A pochi giorni dall’avvio della produzione in serie, il Tesla Semi mette a segno subito due maxi ordini per oltre 400 camion elettrici in California. Le richieste vengono da operatori logistici che puntano su elettrico e infrastrutture dedicate per ridurre costi ed emissioni.
Si tratta di un avvio decisamente promettente per il programma truck di Tesla, finora rimasto ai margini rispetto al successo delle auto.

WattEV: 370 Tesla Semi e megacharger
Il primo ordine, il più rilevante, arriva da WattEV, che ha annunciato l’acquisto di 370 Tesla Semi, destinati in gran parte a operazioni portuali tra Oakland e la California centrale.
L’azienda era tra i principali clienti della startup Nikola, fallita nel 2025 dopo una crisi finanziaria. Dopo aver sperimentato diverse tecnologie, la società ha deciso di puntare tutto sul Tesla Semi, selezionato tramite gara pubblica per costi, prestazioni e disponibilità.
La consegna dei primi 50 mezzi è prevista nel 2026, mentre l’intera flotta sarà operativa entro il 2027.
Il progetto include anche lo sviluppo di infrastrutture dedicate ad alta potenza, con stazioni dotate di Megawatt Charging System (MCS) capaci di garantire, secondo WattEV, circa 480 km di autonomia per 30 minuti di ricarica.
Nuovi hub sono previsti tra Oakland, Fresno e Stockton, andando a rafforzare una rete già attiva nel sud della California.

Logistica: altri 60 Tesla Semi per il trasporto portuale
Il secondo “colpo” per il Tesla Semi riguarda due operatori logistici – Big F Transport e NICA Container Freight Line – che hanno ordinato un blocco da 60 Semi, destinati al trasporto container nei porti di Los Angeles e Long Beach.
I mezzi opereranno da un nuovo deposito in costruzione a Rancho Dominguez, sviluppato da Forum Mobility, che offrirà 14 punti di ricarica megawatt e supporto per oltre 200 camion al giorno.
Il segmento del drayage portuale (trasporto a corto raggio tra porti e magazzini) si conferma il terreno ideale per i camion elettrici, grazie a percorsi prevedibili e cicli operativi ripetitivi.

Semi elettrico, il vantaggio competitivo
L’avvio della produzione nella Gigafactory Nevada ha segnato un passaggio cruciale per Tesla, che ora punta a una capacità fino a 50.000 camion l’anno. I primi dati sulla domanda sono incoraggianti: il Semi domina le richieste negli incentivi californiani per truck a zero emissioni, lasciando indietro concorrenti come Daimler e Volvo.
Uno degli elementi-chiave dietro questo primo maxi ordine da oltre 400 mezzi è il costo totale di esercizio. Secondo le stime condivise dagli operatori, il Tesla Semi potrebbe garantire risparmi superiori a 400.000 dollari rispetto a un camion diesel lungo il ciclo di vita.
Il prezzo di listino – circa 290.000 dollari per la versione Long Range – resta elevato, ma competitivo rispetto ad altri truck elettrici di Classe 8. Tuttavia, il fattore decisivo rimane sempre il costo dell’energia, variabile critica anche per il mercato europeo.
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