Una parte enorme della rete elettrica statunitense rimane inutilizzata per gran parte dell’anno. Per sfruttare questa capacità nascosta, aziende come Tesla, Google e Carrier Global hanno lanciato un nuovo consorzio chiamato Utilize. L’obiettivo è ambizioso: migliorare l’utilizzo delle infrastrutture esistenti e ridurre le bollette elettriche dei consumatori americani di oltre 100 miliardi di dollari nel prossimo decennio. Senza costruire nuove linee o centrali.
La nuova alleanza riunisce aziende tecnologiche ed energetiche, tra cui anche Renew Home, Sparkfund, SPAN e Verrus. L’idea alla base del progetto è relativamente semplice: se la rete elettrica viene utilizzata meglio, il costo per ogni chilowattora trasportato può diminuire sensibilmente, perché le infrastrutture esistenti verrebbero sfruttate più a lungo e in modo più efficiente.
Una rete progettata per i picchi ma quasi sempre vuota
Secondo un’analisi della Duke University, su 22 sistemi elettrici regionali negli Stati Uniti la rete opera mediamente solo al 53% della sua capacità totale. Questo significa che una gran parte delle infrastrutture – linee, trasformatori e altri componenti – resta inutilizzata per la maggior parte del tempo.
Il motivo è strutturale: la rete viene progettata per gestire i momenti di domanda massima, che però si verificano solo per poche ore l’anno. Di conseguenza, le aziende elettriche devono costruire infrastrutture molto costose che rimangono inattive per lunghi periodi.
Uno studio della Stanford University ha inoltre rilevato che, anche nei momenti di picco nel sistema elettrico dell’Ovest degli Stati Uniti, le linee di trasmissione funzionano solo tra il 18% e il 52% della loro capacità. In teoria, le infrastrutture esistenti potrebbero quindi supportare tra 76 e 215 gigawatt di domanda aggiuntiva senza superare i livelli di carico.
Secondo le stime preliminari della società di consulenza The Brattle Group, migliorare l’utilizzo della rete potrebbe generare risparmi superiori ai 100 miliardi di dollari in 10 anni, con uno scenario che arriverebbe fino a 180 miliardi.
Da qui la nascita di Utilize, guidata da colossi come Tesla e Google, la cui collaborazione porterebbe ad evidenti vantaggi strategici per entrambi.

Tesla e le risorse energetiche distribuite
Per Tesla il tema è direttamente collegato alla crescita del suo business energetico. La divisione energy dell’azienda guidata da Elon Musk è infatti tra quelle in più rapida espansione: nel 2025 ha generato 12,7 miliardi di dollari di ricavi, con un aumento del 27% su base annua.
La società ha installato 46,7 GWh di sistemi di accumulo nello stesso anno e sta ampliando la produzione dei suoi Megapack con una nuova fabbrica a Houston che punta a 50 GWh di capacità annua entro il 2026.
Parallelamente Tesla sta sviluppando programmi di centrali elettriche virtuali (VPP). In California questi sistemi hanno già fornito oltre 100 MW di potenza alla rete, contribuendo a evitare l’utilizzo di centrali a gas di emergenza. I proprietari delle batterie domestiche Powerwall hanno ricevuto quasi 10 milioni di dollari di compensi nel 2024 per la partecipazione ai programmi di flessibilità.
Più recentemente l’azienda ha avviato anche un progetto vehicle-to-grid che utilizza la batteria da 123 kWh del pickup elettrico Cybertruck come risorsa per la rete.

Google vuole energia per i data center
Per Google la questione è altrettanto strategica. La crescita dei data center dedicati all’Intelligenza Artificiale sta facendo aumentare rapidamente il consumo di elettricità. E l’azienda ha investito 4,75 miliardi di dollari in infrastrutture energetiche per data center. Ha anche recentemente avviato lo sviluppo di 1,9 GW di nuova energia pulita per alimentare una singola struttura nello Stato del Minnesota.
Secondo le stime, la domanda elettrica dei data center negli Stati Uniti potrebbe arrivare a 75,8 GW nel 2026, per poi salire fino a 134,4 GW entro il 2030. In questo contesto, quindi, sfruttare la capacità inutilizzata della rete permetterebbe di collegare nuovi impianti molto più rapidamente, evitando anni di attesa per nuove linee di trasmissione.
I primi passi di Utilize
Il neonato consorzio Utilize si presenta come iniziativa bipartisan e tecnologicamente neutrale. Tra le soluzioni proposte dalle aziende partecipanti figurano accumuli energetici, demand response, centrali virtuali e tecnologie digitali per ottimizzare il flusso di elettricità, trasformando la rete senza costruire nuove linee.
Mentre sono allo studio progetti concreti, Utilize ha già ottenuto un primo risultato politico in Virginia. Il parlamento locale ha infatti approvato una legge che obbliga le principali utility a misurare e pubblicare i tassi di utilizzo della rete elettrica. Una volta ratificata, la norma renderebbe la Virginia il primo Stato americano a integrare questi dati nei procedimenti regolatori, creando una maggiore trasparenza su quanto le infrastrutture esistenti vengano effettivamente sfruttate.
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