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Toyota: decida il cliente che auto vuole, non i governi

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La Toyota Bz4X, prima auto elettrica del colosso giapponese.

Toyota torna alla carica contro una transizione all’elettrico che ritiene imposta dall’alto. E ribadisce che dev’essere il cliente a scegliere che motorizzazione vuole, e non i governi, secondo un approccio “logico e pragmatico”.

Toyota
Masahiko Maeda, Chief Technology Officer Toyota

Toyota: troppa fretta nell’imporre l’elettrico

Il colosso giapponese, primo a lanciare l’ibrido con la Prius un quarto di secolo fa, è stato più volte criticato per i ritardi nell’allestire invece una gamma elettrica. Il primo modello, il Suv bZ4x, sta arrivando ora nelle concessionarie, in netto ritardo sui grandi competitor come Volkswagen, Hyundai e General Motors. Ma la risposta di Toyota è netta: è il cliente a dover dettare i ritmi del mercato automobilistico e non le tendenze imposte dai governi. “L’obiettivo vero è diventare carbon neutral “, ha spiegato Masahiko Maeda, Chief Technology Officer, in un incontro con gli investitori che chiedevano conto dell’assenza di una vera gamma EV. Ribadendo che è “il cliente che deve scegliere il veicolo” e non i  governanti di ciascuna regione. Con particolare riferimento all’Europa e al divieto di vendita delle auto termiche recentemente ratificato al 2035.

toyota
La Mirai, modello a idrogeno Toyota, in vendita anche in Italia, senza fortuna.

Tutte le opzioni devono restare aperte, idrogeno compreso

Il manager giapponese ha insistito sul fatto che sul mercato dovrebbe esserci una completa varietà di motorizzazioni. E che oggi le auto ibride sono molto più interessanti di quelle puramente elettriche in molti ambienti, in particolare per la facilità d’uso. E la poca o nessuna adattabilità necessaria rispetto ai più classici motori a benzina o diesel. In Toyota ritengono che le ibride abbiano ancora più senso sui mercati in cui l’infrastruttura di ricarica non è ancora adeguata. Ma vogliono comunque tenersi aperte tutte le porte, preparandosi a mettere a disposizione non solo veicoli elettrici, ma anche a idrogeno a celle combustibili.  L’azienda si è impegnata a investire 60 miliardi di dollari per sviluppare la gamma elettrica entro il 2030. Ma non si aspetta un ritorno sull’investimento della metà del prossimo decennio. Le stime interne parlano di 3,5 milioni di auto elettriche vendute nel 2030, solo un terzo delle immatricolazioni annue.

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85 COMMENTI

  1. Toyota si è trovata “spiazzata” dal bando dei combustibili fossili, poichè la sua strategia di business nel lungo termine prevede l’ibrido come modalità più cost-efficient. E, al momento, ha ragione, soprattutto per la bassa penetrazione della rete di ricarica elettrica. Ha scommesso sull’ibrido 30 anni fa, ha vinto, ma ora vede la fine del suo dominio nell’ambito dell’autotrazione green.
    Dai proclami di Toyoda, a questa nuova uscita del CTO, traspare un certo nervosismo per essere rimasti troppo a lungo fermi sulle proprie posizioni (e, forse, per aver scommesso sull’idrogeno, stavolta perdendo).

  2. Sarebbe bello tornare un po’ indietro nel tempo, quando i Governi erano un po’ più influenti delle Multinazionali e non viceversa. Se domani l’UE vi dice di vendere auto con 3 ruote, Toyota può scegliere di non vendere auto con 3 ruote ad un mercato di 500 milioni di persone, libera di farlo.

  3. A me preocupano di più i governi che ovviamemte dovranno decidere le strategie per tutti, altrimenti ognuno guarderebbe al proprio giardino. A me non sembra che che la rete di ricarica cresca in funzione degli obbiettivi europei sulla mobilità elettrica, a me sembra che si voglia riterdare la costruzione di punti di ricarica per avere una scusa futura a prorogare ulteriormente l’abbandono del termico.

  4. L’Europa produce il 7% di tutta la Co2 emessa globalmente in un anno, la Cina il 30%, l’Usa il 17%, ma di quel 7% solo l’1% è dato dal trasporto su gomma. Questo per dire che la transizione all’elettrico, quando ci sarà, non apporterà un grosso miglioramento a livello globale. I settori sui quali bisognerebbe intervenire subito sono altri, soprattutto quello industriale e agricolo. Temo che il cambiamento climatico sia irreversibile, mia personalissima opinione, basta guardare cosa accade negli ultimi 6 mesi in Europa a livello climatico. Spiace soprattutto per il pianeta che lasceremo ai nostri figli/nipoti.

    • Industria, agricoltura e abitazioni sono oggetto di misure altrettanto, se non molto più incisive (vedi superbonus 110%). Infatti negli ultimi vent’anni hanno ridotto le loro emissioni di oltre il 20%. In quasi tutto il mondo tra l’altro. Il trasporto no.

      • Il 110%, ad oggi, è ancora un’incognita visto che molti cantieri sono fermi, e bisognerà attendere il consuntivo per capire quanti ne hanno usufruito, ma la platea di beneficiari sul totale degli immobili che avrebbero bisogno di riqualificazione energetica, fonte confedilizia, si preannuncia esiguo. Il trasporto gommato Europe rappresenta l’1% dell’emissione di co2 mondiale, a dover fare passi importanti, più dell’Europa, sono Cina e USA, per non parlare dell’economia emergente indiana. L’elettrico è sicuramente da apprezzare, ma in ambito trasporto gommato, in Europa ha un impatto trascurabile, persino se tutto il settore trasporti UE fosse elettrificato l’impatto sarebbe di un misero 7% mondiale, che è tanto, ma ben lungi dal risolvere i problemi di inquinamento. Senza accordi internazionali condivisi l’inquinamento ci condannera’.

  5. Come con il COVID, il giochetto è riuscito: dividere il popolo, e chi non è con me è contro di me…
    Chi OSA, come Toyota (scusate se è poco), esprimere qualche dubbio, viene additato come negazionista, nemico del bene comune, opportunista e via discorrendo.
    Per favore, ogni tanto spegnete la TV!

  6. È incoerente dire che dev’essere il cliente a scegliere la motorizzazione che preferisce dopo che sei stato il primo a eliminare il diesel dai tuoi modelli. Toyota semplicemente è leader di mercato delle full hybrid e si vuole tenere stretta questa posizione. Il problema è che fino a 1 anno fa con la benzina a 1,50 erano economicamente convenienti, oggi lo sono un pò meno perché hanno comunque i consumi di un diesel ma prezzi d’acquisto superiori e sono pure tagliate fuori dalla fetta grossa degli incentivi. Motivo per cui molti clienti pensano che a questo punto conviene passare direttamente all’elettrico

  7. interessante articolo, che si accompagna bene con quelli di porro, brugola, qui quo qua e paperino..

    è tutta colpa loro: 🤣🤣

    perché non boicottarli? vetrine distrutte, auto rigate, commesse respinte.. 😎

  8. L’idrogeno va benissimo, anche se personalmente preferisco acquisire full electric, ma una bella Mirai per rappresentanza, come taxi, sarebbe eccezionale. L’ibrido, con benzina a oltre 2 euro, e’ oramai poco competitivo.

    • L’idrogeno non va benissimo, per molti motivi. Intanto ha una resa pessima, paragonabile a quella dei combustibili fossili, in secondo luogo deve essere trasportato alle varie stazioni di servizio, con relativo traffico e inquinamento inutile, in terzo luogo non puoi facilmente produrlo a casa tua quindi ti ritrovi ad andare alle stazioni di servizio. Vuoi mettere la comodità di collegare una presa di corrente in garage? In quarto luogo non ci sono a tutt’oggi mezzi efficenti e al contempo rispettosi dell’ambiente per produrlo e non è detto ci saranno in futuro.

      Al momento attuale l’idrogeno è una tecnologia morta, che ricalca in tutto o in parte molto dei problemi dei combustibili fossili e che è già superata dalla attuale tecnologia elettrica sia per efficenza che per costi che per impatto ambientale.

      Per quanto riguarda la facoltà di scelta del cittadino… non sono d’accordo. Come non posso scegliere di versare in mare del petrolio, non devo nemmeno poter scegliere di continuare ad inquinare se ci sono valide alternative. Toyota si metta l’anima in pace e adatti la sua produzione alle nuove necessità della società, oppure si tolga dai piedi e lasci la cosa ad aziende più serie e competenti.

  9. La posizione di Toyota mi sembra molto equilibrata: fare in modo che alla fine vincano i prodotti migliori. Lasciamo libertà di scelta agli acquirenti, sulla base delle loro necessità di utilizzo, del loro budget, delle loro preferenze senza imposizioni ideologiche e mettendo da parte una visione tutt’altro che chiara, minata com’è da pregiudizi e scarsa conoscenza, per non dire ignoranza, delle tecnologie legate alla motorizzazione individuale. Assistiamo ad un braccio di ferro di sapore del tutto politico col fine di mostrarsi inutilmente come “i primi della classe” ma ottenendo anche l’effetto di preoccupare e spaventare i consumatori e l’industria. Oltretutto, nessuno dispone di dati certi su quel che potrebbe essere l’impatto reale di riduzione della CO2 seguendo le scadenze del “Fit for 55”, anche se lo possiamo ipotizzare: l’auto europea contribuisce oggi per l’1% alle emissioni globali di CO2. Una sola cosa è certa: le auto a batteria costeranno di più di un’auto media di oggi, circa il 30% in più, il che convincerà – o costringerà – una larga parte di cittadini a tenere l’auto vecchia per periodi sempre più lunghi. Penso che abbiano perso di vista il fatto che l’anidride carbonica è un problema del pianeta e non dell’Europa; peraltro il 70% delle batterie viene prodotto in Cina (ed è una quota destinata ad aumentare e non a diminuire come sostengono alcuni). E laggiù l’energia necessaria per produrre accumulatori deriva principalmente da combustibili fossili. Senza contare il fatto che affidarsi ad un solo Paese per la maggior parte delle forniture di quel che diventerà un asset strategico non è saggio, la crisi del gas ci avrà pur insegnato qualcosa. Per cui “libero BEV in libero mercato” per parafrasare un detto storico: il vero progresso si avrà quando i BEV saranno liberamente scelti dagli acquirenti per convenienza, praticità e comodità d’uso e le auto con motorizzazione termica non saranno più acquistate, per gli stessi motivi, da nessuno

    • Nel 2050 l’Europa ha deciso di non bruciare più carburanti fossili. Cioè di avere una economia decarbonizzata. Quindi non si pone il problema. Benzina e gasolio spariranno.

      • Salve Massimo. Credo che alla fine è la politica che decide. Da qui al 2035 ci saranno ben tre elezioni europee . Basta un piccolo spostamento del PPE (centro moderato) e fit for 55 diventa fit for 95. Con buona pace di tutti noi.

        • Nel 2095, con 3-4 gradi di aumento della temperatura media sul Pianeta, potrebbe non esserci più nulla da “fittare” o da salvare. Ma “Noi non ci saremo”, con buona pace di tutti.

          • In realtà fit for 55 vuol dire ridurre le emissioni del 55% entro il 2030. Se proponiamo di ridurle del 95% io voto subito!! 🙂

      • Già nel 2050 io (classe 1954) non ci sarò e probabilmente da un bel po’ di tempo. Con il mio intervento non volevo discutere il fatto che, prima o poi, dovremo muoverci con auto che non utilizzino più i carburanti fossili, che prima o poi si esauriranno, Quello che volevo rimarcare è soprattutto la fretta eccessiva da “primi della classe” per una tecnologia che sta maturando rapidamente ma che, per lo stesso motivo, presenta ancora numerose controindicazioni (il dott. Tedeschini ha più volte affermato su queste pagine che oggi l’elettrico non è per tutti, opinione che condivido pienamente) con il rischio inoltre di rendere obsoleti rapidamente gli attuali BEV. Spero di poter continuare questo aperto scambio di idee anche quando mi raggiungerà nell’oltretomba, magari recandomi le ultime novità: l’argomento è molto interessante

        • Parli come se qualcuno avesse deciso di vietare oggi la circolazione delle auto termiche ma non è così e far finché che lo sia serve solo a dipingere una realtà che non è!!!!!
          La decisione di vietare la vendita (vendita non circolazione) dal 2035 (fra 13 anni nonn oggi e neanche domani) per quel che servirebbe è anche tardiva altro che fretta da primi della classe…
          Fare quello che vorrebbe la Toyota, cioè nessuna scadenza di alcun genere, serve solo ad andare avanti come negli ultimi 20 anno dove già si sapeva a cosa si andava incontro a livello di cambiamenti climatici ma il settore auto se n’è altamente invischiato… infatti è l’unico comparto che oggi crea più emissioni rispetto a 20 anni fa con buona pace di chi vuole sostenere che si sta scaricando sull’auto tutte le colpe degli altri e che l’auto ha emissioni solo marginali rispetto al resto… TUTTO deve diminuire le proprie emissioni e tutto lo sta facendo ad eccezione proprio dell’auto dove nell’ultimo decennio i produttori storici hanno preferito pagare salate multe piuttosto che realmente abbassare le emissioni dei loro prodotti…
          Perciò avoglia se una scadenza bella netta serve… eccome se serve perchè senza un obbligo nessuno ha la minima intenzione di muovere una virgola fra i costruttori tradizionali.. Quel poco che hanno fatto negli ultimi anni non è stato per loro volere ma per un altro obbligo rappresentato dal doversi difendere dall’ingresso sul mercato di una nuova realtà che rischia di mangiarseli tutti… Realtà guarda caso che con i costruttori tradizionali nulla c’entra e che si chiama Tesla…. Dopo l’iniziale snobbamento tipico della presunzione da primi della classe adesso quasi tutte le case tradizionali hanno capito che quella che loro consideravano una moda passeggera si stava trasformando in uno tsunami che li avrebbe travolti e rasi al suolo ed hanno iniziato a muoversi.ma con i loro tempi blibbici…. se lasciassimo fare a loro, con i loro tempi neanche fra 100 anni l’auto elettrica diventerebbe per tutti perchè nella realtà loro non vogliono fare il passaggio e per jn motivo molto semplice che con il rispetto dell propria clientela e del pianeta terra proprio nulla c’entra….
          Alle case costruttrici tradizionali l’auto elettrica non ca giù perchè gli azzera totalmente quella che era la loro prima fonte di guadagno che non è la produzione è vendita dele auto nuove ma la successiva gestione con tutti i pezzi di ricambio che il motore termico richiede nella sua continua manutenzione… Il fatto che invece l’auto elettrica non abbia bisogno di alcuna manutenzione e che quindi non genere continui profitti nel post vendita non va a genio alle case costruttrici…

        • Rispondo a Luca. Scusate, non sapevo che 55 fosse una percentuale e non una data. E questo la dice lunga sulla percezione e sull’impatto psicologico del tema sulle masse. E vi assicuro che sono una persona che piace informarsi, moderata, attenta all’ambiente con un lavoro di responsabilità. Non corriamo ragazzi. Vorrei condividere con voi un detto paesano (che forse conoscete ) “l’orgoglio parte a cavallo ma torna sempre a piedi “. A posto dell’orgoglio metteteci qualsiasi scelta affrettata .

          • Franky, punti di vista. A lei pare che si stia correndo troppo.

            E’ dagli anni 80/90 del secolo scorso che scienziati e studiosi di ogni settore hanno messo in guardia tutti sugli effetti devastanti delle alterazioni climatiche che stavamo producendo. Ci abbiamo messo più di trent’anni anche solo per diffondere una minima presa di coscienza, e abbiamo un piano europeo che punta SOLO a “dimezzare” le emissioni nei prossimi 8 anni.

            A me pare si stia passeggiando a passo lento mentre lo tsunami sta accelerando, e anzi ogni giorno dobbiamo litigare con quelli che vorrebbero fermarsi ancora sulla spiaggia a far baldoria perchè “tanto c’è tempo”. Intanto qui nel Varesotto (la provincia dei laghi, dove dovrebbe esserci acqua ovunque) 22 comuni hanno iniziato a razionare l’acquedotto.

        • Consideri che fino al 30 dicembre 2034 chiunque potrà comprare un’auto termica nuova, che durerà almeno altri 15 anni. Quindi lo stop alla vendita delle termiche nuove nel 2035 è la condizione per non averne più in strada nel 2050. In ogni caso con un ricambio medio di 1,5 milioni di auto all’anno, ci vorranno almeno 25 anni per rimpiazzare l’intero parco italiano di 38 milioni di unità.

          • “il vero progresso si avrà quando i BEV saranno liberamente scelti dagli acquirenti per convenienza, praticità e comodità d’uso e le auto con motorizzazione termica non saranno più acquistate, per gli stessi motivi, da nessuno”: riprendo questa frase, già scritta da me sopra, perchè riflette la mia visione sull’argomento, Non ho nulla contro i BEV, semplicemente vorrei che potessero confrontarsi ad armi pari con gli altri veicoli. Invece per la prima volta l’evoluzione tecnologica non è dettata dall’efficienza economica (pur essendo più semplici le auto elettriche sono più costose e meno performanti per gli aspetti legati ad autonomia e tempi di ricarica) ma è imposta per legge dai Parlamenti, nell’assoluta e colpevole mancata analisi delle conseguenze. Perciò, domandarsi che senso abbia incentivare questa transizione industriale non significa mettere in discussione il progresso o, peggio ancora, dubitare della drammaticità della crisi climatica. Semplicemente, significa auspicare che l’industria, magari con adeguati supporti negli investimenti e soprattutto nella ricerca, possa anche prima del 2035 essere in grado di offrire un BEV concorrenziale sotto tutti gli aspetti: a quel punto gli acquirenti si orienteranno spontaneamente (e non ope legis) su questa scelta

          • Continua a dimenticare che il cambiamento non è imposto a capocchia dai Parlamenti ma dalla drammatica crisi climatica, per contrastare la quale 197 Paesi del mondo hanno sottoscritto l’Accordo di Parigi per l’azzeramento delle emissioni entro il 2050. Tutti “auspichiamo” la pace, le vaccinazioni anti Covid, l’onestà, la fedeltà fiscale. Ma se gli auspici non bastano, e fin qui non sono bastati, scattano giocoforza i divieti, gli obblighi e le sanzioni.

          • Roberto sei proprio certo che la transizione sia peggiorativa dal punto di vista economico??
            Certo se si è miopi e ci si ferma solo alla filiera di produzione delle auto forse si ma iniziamo a netturbini dentro anche i costi indiretti come la spesa sanitaria oer tutte ke persone che si ammalano ogni anno per l’inquinamento delle nostre città (non dico che con la transizione si azzererebbero ma anche “risparmiare” un 30% di spese e di morti vorrebbe dire miliardi su miliardi…) oppure le spese per i cambiamenti climatici… per esempio in questi giorni già si sta dichiarando lo status di calamità naturale per la siccità in molte zone del nord…. per chi non lo sa questo status prevede rimborsi a chi ha avuto danni economici ed anche lo sono miliardi su miliardi…. e sempre peggio verrà…. quindi se vogliamo fare un analisi dal lato puramente economico del “saldo” della transizione verso un sistema basato sull’elettricità abbandonando i carburanti fossili (ed io parlo di transizione in ogni campo nok limitandola all’auto che è solo uno dei settori a cui viene chiesto di cambiare.. ) non ci si può limitare al puro saldo dei posti di lavoro o degli investimenti necessari alle aziende per attuarla ma va preso in considerazione anche le minor spese che si avranno se riusciremo a ridurre i 2 maxi problemi causati dall’utilizzo massiccio e sistematico della combustione delle fonti fossili: il cambiamento climatico e l’inquinamento cittadino….

          • Massimo buonasera. Rispondo a Lei e p.c. a Roberto G.G.
            Ho letto un pò di commenti. Nessuno che si chieda il perchè di questo provvedimento datato 2035.
            Mi sembra che le motivazioni vadano ribadite, poichè di vitale importanza:
            1) Contrastare con ogni mezzo la produzione di CO2, visti gli effetti esiziali sull’unica Terra che abbiamo.
            2) Ridurre in modo drastico le emissioni inquinanti da trasporto, che ogni anno provocano nella sola Europa OLTRE 500.000 MORTI, per i problemi di salute all’inquinamento stesso legati.
            Io sono sempre stato favorevole al libero mercato ed alla massima libertà di scelta e decisione, ma se: LA TUA LIBERTA’ MI UCCIDE, io ho il diritto di dissentire e contrastare. Con ogni mezzo.
            Ciò premesso, approvo senza il minimo dubbio la decisione europea sul 2035. Anzi: la considero anche troppo lasca.
            Cordiali saluti.

  10. Secondo me quella di Toyota è una posizione miope e molto, molto superficiale. La questione non è “ognuno scelga la sua auto”, che fa effetto sul momento, come tutte le sparate semplicistiche, ma nasconde la domanda essenziale: come vogliamo gestire centinaia di milioni di auto nella sola Europa? A cominciare dalle infrastrutture: che senso può avere mantenerne all’infinito due costosissime e complesse reti di rifornimento, elettricità e fossile? Come si può pensare di continuale all’infinito lo sviluppo parallelo di motori a scoppio e powertrain elettrici? Bisogna decidere quale sviluppo imboccare, e bisogna farlo ora. E come tutte le decisioni collettive, che impattano sulla vita di tutti, la decisione deve necessariamente essere politica. Decisione ponderata, certo, ma netta, decisa e chiara. Perché non sempre ognuno può fare di testa sua , se parliamo di un complesso tema di politica industriale. E una volta deciso, non si torna indietro.

    • In realtà, Luca, la politica non ha scelto dichiaratamente l’elettrico, ma ha scelto la strada delle emissioni zero (perlomeno in prospettiva, attualmente non è ancora del tutto possibile). L’elettrico lo sta scegliendo il mercato (e quindi gli utenti), perché è attualmente la soluzione più logica e la politica ne sta prendendo atto (a parte quella italiana che sta facendo tutt’altro, ma questo è un altro discorso).

      • Si, ma questo riguarda il grande tema dell’ecologia. poi resta l’altra gamba della questione, quello della logistica e delle reti distributive. L’idrogeno, a meno che non si pensi di produrlo dall’elettrolisi dell’acqua, il che sarebbe davvero assurdo, visto che richiede enormi quantità di elettricità che sarebbe meglio stoccare direttamente nelle batterie, è una fonte fossile come qualsiasi altro gas, e va estratto, trasportato e distribuito, con problemi enormi visto che richiede pressioni elevatissime. Inoltre è un gas molto raro sulla terra, visto che il nostro idrogeno primordiale si è disperso nello spazio da miliardi di anni, i giacimenti sono pochi. Tanto vale allora puntare sul metano.

  11. Ok per me potrebbe andar bene, ma poi ognuno paga di prima persona tutto quello che emette come inquinanti, poi lasciamo decidere agli acquirenti, con tanto di preventivo da firmare in fase d’acquisto

    • Quindi mi stai dicendo che se Cina, India, Pakistan,Russia ecc… continueranno ad usare il fossile noi che saremo puliti( ma pochi in confronto) non pagheremmo il conto ambientale?
      Con i prezzi che gli farà Putin sul gas e petrolio non si faranno nessuno scrupolo ( ed il premier indiano l’ha pure dichiarato), mentre noi pagheremo il gas naturale dalle 3 alle 4 volte , e di tempo prima di affrancarsi da queste forme di energie ce ne vorrà molto.

      • Si se acquisti prodotti fatti in capo al mondo perché costano poco nulla è giusto che paghi quello che inquini per produrlo e portarlo a casa.

  12. mi ricordo quando negli anni 90 si entrava nei locali e il fine settimana avevamo i vestiti impregnati di fumo senza volerlo tutti fumavano . ora io sono dell’idea che ognuno di noi del propria salute è libero di farne quel che vuole l’unico paletto è dare la possibilità al prossimo di decidere cosa fare. l inquinamento prodotto dagli scarichi che sia delle auto o fabbriche a mio parere dovrebbero essere abolite è giusto che si vada verso l elettrico o altre fonti rinnovabili… ora molti diranno in modo superficiale che anche le batterie inquinano. in parte è vero ma sull inquinamento dell’aria uno è impotente sulla propria salute a meno che uno non esca con le machere con le bombole d ossigeno attaccate dietro. diverso è ad esempio sapere che l amianto è cancerogeno e uno gli sta alla larga o si organizza per trovare una soluzione. non so se ho reso l idea.

    • Ok della propria salute ognuno decide per se stesso e sono favorevole, ma come hanno vietato il fumo nei locali pubblici per tutelare tutti gli altri a questo punto tu sei libero di usare il termico dentro casa tua , in luogo pubblico visto che fa più male di una sigaretta lo vietiamo, è un estremismo ma fa passare il concetto, che se nuoce agli altri DEVE esser trovata una soluzione, e per il motore termico come per il riscaldamento a gas va vietato entro una certa data e il 2035 sono molti anni per fermare la produzione e vendita di auto a combustione e il 2050 è un enormità per il blocco totale, quindi tutti abbiamo il tempo necessario per portare a fine vita qualsiasi prodotto auto e non a fine vita per poi sostituirlo con un prodotto nettamente superiore in materia consumi e ingegneristico.
      Quindi nessuno vieta le auto da domani, anche se vedi sopra.

  13. Toyota fa auto eccellenti. La mia full hybrid Yaris non ha bisogno di colonnine per ricaricare e fa 30,5 km con un litro di benzina. In pratica consumo meno della metà di benzina rispetto a una normale benzina e non ho bisogno di colonnine. Oltretutto produrre corrente costa e inquina. Se tutti avessero un motore come il mio le emissioni nell’ambiente si dimezzerebbero istantaneamente. Le Tesla elettriche hanno reso Musk l’uomo più ricco del mondo perché sono care e con pochissima tecnologia sotto il cofano. Per me il futuro è l’auto full hybrid non l’auto elettrica!

    • Rispetto le sue opinioni tranne la parte in cui dice che le Tesla hanno “pochissima tecnologia sotto il cofano”, il fatto che lei non la comprenda (evidentemente) non vuole dire che non ci sia.
      Sa cosa usa lo Starship di SpaceX (il missile che andrà su Marte per conto della Nasa) come metodo per separare il primo dal secondo stadio? “Svita” i due stadi, anzichè usare bulloni esplosivi come si è sempre fatto negli ultimi 60 anni, usando motori di una Model 3 alimentati da batterie di una Model 3. E’ una tecnologia talmente povera e inaffidabile che l’ha presa così com’era e l’ha infilata in un missile alto 140 metri dove il solo primo stadio pesa oltre 3.000 tonnellate e ha il diametro di una casa da 80 mq.

      Può dire tante cose di Tesla e di Musk, ma non che non facciano innovazione…

    • Ma perchè 30 km a litro è un gran risultato? Quel litro di benzina quanta co2 e quanto particolato emette? Le elettriche di litri di benzina ne necessitano ZERO. E quando vengono caricate con fonti rinnovabili (che sono il 40 e passa % dell’elettricità presa dalla rete, e il 100% di quella autoprodotta col fotovoltaico) il consumo di combustibili è proprio ZERO dall’inizio alla fine della filiera.
      Ma se vuole continuare a raccontarsi che una ibrida basta a salvarci faccia pure, la realtà a un certo punto se ne farà una ragione di queste opinioni. Dobbiamo AZZERARE le emissioni, dimezzarle non basta.

      • E lo facciamo da qui a domani cambiando tutti auto… e demolendo le attuali, processo che non costa nulla in termini di emissioni e di inquinamento in generale…

        • Beh certo, “dall’oggi al domani”… Pensa che potrai comprare una termica sino al 2035 ed usarla fino al 2050… mi sa che il concetto di “domani” ce l’hai un po’ vago!
          Finiamola di sbraitare perché ti si sta “costringendo” a cambiare la tua auto con una elettrica domani, perché non ci credi nemmeno tu.

        • Daniele qyedto tuo intervento è una classica dimostrazione del livello di mistificazione che c’è in giro….
          Dove lo trovi scritto che dall’oggi al domani dobbiamo cambiare tutti auto? E soprattutto dove sta scritto che bisogna demolire subito ke attuali senza aspettare che arrivino a fine vita??
          Guarda che la normativa che dovrebbe entrare in vigore dice che nel 2035 (quindi non domani ma fra ben 13 anni) non si potranno più vendere auto termiche mica cge quelle già in circolazione non potranno più essere utilizzate! Cioè la legge non dice che nel 2035 (tanto meno oggi) nessuno dovrà demolire prima del tempo alcunché… semplicemente quando uno vuole sostituire l’auto (quando farlo resta decisione sua ancge dopo il 2035) quella nuova che acquisterà sarà per forza a 0 emissioni…

          Questi sono i vincoli che la legge metterà, un altro discorso invece sarà l’usabilità di un auto termica da qui al 2035 fra costi di mantenimento che andranno alle stelle e divieti di circolazione nelle città per troppo inquinamento che stanno sempre più aumentando (e se mentre fino a pochi anni fa non potevano vietare fino sotto ad un certo livello per non bloccare tutto visto che un alternativa non c’era man mano che l’auto elettrica diventerà di massa quedta esigenza verrà meno quindi ci saranno meno “remore” a mettere divieti a chi si ostina a voler entrare ancora in città con motori a combustiobe)

        • Secondo me nessuno ha capito la tua risposta a Luca dell’oca.
          Penso, che la tua fosse “sarcastica” sull’affermazione di cambiare in elettrico subito.
          Sbaglio?

  14. La cosa ha un suo senso. I governi, invece delle auto Ice, dovrebbero vietare i combustibili non carbon neutral. Vuoi bruciare benzina? Ok, ma chi produce e vende benzina deve compensare le emissioni (cattura della co2, altro? Non lo so) a questo punto la benzina costerebbe 4 € al litro ma la scelta, come è giusto che sia sarà degli utenti

    • E tutta l’elettricità prodotta utilizzando combustibili non carbon neutral , inoltre devi considerare che chi ha una panda di 20 anni non la fa perché e un masochista , magari non si può permettere null’altro , in questo caso dovresti comunque garantire la mobilità a questi soggetti , magari con fortissimi incentivi legati ad isee per esempio sotto i 15000€.

      • Nessuno sta obbligando chi ha una Panda di 20 anni a comprare una elettrica ORA. È liberissimo di prenderne un’altra per altri 15 anni e tenerla per altri 20. Tra 15 anni tu sei sicuro che le elettriche costeranno ancora più delle termiche? Hai la sfera di cristallo?
        Inoltre sul discorso della produzione di energia elettrica, facciamo due conti su quanta CO2 serve per fare un km con una termica o con una elettrica, perché questo è quello che conta, il resto sono solo chiacchere.

  15. Sono stato cliente Toyota per decenni.
    Quando si è trattato di comperare una EV, siccome loro non ce l’avevano, ho scelto (!) e ho deciso di prendere una Hyundai.
    Hanno potenzialità in Toyota, ma per ora hanno perso il treno di partenza dell’elettrificazione. Gli toccherà rincorrerlo (in ritardo).
    Peccato.

    • Non credo. Toyota ha le capacità per fare elettrico e anche lunghissima esperienza di ibride.
      Semplicemente non ci crede quanto gli altri, non penso le critichi perchè non le ha: non le ha perchè le critica.
      Loro hanno la Mirai, prodotto validissimo, che ha però il problemino del carburante che la rende, al momento, troppo costosa, un pieno di idrogeno costa dannatamente di più dell’usare direttamente la corrente in una BEV e non parlo di costo per l’utilizzatore (perchè entra in gioco la fiscalità e le accise), parlo di costo energetico: un totale spreco.
      Almeno per ora: se un giorno la quota rinnovabili fosse 100% e ci fosse un esubero di energia, ben venga come sistema di accumulo.
      Io auguro alla Toyota tanta salute, ma non in senso ironico. Speravo in una Aygo elettrica, sono molto deluso.

      • No Gyido non le ha semplicemente perchè da leader del mercato del full ibrido non ha l’esigenza che hanno altri di farle per forza per non pagare pesanti multe e farle per loro vuol dire mangiarsi una grossa fetta del mercato del ibrido…. Perchè secondo te oggi uno che compra una elettrica se dovesse comprare una termica andrebbe su di un full ibrido o su un termico puro??? È palese che io.mercato del elettrico vada a togliere percentuali prima di tutto a quello del full ibrido perchè chi passa all’elettrico lo fa anche perchè ha un occhio di riguardo all’inquinamento mentre che oggi compra un termico puro o mild ibrido è gente che non compra elettrico puro come nok compra full elettrico perchè secondo loro “le vere auto sono rigorosamente quelle con il cambio manuale!!!”.
        Toyota non vede di buon occhio l’auto a batteria semplicemente perchè va ad intaccare il.mercato dove vendono il 99% delle loro vetture e dove sono, anche a pieno merito, i leader indiscussi… per lo stesso motivo invece gli piace tanto l’idea delle auto ad idrogeno perchè, a differenza di quelle a batteria, al momento non sono altro che un puro spot di quello che forse sarà fra 30-40 anni ma è certo che non sono utilizzabili su larga scala per molti anni ancora e questo permetterebbe a Toyota di continuare a vendere per decenni ancora le suo full ibride…
        È talmente chiaro che sia così…. d’altronde sennò come spiegare il fatto che la principale critica che da sempre Toyota rivolge alle auto a batteria è quella che non abbiamo abbastanza produzione di elettricità per tutti e propone come soluzione quella ad idrogeno dove per fare la stessa strada serve 4 volte tanto elettricità????

        • Beh, abbiamo detto la stessa cosa, io molto sinteticamente… non hanno elettriche perchè non vogliono farle e non vogliono farle perchè non ci “credono” (cioè stanno vendendo alla grande qualcosa e non vogliono fare ulteriori investimenti che già hanno fatto per l’idrogeno)

          • EHHH guido ler me c’è molta differenzanza fra il sostenere di non crederci perchè si pensa che non sia una tecnologia buona per la collettività (come dice di fare Toyota) e non “crederci” per che a te e solo a te non conviene… poi se per te è la stessa cosa….

            P.S. saper fare un ibrido ed averne esperienza per 25 anni non vuol dire avere le carte in regola per saper fare una EV perchè sono tecnologia molto diverse… in comune hanno solo il fatto della presenza di un motore elettrico che non è neanche lo stesso tipo di motore… infatti da quello che si sa L momento riguardo alle caratteristiche tecniche del primo modello che hanno in uscita non mi sembra che abbia numeri granché impressionanti…. non sarà di sicuro la peggiore delle EV sul mercato ma altrettanto sicuramente neanche fra le migliori…. poi vogliamo parlare degli annunci riguardo a novità (che poi neanche novità sono come il volante a cloche) e poi dire che il.modello in uscita non ne è dotato a forse verranno aggiunte nel 2024/25…..

  16. L’elaborazione del lutto è tanto più necessaria quanto più grande è la perdita. Dovremo sorbirci ancora un po’ di questi piagnistei, poi saranno finiti. Coraggio.

  17. Pagliacciata in salsa giap.
    Sempre ci si rifà al diritto della scelta del cliente ma poi ci pensano loro ad indirizzarlo a dovere, ad esempio con prezzi fuori dal mondo per l’elettrico.
    Mettano in vendita auto a parità di prezzo, se proprio vogliono pareggiando per le termiche quello delle EV, poi vediamo cosa sceglie il cliente, soprattutto quello meno danaroso.
    Ed in tutto questo manca sempre l’elemento fondamentale: la necessità della transazione ecologica.

  18. Aspetto con i popcorn in mano i commenti dei Talebani elettrici che vorranno mettere al rogo la Toyota, sarà più divertente che leggere un gruppo telegram di novax

      • Mi sono sforzato di non rispondere ma non riesco! Ma veramente sei convinto che l’auto elettrica salverà il mondo???? A me sembra una cosa semplicemente folle. Anche se domani tutto il mondo dovesse dotarsi di auto elettriche ci sarebbe una riduzione di emissione di CO e CO2 a livello mondiale assolutamente trascurabile. In compenso avanti con la produzione di milioni di batterie altamente inquinanti e aumentare la produzione di elettricità con le centrali a carbone. Caro amico mio non salverai il mondo perché hai comprato una auto carbon elettric.

        • Quando uno non capisce che non è solo l’aspetto CO2 che fa la differenza ma l’aspetto quantità di ENERGIA in gioco allora è inutile discutere. Quindi elettrificare il più possibile tutto ciò che va con i fossili non solo ci renderà meno dipendenti da altri paesi ma sostituendo queste forme fossili con rinnovabili nel tempo ci si potrebbe anche rendere indipendenti e fermare la genuflessione continua a sauditi e russi. Non capendo questo può continuare a guidare la sua bella auto a pistoni con rendimento al 30% sprecando il resto finchè campa.

        • “Anche se domani tutto il mondo dovesse dotarsi di auto elettriche ci sarebbe una riduzione di emissione di CO e CO2 a livello mondiale assolutamente trascurabile”
          https://ourworldindata.org/emissions-by-sector

          16,2% è assolutamente trascurabile?

          Potrebbe bonificare il 16,2% del suo patrimonio finanziario ad una ONLUS di sua scelta? Essendo assolutamente trascurabile non le peserà affatto farlo.

          • bell’articolo, interessante.
            i trasporti su strada incidono per l’11,9% del totale delle emissioni globali. il 60% di questi sono imputabili alle auto e ai bus, nel mondo. spannometricamente quindi le auto elettriche incidono per un 6% del totale, sempre nel mondo. le auto europee che parte saranno quindi di questo totale escluse le cine, le indie e le americhe? diciamo un 2%?

          • Alessandro e Michele
            Visto che lo avete letto (non era scontato), leggetelo fino in fondo.
            Dovete sommare anche la parte relativa a estrazione e raffinazione carburanti fossili (solo le perdite di estrazione e combustione intenzionale valgono il 4.8%) più trasporto degli stessi (1.9%). Una parte del trasporto merci è relativo ai combustibili stessi. E Vaielettrico e IPCC si occupano ancora di trasporto merci, anche navale, forse vi è sfuggito.
            E se anche fosse il 10%, non facciamo nulla perché poi rimane il 90%?
            Si chiama “benaltrismo” ed è il motivo per cui siamo arrivati a questo punto.
            Se non inizi da qualche parte, l’unica cosa che puoi finire è il clima e la fauna.

        • Lei continua a ripetere affermazioni false, smentite decine di volte su Vaielettrico. Lei le ignora? Noi ignoreremo i suoi commenti

        • E tu veramente continui a pensare di essere l’unico intelligente sul pianeta ? guarda che questo è un sito che parla di mobilità sostenibile e quindi di auto e quindi di auto elettriche si parla.
          E siamo sinceramente stufi di sentire sciocchezze e insulti malcelati come questo.
          Si sa benissimo che da sola l’auto elettrica non basta. Piantala tu e quelli come te.
          Piuttosto dicci come salvare il mondo visto che sai tutto tu.

      • Si si… che magari fino all’anno scorso compravano diesel di grande cilindrata perché faceva figo… il costo di un auto elettrica è per molti, troppi, esagerato rispetto ad un equivalente termico e non c’è praticamente ancora mercato dell’usato… non è un esclusiva questione di responsabilità e spesso non è che perché uno ha la ‘fortuna’ di avere un’auto elettrica è responsabile a livello di inquinamento…
        Vedo però molti che ridono e deridono Toyota per questo articolo, limitati…

    • Ma pensa.. io ho una vettura del gruppo lato Luxury e una una EV. E no, la sostituta della Lexus non sara’ un altra del gruppo Toyota perche’ sara’ un altra EV.

  19. Il diavolo, arcangelo decaduto, si veste da Toyota

    Questo diavolo è purtroppo molto proattivo nel suo combattimento in California, impedendo ogni restrizione ulteriore sulle emissioni!

  20. eh, beh certo! ovvio!
    l’industria dell’auto ha lucrato sugli idrocarburi, legittimamente per carità
    poi i danni li subiamo e paghiamo tutti.

    del tipo: socializzare le perdite, privatizzare i profitti.
    giusto per capirci

  21. mi stupisce che un articolo piuttosto insulso sia di provenienza Toyota. Se seguiamo i desideri dei singoli clienti lasceremo ai nostri figli e nipoti un mondo di rifiuti.

    • Amen.

      Avevo una Prius, ed era una tecnologia innovativa.
      Passati 10 anni era da sostituire, e Toyota aveva sempre a listino la Prius.
      Siamo passati a una BEV. Non Toyota.

      (Scrivici un Hayku cara Toyota)

  22. Da tempo ho depennato Toyota dalle mie possibili scelte, per prodotto, per politica, per proclami.

    Ma la crisi climatica loro non la sentono?

    • La crisi climatica io non la sento. E non la vedo. E non giustifico in nessun modo la decisione dell’unione europea di mettere al bando i motori termici nel 2035. Quattro burocrati stipendiati a nostre spese, senza nessun consenso popolare, perche’ non gli abbiamo votati, hanno preso una decisione di tale portata, che impattera’ sulle tasche degli italiani. Il cittadino deve essere libero di scegliere cosa comprare con i suoi soldi.

      • Ah, abbiamo solo 35 e passa gradi a giugno, il Po in secca come non mai. Ma tranquillo, non si sente la crisi climatica. Tutto regolare e normale.
        /s

      • Ma veramente non vede nulla, forse un paio di occhiali nuovi e un po’ di tempo a leggere cosa sta succedendo in giro per il mondo, e anche fuori porta di casa sua, si renderà conto che quello che ha appena affermato è una falsità.
        Poi, si puoi acquistare quello che vuoi e fare quello che vuoi, fino a quando quello che vuoi non va a ledere i diritti di qualcun altro, sia in fattore economico che sanitario

      • Se lei non vede la crisi climatica o è in malafede o è cieco. Come abbiamo scritto più volte non accettiamo commenti negazionisti

  23. Il piano di emergenza climatico non e un opinione e va seguito con il stesso rigore con il quale si evacuerebbe un immobile in fiamme

    Aparentemente Il diavolo si nasconde in ibrido

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