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Tesla e VW in testa all’Europa, la 500e al sesto posto

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PIÙ ELETTRICHE PER... TOTTI / Il popolare ex calciatore è il nuovo testimonial delle Volkswagen elettriche ID.

Tesla e VW in testa all’Europa: la prima è nettamente in testa tra le EV più vendute, con il Model 3. Volkswagen la incalza a livello di marchi. Sesta la 500e.

Tesla e VW in testa: Model 3 surclassa i competitor

Tesla e VW regine
La classifica di Jato Dynamics elenca le 15 marche e i 15 modelli più venduti in Europa nel 2021.

Dopo la Cina, il Vecchio Continente è il secondo mercato al mondo per l’EV: nel 2021 si è superato per la prima volta il milione di unità vendute, arrivando a 1.205.387. L’aumento sul 2020 è del 63%, portando per la prima volta le EV a superare il 10% di quota di mercato (10,3% per la precisione). Una crescita vorticosa, se si pensa che tre anni fa, 2018, si era appena all’1,3%. Tesla sbanca le classifiche e continua a crescere: il Model 3 è nettamente l’auto più venduta, con il doppio delle immatricolazioni della Renault Zoe, al secondo posto. Seguono le due Volkswagen, ID.3 e ID.4, mentre la Fiat 500e si piazza a un dignitosissimo 6° posto, dopo la Kia Niro. Confermandosi l’EV più venduta nella galassia Stellantis, davanti alle varie Peugeot, Citroen e Opel, nonostante lo scarso sostegno commerciale della casa madre.

Tesla e VW in testa: l’Italia tra i mercati arretrati

Tesla e VW in testa
Quanto pesano le auto elettriche in percentuali nelle vendite totali di auto nel 2021: Italia sotto media.

Il boom dell’elettrico in Europa non è certamente trainato dall’Italia. Il nostro mercato resta tra i più arretrati, con una quota del 4,6%, meno della metà della media europea e lontano dagli altri grandi Paesi. Come Germania (13,5%), Regno Unito (11,6%) e Francia (9,8%). Una posizione che non potrà che peggiorare nel 2022, vista la cancellazione degli incentivi, già avvertita pesantemente  in gennaio. Proprio i bonus all’acquisto vengano ritenuti da Jato Dynamics (qui l’analisi) uno dei due drive che guidano la crescita dell’elettrico in Europa. L’altro è la proliferazione dei modelli: dalle 28 EV in vendita nel 2018 si è passati ai 74 di fine 2021 (e superare quota 100 già quest’anno). Purtroppo l’offerta è ancora concentrata su modelli medio-grandi piuttosto costosi (soprattutto SUV), rendendo l’elettrico ancora inaccessibile per molte tasche.

VW con la sua batteria di marchi vince tra i gruppi

tesla e VW in testa
L’andamento delle quote di mercato dei gruppi dal 2018 a oggi: l’offensiva VW comincia a dare frutti.

Quanto a quote di mercato, Tesla comincia a risentire dell’offensiva di Volkswagen e degli altri marchi storici, passando dal 31% di due anni fa al 13,9% del 2021. Il Model 3 continua a vendere alla grande, mentre il Model Y è forse un po’ sotto le attese. Con tutta la sua batteria di marchi (VW, Audi, Seat, Skoda, Cupra…), Volkswagen guida a livello di gruppi, con una quota del 25%. Seguono Stellantis, (14,5%, grazie 500…), Tesla, Hyundai-Kia (11,2%) e Renault-Dacia (10,3%).

Tesla e VW in testa
Nel grafico di Car Industry Analysis I leader di mercato nei vari Paesi.

La EV più venduta paese per paese: a Cipro la Taycan

Quanto ai singoli mercati, un’interessante fotografia è stata scattata da Car Industry Analysis, con il grafico che riproduciamo a fianco. La Tesla Model 3 ha chiuso il 2021 in testa su 11 mercati, tra cui Germania, Regno Unito e Francia. Nell’Europa dell’Est prevale invece la Skoda Enyaq, leader in 5 piccoli mercati, dalla Repubblica Ceca alla Lettonia. Nell’Europa del Nord le preferenze vanno invece alla Volkswagen ID.4, mentre la Fiat 500 prevale in Italia e nel piccolissimo Lussemburgo. La Dacia Spring nel 2021 ha vinto solo in casa, in Romania, ma quest’anno è destinata a fare molto meglio (a gennaio è stata la più venduta sia in Italia che in Francia). Male la Volkswagen ID.3, che non prevale su nessun mercato. Infine una curiosità riguarda Cipro, dove la più venduta è stata…la Porsche Taycan.

 

 

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26 COMMENTI

  1. quindi riassumiamo i dati a prescindere dalle tifosere: Volkswagen sta andando molto bene nelle vendite BEV nonostante i soliti commenti negativi riguardo al suddetto marchio, a leggere i commenti (soprattutto quelli di Enzo) sembrava che stesse per fallire. Poi leggere che id.3 va male perchè non è prima in nessun mercato quando è terza in valore assoluto …

    • Secondo la Volkswagen, la ID.3 è l’auto che deve raccogliere l’eredità della Golf, che a sua volta ha raccolto il testimone dal Maggiolino. Il fatto che non sia prima neppure in casa, in Germania, è onestamente un dato deludente, le aspettative erano tutt’altre.

  2. Da notare che in Italia, se si guarda il segmento C di gennaio, c’è al primo posto la ID3 e al secondo la Ioniq 5 (a quota 50 se non sbaglio). Ebbene, se si guarda il segmento F, la Taycan in Italia ha venduto 66 unità. Ovvero un’auto costosissima come la Taycan, da sola, si prende il privilegio di schiaffeggiare la seconda auto più venduta nel segmento C. Il dato fotografa in maniera chiara la perdita del potere di acquisto di certi ceti sociali e il rafforzamento del potere di acquisto di altri ceti …

    • Beh, ma stai confrontando segmenti che hanno in comune solo il fatto di avere 4 ruote. Una Porsche ed una Hyundai. La prima al top delle EV ad un prezzo non così folle, cioè in linea con Panamera & co, la seconda con dimensioni da segmento D ma con una linea totalmente fuori dal comune… e con un prezzo che la mette in competizione con la Tesla Model 3, il benchmark per quella fascia di prezzo…

  3. Se avessi tempo ed energie prenderei il valore in euro di un lavoro presente in tutti gli stati, come per esempio l’insegnante, e lo sovrapporrei al grafico a barre verticali. Ci sono molti modi per misurare la ricchezza di un paese, comunque è chiaro che in questa fase le entrate procapite fanno la differenza. Speriamo negli incentivi. Speriamo nei progressi della ricerca.

    • Non ha inventato nulla: da decenni esiste l’indice Big Mac. Viene aggiornato annualmente e ha come riferimento il più noto Buger della Mc Donalds

    • Beh, vorrei averle io delle brutte notizie così per Vaielettrico: sono cresciuti di un altro 70%…È il mercato che si espande continuamente, non avrebbero neppure le macchine per far fonte a una domanda pari alla quota che avevano due anni fa.

      • Nulla da dire dei risultati di Tesla, ma è un dato di fatto che non è più un monopolio a maggior beneficio del consumatore e non solo.

    • Le analisi andrebbero fatte per segmento di mercato. Quante Audi, Mercedes e BMW hanno venduto in più del segmento D? Perchè se la crescita è stata nel segmento A e B, a Tesla non importa assolutamente nulla, probabilmente non ci entrerà MAI. Dato che è la macchina più venduta al mondo nel segmento D, indipendentemente dall’alimentazione, non penso che debba ancora preoccuparsi dell’erosione della quota di mercato, del SUO mercato.

      Mi ricordano le statistiche sull’efficacia dei vaccini che mischiano l’efficacia sui ventenni e sui novantenni (dove già un’influenza ti ammazza) anzichè segmentarla…

      • Le economie di scala in azienda si ottengono sul milione di pezzi venduti non sul segmento di appartenenza. Se Tesla ha deciso di puntare su un solo segmento è una sua scelta strategica e sono fatti loro (lo sesso discorso vale per BMW e marchi affini). I due dati importanti sono: Tesla ha venduto un singolo modello più di ogni altro singolo modello di altre case, la quota di mercato posseduta da Tesla è scesa dal 31% al ~14% ciò significa che il prodotto è molto appetibile ma che la concorrenza adesso fa sentire la sua presenza.

        • Le frazioni hanno un numeratore e un denominatore: sono aumentati entrambi in modo non proporzionale.
          Dimezzare la quota di mercato o avere raddoppiato la produzione? Quale delle due cose conta davvero se non riesci nemmeno a soddisfare la domanda?
          E non è aumentato solo il fatturato: è aumentato più che proporzionalmente il guadagno.
          Magari si potesse andare sempre così male…

          • GuidoB gli articoli e i commenti bisogna leggerli… Io non ho detto che Tesla va male ( sarebbe surreale) ma che le altre aziende iniziano a far vedere la loro presenza nel mercato elettrico.

          • Effettivamente la mia era una risposta ad un commento che non è ancora stato scritto dal solito detrattore Tesla, mi sono portato avanti…
            Gli articoli e i commenti li leggo, tranquillo. E da consumatore (con nessun familiare che lavori nel settore), non posso che essere contento della concorrenza, significa che le prossime due macchine che dovrò sostituire con due BEV le pagherò di meno, non posso certo contare su incentivi che saranno dispensati all’italiana.

        • Devi guardare l’EBIDTA se vuoi un parametro interessante. Tesla ha i conti in ordine ed inoltre vende le sue auto al 25% in più rispetto a quello che costa produrle. Bisognerebbe vedere i margini anche degli altri, perché se domani decidessi di vendere auto sottocosto potrei anche prendere il 100% del mercato ma poi fallisco.

          Ha ragione Guido, sarebbe interessante capire quanto i concorrenti sono riusciti a rosicchiare nei segmenti usati da Tesla per capire, in prospettiva, che vita avranno i competitor. Mi spiego: ipotizziamo che la VW venda la e-up elettrica e la ID3. La ID3 vende poco perché gli acquirenti preferiscono la Model 3 ma la e-up domina il suo segmento. Cosa accadrà quando Tesla presenterà la Model Q? Che la e-up non la compra più nessuno.

          Non a caso i competitor di Tesla si sono posizionati tutti sotto Tesla, con auto che partono da 33000 euro (come la ID3, contro i 50000 euro di una Model 3 base) e appartenenti a segmenti inferiori: sono le auto acquistate da chi vorrebbe una Tesla e non può permettersela e deve accontentarsi di una elettrica inferiore su tutta la linea. Discorso diverso quando si arriva nella fascia 50k – 60k: lì non c’è partita, Tesla stravince con percentuali bulgare. Si riescono a ritagliare una loro nicchia BMW e Taycan ma solo perché hanno fatto un passabile lavoro in termini di performance e quindi consentono agli utenti affezionati di restare legati al brand senza rimpiangere troppo la Tesla, la best-in-class. Mercedes è tra i brand in difficoltà, ad esempio, dimostrando quanto la partita sia difficile.

          La fotografia del mercato dice questo: quando arriverà la Model Q, la Tesla supererà e di parecchio il 31.1% del 2019 …

          • Enzo vale anche per te… Bisogna leggerle bene gli articoli e i commenti. La fotografia del mercato sulla model Q è un tuo pensiero e un tuo ragionamento, non ha nulla a che vedere con i Dati dell’articolo inoltre, ad oggi, nessuno sa se la model Q uscirà e quando uscirà. E poi cosa centra l’EBITDA che è un parametro di bilancio con le quote di mercato ad oggi… Al momento l’unica informazione ufficiale è che non ci saranno novita nel 2022 per Tesla. Le analisi dei dati si basano su imparzialità e obiettività, non su i “se” i “ma” o sulla volontà che un’azienda sia leader o meno.

          • Ok Pietro. Allora, seguendo il tuo ragionamento, la vera regina del mercato è la Hongguang, perché la sua Mini EV elettrica (costo 3500 euro, probabilmente venduta pure sottocosto) ha venduto più di Tesla. E’ lei l’elettrica più venduta al mondo. Hongguang, un’azienda che potrebbe fallire già stanotte e che non lascerà alcun segno nella storia, perché l’unico dato che conta in una analisi è – secondo te – la quota di mercato. Niente se, ma, margini operativi, posizionamento, prospettive, etc. Stanotte Musk non dormirà tranquillo e farà sonni agitatissimi perché la Hongguang sta spazzando via la Tesla dalla faccia del pianeta …

          • Enzo ribadisco il concetto…. i numeri vanno presi per quelli che sono non per come piacerebbero che siano interpretati. I numeri dicono che Tesla ha eroso la sua quota di mercato per la presenza di concorrenti. Cosa succederà in particolare nel futuro non lo so ma immagino che Tesla si dividerà la sua fetta di torta con altre aziende interessate al segmento. Per Tesla significa non dimenticarsi di innovare. Per noi significa avere prodotti più efficienti e ad un prezzo più competitivo.

          • Sì ma tu prendi un sol numero, la quota di mercato, ignori tutti gli altri. Un numero, da solo, non ti fa un’analisi. L’analisi la ottieni se guardi tutti i numeri e tutti i parametri. Non hai notato, ad esempio, che dal 2019 ad oggi mentre Tesla aumentava i prezzi, Volkswagen li abbassava. Mentre Tesla ogni tot mesi aumenta il prezzo delle sue Model 3, Volkswagen deprezza sempre di più la sua ID3: vatti a vedere il prezzo di partenza del 2019 e quello di partenza offerto adesso. Oppure la stessa BMW, che passa dal 9.5 al 6.2, dimenticando che ha smesso di spingere sulla i3 fino a farla uscire dal mercato e ha immesso veicoli più remunerativi: se guardassimo i numeri di mercato il responsabile della divisione EV della BMW andrebbe licenziato, scommetto invece che gli ha dato un superbonus per il lancio della i4.

            Arriveranno i competitor di Tesla e ci sarà una competizione nell’offerta? Vedremo, al momento si posizionano tutti parecchio sotto, ovvero c’è Tesla che continua a essere la best-in-class e poi c’è una concorrenza sub-ottimale da preferire se si è antiamericani o se non si hanno 50k da mettere sul tavolo. La concorrenza a Tesla arriverà quando, a parità di capitali, si potrà acquistare un’auto migliore della Tesla cosa che oggi non c’è neanche all’orizzonte. Per tutto il resto, è come parlare di Hongguang.

          • Ma il consumatore sarà libero di scegliere se spendere di più per avere una Tesla o spendere di meno per avere una VW; e questa non è concorrenza? Ogni azienda applica le sue strategie di vendita. Il vero problema non è essere o no antiamericani, è proprio l’opposto, è pensare che tutte le altre auto siano scarti (Hongguang) che rende il discorso viziato, e quando non si è obiettivi non si possono analizzare i dati in modo imparziale.

    • I tempi di attesa per una Tesla sono schizzati alle stelle e così i prezzi dell’usato. Negli USA fa notizia la vendita di una Tesla Model S del 2018 con 167371 Km e fuori garanzia a 51000 dollari, comprata per giunta online senza poterla neanche visionare di persona. Se son queste le brutte notizie per Tesla …

      • I prezzi delle auto usate stanno salendo anche in Italia perché non ci sono abbastanza auto nuove per soddisfare la domanda. Anche un catorcio Diesel costa il 20-30% per cento in più di quello che costava due anni fa. L’aumento dei prezzi sull’usato non ha nulla a che fare con il valore della casa automobilistica.

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