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Tornano gli incentivi: Draghi ci mette 65 milioni

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La Nuova Fiat 500.

Tornano gli incentivi: il governo Draghi ci mette 65 milioni. Non una cifra enorme, chi vuole acquistare un’auto elettrica farebbe bene ad affrettarsi. Anche perché questi fondi comprendono anche i bonus per la auto ibride plug-in.

tornano gli incentivi
Il premier Mario Draghi

Tornano gli incentivi, meglio affrettarsi

La cifra complessiva messa a disposizione per la parte finale del 2021 è di 100 milioni di euro. Nel dettaglio, le nuove risorse vengono suddivise in questo modo:

  • 65 milioni all’incentivo all’acquisto di vetture elettriche, di categoria M1 comprese nella fascia di emissioni 0-60 g/km CO2.
  • 20 milioni di euro sono invece destinati a sostenere l’acquisto o il leasing di veicoli commerciali di categoria N1 nuovi di fabbrica o autoveicoli speciali di categoria M1 nuovi di fabbrica.
  • 10 milioni per le autovetture di classe M1 compresi nella fascia 61-135 g/km CO2 sono.
  • 5 milioni di euro, infine, sono destinati all’acquisto di veicoli di categoria M1 usati con emissioni comprese tra 0-160 g/km CO2.

Ricordiamo che per le auto elettriche il bonus è di 6 mila euro con rottamazione e di 4 mila euro senza rottamazioni. Più eventuali incentivi locali.


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36 COMMENTI

  1. Odio aver ragione soprattutto così a breve termine, avete sentito la proposta di Cingolani alla riunione con Draghi, la proposta è di aumentare le accise su Diesel e Benzina il moda da indurre al acquisto di una EV , l’assurdità è che continuiamo a pagare gli incentivi per ICE, a questo punto che senso ha 🤔🤔
    E chi l’ha appena acquistata 🤦🤦🤦

    Spero che le voci di corridoio siano false se no vedremo schizzare alle stelle tutti i prodotti.

  2. Gli incentivi servono ma sono usati dalle case per tenere i prezzi gonfiati. Quei soldi finiscono nelle tasche dei produttori, non dei consumatori. Noi dobbiamo innescare una concorrenza dei prezzi e del mercato, invece l’Italia e l’Europa continuano a rappresentare l’Eldorado dei produttori, queste sono le terre dei maxi utili e dei prezzi gonfiati.

    Sono favorevole agli incentivi ma con una logica di riduzione nel tempo. Intanto li limiterei alle elettriche fino a 25000 euro, così da dare una scossa a quelle che oggi vengono piazzate a 30k. Ed è stato un bene ridurli a 4000 euro perché è ora che i produttori inizino a farsi un po’ di concorrenza.

    • Un vincolo agli incentivi che ho visto davvero fondamentale è lo sconto concessionario obbligatorio. Questo lo dovrebbero rendere obbligatorio per qualsiasi auto elettrica che viene ordinata di almeno 3k di sconto, dato che in questo periodo senza incentivi si parlava di 5k di sconto della casa/concessionario. Così facendo avresti 6k con rottamazione ed almeno 3k di sconto concessionario tornando ad avere (almeno) quasi 10k come prima con i fondi dello stato di “soli” 6k massimo. Le case si ritroverebbero obbligate a farlo dato che devono per forza vendere le elettriche per la questione co2 e sarebbe la miglior soluzione a mio avviso!

      • Sì, ma solo se bloccano i listini. Ed ormai dovrebbero obbligare tutte le case ad avere i listini uguali in tutta Europa, stesso prezzo a cui aggiungere le varie iva nazionali.
        Così le case non potrebbero più alzare i listini dove ci sono più incentivi.

        • Sono d’accordo, è assurdo che in Italia la stessa Dacia Spring costi diverse centinaia di euro più che in Francia.

        • Certo anche questo è vero. Torniamo sempre al fatto che non possono alzare troppo i prezzi perchè poi non sarebbe appetibile per il mercato quindi meno vendite quindi si alza la media co2 e devono pagare le multe… Il tutto se ben impostato può avere ottimi risultati 🙂

    • In realtà gli incentivi servono a mantenere vive le fabbriche, e a noi di poterci permettere un acquisto che altrimenti non avremmo potuto permetterci

    • Come darti torto ….quando sono passati da 6 a 8 i prezzi erano rimasti invariati per buona parte delle auto, a parte alcune, ricordo ad esempio la Zoe…che comunque stava vendendo sempre meno e il calo del prezzo probabilmente ci sarebbe stato lo stesso…

    • In realtà non c’è nulla di strano. Il vantaggio va giustamente alle case automobilistiche che stanno affrontando investimenti astronomici (in anni in cui, tra l’altro, le vendite sono state fiacche). L’incentivo serve perchè il privato paghi l’elettrico quanto il termico. La differenza va dunque giustamente alle case automobilistiche. Io la vedo così.

    • L’incentivo stimola la domanda, ma noi abbiamo un problema di offerta (almeno nelle fasce medio/basse), quindi, a mio modesto avviso, serve pochissimo a chi compra, perché non favorisce un calo dei prezzi.
      Quindi, a parte il fatto meritorio di metter in circolazione più EV, l’incentivo in se va quasi tutto alle case.
      Per questa ragione vedo benissimo un discorso i incentivi a progressiva diminuzione.
      Mi pare che in Francia ci sia un programma a lungo termine (da noi quando?) con diminuzione di 1K€ all’anno.
      Come a dire: “adesso vi aiutiamo a fare gli investimenti, ma tra 4 anni ve la dovete cavare da soli”

    • D’accordo anche io su una riduzione progressiva degli incentivi. Secondo me l’obiettivo di questi dovrebbe essere quello di formare una massa critica di utilizzatori di auto elettriche che spianino la strada a tutto quello che c’è di correlato e che ancora manca o è insufficiente. Prima di tutto una diffusione sufficientemente capillare delle colonnine di ricarica da non lasciare zone “irraggiungibili”, secondariamente dei servizi di assistenza adatti alle peculiarità di questo tipo di auto. Altri aspetti non secondari, aumenta la probabilità di conoscere qualcuno che possiede un’auto elettrica e che potrebbe ingenerare curiosità, diciamo un passaparola. Infine credo ci sia l’aspetto dell’economia di scala, le aziende possono investire a sufficienza da abbassare i costi di produzione se vedono un mercato aprirsi.

  3. Draghi fa quello che è possibile fare con l’attuale stato economico del paese. Non riesce ad immaginare un altro politico credibile al suo posto.

  4. Attualmente, l’auto elettrica più venduta in Italia è la Dacia Spring, non certo la 500e, almeno da un mese, cioè da quando sono iniziate le immatricolazioni ai privati. E questo sarà anche nei i prossimi mesi, grazie al ritorno degli incentivi.

    • Non è detto la Spring è la più venduta perché ha iniziato le consegne con mesi pregressi che si erano accumulati…
      Stupisce anche me, ma con il prezzo elevato che ha la 500 Vende ugualmente tanto.

      • Siamo in Italia, la 500e ha un fattore emozionale e di immagine che altre non hanno… La Spring può offrire solo praticità e prezzo… di una Panda.

  5. Comunque assurdo buttare soldi sulle termiche, quando sappiamo tutti che fine faranno a breve, e vedendo l’andamento dei carburanti, è inammissibile investire su un mezzo che è già morto per varie questioni, di fatti in Europa hanno deciso di non buttare soldi per sostenere le stufe.

    • L’obiettivo del governo è quello di ridurre le emissioni, non di mandare in fallimento intere case automobilistiche mandando a spasso migliaia di lavoratori. Gli incentivi sulle termiche a basse emissioni di Co2 hanno il loro perché soprattutto per la grande diffusione delle full hybrid, necessarie al momento per coloro che non possiedono un box da cui ricaricare. Se fosse come dici tu l’alternativa sarebbe un gruppetto di persone con l’auto elettrica nuova e un esercito di anziani e giovani con auto vecchie altamente inquinanti

      • Andremmo in fallimento noi, continuando a dare corda a loro e acquistare auto termiche che tra qualche anno non si potranno più utilizzare, di fatti io sono anni che rimandavo l’acquisto di un auto, sia usata che nuova, perché non aveva senso continuare a buttare soldi, sono arrivati incentivi per EV non ci ho pensato due volte e non me li sono fatti scarpe sotto il naso.

        • Non ha nessuna rilevanza per lo Stato se tra qualche anno verranno prodotte solo auto elettriche. Se acquisti un’ibrida oggi non possono tra 3-4 anni vietarti di circolare. Inoltre la vecchia concezione dell’auto appena acquistata che ce la dobbiamo tenere per almeno 15-20 anni non esiste più. Vedrai che in un modo o nell’altro ci indurranno a cambiare anche le auto elettriche ogni max 10 anni

          • Mentre per tempo, io non ho mai avuto auto che hanno fatto meno di 16/20 anni , già la mia prima era coscritta, e non ho nessuna intenzione di cambiare idea

      • Ma guarda che a spasso con andiamo lo stesso, visto che continuano a puntare su prodotti stranieri che non portano nessun reddito ai lavoratori italiani e tanto meno alle industrie italiane, quindi di cosa stiamo parlando, i soldi non si buttano soprattutto se sono quelli dei contribuenti.

    • Non sono del tutto d’accordo. Se il “tizio X” dotato di buona propensione alla spesa compra una nuova auto a benzina, magari venderà la sua precedente sul mercato dell’usato. Il “tizio Y” comprerà quella usata più nuova della sua precedente euro 3 diciamo, e così avrà una euro 6 che inquina meno della precedente. È comunque uno smuovere il mercato e cercar di ridurre l’inquinamento. Poi oh, se chiunque fosse nelle condizioni di prendere una EV la prendesse, non ci sarebbe niente di male, anzi. Resta però il fatto che meno auto inquinanti circolano e meglio è. Ed anche un passaggio da euro 3 a euro 6 è un passo, seppur piccolo, in meglio

      • C’è una gran differenza invece. Un’auto elettrica che inquina 10 oggi, inquinerà 9 l’anno prossimo quando l’energia pulita passerà dal 40 al 45%, 8 l’anno successivo e così via fino al 2030 quando il 72% dell’energia elettrica proverrà da fonti rinnovabili. L’euro 6 continuerà ad inquinare 10 da oggi fino a quando sarà rottamata. E ne avremo ancora milioni in circolazione fino al 2040 e oltre.

      • Non ha senso perché se X ha soldi per investire su un auto, conviene sempre un EV e tra qualche anno comunque può rivenderla a un buon prezzo e prendere un altra, r che non può permettersi un auto nuova passa da un non euro o euro 1/2/3 ad un EV così ci guadagnamo tutti ambiente compreso.

  6. Tanto per fare il titolo, è come dice Greta ..bla bla bla.
    E dire che una volta Draghi lo stimavo.
    Speriamo che torni da dove è venuto.

    • Bella domanda, non vengono date tante spiegazioni, si riunisce il Consiglio dei ministri e, tra mille provvedimenti, in coda arriva anche la riformulazione degli incentivi. Ci sarebbe un ministro della Transizione Ecologico, ma sui temi concreti è desaparecido, solo molto bla-bla-bla…

      • Ecco una considerazione precisa del ministro della transizione
        Ma finché si divulga (il ministro) in discorsi:
        “L’elettrico non è la soluzione”
        “Dobbiamo puntare al nucleare, all’idrogeno (dove non considera quanti Kw ci vanno prima di metterlo nel serbatoio e la resa di 1 a 4 rispetto al motore elettrico)”
        Poi va nelle trasmissioni “tv spazzatura” a confermare le eresie che dicono
        E mettere in testa, a chi non si informa da fonti attendibili, dubbi e diffidenza, la pratica diventa lunga

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