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Tesla, la Model 3 al mercato nero

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In fin dei conti e’ solo l’ennesima riproposizione del vecchio motto di Winston Churchill: “Guai a perdere le opportunita’ che ti si aprono con una crisi”. E’ quel che deve aver pensato un dipendente della Tesla di Monterey, California, uno dei primi a cui la Casa di Elon Musk ha consegnato l’attesissima berlina media Model 3, facendo parte della lista preferenziale riservata ai collaboratori. Vedendo che l’avvio della produzione di massa sta incontrando parecchi colli di bottiglia, e sapendo che in attesa ci sono quasi 400 mila clienti con tanto di caparra versata, il nostro uomo ha pensato bene di mettere in vendita la sua auto su un sito specializzato per la modica cifra di…150 mila dollari, rispetto a un prezzo base di 35 mila dollari. Insomma, per quanto accessoriata possa essere la sua Model 3, l’astuto dipendente ha pensato di farci sopra una bella cresta, anche se nell’annuncio ha specificato di doversi privare a malincuore dell’auto (con appena 2 mila miglia percorse) per ragioni di forza maggiore, mantenendo il proposito di comprare un’altra Model 3 non appena superata quest’emergenza. Il sito americano Electrek spiega che l’annuncio, postato su craiglist.com, dopo qualche ora e’ stato rimosso, non si sa se perche’ il nostro aveva gia’ trovato un compratore disposto a tutto o se, invece, e’ intervenuta la Tesla stessa a stroncare il disinvolto reselling.

La Casa, contrariamente alla maggior parte dei competitor, controlla in modo diretto il mercato dell’usato e ha inviato una nota a tutti i dipendenti per diffidarli dal rivendere le Model 3 a prezzo maggiorato, invitandoli a immatricolarle solo a se stessi o ai familiari. Resta l’interrogativo di chi potrebbe comprare l’ultima nata di Tesla a un prezzo cosi lontano dal listino: anche qui i siti americani avanzano un’ipotesi, ovvero che chi avrebbe  l’esigenza di possedere subito l’auto potrebbe essere un concorrente intenzionato a studiarla nei minimi dettagli. A questo proposito Electrek cita il precedente dell’Audi, che compro’ una delle prime Model X e la spedi’ a Ingolstadt, salvo poi accorgersi che gli attacchi per la ricarica disponibili in Germania erano completamente diversi da quelli montati negli Stati Uniti. Anche la Ford avrebbe pagato un sovrapprezzo per accapparrarsi in fretta un nuovo modello Tesla.

Ma il problema di fondo resta la lentezza della salita produttiva della Model 3. Qualche giorno fa era girata una voce maligna secondo la quale, in attesa di risolvere i colli di bottiglia presenti nella catena di montaggio, le prime vetture venissero addirittura assemblate una ad una a mano. Per smentire e’ dovuto intervenire Musk in persona con un video postato su Instagram in cui si vede il lavoro delle linee robotizzate all’opera sul nuovo modello. Il 2018 sara’ un anno decisivo per capire quanto sia all’altezza l’apparato industriale di Tesla, con i concorrenti che aspettano al varco l’uscita dalle due (grandi) nicchie in cui operano Model S e Model X: qui si ragiona in centinaia di migliaia di pezzi e il gioco si fa davvero duro.

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