Tesla compie un altro passo nel percorso europeo del suo sistema di guida assistita avanzata FSD. Dopo l’autorizzazione ottenuta nei Paesi Bassi, anche la Lituania ha dato il via libera al software Full Self-Driving, diventando il secondo Stato europeo ad approvarne ufficialmente l’utilizzo.
Si conferma così la strategia di espansione “Paese per Paese” scelta dal costruttore americano, mentre resta ancora lontana un’omologazione unica valida per tutta l’Unione Europea. Parallelamente, l’azienda di Elon Musk accelera anche sul fronte cinese, mercato cruciale nella sfida globale alla mobilità intelligente.

La Lituania approva il FSD Tesla
La nuova autorizzazione concessa dalle autorità lituane rappresenta un passaggio importante per Tesla nel mercato europeo. Il sistema FSD Supervised – evoluzione dell’Autopilot – potrà infatti essere utilizzato ufficialmente dagli automobilisti locali senza ulteriori limitazioni specifiche. Non si tratta di guida autonoma completa, ma di un sistema di Livello 2, che richiede ancora la supervisione costante del conducente.
Dettaglio non tascurabile, la Lituania non ha effettuato una propria campagna indipendente di test su strada. Le autorità si sono infatti basate sull’omologazione già rilasciata dai Paesi Bassi, dove il software era stato sottoposto a una lunga fase di valutazione tecnica. Di fatto, si sono fidati.
Tesla FSD Supervised, dall’Olanda arriva il primo via libera europeo
Un’espansione europea per gradi
Chiaro, a questo punto l’approccio, di Tesla: evitare di attendere una validazione comunitaria unica e procedere invece attraverso singole approvazioni nazionali. Una strategia che se da un lato consente di accelerare la diffusione del software, dall’altra rischia di creare una situazione molto frammentata nel mercato europeo.
Al momento, infatti, il FSD non è disponibile ufficialmente in Italia né in Francia o in gran parte dei grandi mercati europei. Tuttavia, altri Paesi sembrano pronti a muoversi.
In Belgio, ad esempio, le autorità fiamminghe hanno già autorizzato test su strade aperte al traffico. Anche la Grecia starebbe preparando un quadro normativo compatibile con quello adottato nei Paesi Bassi, mentre in Irlanda sarebbero in corso colloqui tra Tesla e gli enti regolatori locali.
I dubbi di Bruxelles
Nonostante i progressi, una vera approvazione “paneuropea” appare ancora lontana. Diversi regolatori, soprattutto nei Paesi nordici, continuano a esprimere perplessità sul comportamento del sistema in alcune condizioni critiche.
Tra i principali punti sotto osservazione ci sono la gestione dei limiti di velocità, il comportamento del software in scenari complessi e soprattutto le prestazioni durante l’inverno, con neve, ghiaccio e visibilità ridotta.
Questi elementi potrebbero rallentare un’eventuale approvazione da parte del Comitato tecnico dei veicoli a motore della Commissione Europea, organismo chiave per una futura armonizzazione normativa.
Anche la Cina apre al FSD Tesla
Nel frattempo Tesla accelera anche in Cina, dove ha confermato la compatibilità del proprio sistema FSD Supervised con il mercato locale. Non è stata ancora comunicata una data ufficiale di rilascio ai clienti, ma l’azienda starebbe lavorando con le autorità cinesi per ottenere le necessarie autorizzazioni entro il terzo trimestre del 2026.
La sfida in Cina è particolarmente delicata. Diversi costruttori locali come BYD, XPeng, NIO e Li Auto stanno già investendo enormemente nei sistemi avanzati di assistenza alla guida, spesso sviluppati specificamente per il traffico e le infrastrutture cinesi.
Per Tesla, quindi, il successo del FSD non riguarda soltanto l’innovazione tecnologica, ma anche la capacità di restare competitiva in un mercato fondamentale e strategico come la Cina, aprendosi passo per passo anche in Europa.
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