Dopo anni di rinvii e promesse mancate, Tesla ha annunciato l’uscita del primo Semi dalla nuova linea produttiva della gigafactory in Nevada. È un passaggio chiave per il tanto decantato camion elettrico di Elon Musk, finora rimasto confinato a piccoli lotti pilota.
Con prezzi aggressivi, autonomia fino a 800 km e ricarica ultra-rapida, il Tesla Semi entra finalmente nella fase industriale vera, dopo un lungo percorso iniziato con la presentazione del prototipo quasi 10 anni fa.
L’obiettivo è fare breccia nel settore del trasporto pesante green, anche se è tutta da verificare la capacità di Tesla di aumentare rapidamente i volumi e costruire l’infrastruttura necessaria.

Dieci anni di ritardo per il debutto
Il Tesla Semi era stato promesso inizialmente per il 2019, ma il calendario è slittato più volte fino alle prime consegne simboliche a PepsiCo nel 2022. Quei mezzi erano però assemblati su una linea pilota, con numeri ridotti.
Negli ultimi anni Tesla ha lavorato per alleggerire il camion di circa 450 kg, ottimizzare il progetto e costruire un impianto dedicato accanto alla Gigafactory Nevada. Qui vengono prodotti anche gli accumulatori: un vantaggio competitivo notevole che consente a Tesla di ridurre dipendenze esterne sulla catena di fornitura, uno dei problemi che in passato ha rallentato il programma.
Il nuovo stabilimento avrebbe una capacità teorica di 50.000 camion l’anno, anche se la crescita sarà progressiva.

Due versioni, autonomia fino a 800 km
Tesla ha confermato che il Semi si presenta sul mercato in due configurazioni principali:
- Standard Range, con autonomia massima dichiarata di circa 525 km a pieno carico.
- Long Range, con autonomia di circa 800 km.
Il camion elettrico utilizza un powertrain a tre motori, con potenza complessiva di 1.072 CV. Supporta ricariche fino a 1,2 MW tramite rete Megacharger. Secondo Tesla, in circa 30 minuti si può recuperare il 60% dell’autonomia.
I prezzi dichiarati sono pari a circa 260.000 dollari (222 mila euro) per la versione base e 290.000 dollari (248 mila euro) per la Long Range. Numeri rilevanti, ma competitivi rispetto ad altri camion stradali elettrici di Classe 8 oggi sul mercato nordamericano.
Per l’Europa non ci sono ancora indicazioni precise su tempi di commercializzazione o adattamenti normativi.

Sfida a Volvo e Daimler, il ruolo dei Megacharger
A causa dei lunghi anni di attesa, oggi nel trasporto pesante elettrico Tesla arriva tardi rispetto ad alcuni concorrenti già attivi con consegne reali. In particolare rispetto a Volvo Trucks, che viene spesso indicata come il riferimento globale del settore, ma anche a Daimler Truck, che ha già avviato i propri programmi.
Tuttavia Tesla ritiene di poter recuperare il distacco, puntando su tre leve precise: maggiore autonomia, prezzi competitivi e, soprattutto, un ecosistema integrato tra camion, ricarica ed energia. Il vero banco di prova adesso sarà quello di aumentare rapidamente la produzione ed espandere la rete Megacharger, per garantire affidabilità su lunghe percorrenze.
Il Semi suscita certamente interesse. In California, mercato guida per la decarbonizzazione dei trasporti statunitensi, avrebbe raccolto quasi 1.000 richieste negli ultimi programmi pubblici.
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