Inconfondibilmente Mini, la Aceman E ha il Dna del marchio britannico sia nella forma che nella sostanza. Peccato la poca autonomia, circa 250 km.
La Mini Aceman E è la Mini di mezzo. Perché è più piccola della Country, ma sufficientemente spaziosa anche per chi ha famiglia. Non è una ovviamente una station wagon, e ci sono auto che gestiscono meglio i centimetri, ma la Aceman se la cava bene e in 408 cm, riesce a infilare tutto il necessario compreso il Dna di Mini.
Design inconfondibile ma in continua mutazione
Dna che spicca dalle linee inconfondibili. Nonostante siano molto attuali e molto elettriche, soprattutto all’anteriore che dietro alle forme attuali fa emergere comunque tutta la storia di Mini. Il frontale è pieno, non abbiamo griglie, ma restano molto riconoscibili le geometrie del brand. I fari non sono ovviamente più rotondi come quelli della tradizione, ma lo sguardo non cambia. In compenso il disegno delle luci diurne è personalizzabile sia all’anteriore che al posteriore.
Il laterale da piccolo crossover ripropone le linee parallele e le proporzioni tra le fasce che ben conosciamo, la presenza di plastiche da un lato alleggerisce la fiancata (soprattutto nelle colorazioni più chiare) e dall’altro rimarca elementi di sportività. Cerchi da 17 a 19 pollici e passo di 2,6 metri.
Posteriore attualissimo, ma sempre molto britannico con l’immancabile bandiera nella firma luminosa. Il portellone ha l’apertura manuale e il bagagliaio ha una capacità di 300 litri che diventano 1.000 abbattendo i sedili posteriori. Il piano può essere sistemato su due livelli per allinearsi quasi alla soglia di carico e ricavare sotto uno spazio dove riporre i cavi.
Spazi e interni
L’abitabilità è “mini” ma sufficiente sia per chi siede davanti che per i passeggeri. Quello che colpisce immediatamente è la cura e la quantità di dettagli. In un momento storico in cui il minimalismo la fa da padrone, Mini sfoggia interni davvero in controtendenza. Non cerca di nascondere o integrare gli elementi dell’abitacolo, ma li trasforma valorizzandoli. Ne sono un esempio le bocchette dell’aria o le casse dell’impianto Harman Kardon. Ci sono poi tanti dettagli luminosi proiettati sia sulla plancia che sulle portiere.
La tecnologia a bordo della Mini Aceman E
Al centro della plancia il protagonista è il grande display circolare da 24 cm di diametro che, con una grafica molto accogliente e vivace, permette di muoversi con semplicità tra le varie regolazioni (non tantissime) e nei menu.
Note di merito sul navigatore che funziona davvero molto bene e anche sulle telecamere di parcheggio che in tutti veicoli del gruppo BMW sono eccellenti. Tanti tasti qua e là: molto iconica la barra sotto allo schermo con pulsanti accensione a chiave, selettore marce e delle experiences, che altro non sono che mappature e ambienti grafici e digitali.
Volante sportivo, un po’ massiccio, con disposizione classica dei comandi: infotainment sulla destra e assistenti alla guida sulla sinistra. Bel dettaglio: la terza razza sostituita di fatto da una cinghia.
C’è anche una specie di head up display che non proietta sul parabrezza ma su un piccolo schermo a scomparsa. È una soluzione discutibile, forse sarebbe stato meglio un display classico, seppur piccolo, che garantisce maggiore visibilità anche durante la guida diurna.

Motore e batteria
Il motore elettrico è da 135 kW (184 CV) e genera una coppia di 290 Nm. L’accelerazione da 0 a 100 km/h è in 7,9 secondi e la velocità massima arriva a 160 km/h.
La batteria è davvero da cittadina: 38,5 kWh ed è in grado di garantire un’autonomia di 310 chilometri nel ciclo di prova WLTP. Quella reale si però si attesta sui 230-250 km. Anche la ricarica non è da grande viaggiatrice: 11 kW in corrente alternata e solo 75 kWin corrente continua.
Alla guida della Mini Aceman E
Sterzo molto comunicativo, diretto e reattivo. In una parola: Mini! La frenata è incisiva fin da subito, non c’è alcuna percezione del freno rigenerativo, quindi non abbiano ritardi o indecisioni. È scattante, 290 Nm sono tanti, anche se quando si parla di Mini si vorrebbe sempre qualcosa in più. D’alta parte il divertimento è al primo posto e anche per la Aceman e possiamo usare lo stra-abusata definizione di go-cart feelin.

Non ha le stesse pretese sportive di altri modelli ed allestimenti di Mini, ma nella guida di tutti giorni è davvero molto divertente. Se vogliamo proprio trovare un difetto, quando andiamo a strapazzarla e calchiamo sull’acceleratore l’anteriore un po’ si alleggerisce.
La Mini Aceman E se la cava egregiamente anche in parcheggio. Ha ingatti un park assist davvero eccellente, mi viene da dire uno dei migliori che abbia provato.
Conclusione
In conclusione questa Mini Aceman E è innanzitutto una Mini a tutti gli effetti, nella forma e nella sostanza. È un buon compromesso per l’utilizzo in città: ha dimensioni contenute e anche se lo spazio all’interno non è esagerato può essere l’auto di famiglia. Meno adatta per i viaggi, sia lunghi che brevi. L’autonomia è davvero bassa e la ricarica un po’ lenta. Prezzi: a partire da 32.100 €






le cino-tedesche MINI Aceman e Cooper sono in Germania in alta classifica vendite, nonostante il prezzo complicato dai dazi (oltre 20%) e per questo BMW sta contrattando con la Commissione Europea per abbassare il “balzello”, analogamente a quanto sta richiedendo VW per la Tavascan..
Per il mercato centro nord europeo son vetture divertenti “da città”, e un prezzo ancora più abbordabile le fa brillare come seconda auto di famiglia.
Da noi Mini è ancora una piccola vettura di lusso, con prezzi proporzionati ad una seg. C (come del resto è sempre stata anche in era solo-ICE).
Sicuramente se avessimo stipendi più nord europei ne vedremmo tante pure nelle nostre città (almeno per chi ha garage ove ricaricare ogni notte).
Le Mini sono fuori mercato, considerato anche che sono fabbricate in Cina. Prodotto destinato a chi cerca il marchio.
Mini Aceman E, muoversi con stile in città a partire da 32.100 euro…
Ammazza che stile di movimento…