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Tettucci solari per tutti (auto, bus…) da Lightyear e DSM

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Il tettuccio della Lightyear One: i pannelli solari occupiamo 5 metti quadrati di superficie.

Tettucci solar per tutti i veicoli, da Lightyear e Royal DSM. L’idea è di far adottare su larga scala, anche da altri costruttori, le soluzione brevettate dall’azienda olandese.

Tettucci solari come quello della Lightyear One

tettucci solari
La Lightyear One, ricoperta di pannelli solari: in vendita dal 2021, dichiara 725 km di autonomia.

Non si parla solo di auto elettriche, ma anche di bus e furgoni, da mettere in grado di auto-produrre una parte dell’energia che consumano. Condividendo appunto la tecnologia sviluppata da Lightyear, che si appresta a lanciare il suo primo modello, la One. Per diffondere l’uso dei tettucci solari, l’azienda di Eindhoven si è alleata con Royal SDM, una multinazionale attiva nel fotovoltaico con sede a Geelen, sempre in Olanda. Il target è costituito da costruttori automobilistici e da aziende di trasporto pubblico, interessati ad abbassare l’impronta ecologica dei loro mezzi. E ovviamente la Lightyear One dovrebbe fare da primo esempio concreto dei vantaggi apportati dai tettucci solari. Attesa per il 2021, annuncia un’autonomia record di 725 km (standard WLTP). Grazie appunto all’integrazione tra energia generata dal tettuccio solare e stivata nelle batterie.

Il sogno di auto-produrre quel che consumi

Il tettuccio solare della Lightyear One, auto di notevoli dimensioni, occupa una superficie di 5 metri quadrati. Secondo l’azienda olandese, può arrivare ad assicurare tra il 70 e il 90% dell’energia consumata in un anno. Secondo la nota stampa diramata dalle due aziende, lo stato esterno “Conductive” fornito da DSM non ha solo una funzione di protezione e sicurezza. Ma aiuta anche a catturare meglio i raggi del sole, riducendo del 3% la dispersione dell’energia, oltre a migliorare l’aspetto estetico.

tettucci solari
Pascal de Sain, Vice Presidente di DSM Advanced Solar, con Martijn Lammers, Co-Founder di Lightyear.

Pascal de Sain, Vice Presidente di DSM Advanced Solar, spiega che la collaborazione ha una scopo semplice: “Rendere l’energia solare, pulita una realtà a disposizione di tutti ”. E Martijn Lammers, Co-Fondatore di Lightyear aggiunge: “Vogliamo rivoluzionare il modo di viaggiare. Diffondendo la nostra tecnologia solare in partnership con DSM, possiamo accelerare l’adozione dei veicoli elettrici, facendoli muovere con la luce del sole”.

— Leggi anche: il tetto dell’auto è solare, ma non si vede

9 COMMENTI

  1. Interessante ma la fisica e la matematica non aiutano. 5 mq non sono sufficienti a rendere autonoma una auto poi in condizioni ideali si hanno solo 1366,9 watt solari che raggiungono un pannello di superficie pari a un metro quadro, purché disposto perpendicolarmente ai raggi e senza il filtro dell’atmosfera. Esperimento interessante ma senza fattibilità. La fisica non è una opinione, idem astrofisica, chimica, matematica e geometria.

    • Non sono sufficienti?? La stragrande maggioranza dei viaggi (soprattutto i casa-lavoro) sono inferiori ai 50 km giornalieri e quindi un chilometraggio del tutto paragonabile con quello giornaliero fornito dalla carrozzeria solare! Ecco perché i calcoli portano a quel 70% di copertura. Le statistiche si fanno con i grandi numeri. Se una persona per 5 giorni su 7 fa meno di 50 km e copre quasi tutto con la propria energia fotovoltaica, che poi nel weekend ne faccia 200 di cui sempre 50 “solari” non sovverte la statistica: il bilancio settimanale sarebbe 300 solari e 150 da rete elettrica. Fare ben piu della metà del chilometraggio ad emissioni zero non mi pare affatto poco. Se poi si considera che il 40% dell’energia in rete é comunque rinnovabile la percentuale a zero emissioni si alza ulteriormente. 40-50 km al giorno regalati non sono assolutamente pochi, e chi afferma il contrario semplicemente non ha fatto bene i suoi conti. Immaginate poi tutto questo moltiplicato per milioni di automobili quanta energia e quanto risparmio genererebbe!

  2. La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni. In teoria il pannello sull’auto è un’ottima idea, ma crea dei problemi inaspettati. Ad esempio, significa che chi possiede un garage dovrà spostare l’auto all’aperto tutti i giorni per poterla ricaricare. E se ha bisogno di caricare velocemente e la wallbox è in garage dovrà rinunciare all’apporto del pannello sul tetto dell’auto o stendere una prolunga fino all’auto. Le cose non vanno meglio per chi utilizza l’auto in città e non ha il garage: la maggior parte dei parcheggi sono a bordo strada vicino a palazzi alti, significa che c’è un’alta probabilità che per metà giornata il pannello non sarà colpito dal sole, o si dovrà spostare l’auto in un parcheggio al sole a metà giornata. Insomma, l’esperienza utente rischia di diventare una fonte di insoddisfazione per i proprietari che non vedrebbero l’auto ricaricarsi magicamente da sola come speravano. Sia chiaro, il problema non è il pannello in sé, ma il fatto che il suo rendimento precipita se il proprietario non osserva costantemente certi accorgimenti e dipende fortemente dalle condizioni dell’ambiente in cui è possibile parcheggiare l’auto, per cui in definitiva i pannelli solari, che occorre ricordare che non sono gratis e la cui produzione implica necessariamente una certa quota di inquinamento, devono essere installati in modo che ricevano la massima esposizione possibile, preferibilmente sui tetti delle case dove il rendimento è massimo e non su quelli delle auto, dove troppi fattori influiscono negativamente sulla quantità di energia che è possibile produrre.

  3. Sono tutti argomenti che limitano solo in parte la convenienza del metodo. Se idealmente la carrozzeria fv fornirebbe fino a 40-50 km gratis al giorno, anche introducendo tutti gli impedimenti e le complicazioni descritte, difficilmente il contributo solare medio si ridurrebbe della metà. Anche ipotizzando una resa di 25 km/giorno gratis, questo vorrebbe dire circa 8.000 km gratuiti all’anno!! Come si fa a dichiarare trascurabile un simile contributo?? Addirittura una grossa percentuale di automobilisti non ne fa piu di 10.000… e in ogni caso 8.000 km/anno significano 500 € di risparmio all’anno!! 500 € all’anno (per non contare le mancate emissioni) vi paiono pochi?? Fate un po’ voi…

    • Il concetto di gratis è relativo, comunque il pannello solare ha un costo, sia in termini economici che ecologici. Ammesso che le sue ipotesi siano corrette, lo stesso pannello installato sul tetto di casa vorrebbe dire 16.000 km “gratuiti” all’anno o 1000 € all’anno di risparmio sul carburante, raddoppiando le mancate emissioni rispetto alla soluzione proposta.

      Quello che ho cercato di dire è che installando i pannelli sui tetti delle case, possibilmente correttamente orientati, si otterrà una certa resa che non si può neppure lontanamente raggiungere mettendoli sui tetti delle auto per tutta una serie di ragioni pratiche e oggettive.

      Detto ciò, ognuno è libero di sperperare i propri soldi come meglio crede.

      • 5 mq di carrozzeria fotovoltaica corrispondono a circa i kW di potenza di picco. Se si trattasse di un impianto residenziale costerebbe al massimo 2000 €, se ci tenessimo larghi con 3000 € (l’inverter comunque non c’è) basterebbero 6 anni per ripagare totalmente il maggior costo del dispositivo. Ovviamente se la gran parre delle auto elettriche fosse costruira in quel modo il costo del tertuccio si potrebbe facilmente dimezzare, insomma in meno di 5 anni il costo si ripaga, quindi molto meno della vita utile dell’auto e delle stesse batterie. Tutto “fa brodo”. Inoltre mettiamoci pure la comodità di non dover far rifornimento per la gran parte dei giorni della settimana. Quanto agli impianti sui tetti teniamo presente che questa possibilità non esiste per chi vive in condominio, ovvero per oltre il 50% degli abitanti delle città

  4. Tutto molto interessante ma temo che i dubbi espressi siano reali. Io penso che il top sarebbe fare idrogeno con fotovoltaico, stoccarlo. Caricare bombola auto e produrre corrente con celle combustibile. Capire come è andato l esperimento Politecnico Milano gruppo produzione per civile abitazione.

    • Idrogeno per elettrolisi + celle a combustibile purtroppo è una soluzione inefficiente dato che si perde metà dell’energia per strada. Giusto che il Politecnico faccia ricerca in tal senso ma non nutrirei troppe speranze. Inoltre l’idrogeno non è così “comodo” da immagazzinare, ha una densità energetica rispetto al volume penosa che lo rende poco pratico da utilizzare sulle automobili. Più un mucchio di altri dettagli che lo rendono sconveniente rispetto alla soluzione delle batterie. Potrebbe forse avere senso per stoccaggio a lungo termine ma se ne parlerà quando la quota di rinnovabili avrà superato almeno il 60-70% della produzione di energia elettrica.

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