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Tesla dà i numeri e il made in Germany trema

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Il Model 3 della Tesla: oltre 55 mila vetture consegnate negli ultimi tre mesi negli Usa.

Tesla dà i numeri, ma stavolta sono ottimi. E comincia a far paura davvero ai giganti del made in Germany: ormai è ufficiale il sorpasso ai danni di Mercedes nelle vendite negli Stati Uniti. Entro fine anno anche BMW verrà superata.

Negli Usa superata Mercedes (e presto BMW)

Il sito economico  ‘Business Insider’ (guarda) lo definisce “un momento storico“: nel terzo trimestre di quest’anno, Tesla ha venduto 69.925 auto nel mercato americano. Mercedes-Benz ne ha vendute 66.542. E secondo la società specializzata Atherton Research, Tesla nello stesso periodo luglio-settembre era ad appena 1.754 auto di distanza dall’altro gigante tedesco, la BMW.

Elon Musk

Ma il sorpasso sulla Casa di Monaco è già in corso nell’ultimo trimestre dell’anno, grazie alla continua progressione nelle consegne del Model 3, dopo il superamento dei problemi di produzione. L’auto meno costosa nella gamma della Tesla è entrata nei garage di 55.540 clienti ed è ormai la quinta auto più venduta in assoluto negli Usa, preceduta solo da modelli giapponesi molto più economici. In assoluto la Casa di Fremont nei primi nove mesi del 2018 ha già venduto l’80% in più di quanto fatto in tutto l’anno scorso.

E quando il Model 3 arriva in Europa…

E adesso, dopo tutte le critiche e le previsioni catastrofiche dei mesi scorsi, c’è addirittura chi come Macquarie Research  pronostica un possibile rialzo del 70% dei titoli Tesla. A conferma del fatto che gli analisti viaggiano da un estremo all’altro, spesso perdendo di vista i fondamentali a vantaggio delle reazioni emotive a questa o quella dichiarazione di Elon Musk. Sì, Tesla dà i numeri. E che cosa ci dicono? Ci dicono che il made in Germany comincia ad avere veramente paura di una Casa troppo a lungo sottovalutata, spesso derisa.

Dieter Zetsche, numero uno Mercedes, con la EQC.

Il timore del presidente Volkswagen

Che cosa succederà nel 2019, quando il Model 3 inizierà ad essere venduto in Europa e in Asia? Solo in Italia, mercato modesto per l’elettrico, ci sono oltre 2 mila prenotazioni, senza che il prezzo finale sia stato ancora comunicato. L’industria tedesca è rimasta a lungo barricata sui motori tradizionali. E anche nello snervante negoziato per fissare il tetto delle emissioni al 2030 in Europa ha cercato di difendere lo status quo, visto il ritardo accumulato nello sviluppo dell’elettrico. Un mese fa a Stoccolma nel presentare la sua prima auto con motore a batterie, la EQC, il presidente della Mercedes Dieter Zetsche (guarda) ammise per la prima volta che Tesla ha dimostrato a tutti i costruttori che l’elettrico è una strada percorribile. Ora sono i numeri a dirlo.

Herbert Diess

Ed  è solo l’inizio. Di certo la preoccupazione in Germania è forte. Al punto che il presidente del Gruppo Volkswagen, Herbert Diess, in un’intervista al quotidiano ‘Suddeustsche Zeitung‘ ha parlato del pericolo che l’industria dell’auto sia messa a rischio da un’affermazione troppo veloce dell’elettrico. La transizione dev’essere più lenta, il diesel non può morire così in fretta. Non a caso la prima vera Volkswagen elettrica, l’I.D., arriverà solo nel 2020.

 

 

 

2 COMMENTI

  1. Prima muoiono diesel e benzina meglio è per tutti:
    Chi abita nel raggio di 30km dalle raffinerie
    chi abita vicino ai distributori i carburante
    chi vive vicino a strade trafficate
    chi vive nelle città (in particolare i bambini)
    chi viaggia e troppo spesso si trova a viaggiare vicino a grosse bombe incendiare su strada (le autobotti).

    Avanti l’elettrico il più veloce possibile.

  2. ahahahah …. ma tutti gli analisti pagati da queste società? … vogliamo credere che nemmeno uno gli abbia detto “guardate che c è il rischio che prima o poi qualcuno sviluppi auto elettriche ‘VENDIBILI’ e apprezzabili e creera grossi problemi se non si sviluppa qualcosa in tempi ragionevoli invece di cercare di bloccare lo sviluppo e la diffusione” … qualcuno ci crede? … il problema è che ormai si pensa a fare solo profitto con il minimo d’investimento cercando di rischiare il meno possibile. Nessuno è contro il profitto … ma gratis cari miei non si puo avere niente!! .. ora è facile fare previsione di cio che accadrà … e dico purtroppo … l’industria pagherà dazio … in primis quella tedesca che ricevera una botta pazzesca dopo quella sul diesel che non ha ancora assorbito .. vedrete che casino!

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