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Toyota sotto accusa in Usa. Un altro caso Volkswagen?

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Toyota sotto accusa
Akyo Toyoda

Un altro caso Volkswagen all’orizzonte? Non è escluso; e questa volta coinvolgerebbe addirittura la Toyota, sotto accusa negli Stati Uniti per le emissioni delle sue auto ibride, a partire dalle Prius. 

toyota sotto accusa
La Toyota Prius, auto iconica tre le ibride fin dal 1997

Un decennio di “reticenza” e dati opachi

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ) ha messo Toyota sotto accusa comminando una sanzione di 180 milioni. Il motivo? Presunte violazioni ai requisiti di segnalazione del Clean Air Act dell’Agenzia per la protezione ambientale EPA. Le violazioni del colosso automobilistico, pioniere della sostenibilità con la tecnologia ibrida, sarebbero durate per circa un decennio, dal 2005 almeno al 2015.

Toyoda, il pioniere della sostenibilità

Il presidente del gruppo giapponese Toyoda aveva gettato lo scompiglio nel mondo dell’auto poche settimane fa, dichiarando che la tecnologia BEV della auto a batteria 100% elettriche, è “prematura” (leggi). Aveva argomentato la sua affermazione tirando in ballo proprio la sostenibilità. A suo giudizio le emissioni di CO2 legate alla produzione dell’elettricità e delle batterie sono superiori a quelle delle sue atuo ibride. E aveva aggiunto che la transizione elettrica avrebbe comportato costi insostenibili di infrastruttura e la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro in giappone.

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Giovedì il DOJ ha accusato Toyota di aver ritardato la presentazione di circa 78 rapporti sui difetti di emissioni relativi a milioni di veicoli. Il Dipartimento di Giustizia ha anche affermato che Toyota non ha presentato 20 rapporti volontari di richiamo delle emissioni, così come 200 rapporti trimestrali che avrebbero dovuto aggiornare l’EPA sui richiami relativi alle emissioni, come da rapporto del  Wall Street Journal .

Emissioni in eccesso tenute nascoste?

 Il procuratore Audrey Strauss ha osservato che le azioni di Toyota hanno minato il sistema di auto-rivelazione dell’EPA. Ciò ha ritardato o evitato il lancio di richiami pertinenti relativi alle emissioni e ha avvantaggiato l’azienda a scapito delle emissioni in eccesso.

«Le azioni di Toyota hanno minato il sistema di auto-rivelazione dell’EPA e probabilmente hanno portato a ritardi o evitati richiami relativi alle emissioni, con conseguenti vantaggi finanziari per Toyota e emissioni eccessive di inquinanti atmosferici. Oggi, la Toyota paga il prezzo della sua cattiva condotta con una sanzione civile di 180 milioni di dollari e l’accordo per un provvedimento ingiuntivo per garantire che le sue violazioni non si ripetano», ha detto Strauss.

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28 COMMENTI

  1. Ci sarebbe anche il problema delle prove di omologazione per la misura delle emissioni che non rispecchiano l’uso reale che se ne fa delle Plug In, per cui le reali emissioni delle Plug In sono superiori al dichiarato, il problema è che con questo modo artefatto di agire queste auto beneficino immeritatamente di sostegni economici green.

  2. Osanniamo la storia della Prius, nata a controcorrente e realizzata con grande corraggio e spirito di innovazione.
    Ma non possiamo perdonare a Toyoda di avere strumentalizato questa bellisima storia dell’ industria giapponese che consolida la propria credibilità da prima della classe per poi intralciare 23 anni dopo la nascita della Prius con l’appoggio dell’amministrazione Trump l’applicazione di norme piu restrittive contro l’inquinamento in California.

    scopriamo ora che era da anni sotto accusa di ocultamento di dati veritieri sul inquinamento dei mezzi della sua produzione la sua imagine si assimila sempre di piu a quella di un brigante

  3. eh già, per tutti i detrattori dell’elettrico, prima o poi i nodi vengono al pettine e piaccia o non piaccia in una maniera o nell’altra paghiamo tutti chi economicamente ma ancora piu spesso in salute/inquinamento

  4. Direi che siamo vicini alle battute finali della guerra tra new e old economy. Dagli ultimi interventi Toyota (e Toyoda) si sono chiaramente schierati dalla parte di Big Oil… vediamo come andrà a finire ma non credo ci sia molto spazio ancora per i distruttori dell’ambiente.

    • Fa specie additarli come tali, specie toyota, precursore della mobilità ibrida. Però sono d’accordo con te. È un peccato che qui in Europa non si vedano nuovi costruttori di EV, come accade in Cina e USA. Mi viene in mente solo Rimac.

  5. Si può parlare di tutto ma per me sono solo politiche economiche perché se tu lo sai dal 2005 che qualcosa non va perché non hai bloccato le vendite di queste macchine in tuo paese? Se hai fatto girare queste macchine per dieci anni sapendo che inquinano di più hai avuto qualcosa da guadagnare e ora ti fai bello dopo quindici anni poi vuoi anche soldi per inquinamento. Ma per quegli che hanno respirato aria inquinata per dieci anni cosa fanno, non ho visto nulla così come non so vede nessun progetto ovunque guardi. Oltre tasse e blocchi cosa si fa? Nulla. Sempre politica per fare soldi…

  6. Toyoda non ha detto una banalità , come detto più volte anche in questo splendido sito internet , perciò non condanniamolo a priori .
    E’ palese che la strada obbligata intrapresa dal mondo sia elettrica , ma non lo e’ per tutti i mezzi ,per tutte le persone e per tutti i paesi del mondo.
    Per di più questa conversione porterà benefici solo nel momento in cui la produzione di energia abbandonera i combustibili fossili , perché altrimenti sarà solo uno spostare il problema altrove.
    Bisogna mettere in conto che ci sono settori che andranno a perdere migliaia di posti di lavoro , raffinerie trasporto carburanti e distributori addetti alla riparazione , perciò servirà una transizione graduale atta anche a preservare talune categorie.
    Tornando al tema trovo le auto ibride Toyota molto semplici da riparare ma pressoché inutili , trovo le plugh in molto complesse da riparare e per farle funzionare hanno tanti di quei sistemi innovativi sofisticati e complessi che in caso di guasti costano migliaia di euro , per lo più vetture inutili a livello ambientale se il proprietario non si cura della continua ricarica delle batterie , in quanto una volta esaurita tutta la parte elettrica viene alimentata dal motore termico , perciò addio cliclo wltp.
    Piuttosto un auto tradizionale a basse emissioni di co2 o totalmente elettrica a mio modo di vedere trovo gli ibridi inutili ovviamente opinione personale.

    • Tecnicamente sarei d’accordo, ma praticamente possono essere un modo di avvicinare tanta gente all’elettrico.
      Una plug in può essere anche usata solo in elettrico : dipende dal proprietario. Ovvio è vero anche il contrario, ma se le tasse sulla benzina salissero, vedresti molta gente girare in elettrico perché conviene. Farebbero la caccia alla colonnina più economica

    • 1) Al momento il mix energetico nazionale, dice che il 40% dell’energia elettrica prodotta proviene da Fonti Energia Rinnovabile (FER). Ne conviene che si inquina il 40% in meno fin da subito.
      Certo, con un impianto FV è meglio, inquina molto meno e costa molto meno, ma anche senza conviene.
      2) produrre energia elettrica da finti fossili in una centrale ha un rendimento molto maggiore rispetto al motore di un’auto, quindi inquinamento ridotto ed un maggior controllo sulle emissioni.
      3) tra una Full Hybrid toyota ed una Plug-In Hybrid la differenza sostanziale è la dimensione del pacco batterie, la complessità del sistema non cambia. Il motore elettrico di una Toyota Full Hybrid, va dai 53kW del 1,8l a 80kW del 2.0. Muove facilmente l’auto.

  7. Ma ci credete d’avvero quando scrivete frasi come “distruttori dell’ambiente” … “tutti i nodi vengono al pettine”. Ma per favore … tra 20 anni qualcuno scriverà ancora le stesse cose di questa rivoluzione elettrica. E non lo dico perché non credo nell’evoluzione o potenziali benefici di questa tecnologia applicata alla’utomotive …ma perché voi, Io, l’essere umano ha insegnato da almeno un secolo di non saper gestire il progresso. Volete migliorare il mondo…smettete da oggi di consumare prodotti in plastica e educate i vostri figli a farlo. Allora si…si sarà fatto qualcosa di concreto.

  8. A quando l ‘elettrogate ? Guardate che anche le elettriche consumano molto più del dichiarato…

    • Giorgio hai ragione, la differenza è che gli ultras dell’elettrico a ogni costo ti dicono che : dipende da come la usi, usa meno il riscaldamento, meno climatizzatore, vai più piano, ecc ecc…nessuno che dica che le case produttrici dovrebbero fare una scaletta dei consumi dettagliata , visto che a differenza dei motori termici non ci vuol poco a ricaricarle, sempre se si trovano le colonnine…

      • La mia colonnina principale è in garage, sempre pronta, e libera.
        Hai mai cercato veramente le colonnine? prova l’app NextCharge, vedrai quante ce ne sono intorno a te che nemmeno hai mai visto.
        Ho una elettrica, e ne sono soddisfatto, mai rimasto a piedi in 5 mesi e 10000km.
        Consumano tanto? mah, per fare 10000km ho speso circa 220€.
        Con l’auto a benzina, ne avrei spesi almeno 700.
        ah, visto che uso molto la corrente di casa, grazie al FV di quei 220€ mi rimborseranno 145€. Quindi 75€ per fare 10000km. sisisi, il gasolio è meglio…..
        Ah, un’altra cosa, la mia auto fa il pieno mentre io dormo…

        Ciao

  9. Cassin…vuoi sapere se ho eliminato la plastica? No , ma ne ho ridotto molto il consumo e compro con attenzione.
    Vuoi sapere se stò educando i miei figli?…sicuramente si perche ho a cuore il loro futuro e il mio.
    Vuoi sapere se sono passato all’elettrico? No, stò valutando la sua evoluzione e preferisco attendere una maggiore maturità tecnologica. Quel giorno…mi unirò senza remore al team degli Ev
    Ciao Cassin …Cassin…..Cassin

    • Bravo, meno plastica e meglio stiamo.
      Idem per la gestione/cambio dei riscaldamenti. E il passaggio all’elettrico è il prossimo passo, perché come ci ha spiegato di recente il prof Armaroli, di tempo non ce n’è più.
      Ciao Alessandro…. Alessandro…. Alessandro

  10. Messa così dà più l’impressione di un dazio postumo, della serie: non ho rinunciato ai vantaggi, ma ogni tanto ti presento il conto. Caspita che funzione di prevenzione e trasparenza dimostra questo ente.. 🙂

  11. Buonasera a tutti.Non vorrei essere e fare il disfattista,ma penso che l’essere umano stia cercando e provando a rallentare la distruzione di un qualcosa di meraviglioso….la Terra.Si,perche’ con apparenza e inganno,ci stiamo raccontando quella dell’uva.La realta’ e’ che se vogliamo salvaguardare il nostro pianeta per le generazioni future,dobbiamo metterci in testa di attuare un profondo cambiamento radicale e totale del nostro mondiale sistema di vita.Questo,purtroppo non e’ piu’ possibile,perche’ non siamo piu’ in grado di controllare il nostro stile e tenore di vita,che verrebbero a meno se dovessimo e decidessimo di attuare un vero cambiamento totale.Bisognerebbe rinunciare a molto e nel nostro profondo,non siamo disposti a questo.Concludo che l’abitante peggiore del nostro paese siamo noi umani……GRANDI EGOISTI.

    • Stefano, qui parliamo di mobilità elettrica. La sostenibilità del Pianeta ci interessa, ovviamente, ma da una prospettiva che non è quella dei predicatori.

  12. Perfettamente ragione.E’ che trovo minimali questi tentativi di parvenza da sostenitori del”io non inquino”da parte delle case automobilistiche e da chi le appoggia.Che si abbassino i prezzi e il problema auto potra’ essere risolto e anche in fretta.Invertire i prezzi delle auto a benzina con quelle elettriche…….un gran toccasana.Grazie.

    • La rivoluzione deve iniziare da noi, da noi consumatori, solo noi abbiamo il potere di pilotare le produzioni automobilistiche. Molte case hanno gia` modificato i loro piani e molti modelli con le trazioni tradizionali che dovevano vedere la luce sono stati stoppati perche` si e` visto che l`elettrico sta facendo grossi numeri in poco tempo in tutta Europa. E allora accelleriamo questa transizione non comprando veicoli tradizionali ma solo elettrici, questo obblighera` le case costruttrici a produrre sempre di piu` modelli elettrici se si vuole fare i numeri che si facevano 10 anni fa e soprattutto ad abbassare i prezzi delle vetture elettriche che adesso sono immotivatamente alti se non ad indicare ai potenziali clienti che dopotutto il modello a emissioni zero loro lo costruiscono siamo noi poi che per motivi di prezzo non lo acquistiamo.

  13. Alcune considerazioni:

    1) EPA e soci hanno permesso per anni pratiche scorrette, poi si sono svegliate tutte insieme e sono passati all’incasso. Molto molto furbo, è come se il governo italiano un giorno si sveglia e ci multa tutti per gli eccessi di velocità compiuti da quando abbiamo la patente. La multa EPA e soci dovrebbero farla a loro stessi per aver … “scarsamente vigilato”, possiamo dire così? Invece hanno fatto i furbetti, hanno fatto finta di non sapere, e per non essere multati loro per la loro negligenza hanno deciso di far cassa prendendosela con i costruttori. Bravi.

    2) VW e Mercedes, oggi paladine dell’elettrico, agli USA hanno pagato rispettivamente 9800 e 2200 milioni di dollari (fonti: https://www.lastampa.it/motori/attualita/2020/08/14/news/daimler-chiude-il-dieselgate-a-livello-civile-negli-usa-con-2-2-miliardi-di-dollari-1.39193928 https://www.motorbox.com/auto/magazine/auto-novita/dieselgate-volkswagen-paga-10-miliardi-dollari-usa ). FCA finirà per pagare probabilmente 840 milioni di dollari (fonte: https://www.calcioefinanza.it/2020/11/03/fca-multa-stati-uniti/ ). Toyota, nonostante venda più di tutti negli USA, solo 180 milioni per “mancate segnalazioni” all’EPA: ovvero Toyota avrebbe fatto dei richiami volontari a chi aveva acquistato le sue auto ma si sarebbe scordata di inoltrare quei richiami anche ad EPA. Alla faccia dei criminali, a morte! Più che una macchia, onestamente, mi sembra una medaglia d’onore, quasi un attestato di stima: “abbiamo indagato e abbiamo scoperto su di te solo questa inezia”.

    3) queste esperienze a maggior ragione devono alimentare in noi un certo scetticismo quando le case costruttrici ci propongono soluzioni green e quando gli enti di controllo tacciano. L’auto ibrida fu sponsorizzata da tutte le associazioni green dell’epoca, e parliamo solo di pochi anni fa. I divi di Hollywoord, a partire da Di Caprio, sfoggiavano le loro Prius. Poi si è scoperto che non sono poi esattamente green come volevasi dimostrare. Ecco perché anche oggi, verso le nuove soluzioni green, dobbiamo porre ancora più attenzione, mantenendo un sano spirito critico, per evitare di restare fregati per l’ennesima volta e farci trattare da polli

    • Son d’accordo sul prestare attenzione.
      Per il resto, EPA sono 20 anni che discute con Toyota di questi report, non si sono svegliati ora. I report riguarda tutto il venduto di Toyota. Han cercato di spingere Toyota a presentare i dati e quelli puntualmente hanno nicchiato. Ora, terminata l’amministrazione Trump, hanno deciso di multarli. Tra l’altro c’è di mezzo anche il DOJ (il dipartimento di giustizia), quindi potrebbero esserci altre conseguenze. Nota: non è che dopo non indagheranno più sulle emissioni di Toyota.
      Insomma in questi 20 anni le lobby hanno lavorato parecchio.
      Come hai indicato tu, hanno multato VW, FCA e Mercedes. Ora chiamarli paladini del Green pare un po esagerato. Diciamo che li hanno costretti?
      Avanti col sano scetticismo.

      • Gianluigi se io devo avere dei report da te e non me li dai, se io sono l’EPA e ho il coltello dalla parte del manico, se non me li dai ti multo e basta, non aspetto 20 anni.

        La verità di questi scandali è che per un certo periodo i controlli sono stati quasi nulli per non bloccare l’economia, poi quando hanno capito che c’era il rischio scandalo allora sono intervenuti e hanno pensato di riscuotere. In tante situazioni i privati (ma anche gli stessi dipendenti pubblici) sanno che lo stato nicchia e fanno i comodi loro. Anzi, ad oggi, lo stato quando interviene lo fa con norme palesemente inadeguate ad applicare il suo dovere di verifica e controllo, lanciando un messaggio molto chiaro: io dovrei controllare ma nicchio, voi continuate a fare come sempre. Perché i controlli antiinquinamento avvenivano a condizioni ben determinate e non in prove di guida reale? E’ un palese controsenso. Era un modo per dare ai costruttori la possibilità di fare quello che vogliono. Ma ti pare che un ente che deve fare questo nella vita non si preoccupa in 50 anni di andare a verificare una volta se c’è un reale discostamento tra i dati misurati durante i test e i dati misurati nella vita reale? Ma scherziamo?

        Io ho una Abarth 124 con scarico record monza stock. Come abbia fatto quello scarico ad essere omologato non lo so, scoppietta. Come ha fatto la Lamborghini Aventador ad avere lo scarico omologato se sputa fiamme di continuo? Non lo so. Lo stato nicchia e queste cose passano.

        Te lo immagini ora lo Stato Italiano che si sveglia all’improvviso e accusa la Lamborghini di averlo ingannato e aver montato una marmitta sputafiamme a sua insaputa? Ma dai, ma chi ci crede, giochi a passare “per fesso” e te la prendi con me solo perché io, in tribunale, non ho le prove che eri stato proprio tu a darmi un via libero di fatto e non posso dimostrare che stai mentendo quando dicevi di non conoscere il segreto di Pulcinella. Ma per favore, un giudice onesto metterebbe sotto inchiesta gli organi di controllo, non i costruttori che sono le vere vittime: infatti quando lo stato non fa lo stato e crea un mercato truccato, tu che sei un costruttore che fai, diventi l’unico che rispetta la legge (con costi maggiori e auto più lente e costose) o ti adegui al “così fan tutti”? Se “così fan tutti” non è colpa di tutti, ma dello stato.

  14. Enzo ha ragione. Un altro esempio: chi omologa le Harley Davidson con il rumore che fanno, senz’altro fuori legge?

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