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Tesla Battery Day, arriverà il Santo Graal dei 100 dollari per kWh?

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Elon Musk, patron della Tesla

Entro aprile (la data è ancora top secret) Elon Musk svelerà i “segreti” del progetto “Roadrunner”,  il Santo Graal delle nuove batterie Tesla da 100 dollari al kWh. E’ l’attesissimo Tesla Battery Day, inizialmente programmato nella Gigafactory New York,  ma ora spostato sul web causa Covid-19. Musk ha confermato comunque  che l’evento si terrà e sarà l’occasione per svelare novità importanti. Giornalisti e investitori si cimentano nella consueta guerra delle indiscrezioni. Cosa possiamo aspettarci, quindi?

Tutti i segreti del progetto Roadrunner

La novità più importante potrebbe essere l’avvio del cosiddetto “progetto Roadrunner“, finora tenuto rigorosamente segreto. Si tratterebbe di sviluppare celle batteria economiche, meno inquinanti e prodotte su larghissima scala. L’obiettivo è raggiungere un costo di 100 dollari per ogni kWh, il che consentirebbe alle auto elettriche di raggiungere una sostanziale parità di prezzo rispetto alle auto a motore termico, pur con autonomia uguali o superiori ai 500 km.

Debutto sulla nuova Model S in autunno

In passato Musk aveva indicato anche l’obiettivo di estendere la vita utile delle batterie, raggiungendo l’obiettivo di 1,6 milioni di chilometri di percorrenza. Si dice anche che Insieme alle nuove celle, Tesla dovrebbe presentare altre novità, sia nei moduli (che scompariranno) sia nella confezione delle batterie che verrebbero assemblate con saldature robotizzate al laser. Durante il “Tesla Battery Day”, Musk dovrebbe presentare anche una nuova versione della Model S equipaggiata con le nuove batterie.
L’introduzione delle batterie sviluppate con il progetto Roadrunner, infatti, sarebbe graduale. Per ogni modello Tesla potrebbe offrire tecnologie differenti, finchè i clienti non avranno piena consapevolezza dell’affidabilità delle nuove batterie. Una delle paure più comuni dei potenziali nuovi automobilisti elettrici è infatti l’affidabilità a lungo termine.

Il contributo della new entri Maxwell

L’obiettivo di ridurre i costi verrà perseguito spingendo al massimo la robotizzazione del processo produttivo. Ma anche riducendo al minimo l’impiego dei materiali più rari e più costosi, il cobalto in primis. E’ risaputo che le batterie a stato solido lo consentirebbero, aumentando anche la capacità energetica in rapporto al peso e all’ingombro. Ma fin qui questa tecnologia  ha sempre manifestato problemi di affidabilità e una vita utile più breve di quella tradizionale. Il problema potrebbe essere stato risolto con il contributo di Maxwell, l’azienda specializzata in super condensatori acquisita da Tesla lo scorso anno. L’elettrodo a secco di Maxwell sarebbe infatti alla base delle nuove celle autoprodotte.

Batterie su misura per ogni prodotto

Gli annunci potrebbero non limitarsi al settore auto, ma coinvolgere anche nuovi prodotti per lo stoccaggio domestico (nuovi PowerWall) e per gli impianti di stoccaggio su larga scala. Quindi non una sola “batteria dei sogni” in grado di cambiare il mercato ma un insieme di dispositivi diversi, realizzati su misura per ciascun impiego.

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5 COMMENTI

  1. considerando che il catodo delle celle 2170 della model 3 da verifiche di laboratorio hanno solo il 2,8% di cobalto ( meno della metà del miglior concorrente ultime gm ultium comprese, https://www.wiwo.de/technologie/mobilitaet/elektroauto-zerlegt-tesla-model-3-kann-gewinn-abwerfen/22625806.html ) credo i 100$ al kWh siano stati raggiunti da tesla due anni fa, questo non toglie che il battery day porrà la parola ‘fine’ alla discussione ‘competitività delle auto elettriche’

    trovo interessante il resoconto live di Sandy Munro sulla model Y, per me è la vettura più importante della storia insieme alla ford T e giustamente Munro che ha smontato migliaia di vetture ha deciso questa volta di creare un sito apposito, https://munrolive.com/

  2. In termini strettamente economici potrebbe essere vero ma ci sono gli indubbi vantaggi di avere un sistema di backup in caso di blackout e la possibilità di aumentare la quota di energia rinnovabile senza andare a gravare la rete delle fluttuazioni giorno/notte tanto odiate da chi sostiene che le energie rinnovabili non siano sostenibili. Se poi si aggiunge anche l’auto elettrica all’equazione l’economicità dell’operazione potrebbe anche già essere raggiunta.

  3. Spero che la finiscano con sti accumuli domestici con batterie nuove, sono uno spreco.

    Quando serviranno gli accumuli potranno riciclare le batterie delle auto senza inquinare inutilmente.

    • A dire il vero con le attuali condizioni dello scambio sul posto, io vedo proprio uno spreco (in termini economici) il concetto di accumulo domestico.

      Fin’ora gli unici che traggono un reale beneficio economico sono i venditori …

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