TEST – Renault 4: equilibrio perfetto, vestito europeo


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Renault recupera un altro nome storico, ma la nuova R4 non è solo nostalgia. È spaziosa, originale e piacevole da guidare. Con la batteria da 52 kWh diventa anche una vera tuttofare. Prezzi da 28 mila euro.

Renault l’ha rifatto: ha preso un modello che appartiene alla propria storia, lo ha reinterpretato e disseminato di richiami all’originale. Ma, come per la R5, anche per la  Renautl 4 la nostalgia è un pretesto per un’auto molto concreta.

Mentre molte elettriche sembrano inseguire gli stessi volumi morbidi, superfici levigate e forme dettate dall’aerodinamica, la casa francese sceglie una strada quasi opposta. Volumi distinti, linee squadrate, tanti elementi grafici. Un’auto che, guardandola, sembra rivendicare con una certa fierezza le proprie origini europee.

I richiami alla vecchia R4 ci sono, ma senza effetto rétro

Il frontale è probabilmente la parte meglio riuscita. La grande cornice nera ingloba il logo Renault e i gruppi ottici a LED, con una firma luminosa circolare che richiama esplicitamente i fari della vecchia 4. Il cofano è quasi piatto, appena movimentato da una bombatura centrale.

Di lato troviamo un altro elemento preso dal passato: le tre nervature longitudinali sulle portiere. Tornano anche la forma dei finestrini e l’inclinazione del portellone, mentre i passaruota molto più squadrati riportano immediatamente l’auto ai giorni nostri.

Anche il posteriore ha una sua identità forte, soprattutto per i gruppi ottici verticali. Ma qui l’aspetto più interessante è pratico: il grande portellone dà accesso a un bagagliaio da 420 litri, un valore notevole considerando che siamo ancora nel segmento B. Abbattendo i sedili si arriva poi a circa 1.400 litri.

Non conta soltanto la capacità. La soglia di carico è molto bassa e quasi allineata con il piano del bagagliaio, quindi lo spazio è realmente sfruttabile anche con oggetti ingombranti.

Interni senza nostalgia: è una Renault moderna

Aprendo la portiera, il gioco dei richiami al passato praticamente finisce. Qualche citazione resta nei materiali e nei tessuti, ma plancia e tecnologia appartengono senza esitazioni al codice stilistico Renault di oggi.

L’impostazione è molto vicina a quella della Renault 5, a cominciare dai due display da 10 pollici. Il software è un perfetto compromesso tra completezza e semplicità d’uso. Non manca nulla ma non ci sono infiniti menù per le regolazioni. La navizazione è affidata a Google Maps.

La vera differenza rispetto alla R5, però, è lo spazio. La Renault 4 è lunga appena 4,14 metri, ma sfrutta molto meglio l’abitacolo e dà immediatamente la sensazione di essere un’auto di categoria superiore.

Gli interni non puntano al lusso, quanto alla funzionalità. C’è il vano per la ricarica dello smartphone, portabottiglie, piccoli portaoggetti e un pozzetto sotto il bracciolo non particolarmente ampio, ma piuttosto profondo. Meno convincenti le tasche nelle portiere, un po’ piccole.

Batteria da 40 o 52 kWh: con la seconda si viaggia davvero

La Renault 4 E-Tech nasce sulla piattaforma AmpR Small, la stessa famiglia tecnica della Renault 5. Due le configurazioni principali. La Urban Range abbina una batteria da 40 kWh a un motore da 90 kW, mentre la Comfort Range sale a 52 kWh e 110 kW. Le autonomie dichiarate arrivano rispettivamente a 308 e 409 km.

Abbiamo provato proprio la versione con batteria più grande e, soprattutto nell’uso urbano, i valori reali non si allontanano molto da quelli dichiarati. Nel misto superare i 360 km non è difficile, mentre in autostrada l’autonomia reale si colloca indicativamente tra 250 e 300 km, naturalmente in funzione della velocità e delle condizioni climatiche e di traffico.

La ricarica in corrente alternata arriva a 11 kW, mentre in corrente continua la potenza massima è di 80 kW sulla batteria da 40 kWh e 100 kW sulla 52 kWh.

Meno kart della Renault 5, ma più versatile

Su strada la parentela con la R5 si sente, anche se le due auto hanno caratteri differenti. Lo sterzo della Renault 4 rimane preciso, diretto e leggero. I 110 kW della versione più potente garantiscono una risposta pronta senza cercare quell’accelerazione brutale che su un’auto di questo tipo avrebbe probabilmente poco senso.

Buona anche la modulabilità della frenata. Attraverso le palette dietro al volante si possono selezionare quattro livelli di rigenerazione, fino ad arrivare alla guida one pedal.

È soprattutto l’assetto, però, a segnare la distanza dalla R5. La Renault 4 ha 18 centimetri di altezza da terra, circa quattro in più rispetto alla sorella minore, e sospensioni dalla taratura più morbida.

Il risultato è un’auto meno precisa e meno “kart” quando si forza il ritmo, ma decisamente più versatile. Buche, pavé, rampe, sterrati leggeri e marciapiedi cittadini mettono meno in difficoltà la R4.

Renault 4 image bank media Test-Drive, on April 28th 2025 at Lisbonne, Portugal – Photo Clément Choulot / DPPI

Renault 4, quanto costa e quale scegliere

La nuova R4 è una di quelle auto che dal vivo funzionano meglio di quanto ci si potrebbe aspettare guardando semplicemente la scheda tecnica. Ha uno stile molto riconoscibile, offre parecchio spazio pur restando poco sopra i quattro metri e conserva quella piacevolezza di guida che è diventata uno dei tratti distintivi delle ultime elettriche Renault.

Con la batteria da 52 kWh, poi, smette di essere semplicemente una buona elettrica cittadina e diventa un’auto utilizzabile senza particolari problemi anche per viaggiare.

I prezzi partono da circa 28 mila euro. La configurazione che ci sembra più equilibrata è però la Comfort Range con allestimento Techno, proposta intorno ai 33 mila euro: batteria da 52 kWh, autonomia superiore e una dotazione che meglio si sposa con la versatilità della R4.

Tra lei e la Renault 5 la scelta, alla fine, dipende soprattutto da ciò che si cerca. La R5 è più compatta, più bassa e più divertente. La R4 sacrifica qualcosa in precisione, ma restituisce molto di più in termini di spazio e praticità.

Visualizza commenti (1)
  1. Quella di mio padre aveva il divano unico anteriore, al posto dei due distinti sedili (comodissimo per giocarci e starci anche in 3!). Con la leva del cambio che sbucava centralmente fuori dal cruscotto. Oltre al parabrezza piatto.
    Non potevano riproporli anche questi come richiami del passato? No, eh?? 🙂

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