Home Auto Tesla potrebbe diventare Apple Car. Ma promette “sorprese” in Cina

Tesla potrebbe diventare Apple Car. Ma promette “sorprese” in Cina

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Elon Musk con alle spalle i modelli a cui Tesla sta lavorando: il Roadster, il camion Semi e il camioncino.

Tesla alla resa dei conti? In molti pensano di sì. E ipotizzano che a salvarla possa arrivare il cavaliere bianco Apple che da tempo accarezza il progetto di una Apple Car.

Stando ai primi mesi, le vendite 2019 potrebbero fermarsi a quota 310 mila unità, mancando così l’obiettivo minimo di 360 mila. Elon Musk preannuncia buoni dati per il secondo trimestre, ma  gli analisti di Wall Street sono scettici. Lo stesso Musk fa sapere che le risorse in cassa bastano solo per 10 mesi. La Borsa americana picchia duro sul titolo, facendogli perdere il 42% da inizio anno.

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Elon Musk

Ora vale meno di GM e Ford

E oggi, con una quotazione di 191 dollari, sui minimi da due anni e mezzo, il valore di Borsa è sceso a 28 miliardi di dollari, terzo posto nel settore auto dietro General Motor e Ford. A questi prezzi torna d’attualità l’ipotesi di una vendita in blocco. I giornali americani rivelano che Apple provò già a comprarsi Tesla nel 2013, e il progetto non è mai stato abbandonato. Ora potrebbe invece andare in porto. Soprattutto se, come ipotizza la banca d’affari Morgan Stanley, il prezzo del tiolo precipitasse al nuovo valore di riferimento di 10 dollari.

Le quotazioni Tesla a Wall Street (in dollari)

Il 2019, ipotizzano gli esperti di automotive, potrebbe essere insomma l’anno della disfatta per Elon Musk e la sua Tesla. Ricordando i tagli ai prezzi, i licenziamenti, il ridimensionamento della rete di store e i guai di Musk con la Consob americana, un analista ha detto che «Tesla oggi non è più vista come una storia di successo, ma sembra piuttosto una storia di crediti in sofferenza e ristrutturazione».

In un’intervista al sito Yahoo Finance il professor Scott Galloway che insegna marketing alla New York University sostiene che a breve Tesla sarà acquisita. «Entro dodici mesi _ spiega _ il prezzo dei titoli scenderà sotto i 100 dollari e a quel punto, quando il suo valore sarà più realistico, Tesla diventerà appetibile per un compratore come Apple». Galloway punta il dito sull’azienda fondata da Steve Jobs per la sua capacità e attitudine «a creare e sviluppare manufatti tecnologici innovativi. Dal punto di vista del prodotto avrebbe un senso. Il marchio Tesla finirebbe per sparire, ma Apple, utilizzando la sua tecnologia e  i suoi impianti, potrebbe realizzare il vecchio sogno della Apple Car». Apple aveva costituito un  gruppo di lavoro dedicato allo sviluppo della Apple Car a guida autonoma, ma a inizio anno ha licenziato tutti i 200 addetti.

Un boccone alla portata di Apple 

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Tim Cook, patron di Apple

Rispolverando le vecchie voci di un tentativo d’acquisizione risalente al 2013 i giornali americani rivelano che la proposta fu realmente avanzata, offrendo a Musk 230 dollari per azione. E il numero uno dell’azienda di Cupertino Tim Cook, interpellato in merito qualche settimana fa, ha dichiarato che Apple «fa un’acquisizione ogni due o tre settimane, ma non tanto grande quanto sarebbe quella di Tesla». Tuttavia, notano gli analisti, Apple ha una disponibilità liquida che potrebbe consentirglielo: circa 113 miliardi di dollari cash.

Una Model 3 su misura per la Cina?

In una lettera ai dipendenti Musk ha appena rivelato che Tesla nel trimestre potrebbe collezionare il nuovo record di consegne grazie a nuovi ordini per 50 mila vetture. Ha anche investito 35 milioni per comprare altre 175 mila azioni della sua società. Sul sito cinese, infine, è comparso un misterioso spot che preannuncia una “sorpresa” in arrivo. Potrebbe riguardare il lancio di un modello disegnato per il mercato cinese, forse una Model 3 base particolarmente economica, oppure una novità sulla Gigafactory 3 in costruzione a Shanghai. L’annuncio dovrebbe arrivate venerdì. Vedremo.

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Elon Musk alla presentazione della Gigafactory 3 di Shanghai

Ma servono altri 2,5 miliardi

I fatti invece non dicono nulla di buono. L’ultimo bilancio trimestrale, a fine aprile, si è chiuso con un rosso di 702 milioni di dollari. Brucia insomma risorse, mentre deve ripagare debiti monstre: 920 milioni appena versati agli obbligazionisti, altri 1,4 in scadenza nel 2021 e 977 l’anno successivo. Per portare a termine i programmi in corso (fabbrica in Cina, il Tir Semi, il crossover Model Y, la rete di Supercharger) serviranno altri 2-2,5 miliardi di dollari. Pare che la Borsa non sia più disposta a finanziarglieli.