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Tesla, perché i cinesi ne sono sempre più “innamorati”

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Elon Musk ha ottenuto di inserire la Model Y di Tesla tra le auto che possono essere acquistate in Cina, per esigenze di servizio dai funzionari pubblici. Un successo che fa seguito al via libera per l’utilizzo dei dati per lo sviluppo dell’auto a guida automatica.

Se non puoi combatterli, fatteli amici. Era solo il gennaio scorso, quando Elon Musk metteva sull’avviso i grandi gruppi automobilistici mondiali: “Senza barriere commerciali all’ingresso, le case cinesi demoliranno tutti“.

Tre mesi dopo, a fine aprile, le dichiarazioni di guerra diventano proposte di armistizio. Con una clamorosa iniziativa diplomatica, Musk prende un aereo atterra a Pechino. almeno due i motivi della visita, sulla stampa seguita alla stregua di una missione da parte di un capo di stato di primo livello.

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Musk ottiene i permessi per utilizzare i dati interni cinesi per lo sviluppo dei modelli a guida autonoma

Il primo industriale: ottenere l’approvazione del governo cinese per introdurre nel paese sistemi avanzati di assistenza alla guida. Risultato? Il dialogo aperto da Musk per il lancio del software full self-driving (Fsd) e del conseguente permesso di trasferire i dati di guida all’estero.

Allo stesso tempo, Tesla ha raggiunto anche un accordo con Baidu (l’equivalente di Google in Cina) per utilizzare la sua licenza su mappatura e raccolta dati sulle strade pubbliche cinesi. Un passaggio fondamentale per avere il via libera  all’introduzione della guida automatica nel Paese.

Il secondo obiettivo della visita dell’aprile scorso è politico: nel pieno della guerra commerciale tra Usa, Unione europea e Cina a colpi di dazi sulle importazioni di auto, Musk si dimostra agli occhi del governo di Pechino un prezioso alleato. Una “quinta colonna” del capitalismo occidentale che non ha esitato a scendere a patti con il rivale numero uno.

Vendute più elettriche che diesel

Model Y nell’elenco degli acquisti consentiti per i funzionari pubblici come auto di servizio

Ecco spiegato l’annuncio di pochi giorni fa, che va derubricato come un nuovo successo diplomatico – e commerciale – del tanto discusso imprenditore sudafricano. La Model Y di Tesla è stata inserita nell’elenco degli acquisti consentiti del governo provinciale del Jiangsu: è la prima volta che ai funzionari ne è permesso l’acquisto come auto di servizio.

La notizia, anche in questo caso, ha una doppia ricaduta. La prima è politica: il Jiangsu è una delle province cinesi con il Pil più elevato e molte aziende locali sono fornitrice della grande fabbrica di Tesla in Cina. Per cui è probabile che ora altre province seguano la stessa strada.

La seconda ricaduta è commerciale. Musk ha bisogno di continuare a fare affari con la Cina: il “Paese di Mezzo” è il suo principale mercato all’estero, dove vende un quarto dei suoi veicoli. Un mercato fondamentale per invertire la tendenza che ha portato nel mese di giugno a un calo di vendite globali del 24%.

Musk potrebbe fare bingo se, dopo aver fatto di Tesla uno status symbol per la nuova borghesia urbana cinese, riuscisse a entrare anche nella sterminata prateria delle commesse pubbliche e del partito.

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9 COMMENTI

  1. Mi sembra eccessivo parlare di “innamorati” se guardiamo le vendite di Tesla in Cina nel 2024 e le confrontiamo con lo stesso periodo del 2023

  2. Mah, io non prevedo che la pubblica amministrazione acquisterà Tesla in massa. Mi sembra improbabile, soprattutto con la garanzia offerta da Tesla.

    Piuttosto strano che Tesla ancora non abbia avuto rincari pur producendo la vendutissima Model 3 in Cina … credo che dietro i dazi alla Cina ci siano le stesse menti imparziali della neutralità tecnologica dell’auto del futuro … stesse logiche figli e figliastri, ecco dove le avevo già viste.

    Nel frattempo, nonostante non ci sono i dazi, qualche aumento c’è stato. Mi pare 1700 euro circa sui listini, giusto? (chiedo conferma ai teslari) 1500 euro costo aumento dell’auto + 200 euro costo del caricabatteria mobile, non più rientrante nella dotazione di serie.

    • trovo normale che dopo un lungo periodo di ribassi (nella fase più acuta della mini-recessione) approfitti del restyling, dei futuri dazi alla concorrenza cinese, delle scarse vendite dei competitors europei per aumentare un po’ i margini, pur restando competitivo.

      chi ha atteso i famigerati “incentivi” ora è di fronte ad una scelta: aspettare che li rinnovino (dubito… e spero di no !) o scegliere adesso la vettura (storicamente ho sempre visto vendite maggiori in fine luglio che a giugno) contando sui “pronta consegna” per le ferie magari… ed evitando ulteriori aumenti in futuro.

  3. Cos’è questo revisionismo storico?! Musk non ha mai considerato la Cina un nemico. Giga Shangai ha prodotto le prime Model 3 già nel 2019!

    Il virgolettato che avete riportato è incompleto. Musk ha detto: “Senza barriere commerciali all’ingresso, le case cinesi demoliranno tutti GLI ALTRI“: altri, ovvero non Tesla.

  4. Credo che ci siano interessi in comune. Uno cerca di sostenere le vendite un prodotto che e’ ormai molto meno appetibile, nel piu’ grande mercato di BEV al Mondo. L’altro cerca di portare Tesla a fare lobbing comune verso l’Europa e sostenere la sua causa.

    A questo giro pero’ vedo la posizione di Tesla molto meno forte che in passato.

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