico a trarne beneficio è chi produce l’impianto, dopo di lui son solo costi per l’intera filiera, per le generazioni future e per l’ambiente, e questi conti li hanno fatti e pubblicati più volte, quindi non conviene a nessuno tranne a chi fa l’impianto.

      • A mio parere la ricerca deve essere fatta su tutto, il transistor (BJT) è stato inventato per sbaglio, pure la colla dei post it. Lasciamo lavorare i ricercatori che se viene fuori una trovata magari per la odiata fissione, la vogliamo buttare via? Adesso non è il caso, come rischi, come costi ecc. ma ostinarci a rifiutare a prescindere…
        Mi ricorda l’avversione all’elettrico di qualche anno fa (e ne sono rimasti i rimasugli): “è assurdo”, “le batterie scoppiano come quelle dei cellulari Samsung”, “Il costo è troppo alto”, “non c’è confronto di costi e prestazioni con il motore tradizionale”, ecc. Se fossimo partiti 10 anni prima, quando purtroppo il petrolio era ancora troppo competitivo e non c’era l’allarme climatico, adesso avremmo auto da 5000€ con autonomia di 1000km. E pensare che nel ’73 andavamo in giro in bici la domenica perchè c’era l’austerity e il petrolio doveva finire nel 2000. Le auto dovevano avere il CX minimo e oggi ci vendono e vogliamo (ripeto vogliamo) dei SUV che sono aerodinamicamente dei paracadute. Così pure per l’idrogeno per le auto, ora no ma chissà fra qualche anno.

        • Concordo su quasi tutto. Purtroppo, però, la crisi climatica l’avevamo individuata da molto più tempo (Rio 1970, e soprattutto Protocollo di Kyoto 1993) e abbiamo fatto finta di non vederla.

    • Sempre sul nucleare…. facciamo finta di ignorare la questione delle conseguenze di un incidente, improbabile ma non impossibile come la storia ci dimostra. È una forma di energia costosissima, quando si conteggiano anche gli enormi costi di costruzione e dismissione delle centrali e di gestione delle scorie. La Francia ha sviluppato la sua industria nucleare con lo scopo di costruire la “force de frappe” (leggasi arsenale nucleare) ed oggi svende il surplus di energia prodotta di notte perchè le centrali hanno una limitata capacità di regolazione.

  3. Una stretta di mani Virtuale al Prof. Armaroli, In poche righe ha spiegato in modo semplice e tecnicamente esatto come stanno le cose.
    Il problema è che vedo un abisso tra la “Realtà” scientifica così come la esposta Armaroli e come si sta muovendo la politica e le multinazionali, se andiamo avanti così con progetti d fusione nucleare e con l’idrogeno mentre dall’altra parte non siamo in grado di installare delle stazioni di rifornimento per EV sulle autostrade; E fotovoltaico? Come mai la realizzazione di un impianto fotovoltaico non rappresenta un intervento trainante per il 110%? Come mai ancora tanti tetti privi di impianto FV? Cosa aspettano ad alzare le detrazioni FV con SSP dal 50% al 75%?
    Mi sa che andrà a finire proprio così, che andiamo a “Sbattere”, sarà dura che poi la conclusione anche del prof Armaroli.
    Lo farei ministro per la transizione energetica.

    • Perché ne n ha senso montare un impianto FV senza cambiare la caldaia, quindi lo puoi fare se cambi con PDC, o al limite con cappotto perché così la caldaia a metano inquina meno

      • In realtà ha senso, sostituisci il piano cotture da gas ad induzione ed elimini la presa d’aria da 20cm di diametro per l’areazione, che in inverno ti tira dentro tanta di quell’aria gelida…
        Poi puoi sempre utilizzare i climatizzatori per riscaldare nelle mezze stagioni, e nel caso aiutare la caldaia.
        E poi devi sostituire la PdC.
        Però, magari, non hai abbastanza soldi per fare tutto subito.

        • Per fare tutto è subito lo puoi fare con il 110% come sto facendo io e mio fratello e mia madre e nostri amici, e come hanno già fatto conoscenti e vicini, quindi che problema è, se hanno dato da fare dei lavori trainanti per poter mettere il FV un motivo di calcoli c’è.
          Io a parte la caldaia che oramai ha 17 anni sono già passato a tutto elettrico, condizionatori, piano a induzione, forno, microonde, asciugatrice, e tutto il resto, e tutto dove possibile in classe A+++
          Manca solo la vecchia caldaia, che faremo a breve con il 110%.

          • Bravo, io sono già 5 anni che vivo in una casa passiva, senza gas.
            Il 110% va bene per tutto, ma consiglio sempre, se economicamente possibile, di installare il fv con il 50%, in modo di poter accedere allo SSP che ti mette al riparo dagli aumenti dei costi dell’energia elettrica.

      • In realtà il metano avrebbe ancora un senso per il riscaldamento, perdite delle conduttore a parte

        non con le caldaie però , ma con i
        COOGENERATORI, che hanno un rendimento molto più elevato
        il problema è che un coogeneratore va condiviso
        produce riscaldamento e acqua calda sanitaria per 4 abitazioni e elettricità per una

        purtroppo , da noi,non vanno di moda nemmeno in alberghie e strutture ospedaliere ,
        figuriamoci in condomini privati ,
        dove l’alta litigiosità ci ha “costretti” alle caldaiette autonome

  4. Ascoltiamo tante farloccate dette da personaggi “famosi” e incompetenti, e non ci fidiamo di chi studia e espone scientificamente con prove e riprove.
    Crediamo più a quello che ci fa comodo che alla verità scomoda.
    Il cambiamento della mobilità sarà obbligato, sperando in una guida lungimirante da parte della politica.

  5. Tanto a questo passo e visto che la maggioranza snobba o contesto le elettriche, faranno partire un DPCM green pass pure per le auto, se lo vuoi e vuoi circolare devi essere a emissione zero, se no te ne resti a casa.

    La mia voleva essere un battuta, ba visto che gli abbiamo permesso tutto lo potranno benissimo fare tra qualche anno vedendo che le quote di immatricolazione non decollano.

    • In effetti se tra due soluzioni/proposte ne vuoi favorire una ci sono 2 stradde:
      1) vieti quella che non vuoi perseguire
      2) incentivi quella che vuoi favorire
      Purtroppo il divieto di usare l’auto in molte realtà esiste già. Anche da noi c’è spesso il divieto alle auto < euro3. Mia suocera smise di usare la sua Y10 del '94 (1000km/anno per andare al cimitero) perchè da casa al cimitero c'è un tratto da 300m con divieto. Ma quanti girano lo stesso? Quanti hanno continuato a girare durante il divieto per COVID? Quanti hanno tolto la marmitta catalitica? Quanti usano una auto palesemente fuori dai parametri (fumo nero, puzzo incredibile) ma hanno passato la revisione 1 settimana fa?
      L'unica è incentivare, non solo sull'acquisto, ma anche sull'utilizzo, alzando il costo dei carburanti normali.

      • Il costo del carburante poi si fa sentire sul prezzo delle merci, i camion e furgoni girano con quello, sono d’accordo ma il costo sociale diventerebbe non più sostenibile, mentre incentivare al massimo le EV sarebbe la strada più plausibile, il problema di fondo è che la maggior parte di chi potrebbe benissimo già averla e usarla normalmente non lo fa con mille scuse, poi ci si mette anche la TV a remare contro ed il gioco è fatto, ma tanto prima o poi ci obbligheranno senza se e senza ma, e in quel momento sarà veramente doloroso, perché potrebbe benissimo non mettere nessun incentivo tanto è un obbligo, e come per salvarci dal covid sarà per salvarci dallo smog che fa più morti del covid, quindi è da riflettere molto attentamente prima di dire tanto io non cambio perché c’è sempre qualcun’altro che lo fa al posto mio.

          • 🤣🤣🤣🤣🤣 e tutto quello che hanno fatto in questi ultimi due anni, secondo lei cosa sono 😡😡

          • Vedo che si continua a travisare qualsiasi commento. Cosa c’entrano le imposizioni da stato etico, quello si e quello no perchè fa male all’ambiente ma intanto continuo a vendere le sigarette, con le leggi che regolano la convivenza civile.

          • Ottimo esempio: da 20 anni è vietato fumare in qualsiasi luogo chiuso dove potrebbe infastidire gli altri. Lei la trova un’imposizione antidemocratica? A me pare proprio una regola di convivenza civile. I gas di scarico avvelenano l’aria di tutti e le emissioni di CO2 mettono in crisi l’equilibrio climatico del pianeta di tutti.
            Concludendo: penso che lei, Carlo, abbia idee molto vaghe sul significato di democrazia

          • Per rimanere in campo mobilità
            – obbligo della patente anche per il CIAO
            – obbligo del casco, anche per il CIAO
            – obbligo dell’assicurazione anche per il CIAO
            – obbligo delle cinture di sicurezza, non per il CIAO 😂🤣
            e poi marmitta catalitica, FAP, Air Bag, tutta roba che devo comprare e pagare per forza…. Dittatori…libertà libertà libertà 😁😜😜

          • in un paese democratico se ledi il benessere delle altre persone sei perseguibile. Siamo ad un punto tale che l’inquinamento è pervasivo nell ambiente quindi io reputo un aggressione nei miei confronti e delle persone a cui tengo il fatto che qualcuno si ostini a fare i sui “SPORCHI” comodi scaricando nell’ambiete dove TUTTI dobbiamo vivere

          • @Daniele CL, non devi pagare nulla per forza, puoi sempre muoverti a piedi.
            Oppure pagare per acquistare una bicicletta.
            E vivere felici

          • Caro Carlo se tutti quelli che si sono ammalati causa smog, e ce ne moltissimi facessero causa collettiva verso lo stato che lo ha e continua a permettere la loro circolazione e verso le lobby del petrolio, secondo te come andremmo a finire, ed anch’io parlo contro i miei interessi visto che non ho la possibilità di cambiare le altre due auto a combustione, l’unico dato di fatto che le due stufe in un anno assieme non superano i 1000km solo che da noi non esistono mezzi di trasporto e negli anni quei pochi che c’erano li hanno soppressi, per favorire l’autotrasporto, quindi è da riflettere bene a che interessi danno la priorità.

          • @Athos, ero ironico, in antitesi con Carlo: “Non esistono imposizioni in un paese democratico.”
            Noi, pur vivendo in un paese democratico, di “imposizioni” legali ne subiamo molte e giustamente.

  6. Condivido il discorso del Prof. Armaroli sulla necessità di abbattimento delle emissioni di CO2 e di incremento delle fonti rinnovabili anche grazie allo sviluppo tecnologico. Nel contempo, però, bisognerebbe lavorare su altro fronte: la riduzione degli sprechi di energia e, più in generale, dei consumi.

    Alcuni ricercatori dell’Università di Sidney e dell’ETH di Zurigo hanno dimostrato come lo scenario della decrescita (che non significa recessione, ma implica una profonda trasformazione del sistema socioeconomico e politico attuale) abbia un elevato potenziale per contrastare la crisi climatica. Eppure, l’IPCC non l’ha considerato (in 222 scenari per contenere l’incremento di temperatura entro 1,5° gradi):

    https://www.nature.com/articles/s41467-021-22884-9

    L’energia non rinnovabile è peggiore rispetto a quella rinnovabile, ma la migliore energia rinnovabile è quella che non si consuma e, quindi, non richiede nemmeno di essere prodotta.

    • Ma veramente io ho capito principalmente proprio questo dal discorso del professore. Si alla mobilità elettrica perché il motore elettrico essendo più efficiente consuma meno energia, indipendentemente da quali fonti provenga e riportare la produzione industriale nei paesi in cui si vende per limitare il trasporto sulle lunghissime distanze che energeticamente è insostenibile

      • E mio nonno è un flipper.. in una economia globalizzata dove ordjno a tokio e mi arriva diretto a casa..dove anche in casa si cucina con spezie e merci di altri continenti pensare di fare produzione solo in loco per farla circolare il meno possibile è una castroneria fotonica.e per poter elettrificata tutto servono soldi che gli italiani non hanno proprio. Il 110% in una casa? Si ma vedo nel nostro condominio alla mia richiesta di mettere il fotovoltaico sul tetto mi hanno risposto che non è conveniente che ci accenderanno forse solo le lampadine di emergenza delle scale etc..

        • Per il bonus 110% i soldi te li dà lo Stato. Gli italiani come i suoi condomini non sono poveri, sono stupidi

          • Molti italiani non sono stupidi ma tendenzialmente poveri massimo forse non lo sa o non li conosce…secondo punto noi l abbiamo chiesto come condominio ma sono stati i tecnici dello studio che ci seguono la pratica a sconsigliarei di farlo.e lo sanno anche i muri che il bonus viene dallo stato quindi evitiamo frasi saccenti e fuori luogo come l affermazione da lei fatta poco sopra.non esiste una sola verità una sola ragione economico sociale ma ve ne sono molte altre.non è un problema di facile soluzione e non è un problema che volente o nolente riusciremo a risolvere nei prossimi 15 o 20 anni.ci illudiamo ma lo sappiamo benissimo.

          • Lei scrive: “alla mia richiesta di mettere il fotovoltaico sul tetto mi hanno risposto che non è conveniente che ci accenderanno forse solo le lampadine di emergenza delle scale etc..” Questa è povertà o stupidità secondo lei?

        • 1) abbiamo visto con le mascherine cosa è successo, laciamo sempre solo agli altri di produrre cose poco costose perchè costruite da loro ci costano ancor meno, abbiamo visto!
          2) il FV col 110% è un incentivo trainato e per farlo bisogna aumentare di 2 classi energetiche con almeno un intervento trainante. Certo che il FV potrebbe servire proprio per aumentare la classe energetica ma solo se è fatto il cappotto o la caldaia. Detto così come è stato detto, non mettere il FV gratis è, sì questa, una castroneria fotonica.
          3) “…pensare di fare produzione solo in loco…” la solita distorsione logica: riportare il più possibile la produzione in loco non vuol dire produrre SOLO in loco. Se “i ragni hanno 8 zampe” non è vero che “chi ha 8 zampe è un ragno” (proposizione inversa) e neanche che “i non ragni non hanno 8 zampe” (contraria) ma è vera solo la “chi non ha 8 zampe non è un ragno (contronominale).
          E’ possibile che ci incartiamo e ci facciamo fregare sempre da questi ragionamenti balordi???

          • Ma è giusto così, prima efficenti la casa a consumare meno, poi monti un impianto FV con accumulo così spendi meno, e quello che non usi lo condividi con la comunità.
            Io cerco di comperare tutto a km zero e se non è possibile cerco comunque di non fare fare il giro del mondo ad un prodotto, che poi alla fine il costo del trasporto è il valore che vado a spendere, mentre lato economico prediligo prodotto nazionale perché se tutti compriamo all’estero qui nessuno avrà più un posto di lavoro, quindi i vantaggi son molteplici meno CO2 nei trasporti e più posti di lavoro, ma fino a quando (costa poco o niente) che poi non è vero non andremmo da nessuna parte.

  7. Il problema del tempo per costruire campi fotovoltaici e eolici
    è facilmente risolvibile

    basta usare i margini delle Strade, Autostrade e Ferrovie

    per i camion
    Mercedes , sta già testando pre produzione mezzi da 25 Tonnellate (no tir)
    con batterie allo stato solido da 400 kWh FUNZIONANTI !!
    a detta loro su un mezzo da da 25 Tonnellate se ne perde una per le batterie
    innfluente nella tipologia di trasporti attuali ,che si sviluppa in volume più che in peso

    per i TIR , imho la cosa è “facilmente” risolvibile , basterebbe mettere la batteria aggiuntiva nel rimorchio

    my 2 cent

    • Pensa che Hyundai ha risolto il problema alla fonte, al posto di utilizzare le inquinantissime batterie per i mezzi pesanti usa l’idrogeno

        • Non ho idea di quale sia la tua valutazione sulle proporzioni, ma quelli che sono considerati “mezzi pesanti” non penso che te li compri, li porti a casa e li attacchi ad un pannello fotovoltaico. Pensa che in una nazione un pelino più lungimirante di questa una catena di negozi simile alla nostra esselunga, la migros in svizzera le consegne le fà già ora con camion ad idrogeno, dove uno stato ha già fatto installare distributori d’idrogeno e ne ha già pianificati molti entro fine anno prossimo. Naturalmente informarsi su organi diversi è presupposto di persona intelligente, ma non sembra che tu lo faccia

          • per me fa testo ed è anche ottimista ,per l’idrogeno,il “disegnino”
            che ha fatto volkswagen
            sul rendimento di un veicolo a idrogeno
            https://www.volkswagenag.com/en/news/stories/2019/08/hydrogen-or-battery–that-is-the-question.html

            ripeto , Mercedes ha in test preserie mezzi da 27 Tonnellate
            con 410 kwh di batterie allo stato solido , in grado di fare 400 km

            i tempi di ricarica sono compatibili col la LEGGE che impone 45 minuti di riposo ogni 8 ore di guida

            mancano i rimorchi , per questo mi sono permesso di suggerire una soluzione banale

            inserire un pacco batterie nel telaio del rimorchio per aumentare il carico in volume e in tonnellaggio o per aumentare l’autonomia

            prova su strada di eActros
            del solito norvegese

          • Nello, le ore di guida massime prima di una pausa di 45min sono 4,5.
            E 9 le totali giornaliere.
            Comunque, concordo con te, il futuro è elettrico.
            Le prese di corrente sono ovunque, l’infrastruttura c’è già, va solo potenziata.
            Per l’idrogeno , invece, non c’è, va creata da 0

          • @ Atos , è giusto quello che dici
            non mi sono spiegato bene io

            considerato che il limite di velocità dei camion in Europa è 80 km/h
            guarda caso la velocità massima dei camion mercedes (grande furbata imho)
            ecco che diventa “naturale” guidare 4 ore , fermarsi a ricaricare e mangiare e ripartire per altre 4 ore di viaggio

        • quanti Scania stanno circolando? Tra pensare e fare c’è una grossa differenza. Per ora i TRUK Hyundai sono una realtà, circolano, fanno consegne, FANNO IL PIENO D’IDROGENO in stazioni di servizio reali dove fanno rifornimento anche le auto e soprattutto vengono prodotti da una casa costruttrice che nella gamma ha anche auto elettriche, ma che ritiene che almeno per il trasporto pesante l’elettrico non sia efficiente. Poi per guardare la storia, ti ricordo che negli anni 70 il Diesel era presente quasi esclusivamente su mezzi pesanti, per poi essere affinato ed in certi periodi Vendeva anche di più dei benzina. Chissà che la storia non si ripeta

          • gli impianti di ricarica e stoccaggio dell’idrogeno sono complessi
            pericolosi , COSTOSI

            mi risulta che l’autonomia dei mezzi a idrogeno hyundai sia di 400 km
            e non hanno rimorchio , sono quindi da 25 /28 tonnellate massimo
            dove sono impiegati operativamente, io non lo so
            immagino dove ci sono stazioni di rifornimento di idrogeno
            in Italia ce ne sono due una a Bolzano e una a Roma
            quella di Roma spesso non funziona

            comunque 400 km di autonomia ;

            https://fuelcellsworks.com/news/hyundai-motors-xcient-fuel-cell-trucks-to-hit-korean-roads-starting-in-november/

            Esattamente come quelli Mercedes a batterie stato solido

            che però , possono essere caricati da una normale rete elettrica
            o magari , perché no , proprio da pannelli fotovoltaici installati lungo le strade
            o sopra i capannoni delle imprese che li adotteranno
            a cominciare dalla logistica
            un esempio di fotovoltaico logistico industriale pensato 20 anni fa ampiamente migliorabile

            http://www.google.it/maps/@41.8040881,12.3284899,625m/data=!3m1!1e3

            i camion potrebbero viaggiare di notte ,scaricare e caricare batterie e merce di giorno

            P.S.
            comunque
            la “nostra” Iveco , ha acquisito Nikola
            per quello che vale

          • Non ho idea di dove circolino gli Scania EV, però personalmente non ho mai visto circolare nemmeno uni Hyundai a Idrogeno.
            E, sinceramente non ho nemmeno idea di come farebbero a rifornirsi, considerando che di stazioni di rifornimento conosco solo quella di Bolzano.

      • Direi di non ammazzarci per difendere un mezzo elettrico da un mezzo elettrico.
        Che sia a batteria, che sia a idrogeno, il motore è sempre elettrico. La produzione di idrogeno ad oggi non è conveniente? C’è la ricerca per questo. La distribuzione è problematica? Ma vi ricordate 10 anni fa cosa comportava un pieno di metano? La pressione a 700Bar…? Ma sapete il metano liquido GNL (per camion) a che pressioni e temperature deve essere tenuto? La mia panda viene caricata a metano gassoso a 230bar (sia ben inteso, ho uno scooter NIU-NGT e una ZOE e da 8 anni una yaris ibrida).
        Se la sorgente elettrica stesse sul rimorchio o su una appendice staccabile o modulabile, che sia a fuel cell o che sia a batteria cosa importa, la motrice è elettrica. Cerchiamo di non essere i soliti allenatori della domenica. Vogliamo dare un po’ di fiducia a chi ci lavora dietro??

      • caro livio forse non hai letto bene l’articolo … ma comunque trovi i dati ovunque, l’idrogeno ad oggi è piu inquinante probabilmente del diesel perche come citato nell’articolo fatto 100 per produrlo restituische 30 di quell’energia … per non parlare delle dispersioni … ma gia da tempo si sa che un motore ad idrogeno sarebbe molto meno efficiente di un motore a benzina .. e nemmeno considerando un motore benza di ultimissima generazione … OGGI l’idrogeno viene sventolato per cercare di salvare il motore a combustione per questioni puramente economiche care alle multinazionali … in futuro con un eventuale surplus di energia rinnovabile prodotta se ne potra riparlare

  8. Mi stupisco sempre più di come persone di questi calibro non facciano un calcolo dell’energia totale consumata , dalla produzione del veicolo( la maggiore concentrazione è lì) , uso e smaltimento.. sia per un veicolo termico che elettrico , quindi catena estrazione sia per le batterie che del petrolio ecc.. sono dei ” proffessoroni” come possono commettere errori così grossolani? O forse non vengono riportati perché il divario non sarebbe così marcato come ci viene propinato.. io chiedo…

    • mi stupisco come mai girino sempre queste balle sui costi energetici di produzione

      quando da quasi mezzo secolo esiste l’elettronica di consumo
      e il mantra dell’elettronica di consuno è …
      ECONOMIA DI SCALA
      EFFICENZA DEI PROCESSI PRODUTTIVI
      AUTOMAZIONE SPINTA

      per darle un’idea , le nuove fab 4680 per le batterie di Tesla
      produrranno 8 volte per unità di tempo la quantità di batterie rispetto alla precedente generazione
      occupando un terzio in meno di superfice per i macchinari

      la durata media di una batteria Tesla è di 250.000 km con il 90% di carica residua
      per la prossima generazione di parla di 3 MILIONI di km

      queste batterie sono abbastanza green ; ORA ?

        • la riduzione del prezzo delle batterie , non è un indice ?
          il prezzo delle batterie è sceso del 97% in 30 anni

          secondo lei non è riduzione di energia usata , materiali e macchinari
          più efficenti per fabbricarle ?

          la batteria è cruciale nel bilancio energetico,
          che come le hanno riportato è stimato nel 50% rispetto a una termica ,as is,
          confrontato con la vita media di un’auto termica
          senza però contare :
          1) la SECONDA vita delle batterie in impianti di stoccaggio delle rinnovabili

          2) la dichiarazione di Renault e anche VolksWagen
          di rigenerare le auto elettriche e reinmmetterle sul mercato dopo 300000 km
          dato che si stima che le nuove chimiche delle batterie supereranno abbondantemente il milione di km

          lo studio è

      • Io ho detto che questi super luminari non presentano mai un reale confronto,ma si limitano a proporre solo una parte nella quale si vince facile. Lessi tale articolo da lei citato lo scorso anno .. non serve che lo commenti nuovamente non crede?

        • Se non l’ha capito allora, non lo capirà nemmeno adesso. Quindi, è vero: inutile che lo rilegga. E inutile che continui a tempstrare chi l’ha capito con le sue osservazioni.

        • Perché non lo presenta lei uno studio serio sull’inquinamento della filiera del petrolio che viene consumato nel ciclo di vita di un’autovettura?

    • Mi stupisco sempre più di come le persone chiedano di fare i conti per la filiera delle elettriche e non pensino mai a quella del petrolio.
      Per le elettriche si fa una volta sola, per il petrolio si fa in continuazione.

  9. lo vedrò senz’altro, ma le idee del prof. Armaroli le conosco molto bene e sono con lui, il problema che si tratta di un tema emergenziale e che non avrà mai i media dalla sua parte se non per qualche manifestazione che dura nel giro di una giornata.
    Ciò che non comprendo è come mai Armaroli non compaia con assiduità in TV unico luogo nel quale le coscienze possono essere smosse.
    Chiedete a Piazza Pulita un tavolo in cui discutere e che Armaroli sia presente.

    • Qualche divulgatore c’è
      a parte la famiglia Angela
      il più incisivo secondo me è Valerio Rossi Albertini
      che sull’auto elettrica si è speso molto

      se quello che intende è che c’è poca scienza nei Talk Show ..
      è vero , a parte i recenti virologi e i dietologi che hanno sempre fatto audience

      il rischio però è che un Fisico,però, possa fare fare la figura dell’id!0ta al politico di turno che loro i “giornalisti” “coltivano”
      a me è Rimasto impresso l’intervento di Rubbia da Santoro
      imho più spassoso del mitico sketch di Walter Chiari “Il Sarchiapone” o di ToTò nel “Vagone Letto”

      cercate “Rubbia tenta inutilmente di spiegare il nucleare a Casini” su Youtube

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