Tesla rilascia una nuova versione più “performante” del suo sistema di guida assistita Full Self-Driving. Migliorano i tempi di reazione, più rapidi del 20%, grazie a una riscrittura completa del compilatore AI. L’aggiornamento tecnico punta ad avere un impatto concreto sulla sicurezza e sull’efficacia della guida automatizzata, soprattutto negli scenari più complessi.
La nuova versione FSD v14.3, distribuita sui modelli auto più recenti con hardware HW4, rappresenta un’evoluzione significativa del software che gestisce percezione e decisione del veicolo, rafforzando il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nella guida.

Tempi di reazione ridotti
La novità più rilevante è la completa riscrittura del compilatore e del runtime AI basata su MLIR, un’infrastruttura avanzata per l’ottimizzazione dei modelli di machine learning.
Questo cambiamento consente, secondo Tesla, una riduzione del 20% della latenza: in pratica, il tempo che passa tra la “visione” di un ostacolo e la reazione dell’auto si accorcia sensibilmente. Un miglioramento che può quindi tradursi in frenate più tempestive, manovre più fluide e maggiore capacità di gestire situazioni limite.
Non a caso, il progetto MLIR è stato sviluppato da Chris Lattner, figura di riferimento nel mondo dei compilatori e già coinvolto, seppur brevemente, nello sviluppo dell’Autopilot Tesla. Il suo endorsement pubblico rafforza la credibilità tecnica di questo salto.
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Software evoluto per una guida più “umana”
Oltre al compilatore, Tesla ha aggiornato anche la fase di addestramento della rete neurale, migliorando il reinforcement learning e il sistema di visione.
Il risultato dovrebbe portare ad una maggiore capacità del sistema d’interpretare scenari difficili: condizioni di scarsa visibilità, oggetti rari o imprevisti, geometrie stradali complesse. Anche la gestione dei semafori e degli incroci articolati è stata affinata grazie all’utilizzo di dati reali raccolti dalla flotta.
Interessante anche il lavoro sugli “edge case”, cioè gli eventi rari: piccoli animali, oggetti sporgenti o veicoli anomali vengono ora gestiti meglio grazie a un addestramento mirato.

Parcheggi e veicoli di emergenza: meno incertezze
Tra le novità più “tangibili” per l’utente c’è una gestione più decisa delle manovre di parcheggio. Il sistema ora mostra sulla mappa un’icona “P” che indica dove l’auto intende fermarsi, riducendo le esitazioni tipiche delle versioni precedenti.
Migliora anche il comportamento in presenza di mezzi di emergenza, scuola-bus o veicoli con precedenza, uno degli ambiti più delicati per qualsiasi sistema di guida autonoma. Inoltre, Tesla dichiara di aver ridotto i cosiddetti “disengagement”, ovvero le disconnessioni del sistema, grazie a una migliore gestione dei cali temporanei di prestazioni.
Solo per hardware HW4
Tesla fa sapere che l’aggiornamento è disponibile esclusivamente per i veicoli con hardware HW4, confermando di fatto la fine del supporto evolutivo per le piattaforme precedenti. Una scelta che sottolinea quanto la potenza di calcolo sia ormai centrale nello sviluppo della guida autonoma.
Parallelamente, Tesla ha anche iniziato a sostituire il termine “Autopilot” con “Self-Driving” nell’interfaccia utente. Un cambio lessicale che riflette la volontà di posizionare il sistema come soluzione sempre più completa.
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