GSE e l’Osservatorio nazionale tutela del mare (ONTM) hanno siglato un protocollo d’intesa per avviare una collaborazione istituzionale volta a promuovere porti più sostenibili, transizione energetica e valorizzazione del sistema marittimo-portuale italiano. L’obiettivo? Mettere a sistema competenze, strumenti e iniziative comuni per accompagnare enti pubblici, autorità portuali e operatori del settore nei percorsi di innovazione e decarbonizzazione. Un aspetto importante soprattutto ora che stanno per consegnare le banchine elettrificate in oltre 40 porti e si deve capire come funzionerà la gestione dell’alimentazione da terra.
L’esperienza pugliese
L’accordo si inserisce in un percorso che il GSE ha già avviato sul tema, a iniziare da un protocollo sottoscritto con l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio – Porto di Taranto. Ma questo nuovo patto di livello nazionale cosa prevede? La collaborazione nella promozione di iniziative di divulgazione, informazione e sensibilizzazione sui temi della transizione energetica, delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale in ambito marittimo-portuale.

Sono inoltre previste attività di studio e approfondimento tecnico-scientifico, la partecipazione a tavoli e gruppi di lavoro su temi di comune interesse e iniziative di formazione e capacity building rivolte agli operatori del comparto.
Cold Ironing: ok decreto per alimentazione da terra. A quando i bandi?
Il focus è naturalmente sul cold ironing e poi su comunità energetiche rinnovabili, autoconsumo, efficienza energetica, mobilità sostenibile, sviluppo dell’eolico offshore e infrastrutture energetiche sostenibili. In un periodo di estese fake news, in particolare sui parchi eolici marini, si vuole favorire una più ampia conoscenza dei temi energetici. «L’obiettivo è favorire una collaborazione sempre più concreta con istituzioni e operatori del settore, accompagnando la diffusione di modelli e progettualità capaci di rafforzare la competitività dei territori e contribuire al percorso di decarbonizzazione del Paese». Parole dell’amministratore delegato del GSE, Vinicio Mosè Vigilante.
Costa Crociere testa il cold ironing a La Spezia e usa camion elettrici
«ONTM mette a disposizione la propria rete di competenze e relazioni per accompagnare istituzioni e operatori in un percorso concreto di sostenibilità, innovazione e tutela dell’ecosistema marino. La collaborazione con il GSE consente di integrare visione ambientale e strumenti operativi, favorendo lo sviluppo di modelli replicabili che coniughino crescita economica, competitività dei territori e salvaguardia del patrimonio naturale, in linea con le sfide nazionali ed europee della decarbonizzazione». Qui parla il presidente di ONTM, Roberto Minerdo.
Dopo le infrastrutture, servono i servizi
Già nel 2017 abbiamo scritto di come il diportismo sia agevolato rispetto al settore automotive perché ogni natante ha un suo posto barca dotato di allaccio alla colonnina dei servizi e quindi dell’energia elettrica. Nonostante questa opportunità la nautica non si è elettrifica e senza norme, rispetto al ban del 2035 delle auto, si rischia di non decarbonizzare le piccole imbarcazioni.
Discorso diverso per le navi trasporto passeggeri e merci che dal 2030 devono tutte – con alcune eccezioni – adeguarsi all’alimentazione da terra. Ma questa deve essere fornita dai porti. Se grazie al Pnrr le infrastrutture con il cold ironing sono pronte c’è tutto il tema della gestione ovvero chi gestisce e come l’offerta di energia? Non possono farlo le autorità del sistema portuale, servono bandi e serve individuare gli operatori. L’Unione Europea ha permesso lo sconto di 500 milioni degli oneri di servizio, ma gli operatori non sembrano pienamente convinti.
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