Tesla pubblica i dati sugli incidenti dei suoi Robotaxi: risultati contrastanti

Tesla incidenti Robotaxi





Dopo mesi di silenzio, Tesla ha finalmente reso pubblici i dettagli dei 17 incidenti registrati durante i test del suo Robotaxi ad Austin, in Texas. I documenti mostrano un quadro meno allarmante di quanto molti immaginassero. Nella maggior parte dei casi, infatti, gli urti sono stati causati da altri veicoli e non imputabili alla guida autonoma.

Nei report depositati presso l’ente americano NHTSA emergono comunque alcuni episodi problematici, che mettono in luce limiti reali del sistema di guida autonoma e dell’assistenza remota utilizzata da Tesla.

Tesla incidenti Robotaxi

Tesla toglie il “velo” ai report sugli incidenti

Per oltre un anno Tesla è stata l’unica azienda attiva nella guida autonoma a censurare completamente i rapporti sugli incidenti inviati alla NHTSA. Tutti i documenti riportavano la stessa formula: “informazioni riservate di natura commerciale”.

Al contrario, concorrenti come Waymo, Zoox, Avride e altre società del settore hanno sempre pubblicato descrizioni dettagliate dei sinistri con protagonisti i propri robotaxi.

La scelta di Tesla aveva alimentato sospetti e polemiche, anche perché l’azienda sosteneva che la diffusione dei dati avrebbe potuto danneggiarla economicamente, offrendo vantaggi ai concorrenti sul fronte dello sviluppo della guida autonoma.

Ora però i documenti sono stati aggiornati e i dettagli dei 17 incidenti sono diventati finalmente pubblici.

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Poche responsabilità per la guida autonoma

I dati coprono il periodo tra luglio 2025 e marzo 2026 e riguardano tutti una Tesla Model Y con sistema Full Self-Driving attivato e un supervisore di sicurezza a bordo.

Il bilancio complessivo appare relativamente limitato:

  • 13 incidenti con soli danni materiali
  • 2 senza feriti
  • 1 con ferite lievi
  • 1 con lieve ricovero ospedaliero

Tesla incidenti RobotaxiL’aspetto più interessante è che numerosi incidenti non sembrano imputabili al sistema autonomo.

Diverse Tesla sono state tamponate mentre erano completamente ferme a semafori, stop o nel traffico. In un caso un SUV ha colpito il Robotaxi da dietro al semaforo rosso; in un altro un camion ha tamponato l’auto ferma a uno stop. Persino un autobus urbano ha urtato lateralmente una Tesla durante una svolta.

Uno schema già osservato, e confermato, anche nei dati pubblici di Waymo: i veicoli autonomi, rispettando rigidamente le regole, vengono spesso colpiti da guidatori umani meno attenti o sorpresi dalle frenate prudenti.

Ma i limiti esistono… anche da remoto

Non tutti gli episodi però possono rassicurare. Alcuni incidenti mostrano limiti concreti del sistema ADS di Tesla e soprattutto del supporto tramite teleoperatore remoto.

In due casi il supervisore umano ha richiesto assistenza perché il Robotaxi non riusciva a proseguire correttamente. A quel punto un operatore remoto ha preso il controllo del veicolo.

Nel luglio 2025 il teleoperatore ha finito per salire su un marciapiede e schiantarsi contro una recinzione metallica a circa 13 km/h. Nel gennaio 2026 un altro intervento remoto ha portato la vettura a colpire una barriera da cantiere, evidenziando chiari problemi di percezione spaziale.

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FSD troppo conservativa?

L’incidente più serio dal punto di vista medico è avvenuto a bassissima velocità. Il Robotaxi stava avanzando lentamente in una corsia di svolta quando è stato tamponato da un SUV. Formalmente la colpa è dell’altro conducente, ma il caso riapre una questione importante: una guida autonoma troppo conservativa e prudente, ligia alle regole della strada, può aumentare il rischio di essere colpiti dagli altri utenti della strada?

Certamente incidenti come questi mostrano quanto sia ancora complesso integrare sistemi robotizzati in un traffico dominato da conducenti umani imprevedibili. Se però Tesla non può fidarsi del suo sistema di guida autonoma per gestire situazioni complesse e i suoi operatori a distanza causano incidenti quando intervengono, questo rappresenta un problema serio.

Soprattutto considerando che l’azienda ha deciso di affidare tutto alle telecamere e alle reti neurali, snobbando (anche per motivi economici) altri sensori come radar, ultrasuoni e LiDAR su cui invece lavorano molti diretti competitor.

  • LEGGI anche: “Tesla Full Self-Driving in Italia: la nostra prova su strada rivela come funziona davvero” e guarda il VIDEO 

Visualizza commenti (1)
  1. ma non era baccarini che “la sua tesla sterza, accelera e frena quando un’altra auto la punta”?

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