Toyota, vendite globali in calo ma cresce il full electric. Il problema è la Cina

Toyota vendite


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Toyota archivia il quarto mese consecutivo di calo delle vendite globali, nonostante le auto elettriche registrino una crescita del 170% su base annua. Il costruttore giapponese continua a perdere terreno in Cina, dove la domanda di modelli con motore termico è in forte contrazione.

A maggio il primo costruttore mondiale ha consegnato 834.279 veicoli a livello globale (incluso il marchio Lexus), con un calo del 7,2% rispetto allo stesso mese del 2025. Si tratta del quarto mese consecutivo di flessione.

La Cina resta il punto debole

Nonostante risultati sostanzialmente stabile in Nord America, Europa e Giappone, è soprattutto il mercato cinese a pesare sui conti del gruppo. A maggio Toyota ha venduto in Cina 102.299 veicoli, con una contrazione del 31,7% rispetto all’anno precedente. Nei primi cinque mesi del 2026 le immatricolazioni nel Paese sono scese del 15%, fermandosi a 579.419 unità.

L’azienda attribuisce parte del rallentamento all’aumento del prezzo dei carburanti, ma il quadro appare più articolato. In Cina la concorrenza delle case automobilistiche locali, sempre più forti nell’elettrico, sta infatti spostando rapidamente le preferenze dei consumatori verso modelli a batteria più tecnologici e competitivi.

Toyota bZ4X
Toyota RAV 4

Le elettriche Toyota accelerano (+ 170%)

Il calo generale coincide però per Toyota con una crescita significativa delle elettriche pure (BEV). A maggio Toyota ha venduto 37.313 auto elettriche, con un incremento del 170% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Nei primi cinque mesi dell’anno le consegne di modelli elettrici hanno raggiunto 155.074 unità, in aumento del 138% su base annua.

I numeri sono importanti, ma in realtà rappresentano ancora solo il 7% delle vendite complessive del gruppo. Un dato che evidenzia come la strategia multi-tecnologica di Toyota continui a essere fortemente basata su ibride e motorizzazioni tradizionali.

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Il ruolo delle joint venture

Paradossalmente, proprio in Cina Toyota ottiene buoni risultati con alcuni modelli elettrici sviluppati insieme ai partner locali. Il SUV bZ3X, proposto a partire da circa 109.800 yuan (poco meno di 15.000 euro al cambio), è diventato uno dei modelli elettrici di joint venture più richiesti del mercato.

Per questi veicoli Toyota fa inoltre ampio ricorso a fornitori cinesi, compresa BYD, dalla quale acquista componenti e tecnologie per le batterie.

Il successo della bZ3X dimostra quindi che il problema non riguarda il marchio Toyota in sé, ma soprattutto la crescente difficoltà dei modelli con motore a combustione interna a competere in un mercato che sta accelerando verso l’elettrico.

toyota vendite
Toyota bZ3X

Una strategia penalizzata dall’elettro scetticismo?

Nonostante la situazione generale, Toyota continua comunque a puntare sulla propria strategia di diversificazione, che comprende auto elettriche, ibride, ibride plug-in ma anche, e ancora, modelli con motore termico. Monitorando le evoluzioni repentine del mercato cinese per rimettere la barra del timone dritta prima possibile.

Nel frattempo la gamma a batteria si amplia anche in altri mercati. Dopo l’aggiornamento della bZ4X, negli Stati Uniti il SUV elettrico è entrato tra i modelli più venduti della categoria, mentre in Giappone è stato il veicolo elettrico nazionale più immatricolato nel primo trimestre. Nei prossimi mesi arriveranno anche nuovi SUV elettrici come C-HR+, bZ Woodland e altri modelli destinati ai principali mercati.

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Visualizza commenti (6)
  1. Carlo Ombello

    Penso che il progressivo declino di Toyota stia avendo inizio. La “strategia” del disimpegno dal futuro della tecnologia, in favore dell’arroccamento sul passato, comincia a dare i suoi amari frutti.

    Si sveglieranno da qui a breve? C’è da sperarlo, visto che l’elettrico andrà solo su e ancora più su e Toyota avrebbe tante belle carte da giocare, se solo tirasse fuori la testa dalla sabbia in cui si è messa.

    1. Il problema è la Cina, che per anni ha ingrassato tutti (a cominciare dai tedeschi) importando un sacco di auto e che da qualche anno ha invertito il trend. Non si vende più da loro, ma loro vendono (eccome) in Europa e negli Stati Uniti. Qui ci siamo concentrati sul dibattito sulle norme UE, sempre pensando che tutto si decida qui. E, come al solito, cercando un caprio espiatorio quando le cose vanno male, salvo poi prendersi i meriti e spartirsi i profitti quando invece vanno bene.

  2. Alessandro D.

    -Una strategia penalizzata dall’elettro scetticismo?-

    No, perchè come dite nell’articolo le elettriche tutto sommato vanno bene.
    La penalizzazione, comune a tutti i “non cinesi” è relativa al fatto che i produttori cinesi oramai riescono a fare dei prodotti credibili, sia coi pistoni sia senza.
    E i cinesi molto semplicemente ci stanno dicendo che, peraltro con una certa soddisfazione “revanscista”, preferiscono comprare roba loro e non roba “straniera”. Con tutte le considerazioni che se ne possono dedurre.
    Questo è il “new real” della Cina, l’elettro scetticismo c’entra fino ad un certo punto. E nemmeno profondo a mio avviso.

      1. l’estrema “supponenza” ed autoreferenzialità che ha colto impreparati noi occidentali (sicuri del nostro “fortino Diesel” che non ci ha fatto studiare altre strade) ha colpito anche gli orgogliosissimi giapponesi (con primo attore Akio Toyoda) che nei confronti della Cina rischiano di pagare pesantemente il gran ritardo nello sviluppo di BEV apprezzabili e competitive… a maggior ragione se nei prossimi mesi perdureranno le difficoltà distributive degli idrocarburi di cui il Giappone è estremamente dipendente per i trasporti su ruote….

      2. Alessandro D.

        Direi che è stata una strategia realista.
        Tutti i costruttori legacy (non tesla e non cinesi) che si sono buttati a capofitto sull’elettrico oggi hanno dei colossali problemi di bilancio e hanno sostenuto spese insostenibili per poi trovarsi alla casella di partenza col mercato cinese che ormai vorrebbe solo prodotti interni.

        Al contrario oggi Toyota ha i conti in ordine, non ha perso troppe quote di mercato, vede l’elettrico in salita e non si è scottata con prodotti di “prima generazione” che per gli altri sono stati solamente delle perdite,
        Ora stanno arrivando prodotti fatti assieme ai cinesi, comparabili ai più moderni, e che pare che “funzionino” anche commercialmente.

        Se per elettriscetticismo intendiamo che uno dalla sera alla mattina deve mettersi a fare solo auto elettriche, costi quel che costi e accada quel che accada, allora si, sono elettroscettici.
        Altrimenti direi che per adesso sono stati i più intelligenti di tutti.

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