Tesla ha ufficialmente avviato il debutto del Tesla Cybercab ad Austin, in Texas, inserendo il nuovo veicolo a guida autonoma, senza volante nè pedali, nella flotta del servizio Robotaxi. L’avvio commerciale è per ora estremamente limitato.
Il Cybercab arriva a quasi due anni dalla presentazione del progetto e rappresenta uno dei tasselli su cui Elon Musk ha costruito la strategia futura di Tesla. Finora il servizio Robotaxi di Austin era stato effettuato utilizzando esclusivamente Model Y opportunamente modificate. L’introduzione del Cybercab segna quindi il primo passo verso un veicolo esclusivo progettato fin dall’origine per operare senza conducente.

Una Tesla sui generis, anche le porte si aprono con l’app
Il Cybercab è molto diverso dalle Tesla attualmente in commercio. L’abitacolo è configurato per due persone e la vettura è priva di volante, pedali e specchietti retrovisori. Le porte ad apertura verticale contribuiscono a rendere il modello immediatamente riconoscibile.
Sul piano tecnico, il veicolo dispone di una batteria da 48 kWh e di un motore elettrico da 219 CV. È inoltre prevista l’integrazione della connettività Starlink V5, elemento che rafforza il legame tra il progetto automobilistico e l’ecosistema tecnologico di Tesla.
Il modello è concepito come un mero mezzo di trasporto più che come un’automobile tradizionale da guidare. Il cliente può richiedere il Cybercab direttamente dall’applicazione Robotaxi e, sempre attraverso lo smartphone, può aprire le porte prima di salire a bordo.
Tesla Cybercab, consumi da record: mai così bassi per una EV
Un debutto lontano dai grandi show Tesla. Musk lo diserta
Per un progetto presentato da Musk come strategico per il futuro dell’azienda, Tesla ha optato, a sorpresa, per un debutto decisamente “soft”. L’evento è stato a porte chiuse, con una comunicazione molto più contenuta rispetto ai grandi appuntamenti del passato.
Nessuno show in diretta, nessuna conferenza stampa aperta ai media. Non c’era nemmeno Musk. Solo un numero limitato di invitati e alcuni creator vicini al marchio che hanno avuto la possibilità di provare il veicolo.
Un debutto “in sordina” dovuto forse al fatto che il contrasto con le aspettative costruite negli anni attorno al Cybercab è diventato abbastanza evidente. Elon Musk ha più volte indicato il modello come uno strumento per rendere economicamente sostenibile il trasporto autonomo su larga scala, arrivando in passato a ipotizzare per il veicolo un prezzo inferiore ai 30.000 dollari per i clienti privati.
Al momento del debutto, però, questo tema non è stato rilanciato. E molti altri dubbi sono rimasti senza risposta.

La vera sfida resta omologare la guida autonoma
Il numero ridotto di veicoli scesi in strada rappresenta un altro elemento da tenere sotto osservazione. Solo 45 esemplari sono stati immatricolati in Texas, di fatto una flotta sperimentale rispetto alle dimensioni necessarie per trasformare il robotaxi in un’attività di massa.
Tesla non ha chiarito quanti veicoli saranno realmente operativi né come abbia superato gli ostacoli normativi per farli circolare.
Pare comunque che la Casa americana stia iniziando a raccogliere manifestazioni d’interesse da parte di aziende e investitori interessati ad acquistare flotte di Cybercab o a sviluppare infrastrutture dedicate.
La scalabilità dipenderà però soprattutto dalla capacità di Tesla di risolvere il nodo della certificazione di un veicolo privo di comandi di guida tradizionali. La NHTSA, l’agenzia federale statunitense per la sicurezza stradale, sta infatti monitorando il progetto e l’assenza di volante e pedali richiede specifiche deroghe normative per consentire una commercializzazione più ampia.
I tempi potrebbero quindi ulteriormente allungarsi.
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